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Rita Salvadei

  • 2 anni fa
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16 min

Dai monumenti di Roma alle colline della Tuscia, dagli Appennini fino alle spiagge del litorale, il Lazio riserva un’esperienza unica nel cuore d’Italia.

Indice dei contenuti

Tra colline verdeggianti, rilievi di origine vulcanica, pianure e spiagge sabbiose, suggestivi monumenti millenari, musei, aree archeologiche, splendidi palazzi, il Lazio non può che essere una meta turistica privilegiata. Fulcro della regione è la città di Roma, polo di attrazione a livello internazionale. Seconda regione più popolata d’Italia dopo la Lombardia, il Lazio è la nona più grande con i suoi 17.232 km2 dagli Appennini al mar Tirreno.Il nome Lazio deriva da Latium, terra dei Latini, ma pare che potesse significare anche “largo, spazioso”, sempre dal latino latus.

Lazio, Veduta dei Fori a Roma

Veduta dei Fori

Il territorio del Lazio: un paesaggio ondulato 

La regione del Lazio si estende nella parte centro-occidentale della penisola italiana, confinando con la Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e il Molise. Il territorio, seppur diversificato, è prevalentemente collinare, mentre le zone pianeggianti si snodano lungo la costa del Mar Tirreno. I rilievi sono in parte vulcanici e in parte calcarei e culminano nella vetta del Terminillo con i suoi 2.216 metri. Il più alto monte del Lazio è, però, il Monte Gorzano che tocca i 2.458 metri di altezza.

Lungo il litorale, si aprono ampi golfi, lunghe spiagge basse e sabbiose orlate di dune. La regione è attraversata dal fiume Tevere che nasce dal Monte Fumaiolo e sfocia tra Fiumicino e Ostia. Il Lazio è, inoltre, ricco di laghi di origine vulcanica. Si tratta, infatti, di antichi crateri spenti, come nel caso del Lago Albano, di Bolsena, Bracciano, Vico e Nemi.

A caratterizzare la regione è una vegetazione rigogliosa, di tipo mediterraneo, tra pini marittimi, agave e querce da sughero. Particolarmenti fertili sono le zone dell’Agro Romano e dell’Agro Pontino (che giunge fino al promontorio del Circeo), le più importanti aree agricole del Lazio dove proliferano vigneti e uliveti.

Il Lazio e la sua storia in breve 

Secondo la leggenda, la storia del Lazio ebbe inizio quando il dio Saturno vi si nascose per sfuggire alle ire di Giove. In realtà, sin dalle origini la regione fu abitata dai Latini a cui si unirono, di volta in volta, altre popolazioni di origine indoeuropea: Etruschi, Volsci, Sabini, Equi, Rutuli, Ausoni, Marsi ed Ernici.

Roma, da villaggio a Caput Mundi 

Il passato del Lazio si lega indissolubilmente a quello di Roma, inizialmente un piccolo villaggio costruito circa 1.200 anni prima di Cristo in cima a un colle. Risalgono all’VIII secolo le prime tracce archeologiche di capanne sul Palatino. La fondazione di Roma, datata al 21 aprile del 753 a.C., viene attribuita da Marco Terenzio Varrone a Romolo e Remo, anche se altre fonti riportano date differenti.

Il nucleo più antico della città sorge, quindi, tra il fiume Tevere e i 7 colli: Palatino, Aventino, Celio, Capitolino (o Campidoglio), Esquilino, Viminale e Quirinale. A partire da questo momento, la Città Eterna inizia già la sua espansione, unificando sotto il suo dominio dapprima il Lazio e, in seguito, tutta la penisola e anche le terre oltreconfine.

A figure leggendarie come i 7 Re di Roma viene attribuita la nascita e lo sviluppo delle istituzioni romane e la fondazione dei primi edifici di culto. L’espansione territoriale si consolida in età Repubblicana e, sotto Cesare, vengono avviate anche opere di rinnovamento dell’Urbe, proseguite in epoca imperiale da Augusto e i successivi Imperatori. Roma diviene, di fatto, la prima grande metropoli dell’antichità, una città cosmopolita con un milione di abitanti.

