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Redazione

  • 2 anni fa
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La Campania: terra di antiche rovine, vulcani attivi e un’arte culinaria raffinata. Un’esperienza unica in una delle regioni più vivaci del Sud Italia

Indice dei contenuti

La Campania, bagnata a sud-ovest dal Mar Tirreno, è una regione dell’Italia meridionale con capoluogo Napoli. Con i suoi 5.579.073 abitanti, distribuiti su di una superficie di 13.670,95 km2, è la seconda regione d’Italia per densità di popolazione dopo la Lombardia.

La Campania: tra catene montuose e coste incantevoli

Il territorio della Campania si presenta per il 50% collinare con estese e verdeggianti valli: Valle Caudina, Valle del Sele, Valle Telesina, Valle del Miscano, Valle del Cervaro, Vallo di Diano, Valle Vitulanese; per il 14% pianeggiante con la Pianura Campana e la piana del Sele e per il 34,6% montuoso con alcune delle più importanti cime del sud Italia tra cui ci sono: il Monte Matese, i Monti del Sannio, i Monti dell’Irpinia, i Monti Picentini e i Monti Lattari.

La costa campana comprende quattro ampi golfi: il Golfo di Gaeta (tra Lazio e Campania), il Golfo di Napoli, il Golfo di Salerno e il Golfo di Policastro (che comprende anche Basilicata e Calabria). Quattro anche le zone costiere con caratteristiche uniche al mondo: Costiera Amalfitana, Costiera Sorrentina, Costiera Cilentana e Costiera Flegrea.

Campania, veduta della Costiera amalfitana

Veduta della Costiera amalfitana

I fiumi 

La regione presenta importanti corsi d’acqua: il Volturno, il più lungo del Sud Italia, nasce in Molise e prima di sfociare nel Mar Tirreno passa per la Campania attraversando le città di Benevento e Caserta; il Calore, lungo 180 km, rappresenta il principale affluente del fiume Volturno, nasce dal monte Accellica e attraversa molti comuni in provincia di Benevento. Altri fiumi sono il Sele e il Tanagro

I laghi 

La Campania vanta, inoltre, la presenza di numerosi laghi.

  • Il Lago Falciano appartiene all’omonima area protetta e si estende per circa 90 ettari in provincia di Caserta.
  • Il lago di Telese, invece, è un lago di origine carsica a forma circolare situato nella cittadina di Telese Terme in provincia di Benevento.
  • Il lago D’Averno, situato nel comune di Pozzuoli, sorge all’interno di un cratere vulcanico spento. In prossimità di questo lago si trova il Tempio di Apollo, dove Enea consultò la Sibilla Cumana per essere guidato nel suo viaggio agli inferi.
Campania, Lago di Averno

Lago di Averno

  • Il Lago Fusaro, collocato nel comune di Bacoli, venne scelto dal Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone come sfondo per realizzare una casina di caccia e pesca: la Casina Vanvitelliana.
  • Il Lago di Miseno, situato nel comune di Bacoli, ha una estensione di circa 40 ettari e deve il suo nome a Miseno, un trombettiere dell’esercito Troiano al seguito di Enea, che morì annegato nelle acque marine antistanti.
  • Sulle coste dei Campi Flegrei si trova il Lago Lucrino, con sorgenti di acque termali, tra cui le Stufe di Nerone.
  • Infine, ai piedi del Monte Cervialto sorge il Lago Laceno in provincia di Avellino.

La Campania, terra di vulcani 

La Campania conta ben 4 vulcani sul proprio territorio. Oltre al Vesuvio, che domina il Golfo di Napoli ed è uno dei più grandi vulcani attivi dell’Europa Continentale, in provincia di Caserta è presente il Vulcano di Roccamonfina, parte integrante del parco regionale Roccamonfina-Foce Garigliano.

Campania, veduta del Vesuvio

Veduta del Vesuvio

Il Monte Epomeo,una struttura vulcano-tettonica, con i suoi 789 metri rappresenta la montagna più alta dell’Isola di Ischia.

