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Giusy Pirosa

UNESCO: la Perdonanza Celestiniana nel cuore dell’Abruzzo

  • 2 anni fa
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6 min

Ogni anno, a L’Aquila il 28 e il 29 agosto si celebra un rito solenne chiamato Perdonanza Celestiniana. Si tratta di un evento straordinario, un’esperienza spirituale unica, istituita da Papa Celestino V per concedere a tutti i fedeli, anche a quelli più poveri, l’indulgenza plenaria. In pratica, con tale atto si assicurava la remissione di tutti i peccati e la cancellazione della relativa penitenza per espiarli.

Indice dei contenuti

Con la celebrazione della Perdonanza Celestiniana 2024, assisteremo alla 730esima edizione di questo rito che prende nome dalla Bolla del Perdono emanata da Papa Celestino V alla fine di settembre del 1294. Scopriamo tutto su questa ricorrenza che si celebra nel cuore dell’Abruzzo e che rappresenta, in un certo senso, il primo giubileo della storia.

Origini della Perdonanza Celestiniana

La Perdonanza Celestiniana ha origine con l’incoronazione di Papa Celestino V avvenuta nel 1294. Il suo predecessore, papa Niccolò IV, morì nel 1292. A causa di problemi politici derivanti dal dominio aragonese in Sicilia e della peste che dilagava ovunque, il Conclave non aveva potuto eleggere il nuovo papa.

Finalmente, il 5 luglio 1294, nonostante le molte divergenze politiche, i pochi cardinali rimasti si riunirono a Perugia ed elessero papa un uomo già considerato santo in vita, Pietro Angeleri. Costui era un asceta nativo di Isernia che aveva scelto i luoghi interni dell’Abruzzo per predicare e si era ritirato da diverso tempo nell’eremo di Sant’Onofrio al Morrone.

Perdonanza Celestianiana, Corteo e costumi

Corteo e costumi

Proprio per via del del periodo trascorso in quei luoghi, i devoti gli avevano attribuito l’appellativo di Pietro del Morrone. Così, a dorso di un asino, il santo eremita Pietro del Morrone venne condotto dal re Carlo II d’Angiò e dal figlio Carlo Martello alla basilica Santa Maria di Collemaggio.

Il 29 agosto 1294 veniva incoronato papa con il nome di Celestino V. Il suo pontificato non durò molto, appena quattro mesi: infatti, si dimise nel dicembre dello stesso anno. Nel corso della sua vita fondò l’ordine dei Celestini, poi finì in esilio a Fumone, in provincia di Frosinone, dove morì dopo due anni.

Ad appena un mese dalla sua elezione, Papa Celestino V emanò la bolla Inter sanctorum omnia solemnia, meglio nota come Bolla del Perdono con la quale concesse l’indulgenza plenaria a tutti coloro che erano sinceramente pentiti e confessati.

I fedeli dovevano recarsi alla basilica di Santa Maria di Collemaggio dai vespri del 28 agosto fino a quelli del 29, giorno in cui si celebra la festività di san Giovanni Battista. Solo rispettando queste condizioni ai fedeli sarebbero stati rimessi i peccati ed espiate le colpe.

L’indulgenza plenaria, fino ad allora, veniva concessa solamente ai crociati che partivano per la Terra Santa e ai pellegrini diretti alla Porziuncola di Assisi. Inoltre, era riservata soprattutto a chi poteva permettersela. Va precisato, in realtà che, per ottenere una  parziale remissione dei peccati era necessario versare cospicue offerte, i cosiddetti oboli.

Con la proclamazione della Bolla del Perdono cambiò tutto in maniera radicale perché tutti potevano averla, anche i più indigenti e coloro che non avevano nulla. Inoltre, il rito del perdono veniva rinnovato ogni anno, cosa impensabile fino ad allora.

Tuttavia, il documento emanato da Celestino V ebbe risvolti non solo spirituali ma anche in ambito politico e rappresentò una grande occasione per far crescere l’economia della città. Infatti, la notizia si diffuse rapidamente e L’Aquila cominciò a popolarsi, aumentarono le case e anche il commercio ne trasse grossi benefici.

Nonostante l’allora pontefice Bonifacio VIII ne avesse ostacolato la rappresentazione, la prima celebrazione della Perdonanza ebbe luogo nel 1295. Il papa emanò una bolla il 18 agosto 1295 per annullare il rito della Perdonanza, ma né i monaci di Collemaggio né i fedeli, e tantomeno le autorità, la presero in considerazione.

Perdonanza Celestiniana

Un momento del corteo della Perdonanza Celestiniana

Anzi, fecero tutto il  necessario per svolgere comunque la cerimonia nel miglior modo possibile per renderla un successo. La cerimonia del Perdono divenne ancora più importante per via della traslazione nella basilica di Collemaggio delle reliquie di papa Celestino, conservate in precedenza a Ferentino, comune in provincia di Frosinone.

Le sue spoglie mortali vennero conservate in una cappella che nel ‘500 che successivamente venne stata corredata di un mausoleo. Invece, l’usanza di attraversare la Porta Santa per entrare nella basilica venne introdotta nel XV secolo, su esempio delle chiese patriarcali romane in occasione del giubileo, indetto da papa Bonifacio VIII per la prima volta nel 1300.