Lazio - Roma, Statua di Augusto lungo via dei Fori Imperiali

Roma, Statua di Augusto lungo via dei Fori Imperiali


Inoltre, dove giungono le legioni di Roma, si gettano ponti, si edificano acquedotti, anfiteatri, templi; si tracciano strade ancora oggi esistenti. Tre secoli prima di Cristo viene costruita la Via Appia che da Roma arriva fino a Brindisi; la Via Aurelia che, correndo lungo il litorale tirrenico, giunge fino ad Arles, in Francia; o ancora, la Via Cassia il cui tracciato arriva a Firenze; si aggiunsero successivamente la Flaminia e la più tardiva Prenestina.

I barbari, la decadenza di Roma e la nascita del Papato

Con l’arrivo delle varie popolazioni barbariche, tutta la regione laziale viene invasa e contesa tra barbari e Bizantini. In particolare, Roma viene a lungo assediata e depredata e, di guerra in guerra, spogliata dei suoi tesori. Già dopo il III d.C. l’Impero entra in crisi, spianando la strada all’ascesa del Cristianesimo, legalizzato nel 313 d.C. con l’Editto di Milano emanato dall’imperatore Costantino.

Lazio - Roma, Arco di Costantino e Colosseo

Roma, Arco di Costantino e Colosseo


Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C., l’Urbe conosce un inevitabile declino di cui risente anche il Lazio, conquistato prima dai Goti, poi dagli Ostrogoti e, infine, dai Bizantini. Durante il Medioevo, il Lazio diventa teatro di conflitti tra diversi poteri: Longobardi, Bizantini e Saraceni. Tuttavia, comincia anche ad affermarsi il potere della Chiesa.

Con la donazione del 728 della città di Sutri a papa Gregorio II per conto del re longobardo Liutprando, nasce il primo nucleo dello Stato Pontificio con l’appoggio dei Franchi. Nel Natale dell’800, l’incoronazione di Carlo Magno da parte di Papa Leone III dà vita al Sacro Romano Impero che pone le basi del dualismo tra potere temporale e potere spirituale. Da questo momento, il Lazio segue le sorti del Papato e Viterbo diviene sede papale.

Dagli splendori del Rinascimento al tramonto dello Stato Pontificio

Alle soglie del Cinquecento, Roma e il Lazio sono il centro della vita artistica e culturale con un intenso programma di ristrutturazione urbanistica e architettonica. Sotto Sisto IV prima e Giulio II poi, a Roma si avviano i lavori per la Basilica di San Pietro. Michelangelo inizia a lavorare alla Cappella Sistina e Raffaello affresca le Stanze Vaticane. Altri architetti, pittori e scultori di grande valore sono attivi in tutta la provincia laziale.

Alla fioritura artistica si accompagna anche un parallelo sviluppo civile della regione, mentre nel terzo decennio del Seicento si assiste a una crisi economica e sociale che termina solo nella seconda metà del XVIII secolo. Con i lavori di bonifica del litorale, l’agricoltura della regione torna a risollevarsi.

Alla fine del Settecento, il Lazio e lo Stato Pontificio entrano nell’orbita della Francia di Napoleone, riacquistando l’indipendenza solo nel 1814. Da allora, fino al 1860-61, ci si avvia verso il tramonto dello Stato Pontificio che perde parte dei territori ad esso soggetti. Al papa rimane solo il Lazio e al 1870 risale il suo definitivo declino. È la fine del potere temporale dei papi ai quali resta la sovranità sul piccolo Stato della Città del Vaticano. Anche il Lazio, infatti, viene assorbito nello Stato italiano e Roma diventa Capitale.

Lazio- Roma, Piazza San Pietro dall’alto

Roma, Piazza San Pietro dall’alto

Dai primi del Novecento ad oggi

Come il resto d’Italia, la storia del Lazio nel primo Novecento si interseca con le vicende legate alla Grande Guerra e, subito dopo, alla nascita del fascismo e alla figura di Mussolini. Sono gli anni delle grandi bonifiche dell’Agro Pontino e dell’Agro Romano, avvenute nel corso degli anni Venti.