Infine, ci sono i Campi Flegrei, collocati tra la collina di Posillipo e quella dei Camaldoli; questi sono una grande caldera quiescente, caratterizzata da almeno 24 crateri ed edifici vulcanici, tra cui la Solfatara di Pozzuoli, un vulcano ancora attivo le cui potenti fumarole erompono vapori sulfurei.

Un po’ di storia

Già dalla prima metà del I millennio a.C., la Campania era abitata dagli Osci, una popolazione di lingua indo-europea. Dall’VIII secolo a.C., lungo le coste iniziarono a svilupparsi le prime colonie della Magna Grecia: Cuma, Poseidonia, Neapolis, Pithecusa e Parthenope, mentre l’entroterra campano era ancora occupato dagli Etruschi.

Nella seconda metà del V secolo a.C., i Sanniti conquistarono l’intero territorio, mantenendo il loro dominio fino alla fine delle tre Guerre Sannitiche, quando Roma riuscì a conquistare tutta la regione.

Dai Romani alla conquista dei Borboni 

Divenuta parte dell’Impero Romano, la Campania raggiunse il suo massimo splendore. Le coste e le isole vennero scelte dai patrizi per costruire le loro dimore di villeggiatura. Le prospere campagne producevano cereali, olio, agrumi e vini prelibati in abbondanza, tanto che la regione venne ribattezzata Campania Felix.Con il tramonto della civiltà romana, si disgregò anche l’unità politica del territorio che, a partire dal VI secolo a.C., venne in larga parte occupata dai Longobardi e, in misura minore, dai Bizantini.

Nell’anno 1030, i Normanni conquistarono la regione stabilendo il loro feudo ad Aversa che rappresentò il loro primo nucleo di insediamento nell’intera Italia meridionale.Sotto la monarchia normanno-sveva, la Campania fu inglobata nel Regno di Sicilia, diventando dominio prima degli Angioini e poi degli Aragonesi.

Dal 1503 al 1713, l’intera regione fu governatadagli Spagnoli, attraverso un Viceré residente a Napoli. Dopo la breve parentesi austriaca,la Campania fu conquistata dai Borbone di Spagna. Con il Re Carlo III di Borbone, iniziò un periodo di significative riforme in campo fiscale, tributario e giudiziario. 

La Repubblica di Napoli e la Monarchia costituzionale 

Fallita la breve esperienza della Repubblica di Napoli, dal 1808 al 1815, Gioacchino Murat divenne Re di Napoli, artefice dell’inizio della legislazione antifeudale. Nonostante il reintegro dei Borbone, con il congresso di Vienna, nella regione non si spensero le idee di rinnovamento sostenute dalle società segrete, in particolare dalla Carboneria. I moti liberali del 1820, nati in seguito ad un’insurrezione dell’esercito, sfociarono in una monarchia costituzionale. Questo breve periodo fu presto interrotto dal ritorno all’assolutismo. 

Campania, ritratto di Gioacchino Murat

Ritratto di Gioacchino Murat di François Gérard del 1811 circa, dettaglio – collezione privata

Il fenomeno migratorio e l’impoverimento demografico 

Nonostante l’approvazione della costruzione del polo siderurgico di Bagnoli (1904) e la bonifica delle aree malariche, la Campania conobbe il fenomeno dell’emigrazione, diretta in particolare verso l’estero, con un conseguente impoverimento demografico.

Il secondo dopoguerra 

Durante la Seconda guerra mondiale, la Campania divenne teatro di operazioni militari decisive per il processo di liberazione dai tedeschi, conseguenti anche allo sbarco degli Alleati a Salerno tra l’8 e il 9 settembre 1943. Tuttavia, il capoluogo campano riuscì a liberarsi dai tedeschi prima dell’arrivo degli angloamericani durante le quattro giornate di Napoli. Nel dopoguerra la Campania ha avuto uno sviluppo economico limitato, a dispetto delle sue grandi potenzialità. Il turismo si conferma, dunque, una delle risorse più importanti per la regione.

