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Accanto ai 60 Siti UNESCO italiani suddivisi in culturali (54) e naturali (6), ci sono beni che costituiscono un tesoro unico e di enorme valore non identificabili in una piazza, un monumento o un luogo fisico. Si parla in questo caso di beni immateriali o intangibili, ovvero pratiche, saperi e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Si tratta dell’identità intima e profonda di un popolo o di una specifica comunità che si manifesta, ad esempio, attraverso le arti performative come la musica, la danza, il teatro, i burattini, la gastronomia, i riti religiosi, le rievocazioni storiche, le pratiche artigianali e il patrimonio linguistico.
L’UNESCO ha compreso il ruolo di queste espressioni culturali da promuovere nel rispetto delle diversità, da salvaguardare e trasmettere alle generazioni future. Segue la lista, in ordine decrescente, dall’iscrizione più recente a quella più datata risalente al 2008.
La pratica del Canto Lirico (2023)

La pratica del canto lirico Photograph: Alessia Santambrogio © As.LI.Co
Il canto lirico rappresenta una delle più alte espressioni del panorama artistico-culturale italiano e per questo è stata da poco riconosciuta come patrimonio immateriale UNESCO. Associato alla recitazione e messa in scena e supportato dalle esecuzioni dell’orchestra, il cantante si serve della fisiologia dell’apparato fonatorio per esaltare le caratteristiche della voce. Tale pratica è, inoltre, un elemento di condivisione del patrimonio musicale ed emblema di un linguaggio universale.
Irrigazione tradizionale: conoscenza, tecnica e organizzazione (2023)

Photograph: Daniela Donolato © Heimatpflegeverband Südtirol, 2021 – Irrigazione tradizionale: conoscenza, tecnica e organizzazione
La millenaria pratica irrigativa della val Venosta è stata ufficialmente riconosciuta e inclusa nella “Lista Rappresentativa del Patrimonio Immateriale Unesco”. Questo antico metodo di irrigazione riflette la ricca storia agricola della regione, prevedendo un processo di sommersione regolare attraverso un dettagliato sistema rotativo. La tecnica si basa su un sistema di canali che trasportano l’acqua dai punti di raccolta a monte ai prati coltivati a valle. L’uso di paratie di legno interrompe il flusso d’acqua, permettendo di allagare i terreni sottostanti.
La tradizione dell’allevamento dei Cavalli Lipizzani (2022)

Il tradizionale allevamento dei Cavalli Lipizzani
Questo peculiare allevamento è una tradizione che l’Italia condivide con Austria, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Ungheria, Romania e Slovacchia. Pratiche, saperi e conoscenze che, inizialmente utilizzati per allevare cavalli presso la corte imperiale asburgica a Vienna, sono state tramandate nel corso dei secoli. Oltre che durante eventi, feste, celebrazioni o sfilate di carnevale, questa razza equina trova un largo impiego nell’equitazione per scopi terapeutici e nel turismo sostenibile. In Italia, la tutela e conservazione dei cavalli lipizzani è molto radicata nei comuni di Montelibretti e Monterotondo, in prossimità della Valle del Tevere, a Nord-est della Capitale.
Tocatì, un programma condiviso per la salvaguardia di giochi e sport tradizionali (2022)

Photograph: Vanni Sartori © AGA, 2015 -Tocatì, giochi di strada nel suggestivo scenario della città di Verona
Il Tocatì, che letteralmente significa “tocca a te”, è un appuntamento fisso che ha luogo a Verona nell’ambito del Festival Internazionale dei Giochi di Strada. Una 3 giorni in cui il centro storico si trasforma in un mega terreno di gioco. 200 mila metri quadrati dedicati allo svolgimento di oltre 50 giochi tradizionali italiani e tipici del Paese ospite di turno, la cui delegazione apporta il suo prezioso contributo.
La Falconeria (2021)

Falco seduto sul guanto
“La Falconeria, un Patrimonio Umano vivente”, riconosciuto appunto come Patrimonio Immateriale Unesco, consiste in una vera e propria arte che include le tecniche e tradizionali volte all’addestramento e al volo di falchi. Con i suoi oltre 4 mila anni di vita, risale a tempi molto antichi e trova numerose testimonianze soprattutto in epoca medievale. Con le debite differenze, in tutto il mondo la falconeria condivide gli stessi metodi, valori, tradizioni e saperi universali. Il Circolo dei Falconieri d’Italia incarna l’essenza di questo tesoro immateriale, sostenendone la sopravvivenza.
Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali (2021)