Durante la Seconda guerra mondiale Roma risente molto meno delle distruzioni belliche rispetto ad altri centri regionali minori gravemente danneggiati, se non addirittura rasi al suolo. Nell’immediato dopoguerra, prende vita un processo di ricostruzione. Il Lazio sperimenta, in tal modo, un forte aumento demografico e un crescente benessere economico dovuto allo sviluppo industriale di alcune aree che col tempo si è, però, ridimensionato. Sicuramente, i settori economici trainanti, in particolare a Roma, rimangono il terziario e il turismo.

Un patrimonio artistico e culturale infinito 

Quello del Lazio è un patrimonio culturale ricchissimo e stratificato, con testimonianze millenarie che ne riflettono anche la complessità storica. Partendo dalla preistoria fino ad arrivare ai nostri giorni, tra parchi archeologici, complessi monumentali, ville, palazzi, chiese, abbazie, musei e gallerie, archivi e biblioteche, l’elenco è davvero illimitato.

Il Lazio vanta diversi siti riconosciuti Patrimonio UNESCO:

Il centro storico di Roma con le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e la Basilica di San Paolo fuori le mura;

Villa Adriana a Tivoli;

Villa d’Este a Tivoli;

Lazio, Villa d’Este a Tivoli

Villa d’Este a Tivoli


Necropoli Etrusche dei Monterozzi a Tarquinia e della Banditaccia a Cerveteri;

Macchina di Santa Rosa a Viterbo (patrimonio immateriale dell’umanità);

• La Faggeta Vetusta del Monte Cimino: Monte Raschio (Oriolo Romano, Viterbo) e Monte Cimino (Soriano nel Cimino, Viterbo).

Le città laziali e loro attrazioni 

Roma Città Eterna

Partendo dai monumenti più conosciuti come il Colosseo, sempre in cima alla lista dei più amati, fino ad arrivare ai musei contemporanei, non ti basteranno mesi per scoprire Roma. Solo il tour di alcune piazze sarebbe sufficiente a soddisfare la curiosità di un turista esigente: Piazza di Spagna con la sua celebre Barcaccia, la fontana del Bernini ai piedi della splendida scalinata di Trinità dei Monti.

La scenografica Piazza del Popolo, con la Chiesa di Santa Maria del Popolo che custodisce i capolavori di Raffaello, Bernini e Caravaggio, e da cui si apre il “Tridente”, ovvero le tre vie di Ripetta, del Babuino e del Corso, che vale la pena percorrere per un po’ di shopping. La Piazza è, inoltre, sovrastata dal Parco del Pincio, ideato dall’architetto Giuseppe Valadier nel 1834, con la sua bellissima terrazza.

E ancora, Piazza Navona con la stupefacente Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini; Piazza Venezia con l’Altare della Patria e il Monumento a Vittorio Emanuele II; Piazza di Santa Maria in Trastevere dominata dall’omonima chiesa e da un’atmosfera particolarmente frizzante e vivace.

Attraversata dal Tevere, la città si dipana lungo le sue sponde. Il Lungotevere è punteggiato da complessi monumentali di rara bellezza. Tra questi l’Ara Pacis o Altare della Pace voluto da Augusto, musealizzato grazie all’intervento dell’architetto statunitense Richard Meier, oggi sede di interessanti mostre nello spazio sottostante. Poco distante, sorge il Mausoleo di Augusto, tornato a nuova vita grazie a un recente restauro e nuovamente aperto al pubblico.

Lazio - Roma, Museo dell’Ara Pacis di Richard Meier

Museo dell’Ara Pacis di Richard Meier


Attraversato Ponte Sant’Angelo, sulla sponda destra del Tevere si giunge a Castel Sant’Angelo, l’antico Mausoleo di Adriano, successivamente inserito come bastione della cinta difensiva delle Mure Aureliane, trasformato in fortezza a partire dal X secolo a difesa dei Palazzi Vaticani e oggi divenuto Museo Nazionale, ricco di inestimabili ed eterogenee collezioni qui confluite nei diversi periodi storici.

