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Soprannominata la Città dei 99 Castelli, L’Aquila è capoluogo dell’Abruzzo e una delle più belle località del nostro Paese. Situata ai piedi del Gran Sasso e nei pressi del fiume Aterno, la città sorge al centro della conca aquilana ed è circondata completamente da montagne. La posizione del centro cittadino è rialzata rispetto alla zona circostante e, infatti, si eleva su un colle, a 721 metri di altitudine. Scopriamo perché L’Aquila è della Città dei 99 castelli, la sua storia e le attrazioni da visitare.
L’epiteto di Città dei 99 Castelli, che ancora oggi si dà a L’Aquila, affonda le sue origini ai tempi della sua fondazione, avvenuta nel 1229. All’epoca, gli abitanti dei castelli presenti nel territorio si ribellarono al feudalesimo imposto loro dai normanno-svevi.
Dopo aver ricevuto il permesso da papa Gregorio IX, gli abitanti dei castelli si organizzarono per fondare la nuova città. I sovrani, però, permisero a ciascuno dei 99 castelli di farvi insediare parte della popolazione a condizione che ognuno di loro costruisse una chiesa, una piazza e una fontana ed edifici per i cittadini.
In tutto, quindi, sarebbero dovute nascere 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane da sommare ai 99 castelli presenti nel territorio. I 99 castelli della fondazione sono ancora oggi un numero simbolico per la città, mentre, parlando di fontane, la più caratteristica è la Fontana delle 99 cannelle a Borgo Rivera. Le 99 cannelle della fontana simboleggiano i 99 castelli che presero parte alla fondazione dell’Aquila.

Fonatana delle 99 cannelle
Fondata per volere di re Corrado IV di Svevia, figlio dell’imperatore Federico II, L’Aquila comincia la sua storia dai leggendari 99 castelli.
Nel 1259, venne rasa al suolo da Manfredi e, poi, ricostruita da Carlo I d’Angiò. Oltre ai terremoti, la città ha vissuto guerre sanguinose come quella scoppiata tra i D’Angiò e gli Aragonesi nel 1423 che se ne contendevano il dominio.
Nel ‘500, la città venne occupata dagli spagnoli che la saccheggiarono e devastarono. Alla fine del ‘500, visse un momento di splendore grazie a Margherita d’Austria. Nel 1646, nel 1672 e nel 1703 la città venne nuovamente rasa al suolo e ricostruita ancora con influenze barocche.
Al governo spagnolo, si sostituì quello francese e, infine, i Borboni. Durante il Risorgimento, gli aquilani presero parte ai moti rivoluzionari del 1833, del 1841, del 1848. Nel 1860, L’Aquila venne annessa al Regno d’Italia. Dopo la Seconda guerra mondiale, la città ha avuto una notevole crescita demografica e un’espansione edilizia che si è estesa oltre la cinta muraria.
Città dalle mille sfaccettature, L’Aquila vanta un passato storico importante e un patrimonio ricco di tesori dalla bellezza straordinaria. Ecco quali sono le cose assolutamente da vedere in questa splendida città.
Conosciuta come il Duomo de L’Aquila, la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio è stata costruita nel XII secolo in concomitanza con la fondazione dell’arcidiocesi dell’Aquila risalente al 20 febbraio 1257.
Ubicata in Piazza Duomo, nota anche come Piazza del Mercato, presenta una facciata in stile neoclassico e tre stemmi: quello del Pontefice, del Capitolo Metropolitano e dell’Arcivescovo.
La chiesa si sviluppa su un’ampia navata centrale e due navate laterali e, al suo interno, custodisce pregevoli dipinti risalenti al XV secolo e un piccolo coro ligneo.

Dettaglio del portone della Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Edificata nel 1288 per volere di Pietro da Morrone, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio sorge sul colle omonimo situato fuori le mura cittadine
Considerata la chiesa più preziosa de L’Aquila, la Basilica è famosa soprattutto per la sua splendida facciata rettangolare, decorata con marmi rosa e bianchi, un rosone nella parte superiore e due più piccoli nella parte inferiore.
L’interno della chiesa consta di tre navate e cappelle laterali raffiguranti affreschi del XV secolo. È qui che, ogni anno, si celebra o la Perdonanza Celestiniana, istituita da Celestino V il 29 agosto 1294 con la Bolla del Perdono e riconosciuta Patrimonio Immateriale Unesco. L’edificio è circondato dal Parco del Sole, istituito nella seconda metà del XX secolo.

Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Noto anche come MunDA, il Museo Nazionale d’Abruzzo è considerato il più importante della regione e, dopo essere stato per molto tempo all’interno del Forte Spagnolo, oggi si trova all’interno dell’ex mattatoio cittadino, a poca distanza dalla Fontana delle 99 Cannelle.
Il percorso espositivo permette di ammirare opere pregevoli come quelle di Andrea de Litio, i ritratti di San Bernardino da Siena e di Giacinto Brandi, le tavole dipinte delle Madonne d’Abruzzo risalenti al XIV e XV secolo e la scultura della Madonna con Bambino.
Monumento storico della città, la Fontana delle 99 cannelle si trova nella zona della Riviera, fra le più antiche del centro storico. In realtà, la fontana è composta da 93 mascheroni in pietra e 6 cannelle singole, da cui sgorga sempre l’acqua.
Realizzata nel 1934 da Nicola d’Antino, la Fontana Luminosa si trova al centro di piazza Battaglione Alpini ed è caratterizzata da una vasca circolare nella quale si ergono due statue femminili in bronzo che sorreggono la celebre conca abruzzese.
Si tratta di un recipiente di liquidi tradizionale, impiegato per trasportare l’acqua fresca. Il nome della fontana deriva dal fatto che, la sera, si crea un particolare gioco di luci sull’acqua che rende magica l’atmosfera.

Basilica di San Bernardino
Eretta tra il 1454 ed il 1427, la basilica è dedicata a San Bernardino da Siena e si trova nel centro della città. Considerata un magnifico capolavoro architettonico, è stata distrutta nel ‘700 dal terremoto e ricostruita, successivamente, in stile barocco.
Molto bella è la facciata dalla forma quadrangolare con tre ordini di colonne binate. Il portale è sormontato da una lunetta in cui si trova un bassorilievo della Madonna con Bambino e Santi.
All’interno, la chiesa ha tre navate con quella centrale sovrastata da un soffitto a cassettoni intagliato e lavorazioni in oro realizzato nel 1730 da Ferdinando Mosca.
Detta anche Chiesa delle Anime Sante, è stata costruita a partire dal 1713 in memoria delle vittime del terremoto del 1703 ed è in stile barocco.
Progettata dall’architetto Carlo Buratti, la facciata fu ideata dall’architetto Gianfrancesco Leomporri e realizzata da Antonio Bucci. La chiesa venne ultimata nell’800, ovvero con il completamento della cupola su progetto di Giuseppe Valadier.

Chiesa di Santa Matia del Suffraggio
Progettato da Pirro Aloisio Scrivà, architetto militare spagnolo, il Forte Spagnolo si trova sul punto più alto della città ed è tra forti italiani meglio conservati. Iniziato nel 1534, ha pianta quadrata e quattro bastioni imponenti agli angoli, circondati da un fossato largo 23 metri e profondo 14.
Conosciuto come il Castello, il Forte è simbolo del dominio spagnolo sulla città la cui edificazione comportò pesanti imposte per gli aquilani. Nonostante fosse stato realizzato a scopo difensivo, il Forte non venne mai usato per battaglie ma come caserma. Fino a prima del terremoto del 2009 la fortezza ospitava la sede del Museo Nazionale d’Abruzzo, oggi presso l’ex mattatoio cittadino e custodisce ancora lo scheletro di un esemplare di Mammuthus Meridionalis.

Il Forte Spagnolo
Situato nella stessa area del Forte Spagnolo, l’Auditorium del Parco è stato ideato da Renzo Piano che, con quest’opera, ha voluto contribuire alla ricostruzione dell’Aquila. Il progetto iniziale era quello di ristrutturare l’auditorium già presente, ma poi la struttura è stata realizzata ex novo e altrove per ospitare ancora, ad oggi, eventi culturali di vario genere.
Sito all’interno del Parco del Castello, è stato realizzato grazie al contributo straordinario della Provincia Autonoma di Trento in segno di solidarietà verso la città dell’Aquila. Il progetto, approvato nel 2010, è stato avviato solamente nel marzo 2012 e concluso pochi mesi dopo. Ciò ha consentito che l’inaugurazione si tenesse il 7 ottobre dello stesso anno.
L’Auditorium è costituito da tre cubi: il principale ospita la sala, mentre gli altri due, secondari, sono adibiti ai servizi al pubblico e ai camerini degli artisti.
L’Aquila è circondata da mura antiche per oltre 5 chilometri che delimitano il confine del centro storico. Costruite a partire dal XIII secolo, ancora oggi, parte delle mura risulta ben conservata nonostante i crolli subiti nel corso dei secoli.
Lungo il percorso sono tuttora presenti ben 86 torri merlate, ma delle 19 porte presenti nella versione originaria ne rimangono poche, fra cui Porta Leone, Porta Branconia, Porta Bazzano, Porta Castello, Porta Napoli e Porta Rivera.
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