Photograph: Antonella Brancadoro © Archive Associazione Nazionale Città del Tartufo, 2018 – Cane da tartufo
La cerca e cavatura del tartufo consta di saperi e pratiche tradizionali tramandate di generazione in generazione e da qualche anno è stata riconosciuta come bene del Patrimonio Immateriale UNESCO. Tali conoscenze sono piuttosto vive nelle zone rurali abitate dai cacciatori di tartufi. Per individuare le aree ricche di questo fungo ipogeo, i tartufai si avvalgono di cani addestrati a tale scopo. L’estrazione si esegue con una particolare paletta che ne consente la rimozione senza creare danni al suolo. La tradizione antica trova la sua massima espressione nelle sagre e feste popolari che scandiscono i momenti di apertura e chiusura della caccia del tartufo, prodotto tanto pregiato quanto prelibato.
L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia, una tecnica strumentale legata al canto, alla maestria dell’emissione e del vibrato, alla risonanza dei luoghi e alla convivialità (2020)

Corno da caccia
Suonare il corno implica numerosi aspetti tecnici ed espressivi come l’intonazione e la qualità delle note prodotte, basate sostanzialmente sul respiro e sul controllo del corpo del musicista. Il ricco e brioso repertorio è la manifestazione di un’espressione di convivialità, condivisione dei valori e appartenenza a una comunità. L’arte musicale del corno Favorisce lo scambio culturale e ne mantiene viva la memoria storica. In Italia le due regioni rappresentative di questa pratica sono il Piemonte e il Trentino-Alto Adige.
L’arte delle perle di vetro (2020)

Mastro artigiano intento nella creazione delle caratteristiche perle di vetro
Quest’arte fine e delicata, è il risultato di antichi saperi e abilità che i mastri trasformano in capolavori partendo dal vetro grezzo lavorato col fuoco. Tale attività è piuttosto diffusa nel nucleo storico di Venezia e nelle isole di Murano, Burano, Torcello e Pellestrina. Ad oggi, si contano 142 membri detentori di questa pratica unica, declinata in diverse figure professionali altamente specializzate.
Alpinismo (2019)

© Eric Courcier, 2018 – Alpinisti
L’alpinismo, riconosciuto come Patrimonio Immateriale Unesco, non è da intendersi semplicemente come pratica sportiva che consente di scalare pareti d’alta montagna e vette. Si tratta bensì di conoscenza degli strumenti, delle tecniche, delle caratteristiche specifiche del territorio. Si tratta piuttosto di cultura della montagna, libertà, socialità, solidarietà e collaborazione nel pieno rispetto dell’ambiente.
La Perdonanza Celestiniana (2019)

© Marco Equizi/Celestinian Forgiveness Committee, 2017 – Rievocazione storica della Perdonanza Celestiniana
La celebrazione della Perdonanza Celestiniana è una tradizione che risale al medioevo che, sin dal 1294, si rinnova a L’Aquila ogni anno viva più che mai. L’usanza, legata dalla storica bolla pontificia con la quale Papa Celestino concesse l’indulgenza plenaria. Il capoluogo abruzzese e la sua provincia mantengono a tutt’oggi questo profondo senso di appartenenza alla propria identità.
Transumanza. Il movimento stagionale del bestiame lungo gli antichi tratturi nel Mediterraneo e nelle Alpi (2019)

La pratica rurale tradizionale della transumanza
Questa pratica rurale tradizionale, condivisa da Italia, Austria e Grecia, prevede lo spostamento in primavera e autunno di migliaia di animali condotti dai pastori e dai loro cani. La transumanza equivale a antichi rituali e pratiche condivise, antichi saperi e conoscenza del territorio tramandate di generazione in generazione. In Italia, questa usanza sopravvive ancora in Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, Lombardia, Friuli e nelle province autonome di Trento e Bolzano.
Arte dei muretti a secco (2018)

Esempio di muretto a secco tipico del paesaggio rurale pugliese
Anche l’arte dei muretti a secco è stata riconosciuta come bene del Patrimonio immateriale UNESCO. Questa tecnica consiste nella realizzazione di strutture in pietra impilando pietre una sopra l’altra senza l’impiego di altri materiali. I muretti a secco erano largamente diffusi nelle abitazioni di diverse zone rurali, in particolar modo in concomitanza di terreni scoscesi. La pratica nota fin dall’alba dei tempi è espressione dell’equilibrio tra uomo e natura.
L’arte del “Pizzaiuolo” napoletano (2017)