Il Patrimonio archeologico, culturale e naturale

I più importanti siti archeologici

Scavi archeologici di Pompei

Pompei è oggi un caso unico al mondo di antica città romana rimasta intatta nel tempo. La Casa del Fauno, la Villa dei Misteri o il Lupanare sono delle vere e proprie opere d’arte che non smettono mai di sorprendere.

Scavi archeologici di Ercolano

Come Pompei, anche Ercolano venne travolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., ma la colata di lava e fango che la sommerse non ha limitato il suo fascino, lasciando spesso inalterate opere meravigliose. Il fiore all’occhiello del sito archeologico resta la Villa dei Papiri.

Scavi archeologici di Oplontis o Torre Annunziata

Oplontis era considerata una contrada di Pompei, più che un centro urbano autonomo. Di questa cittadina, è possibile visitare solo la Villa di Poppea Sabina, una lussuosa dimora monumentale e simbolo dello sfarzo della Roma imperiale. Potrai ammirare magnifici affreschi presenti al suo interno.

Parco archeologico di Cuma

Visitare questo Parco archeologico significa immergersi in 3.000 anni di storia. Sicuramente, ad attirare migliaia di visitatori ogni anno sono l’antro della Sibilla e il Tempio di Giove che si erge sul monte Cuma.

Il Tempio di Serapide di Pozzuoli

Il tempio sorge maestoso nel centro storico di Pozzuoli e rappresenta, in realtà, un mercato pubblico risalente al I-II secolo d.C.

Campanial Pozzuoli, Tempio di Serapide

Pozzuoli, Tempio di Serapide

Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

Si tratta di uno degli anfiteatri più grandi d’Italia dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere. I suoi spalti riuscivano ad ospitare circa 40.000 spettatori che potevano assistere a spettacoli teatrali e lotte tra gladiatori.

Parco sommerso di Baia

Grazie a piccoli sommergibili turistici dalla pavimentazione trasparente, sarà possibile ammirare mosaici e antiche ville patrizie sprofondate ormai negli abissi, a causa del fenomeno del bradisismo che da sempre interessa l’area flegrea.

Parco archeologico di Paestum

Gli scavi di Paestum si distinguono per i tre templi greci in stile dorico e dedicati a tre divinità greche: Poseidone, Hera e Cerere.

Campania, Paestum

Veduta di Paestum

I principali musei

La Campania presenta un vasto patrimonio artistico ed archeologico, unico al mondo. Tra i tanti musei campani, ricordiamo nella città di Napoli: il Museo di Capodimonte, ubicato nell’omonima reggia, ospita le opere di alcuni dei più importanti pittori italiani quali Caravaggio, Simone Martini, Luca Giordano, nonché una sezione di pittura contemporanea, tra cui spicca Vesuvius di Andy Warhol

Nelle vicinanze di Piazza San Domenico Maggiore, sorge Cappella Sansevero, una chiesa sconsacrata dove sono custoditi il capolavoro di Giuseppe Sanmartino: il Cristo Velato, la Pudicizia di Antonio Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo

Il MANNMuseo archeologico Nazionale di Napoli, invece, ospita la più vasta collezione d’arte classica greco-romana del mondo e la più prestigiosa per quanto riguarda la pittura romana. Viene, quindi, annoverato tra i più importanti musei archeologici di tutto il pianeta.

Per gli amanti dell’arte contemporanea, non può mancare una visita al PAN-Palazzo delle arti di Napoli che ospita padiglioni di arte contemporanea in tutte le sue declinazioni: pittura, scultura, fotografia, fumetto, grafica e cinema.

Nel suggestivo Castello Aragonese di Baia, nel comune di Bacoli, è ospitato il Museo archeologico dei Campi Flegrei dove sono conservati i più significativi reperti rinvenuti nei siti archeologici dell’area flegrea tra cui: il Sacello degli Augustali di Miseno e il Ninfeo di Punta Epitaffio a Baia.