Come si svolge il rito

Il rito, ogni anno, si svolge con un corteo composto da gruppi storici dell’Aquila e di altre città italiane, ma sono presenti anche le autorità, fra cui il rappresentante del Governo ed esponenti di altri comuni. Partecipa al corteo anche il vescovo, anche lui vestito con paramenti decorati con croci e vessilli, così come i gruppi storici che vi prendono parte.

Prima che venga aperta la Porta Santa della Basilica di Collemaggio il sindaco legge la Bolla del Perdono. Si tratta del documento originale emanato da Papa Celestino V conservato nella sede della Banca d’Italia a L’Aquila. La bolla viene esposta pubblicamente alcuni giorni della data prevista per celebrare la Perdonanza Celestiniana e oggi è custodita nella cappella blindata della Torre del Palazzo Comunale.

Fu per volere degli antichi statuti civici che la Festa del Perdono venisse indetta dall’autorità civile, proprio perché i cittadini avevano custodito gelosamente la preziosa pergamena, nel rispetto però di quanto stabilito da Papa Celestino.

La sera del 28 agosto viene letta la bolla e, successivamente, un cardinale designato dalla Santa Sede provvede ad aprire la Porta Santa, situata sul lato lungo della Basilica e di cui si hanno notizie sin dal XIV secolo. Con molta probabilità, la Porta Santa è stata realizzata da più artisti, pare appartenenti a una scuola francese.

Sopra il portale ligneo è posto lo stemma di un’aquila, uno dei simboli del capoluogo abruzzese. Nella lunetta del portale, attribuita ad Antonio Martini da Atri, sono raffigurate l’immagine della Madonna con Bambino affiancata dai Santi Giovanni Battista e Pietro Celestino e la Bolla del Perdono. Nel corteo vi sono tre personaggi considerati i più importanti:

Dama della Bolla

Si tratta di una ragazza alla quale viene affidato l’astuccio contenente una copia della Bolla del Perdono. Tuttavia, dal 1997 la Dama porta solamente la teca poggiata su un cuscino invece del documento, per evitare che questo possa danneggiarsi.

Giovin Signore

Il Giovin Signore è colui che porta il ramo d’ulivo con cui il Cardinale batte la Porta Santa per tre volte, per poi  farla aprire.

Corteo della Perdonanza Celestiniana con la Dama della Bolla e il Giovin Signore

Dama della Croce

Una giovane ragazza che conduce la Croce, dono con il quale i cittadini porgono i loro ringraziamenti al Cardinale che aprirà la Porta Santa. La croce è opera di artigiani orafi del luogo. Per raggiungere la basilica il corteo percorre Piazza Palazzo, Corso Vittorio Emanuele, Corso Federico II, Viale Francesco Crispi e Viale di Collemaggio.

Ancora oggi la Perdonanza è un rito solenne

Dopo alcuni secoli in cui c’era stato molto fervore intorno alla Perdonanza, l’evento cominciò ad essere un po’ trascurato.

Solo nella seconda metà del XX secolo il rito riacquistò nuovo slancio e tornò ad essere una manifestazione attesa e partecipata nel 1983 grazie al sindaco del capoluogo abruzzese Tullio De Rubeis. Da allora, è stato ripreso il Corteo storico della Bolla che conduce la pergamena secolare per portarla fino a Collemaggio.

La cerimonia si è svolta anche dopo il terremoto del 2009, nonostante avesse quasi distrutto la Basilica di Collemaggio che stava in piedi solo grazie a delle impalcature di metallo. L’evento si è svolto secondo tradizione e  nel rispetto delle misure di sicurezza. Ciò  è stato significativo, dando un forte messaggio di volontà di ripresa della città.

Negli anni successivi, la celebrazione è stata accompagnata da innumerevoli eventi fra cui dibattiti e spettacoli che si svolgono nel corso dell’ultima settimana di agosto. Diversi gli artisti famosi che hanno partecipato tenendo concerti, fra cui Franco Battiato, Carmen Consoli, Zucchero, Massimo Ranieri, Fiorella Mannoia, Pino Daniele e molti altri.

La Perdonanza Celestiana, per il perdono che concede all’umanità intera e i valori di fraternità e ospitalità che trasmette è stata riconosciuta Patrimonio culturale immateriale Unesco il 12 dicembre 2019.

Perdonanza Celestiniana - Movimento celestiniano

Movimento celestiniano

Il significato della Perdonanza Celestiniana

La Perdonanza celestiniana ha un profondo significato per i fedeli che ogni anno accorrono per prendervi parte. Essa rappresenta riconciliazione, solidarietà, integrazione sociale e promuove la pace fra tutti i popoli.

Inoltre, crea un coinvolgimento emotivo e culturale intenso e rafforza le relazioni tra le generazioni. I concetti che stanno alla base della Bolla del Perdono sono, quindi, sempre attuali. Chi riceve l’indulgenza plenaria, ovvero la remissione dei peccati e l’assolvimento della pena, ha l’opportunità di vivere un’esperienza di spiritualità unica.

Il corteo che, da secoli attraversa la Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, rinnova questo rito solenne inviando un messaggio sociale universale.

 

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