L’arte del “Pizzaiuolo” napoletano
Il mestiere del pizzaiolo napoletano presuppone esperienza e conoscenza che questa figura specializzata mette in pratica per dar vita a una delle icone italiane per eccellenza: la pizza. Una vera e propria arte riconosciuta come Patrimonio Immateriale UNESCO. La lavorazione dell’impasto, il movimento rotatorio che conferisce la caratteristica forma e la cottura nel forno a legna sono le fasi di un processo che mette in evidenza le abilità manuali di un’arte che non ha eguali. La pizza, nata a Napoli, è l’autentica ambasciatrice del marchio di italianità a livello mondiale.
Pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite “ad alberello” della comunità di Pantelleria (2014)

© 2010 by Graziella Pavial/Pantelleria Agronomist – Coltivazione tradizionale della vite “ad alberello” della comunità di Pantelleria
La tradizionale coltivazione della vite ad alberello, nota anche come “agricoltura eroica”, è praticata in condizioni climatiche piuttosto ostili. I vinai e contadini dell’isola siciliana di Pantelleria tramandano alle nuove generazioni il loro sapere oralmente e rigorosamente in dialetto locale. Nell’isola satellite più grande della Sicilia, di origine vulcanica, si coltiva questa particolare varietà di vite su piccoli lotti di terra e in maniera completamente sostenibile. Compresa orientativamente nel periodo che va da fine luglio e fino al mese di settembre, la vendemmia è un momento di condivisione per la comunità che si stringe intorno a questa pratica per garantirne la sopravvivenza.
Le Feste della rete delle grandi Macchine a spalla (2013)

Photo credits: Comune di Sassari – La Faradda o Discesa dei Candelieri
Le processioni religiose che prevedono il trasporto di grandi strutture a spalla sono piuttosto diffuse in Italia. Nello specifico, le feste riconosciute come bene immateriali sono:
Dieta Mediterranea (2013)

La varietà di alimenti della dieta mediterranea
La dieta mediterranea fa parte del Patrimonio Immateriale UNESCO intangibile condiviso da Italia, Spagna, Marocco, Grecia, Cipro, Croazia e Portogallo. Più che un elenco di alimenti e della relativa tabella nutrizionale, essa è il simbolo di uno stile di vita che dal paesaggio arriva direttamente sulla nostra tavola. Consumare cibo non è semplicemente un atto di sopravvivenza, bensì assume i tratti di una vera e propria identità culturale dei paesi del bacino del Mediterraneo.
Saper fare liutario di Cremona (2013)

Mastro liutario con il suo allievo apprendista – Photograph: Marcella Pizzi © 2010 by Terra d’ombra Production
L’artigianato cremonese è famoso in tutto il mondo per la realizzazione e il restauro di violini, viole, violoncelli e contrabbassi e per questo è stato riconosciuto Patrimonio Immateriale UNESCO. Alla scuola di alta specializzazione, segue un lungo apprendistato volto al perfezionamento e all’affinamento delle tecniche. Ogni pezzo viene rigorosamente costruito e assemblato a mano a partire da legno selezionato e opportunamente stagionato rispettando l’estetica e le proprietà acustiche dello strumento. Ogni esemplare è unico: non troverete mai due violini identici.
Canto a Tenore, canti pastorali sardi (2008)

Di Sardegnabella – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25945475 – Tenores di Bitti
Questa particolare forma di canto polifonico, originatasi nel contesto della cultura pastorale sarda, esprime una delle essenze più intime e veraci dell’isola. Eseguito in piedi in circolo da 4 uomini che utilizzano 4 voci diverse tra loro, il canto a tenore è diffuso in particolare nella subregione della Barbagia e nel cuore della Sardegna. Se da un lato le performance avvengono in forma del tutto spontanea nei bar, la tradizione prevede questa suggestiva manifestazione artistica in occasione di cerimonie ufficiali e durante il carnevale barbaricino.
Il Teatro dei Pupi Siciliani (2008)

Pupi siciliani
Altrimenti noto con la definizione di Opera dei Pupi, il Teatro dei pupi siciliani, consiste in un pittoresco teatro di marionette. La sua nascita, piuttosto recente, risale agli inizi del XIX secolo. Le scene rappresentate, i cui dialoghi vengono recitati a braccio dai burattinai, riguardano la letteratura cavalleresca medievale, i poemi rinascimentali italiani, vite dei santi e aneddoti legati ai famosi banditi. A Palermo e Catania si trovano le due principali scuole di Pupi Siciliani dove questi burattini vengono realizzati e dipinti come detta l’antica tradizione.
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