Il Patrimonio UNESCO 

Numerosi i Siti UNESCO riconosciuti alla Campania:

  • Centro storico di Napoli (1995);
  • Reggia di Caserta e il Parco, Complesso di San Leucio e Acquedotto Carolino (1997);
  • Costiera Amalfitana (1997);
  • Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (1997);
  • Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano, i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula (1998);
  • Santa Sofia a Benevento (2011);
Campania, scorcio della Reggia di Caserta

Uno scorcio del parco della Reggia di Caserta

 Il patrimonio immateriale UNESCO della regione comprende:

I luoghi da non perdere

La Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana è una porzione di costa situata a sud della penisola sorrentina, affacciata sul Golfo di Salerno. Essa comprende diverse città e borghi, tra cui Amalfi, Atrani, Cava de’ Tirreni, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Sant’Egidio del Monte Albino, Scala, Tramonti e Vietri sul Mare.

La Costiera Sorrentina

La Costiera Sorrentina, invece, si affaccia sul Golfo di Napoli e presenta un mare turchese, spiagge ricche di calette ed una lunga tradizione gastronomica. La Costiera, oltre che per le sue bellezze naturalistiche, è famosa anche per diversi prodotti tipici come il limoncello, un liquore ottenuto dai limoni della Costiera, la pasta di Gragnano, la mozzarella di bufala campana DOP e il provolone del Monaco DOP.

Il Cilento

La Costiera cilentana, che si estende dal Golfo di Salerno fino a quello di Policastro, è un tratto di costa molto frastagliato, ricco di grotte naturali scavate nella roccia e di piccole baie nascoste. Il Cilento è conosciuto in tutto il mondo per la presenza di spiagge considerate uniche in Italia e che hanno sempre ricevuto il titolo “Bandiera Blu“.

Tra queste ci sono: Spiaggia del Buondormire a Capo Palinuro, Baia degli Infreschi, nota anche come Porto o Cala degli Infreschi, che si trova tra Marina di Camerota e Scario, Cala Bianca che è caratterizzata da sabbia bianca e acque color verde smeraldo e, infine, Punta Licosa, un’Area Marina Protetta, che è stata diverse volte premiata come la spiaggia più bella da Legambiente. 

Le 6 aree marine protette

In Campania ci sono sei aree marine protette: zone di mare di particolare pregio ambientale e paesaggistico, rispetto alle quali vige la normativa della salvaguardia dei luoghi e della flora e fauna autoctone.

  • Parco sommerso della Gaiola: istituito nel 2002, comprende il limitato territorio di un isolotto antistante la località di Posillipo.
  • Parco sommerso di Baia: istituito nel 2002, è situato nel golfo di Napoli e custodisce reperti di epoca romana di valore inestimabile.
  • Area marina protetta di Santa Maria di Castellabate: istituita nel 1997 si trova nella provincia di Salerno, tra Paestum e Velia.
  • Area marina protetta della Costa degli Infreschi e della Masseta: situata anch’essa in provincia di Salerno, comprende il tratto di mare che dalla punta dello Zancate si estende fino a Scauro e Massetta.
  • Area naturale protetta Punta Campanella: istituita nel 1997, interessa la fascia costiera dei Comuni di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Positano, Sant’Agnello, Sorrento e Vico Equense.
  • Area marina protetta Regno di Nettuno: è stata istituita nel 2007 e comprende le isole del golfo di Napoli, Ischia, Procida e Vivara.

Le città della Campania 

Napoli

Famosa per il suo folclore e le millenarie tradizioni, Napoli è una bellissima città affacciata sul mare, al centro dell’omonimo Golfo, che vanta un patrimonio storico, culturale e artistico unico al mondo. Il suo centro storico, considerato il più grande d’Europa, è stato dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1995. 

Campania, Veduta di Napoli

Veduta di Napoli dall’alto

Dal Lungomare Caracciolo a via San Gregorio Armeno, la strada dei presepi e delle bancarelle natalizie, si passa per la famosa Piazza del Plebiscito, situata nel cuore del centro storico tra il Lungomare e Via Toledo. Si tratta di una piazza semicircolare in cui si affacciano la Basilica di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale.