Immancabile è una visita al Pantheon, il tempio dedicato a tutti gli dei, innalzato tra il 27 e il 25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, trasformato in chiesa cristiana nel 608 d.C. quando venne donato a papa Bonifacio IV, assumendo il nome di Santa Maria ad Martyres.

Un tour specifico va invece dedicato ai Fori Imperiali, nati già alla fine dell’epoca repubblicana quando Cesare pensò di ampliare l’antica piazza del Foro Romano, centro della vita politica e sociale dell’epoca. Sorse quindi, il Foro di Cesare a cui seguirono quelli di Augusto, di Nerva e di Traiano, il più grandioso e scenografico di tutti. Nella storica Piazza del Campidoglio, disegnata da Michelangelo, si ergono il Palazzo dei Conservatori e i Musei Capitolini, la principale struttura museale civica comunale di Roma.

La Città del Vaticano è lo Stato indipendente all’interno del quale si trova la Basilica di San Pietro che custodisce la Pietà di Michelangelo e i Musei Vaticani, il cui ingresso si trova però in territorio italiano. I Musei papalini sono un prezioso scrigno di capolavori che dall’antichità arrivano fino alla contemporaneità.

Cuore dei Musei Vaticani è la Cappella Sistina, voluta da papa Sisto IV, conosciuta in tutto il mondo, con i celeberrimi affreschi di Michelangelo e il cui fulcro è il Giudizio Universale, realizzato tra il 1536 e il 1541 su commissione di Papa Clemente VII.

A Roma, oltre la Basilica di San Pietro, sorgono le altre basiliche papali: Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma, chiamata anche Arcibasilica Lateranense; Basilica di San Paolo Fuori le Mura, altrimenti nota come Basilica Ostiense; Basilica di Santa Maria Maggiore o Basilica Liberiana.

Lazio - Roma, Fontana di Trevi

Fontana di Trevi


Una visita a Fontana di Trevi è un tappa fissa e immancabile, soprattutto se accompagnata dal tradizionale lancio della monetina per esprimere il desiderio di tornare nuovamente a Roma. Probabilmente si tratta della fontana più famosa al mondo, anche grazie alla scena del film di Federico Fellini, La Dolce Vita. Iniziata su progetto di Gian Lorenzo Bernini, la fontana è stata realizzata da Nicola Salvi nel 1732 e, infine, completata nel 1762 da Giuseppe Pannini. Nel 2015, è terminato il suo restauro durato ben 17 mesi, finanziato dalla casa di moda Fendi che l’ha riportata al suo splendore. 

Un tour da non perdere è quello nel Parco Archeologico dell’Appia Antica, denominata anche la Regina Viarum. Oltre a regalarti la possibilità di una passeggiata rilassante nel verde della campagna romana, il percorso ti consentità di ammirare alcune testimonianze della grandezza di Roma antica, ovvero gli acquedotti. Ci sono, inoltre, monumenti funebri come il Mausoleo di Cecilia Metella, resti delle ville imperiali come quella di Massenzio, dei Quintili, di Capo di Bove.

Da vedere assolutamente a Roma sono anche alcuni musei: in primis, la Galleria Borghese, la “delizia di Roma”, voluta da Scipione Borghese all’interno del Parco di Villa Borghese. Essa vanta con una collezione unica al mondo e un interessante programma espositivo, con opere inedite esposte ciclicamente, provenienti anche dai depositi, o mostre che mettono in dialogo i capolavori del passato con opere contemporanee.

E se sei appassionato di contemporaneo, non può mancare una visita alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) o al Museo delle Arti del XXI secolo (MAXXI), capolavoro architettonico firmato da Zaha Hadid. L’elenco dei tesori di Roma, e dunque del Lazio, ovviamente non si esaurisce qui: la città è un museo a cielo aperto e ogni angolo, anche il più remoto, ha una sua storia da raccontare.

Le altre province della regione

Frosinone, capoluogo della Ciociaria, è situata in posizione elevata e gode di un bellissimo panorama sulla piana del Sacco. A poca distanza, sorge l’Abbazia di Montecassino, ricostruita dopo le devastazioni nel corso della Seconda guerra mondiale.