Da via Toledo fino al Corso Vittorio Emanuele si estende un reticolato di strade e vicoli che danno vita ai famosi Quartieri Spagnoli. Grazie ad un costante processo di riqualificazione, questa zona è diventata una delle principali attrattive turistiche della città, vicoli stretti in cui è facile imbattersi in una serie di murales che raccontano la storia presente e passata di Napoli, vestiti stesi al sole e piccole trattorie.

Castel dell’Ovo, collocato sull’isolotto di Megaride, è uno dei simboli di Napoli insieme al Maschio Angioino, storico castello medievale che domina Piazza Municipio.

Ti consigliamo, senza dubbio, una visita alla Napoli Sotterranea, un’area che si trova nel sottosuolo e che descrive la storia della città partenopea dall’epoca romana. Da quando qui  si trovava l’acquedotto cittadino, farai un viaggio millenario fino al secondo conflitto mondiale quando i napoletani usarono i sotterranei come rifugi antiaereo.

Benevento

Originariamente nota con il nome di Maleventum a causa della sconfitta che gli antichi romani subirono durante la seconda guerra sannitica nella famosa battaglia delle Forche Caudine, Benevento è una città che si estende nell’entroterra campano e presenta un patrimonio storico, architettonico ed enogastronomico non meno degno di nota rispetto al capoluogo campano.

Salerno

La città di Salerno si affaccia sul Mar Tirreno, all’interno dell’omonimo golfo. Paesaggi incontaminati e storia millenaria si fondono ancora oggi per stupire i visitatori.

Avellino 

Avellino, invece, viene considerata il capoluogo della Verde Irpinia, una zona dell’entroterra campano caratterizzata da una vegetazione rigogliosa all’interno di un paesaggio essenzialmente collinare e, a tratti, montuoso. Una territorio capace di regalare intensi sapori e prodotti tipici come vini, tartufi, formaggi e nocciole.

Caserta

Caserta, ricca di storia, monumenti e chiese, è una città conosciuta in tutto il mondo per la maestosa Reggia Di Caserta. Un complesso architettonico considerato una delle massime espressioni del barocco italiano, progettato dall’architetto napoletano Luigi Vanvitelli per volere del sovrano Carlo III di Borbone.  Appena a nord della città di Caserta, è possibile ammirare Casertavecchia un piccolo borgo di origini medioevali caratterizzato da case in pietra, strade a ciottoli e antiche botteghe artigiane.

Le principali isole campane 

Capri

Indubbiamente la più famosa delle isole campane, Capri presenta uno straordinario paesaggio naturale, un mare dal colore blu cobalto e un patrimonio storico di pregio che hanno contribuito a regalarle una fama internazionale. Simboli indiscussi dell’isola sono la Piazzetta, dove è possibile incontrare celebrità provenienti da qualsiasi parte del mondo, i faraglioni, la Grotta azzurra ed i bellissimi Giardini di Augusto

Ischia

Famosa in tutto il mondo per le sue acque termali, Ischia ospita un parco termale naturale gratuito e aperto tutto l’anno la Baia di Sorgeto. L’isola si caratterizza per spiagge paradisiache, giardini termali e panorami mozzafiato che si sposano con una storia millenaria.

Campania, Isola di Ischia

Isola di Ischia

Procida

Semplicità e poca mondanità sono le caratteristiche di Procida. Marina Corricella ne rappresenta sicuramente il centro principale: un borgo marinaro antichissimo dove è possibile ammirare le barchette dei pescatori e le case colorate che si snodano fino a Marina Grande.

Nisida

Situata a largo del Promontorio di Posillipo, Nisida è collegata alla terraferma tramite un ponte carrozzabile costruito negli anni Trenta. L’isola, di origine vulcanica, fa parte dell’arcipelago delle Isole Flegree. Già dal secolo scorso non è più aperta al pubblico e, quindi, non più visitabile.

Vivara

Ideale per fare escursioni ma anche per ammirare esemplari di flora e fauna davvero rari e paesaggi mozzafiato, l’isola di Vivara è collegata a Procida attraverso un ponte pedonale. Dal 1974, Vivara è divenuta Oasi Naturalistica Protetta e Riserva Naturale dello Stato dal 2002. Dunque, è possibile accedervi solo se accompagnati da guide accreditate e previa prenotazione.