Lazio, Abbazia di Montecassino

Abbazia di Montecassino


Latina, sorta nel 1932 nei territori bonificati dell’Agro Pontino col nome di Littoria durante il ventennio fascista, è una città del Lazio meridionale, tra le più giovani d’Italia.

Rieti, alle pendici del Terminillo, è l’antica capitale dei Sabini. Con il nome di Reate fu un municipio romano e divenne libero Comune nel Medioevo. Celebre il suo Palazzo Vescovile.

Viterbo, nel Lazio settentrionale è una città di origine etrusca, situata tra i Monti Cimini e Volsini. Dal suggestivo aspetto medievale, è ricca di stradine, belle fontane e fascinosi palazzi. Dall’XI al XII secolo è stata sede pontificia e, infatti, è anche nota come la Città dei papi; ne è testimonianza il bellissimo Palazzo Papale.

Alcuni borghi e centri minori 

Anagni (Frosinone) è un centro medievale con un Duomo romanico dell’XI secolo e il Palazzo Papale dove Bonifacio VIII subì il celebre oltraggio dello “schiaffo” da parte di Sciarra Colonna. Da visitare assolutamente il Palazzo della Regione e Casa Barkenov nella quale visse anche Dante Alighieri.

Castel Gandolfo (Roma) si trova sulla sponda occidentale del Lago Albano nei Castelli Romani e ospita alcune importanti aziende vinicole che producono i rinomati vini. Qui sorge inoltre il Palazzo Pontificio che, fino al pontificato di Benedetto XVI, è stato la residenza estiva dei papi, costruita dal Maderno nel XVII secolo. Oggi il Palazzo è un museo aperto al pubblico. Le rive del lago sono circondate di locali e ristoranti, mentre Il centro abitato fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia.

Lazio, Veduta aerea di Castel Gandolfo con il palazzo papale

Veduta aerea di Castel Gandolfo con il palazzo papale


Frascati (Roma), in bella posizione sempre ai Castelli Romani, è celebre per le sue ville, tra cui Villa Aldobrandini, oltre che per i suoi vini.

Nemi (Roma) è un piccolo paese dei Castelli Romani affacciato sull’omonimo lago. Il suo nome deriva da nemus, ovvero bosco, dove sorgeva il tempio di Diana Nemorense. Sulle sponde si trova anche il museo delle navi romane, che ospita gli scafi delle due grandi navi dell’imperatore Caligola, recuperate tra il 1929 e il 1932 sul fondale del lago.

Subiaco (Roma), situato nella Valle dell’Aniene, è conosciuto per i monasteri che San Benedetto fondò nel V secolo.

Bomarzo, in provincia di Viterbo, è celebre per il suo Parco dei Mostri, noto anche con il nome Sacro Bosco di Bomarzo. Venne ideato da Pier Francesco Orsini, detto Vicino, verso la metà del XVI secolo, dopo la morte della moglie Giulia Farnese, e realizzato dall’architetto Pirro Ligorio. 

Civita di Bagnoregio, detta anche “la città che muore“, è un piccolissimo antico villaggio medievale situato su un’alta collina di tufo nel territorio della Tuscia, nel Viterbese. Questo minuscolo borgo è raggiungibile da un lungo ponte pedonale con una vista panoramica ineguagliabile.

Lazio, Civita di Bagnoreggio

Civita di Bagnoreggio


Tarquinia (Viterbo), un tempo una delle più importanti città etrusche, è celebre per la sua Necropoli, assieme a quella di Cerveteri, oggi patrimonio dell’UNESCO.

Tra le località del litorale del Lazio c’è Ostia, antico porto di Roma che racchiude nella zona degli scavi una serie di inestimabili tesori archeologici, tra i quali un teatro all’aperto.

Anzio, oltre ad essere un centro balneare, presenta interessanti resti archeologici romani come la villa e le grotte di Nerone.

Andando ancora verso sud, superata Latina, spiccano Terracina con il tempio di Giove Anxur e Sperlonga celebre per le sue spiagge, l’acqua cristallina e le case bianche arroccate sullo sperone roccioso.

Lazio, Sperlonga

Il lido di Sperlonga


Più a sud ancora, ci sono Formia e Gaeta, il cui nome è dedicato a Caieta nutrice di Enea che morì in questi luoghi. Sorgono nel tratto costiero di fronte alle isole Pontine e, assieme a San Felice Circeo, sono rinomati centri di villeggiatura.

Il Lazio è, inoltre, celebre per i suoi centri termali come Fiuggi, Viterbo e Tivoli. D’altra parte quella delle terme è una tradizione che risale alla Roma antica. Le terme erano, infatti, uno dei principali luoghi di ritrovo già a partire dal II secolo a.C. A Roma, quelle di Caracalla sono impressionanti per dimensioni e decorazioni, ma anche per stato di conservazione.

I piatti della tradizione e le specialità enogastronomiche 

Quella del Lazio è tradizionalmente una cucina povera, caratterizzata da prodotti genuini e sapori robusti e decisi.

Amatrice, in provincia di Rieti, è il paese che ha dato le origini ai celebri bucatini all’amatriciana, una pasta con un sugo a base di guanciale, passata di pomodoro e pecorino romano.

Piatto laziale, ma più tipicamente romano, sono gli spaghetti o anche i rigatoni alla carbonara, la cui ricetta originale non ammette variazioni di sorta. Le origini del piatto sono incerte, esistono diverse ipotesi, tra cui anche quella anglosassone, ma di certo non si transige sugli ingredienti: uova, guanciale, pecorino e pepe nero.

Altro classico romano è la pasta cacio e pepe, che prevede un semplice condimento a base di pecorino romano e pepe nero, allungato con acqua di cottura della pasta per creare una salsa cremosa.

I saltimbocca alla romana sono un tipico secondo piatto. Si tratta di fettine di vitello con prosciutto crudo e salvia, cucinate in padella con vino bianco e burro.

I carciofi alla giudia sono uno dei capisaldi della tradizione giudaico-romana. I carciofi vengono fritti interi nell’olio e, una volta cotti, le foglie croccanti si staccano come fossero delle chips. Da non confondere con i carciofi alla romana che sono invece cotti in tegame.

I supplì sono una sorta di crocchette di riso, in genere al pomodoro (ma oggi ne esistono varianti alla carbonara, all’amatriciana, alla cacio e pepe), con un cuore di mozzarella filante all’interno, che vengono impanate e fritte. Da provare assolutamente anche come aperitivo.

Tra i secondi piatti tradizionali ci sono: la trippa alla romana; la coda alla vaccinara, ovvero la coda del bovino stufata con pomodoro, sedano e carote; il pollo con i peperoni; l’abbacchio (agnello da latte) alla scottadito; la coratella, ossia le interiora dell’agnello generalmente cucinate con i carciofi.

Lazio, Coda alla vaccinara tipico piatto romano

Coda alla vaccinara tipico piatto romano


Tra i prodotti tipici laziali troviamo i formaggi a base di latte di pecora o di capra, come la caciotta romana e il pecorino romano Dop. Tra gli altri prodotti più caratteristici c’è di sicuro la mortadella, generalmente accompagnata da pizza bianca e la porchetta, ovvero un maialino arrosto cotto con diverse spezie e disossato, regina indiscussa dei Castelli Romani.

In cima alla pasticceria laziale, indubbiamente si trova il maritozzo (una sorta di panino soffice e dolce) con la panna; il pangiallo, un dolce a base di miele e frutta secca, tipico della tradizione natalizia; le ciambelline al vino ancora molto diffuse nelle trattorie romane. Nel periodo di Carnevale, regnano indiscusse le frappe (altrimenti dette chiacchiere) sia fritte che cotte al forno.

Per quanto riguarda i vini laziali ci sono i bianchi dei Castelli Romani, come il Frascati, il Velletri, il Colli Albani. Nella zona della Tuscia il più rinomato è l’Est! Est! Est! di Montefiascone, mentre in provincia di Frosinone nasce il “Sapiens” Cesanese del Piglio.