Specialità enogastronomiche 

La Campania è sicuramente caratterizzata da prodotti di alta qualità con marchio DOP- denominazione origine protetta, tra cui ricordiamo: provolone del monaco, mozzarella di bufala, pomodoro San Marzano, pomodorini del piennolo del Vesuvio, colatura di alici di Cetara, cipollotto nocerino, fico bianco del Cilento, olio extravergine di oliva Penisola Sorrentina, olio extravergine di oliva Terre Aurunche.

Prodotti IGP- Identificazione geografica protetta tra cui ricordiamo: pasta di Gragnano, limoni di Sorrento, nocciole di Giffoni, castagna di Montella, carciofo di Paestum, melannurca campana, vitellone bianco dell’Appennino Centrale.

La Campania può contare anche su una pregiata produzione di vini a marchio DOP– denominazione origine protetta, tra cui ricordiamo: l’Aglianico del Taburno, il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo.

Per i vini a marchio DOC- denominazione origine controllata, ricordiamo: Falanghina del Sannio, Lacryma Christi del Vesuvio, la Falanghina dei Campi Flegrei e l’Asprinio di Aversa.

Alcuni piatti tipici regionali

  • La pizza è sicuramente la regina della gastronomia campana. Tra le varianti più antiche della tradizione napoletana, indubbiamente troviamo la Margherita (salsa di pomodoro, mozzarella, olio e basilico) e la pizza Marinara (con pomodoro, aglio, origano e olio di oliva);
Pizza napoletana

Pizza napoletana

  • Gli gnocchi alla sorrentina sono una ricetta di pasta fresca e fatta a mano con ingredienti semplici: patate, farina e acqua. Conditi con pomodoro, fiordilatte, parmigiano e basilico. Questo piatto è nato nella zona di Sorrento e viene servito in un tegame di terracotta chiamato pignatiello;
  • Il Sugo alla genovese: nonostante il nome, si tratta di una salsa tipica della cucina napoletana a base di cipolle e carne di manzo comunemente utilizzata per condire una particolare tipologia di pasta chiamata ziti;
  • La Milza imbottita o meveza, come viene chiamata nel dialetto salernitano. Piatto tipico della tradizione culinaria di Salerno; la milza viene farcita con peperoncino, aglio e prezzemolo per poi essere cotta in olio e aceto;
  • La Cianfotta è una pietanza tipica casertana, per certi versi simile alla caponata siciliana. A base di peperoni fritti, aglio, cipolla, patate, melanzane, peperoncino, pomodori ed erbette aromatiche;
  • La sfogliatella è un dolce tipico della tradizione napoletana che racchiude un delicato ripieno di ricotta e arance candite. Può essere riccia, se l’involucro è costituito da pasta sfoglia, oppure frolla se ricoperta di pasta frolla.
  • Il Babà è uno dei dolci più apprezzati della tradizione napoletana, anche se le sue origini sono polacche. È un dolce molto soffice, bagnato nel rum con la tipica forma a fungo che lo contraddistingue;
  • La Pastiera è un dolce tipico napoletano composto di pasta frolla con l’aggiunta di ricotta fresca, chicchi di grano bollito nel latte, frutta candita, uova, zucchero e aromi;
  • Il limoncello è un liquore simbolo della Costiera Sorrentina, fatto rigorosamente a mano con zucchero, alcool e scorze di limoni di Sorrento che viene servito a fine pasto, ghiacciato.

Curiosità sulla Campania

L’isola di Procida è stata scelta come set cinematografico di due film di fama internazionale: Il Postino con Massimo Troisi e Il talento di Mr. Ripley con Matt Damon. Non solo, Procida è anche il luogo scelto dalla scrittrice Elsa Morante per ambientare il suo libro L’isola di Arturo.

L’isola di Nisida è sede dal 1934 di un carcere minorile. Proprio questo Istituto penitenziario è stato scelto per ambientare le storie dei protagonisti della nota fiction RAI Mare Fuori.