Curiosità romane

Roma è la città con più chiese in Italia e probabilmente anche al mondo: se ne contano 900. Un tempo i pellegrini erano soliti fare “Il giro delle sette chiese” a piedi in un giorno intero. Oggi questa è diventata un’espressione con accezione negativa: significa, infatti, perdere tempo girando senza scopo.

Il monte Testaccio, nell’omonimo XX rione, tra le mura aureliane e la sponda sinistra del Tevere, è stata la prima discarica di Roma. Conosciuto anche come monte dei cocci (in latino testae), è una collina artificiale di circa 36 m di altezza, composta da strati di cocci di anfore in terracotta che venivano usate per il trasporto dell’olio, qui scaricate in quanto non riutilizzabili proprio a causa dei residui che contenevano. A partire dal periodo medievale il monte Testaccio è diventato sede di manifestazioni popolari.

Nel cuore dei giardini di Piazza Vittorio, all’Esquilino, c’è la Porta Magica, nota anche come Porta Alchemica, Porta dei Cieli o Porta Ermetica. Situata lungo l’antico perimetro della Villa Palombara, residenza del marchese Massimiliano Savelli Palombara (appassionato di alchimia ed esoterismo), si presenta come un assemblaggio di due statue raffiguranti il dio egizio Bes, rinvenute negli scavi del Quirinale di fine Ottocento, e iscrizioni esoteriche. Si tratta di un esempio unico in ambiente romano.

A Roma c’è la celeberrima Bocca della Verità, un mascherone circolare di pietra, murato in posizione verticale sotto il portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin. Secondo la leggenda, se i bugiardi infilano la mano nella fessura della bocca, rischiano di ricevere un morso. Sembra sia stato un erudito del VI secolo che aveva fama di praticare la magia a farla costruire, ad uso dei mariti e delle mogli che dubitavano della fedeltà del coniuge. In realtà si tratta di un tombino di epoca romana utilizzato per il deflusso delle acque piovane, ed era quindi collocato a terra.

Lazio, Roma, Bocca della Verità

Roma, Bocca della Verità nel cortile della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin


Sono diverse le curiosità relative alla Fontana di Trevi. Il monumento, un’allegoria del mare, è alimentato da uno dei più antichi acquedotti romani, quello dell’Acqua Vergine, costruito ai tempi dell’imperatore Augusto. Sembra che il nome “Trevi” derivi dal toponimo regio Trivii, riferito alla confluenza di 3 vie nella piazza, oppure al triplice sbocco dell’acqua nella fontana originaria.

Sul parapetto esterno è posizionato un grosso vaso in travertino, soprannominato dai romani asso di coppe (un simbolo delle carte da gioco), in riferimento alla sua forma. La leggenda narra che il vaso venne posto in questa specifica posizione dall’artista Nicola Salvi per nascondere la vista della fontana a un barbiere che aveva la bottega nei pressi e che criticava costantemente il suo lavoro. Sul lato destro, è presente invece una piccola vasca rettangolare con due cannelle. Si tratta della fontana degli innamorati. Si dice che le coppie che bevono da questa fontanella resteranno innamorate per tutta la vita.

Come arrivare

In aereo

Il Leonardo da Vinci a Fiumicino (FCO), a circa 30 km dal centro di Roma, è il principale aeroporto internazionale del Lazio. Dall’aeroporto parte il treno Leonardo Express che porta direttamente alla stazione Termini. Il secondo aeroporto è il G.B. Pastine di Ciampino (CIA), scalo per i voli delle principali compagnie low cost, a circa 16 km dal centro città.

In treno

La principale stazione ferroviaria è quella di Termini a Roma, ma nel Lazio esistono oltre 170 stazioni. Trenitalia collega i principali capoluoghi di provincia italiani con la capitale e le altre città del Lazio.

In auto

L’autostrada A1 collega il Lazio con Firenze, Bologna, Milano e Napoli; l’autostrada A2 congiunge la regione con la Basilicata e la Calabria. Il Lazio è raggiungibile dalla costa tirrenica con la A12; da l’Aquila con la A24.

Giornalista e web editor

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