Campania, Isola di Nisida

Isola di Nisida

L’Isola di Ischia fu conquistata dai Greci nell’VIII secolo a.C. e subito ribattezzataIsola delle Scimmie perché all’epoca era piena di primati. Stando alle credenze popolari, fu un’eruzione vulcanica a causare la loro scomparsa.

Benevento è anche chiamata città delle streghe. La leggenda narra che le più temute tra le streghe erano le zoccolare (così chiamate per via degli zoccoli indossati)che di notte si cospargevano il corpo con un unguento che consentiva loro di volare terrorizzando le persone tra le strade di Benevento. Non solo, sembrerebbbe che queste streghe si dedicassero a macabre attività come succhiare il sangue ai bambini, provocare malefici sui neonati e sulle donne fertili, opprimere le persone dormienti sedendosi sul loro petto.

Secondo una credenza popolare e a seguito di numerose sventure capitate ai suoi proprietari, la Villa situata sull’isolotto della Gaiola sarebbe luogo di malasorte. Alle origini di questa storia nefasta, vi sarebbe una donna inglese il cui marito si innamorò dellacognata. La nobile inglese, sentitasi tradita, accusò ferocemente la sorella fino al punto di indurla al suicidio. L’uomo per il dolore si sparò, mentre la moglie impazzì e, per questo motivo, la Villa sarebbe circondata dalla sfortuna.

Il Castel dell’Ovo, situato sul Lungomare di Napoli, deve il suo nome ad un’antica leggenda che vede come protagonista Virgilio. Il poeta latino avrebbe nascosto un uovo magico nelle segrete del castello per proteggere la città di Napoli. Infatti, l’eventuale rottura dell’uovo provocherebbe la distruzione della fortezza e dell’intera città di Napoli.

Come arrivare 

In auto: la Campania è facilmente raggiungibile in auto da tutta la Penisola in quanto interamente attraversata dall’autostrada A1 e dalle sue arterie secondarie.

In aereo: la Campania vanta ben quattro aeroporti:

  • Aeroporto di Napoli-Capodichino, uno dei più grandi in tutta Italia;
  • Aeroporto di Capua;
  • Aeroporto di Salerno-Pontecagnano;
  • Aeroporto di Caserta- Grazzanise.

In nave: in Campania, sono presenti diversi porti di alcuni turistici:

Il Porto di Napoli, uno dei più importanti d’Europa, che si estende per diversi km dal centro della città verso est. Nelle sue immediate vicinanze, si trovano importanti strutture nodali: l’Interporto Campano, l’Interporto Sud Europa di Marcianise e l’aeroporto internazionale di Capodichino, collegati direttamente dall’autostrada A1 e dalle ferrovie.

Prossimi allo scalo anche la Stazione Centrale ferroviaria e il porto turistico di Mergellina.
Nella zona occidentale dello scalo, dedicata al traffico passeggeri, vi è l’attracco delle grandi navi da crociera e si effettua il collegamento, tramite traghetti e aliscafi con le isole di Capri, Ischia, Procida, Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana e anche con le isole Eolie.

In treno: l’infrastruttura ferroviaria in Campania si estende per circa 1000 km di linee; oltre 140 le stazioni. Le reti fondamentale sono:

  • la linea AV che collega Napoli con Roma, Firenze, Bologna e Milano fra le principali città italiane;
  • la linea Roma-Napoli via Formia-Villa Literno-Aversa il cui percorso si sviluppa in prossimità della costa tirrenica per poi spostarsi all’interno della città;
  •  la linea Roma-Napoli via Cassino-Caserta-Cancello;
  • la linea Napoli-Salerno-Battipaglia-Sapri costituisce la prosecuzione verso sud della linea AV Roma-Napoli e dell’esistente Roma-Napoli via Formia;
  • la linea Caserta-Benevento-Savignano Greci è parte della linea trasversale transappenninica Caserta- Foggia.

 

Articolo a cura di Elisabetta di Fraia.

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