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Sabrina Fabozzi

  • 2 anni fa
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9 min

Città dalle antichissime origini, Nola si è meritata un posto nell’illustre lista dei patrimoni Unesco grazie alla sua Festa dei Gigli: una celebrazione religiosa in cui storia, cultura e folklore si fondono per dare vita ad un magnifico spettacolo nelle strade del suo centro.

Indice dei contenuti

Il grazioso comune di Nola, a 35km da Napoli, si prepara ogni anno per uno straordinario evento: nel mese di giugno, tutta la città si riunisce per celebrare la tradizionale festa popolare cattolica dedicata al patrono San Paolino. La festa dei gigli di Nola ha reso famosa la città e, nel 2013, le ha permesso di inserirsi a pieno titolo nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità nell’ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, per la categoria nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane. In questo articolo, conosciamo meglio la città e la sua acclamata e colorata festa.

Nola, la Pompei della Preistoria

La graziosa cittadina in provincia di Napoli non solo ha dato i natali al filosofo Giordano Bruno, ma vanta anche origini antichissime e la presenza di retaggi culturali lasciati dal passaggio di svariate popolazioni. I numerosi ritrovamenti archeologici della zona ne sono viva testimonianza. Il suo Museo Archeologico è uno dei più importanti della Campania e racchiude un percorso espositivo che traccia la storia della città dall’epoca preistorica all’età moderna.

La cittadina è, inoltre, conosciuta come la Pompei della Preistoria grazie alla presenza del sito archeologico noto come Villaggio Preistorico di Nola. Si tratta di un insediamento urbano risalente all’età di bronzo seppellito dall’eruzione del Monte Somma, anche detta eruzione delle Pomici di Avellino (II millennio a.C). 

Il ritrovamento di quest’area rappresenta un caso unico al mondo. Come per Pompei, il fango e la cenere dell’eruzione, che hanno inghiottito l’agglomerato urbano della zona durante il terribile risveglio del Monte Somma, hanno bloccato per sempre nel tempo qualsiasi cosa abbiano toccato.

Ciò ha permesso di avere un privilegiato stato di conservazione della vita preistorica dell’abitato. Per la prima volta, e ben 2000 anni prima di Pompei, è stato possibile conoscere la struttura delle capanne, la divisione degli spazi al loro interno, osservare gli utensili utilizzati e, così, comprendere l’organizzazione delle modalità di vita delle civiltà durante la prima età del bronzo.

 

Gigli di Nola - Ritrovamenti archeologici conservati nel Museo Archeologico di Nola

Museo Archeologico di Nola, Fonte: Facebook – Museo storico archeologico di Nola – Pagina istituzionale

I gigli di Nola: le origini della festa

Nel lontanissimo V secolo, i nolani erano schiavi di Alarico I, re visigoto che aveva conquistato il loro territorio. In quel tempo, il vescovo della città era Ponzio Meropio Paolino, un uomo coraggioso che sacrificò la sua libertà per quella di un bambino tenuto in ostaggio dai visigoti insieme ad altre 20 persone. Così, fu fatto prigioniero e mandato in Turchia.

Qualche anno dopo, Alarico decise di liberarlo. Il vescovo fece il suo ritorno su di una barca carica di grano per la città. Al suo sbarco, i nolani lo accolsero con dei gigli e lo scortarono fino alla sede vescovile attraverso una parata capeggiata dai vessilli delle corporazioni delle arti e dei mestieri della città per onorare il suo gesto.

Da allora, Nola ha sempre voluto ricordare nei secoli la sua devozione al vescovo con delle processioni. Nelle prime fasi, i cortei erano addobbati con dei ceri posti su strutture rudimentali che, nel corso dei secoli, sono andate cambiando fino a diventare 8 torri piramidali di legno.

Inoltre, i cittadini hanno cominciato ad arricchire la parata costruendo una barca che simboleggiasse il mezzo su cui aveva fatto ritorno San Paolino. Le 8 torri, col tempo, hanno preso la simbologia e il nome dei fiori con cui il vescovo fu accolto al suo ritorno nel lontano V secolo. Nell’800, le costruzioni lignee hanno assunto l’altezza di 25 metri e l’hanno conservata fino ad oggi. Si stima che il loro peso sia di ben 25 quintali!

Oggi, gli 8 gigli di Nola vengono costruiti e addobbati con decorazioni in cartapesta dagli artigiani locali insieme alla barca. Inoltre, sono presenti 9 obelischi in legno che rappresentano – e prendono il nome – delle 9 antiche corporazioni delle arti e dei mestieri: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

La celebrazione ufficiale della festa dei gigli di Nola è il 22 di Giugno di ogni anno, sempre che cada di domenica. Se questo giorno cade infrasettimanale, si posticipa alla domenica successiva

La festa del Giglio a Nola. I Gigli stazionano di fronte alla chiesa del Duomo di Nola il giorno successivo alla Festa dei Gigli - L'edificio in primo piano è il Municipio di Nola

La festa del Giglio a Nola. I Gigli stazionano di fronte alla chiesa del Duomo di Nola il giorno successivo alla Festa dei Gigli – L’edificio in primo piano è il Municipio di Nola (Traduzione propria). Foto Wikipedia, di Michael LoCascio – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16564047

Il cerimoniale

La festa dei gigli di Nola, Patrimonio UNESCO, consiste in una processione che accompagna gli 8 Gigli e la Barca lungo un tradizionale percorso nel centro storico della cittadina. Una banda musicale posta alla base della struttura accompagna la sfilata eseguendo brani originali e reinterpretazioni della tradizione musicale italiana, napoletana e internazionale. La manifestazione dura tutto il giorno.

Nel corso della mattinata, i Gigli di Nola e la Barca vengono trasportati in piazza Duomo per ricevere la solenne benedizione da parte del vescovo. Dal primo pomeriggio fino all’alba del lunedì successivo, i cosiddetti cullatori che trasportano le strutture si esibiscono in spettacolari prove di abilità e di forza trasportando le pesantissime strutture attraverso i vicoli con passaggi più complicati della città.

Tuttavia, bisogna sottolineare che la celebrazione scaturisce da una preparazione molto lunga e articolata. Il cerimoniale dei festeggiamenti, infatti, si prepara durante l’arco di un interno anno e segue un copione ben preciso.

Le fasi del cerimoniale della festa dei gigli di Nola

Assegnazione dei giglio

La domenica successiva al 22 giugno, viene assegnato il giglio al nuovo maestro di festa nel Palazzo di città.

Il primo sparo

Un tramite di botti annuncia alla popolazione l’investitura del nuovo maestro immediatamente dopo che è avvenuta.

La prima uscita – (ʾA Cacciata)

Qualche giorno dopo, un piccolo corteo con fanfara presenta il nuovo maestro di festa attraverso una sfilata per le vie della città.

L’impegno – (ʾA Caparra)

La settimana successiva alla manifestazione, i vari rappresentanti delle paranze, delle fanfare e dei costruttori dei gigli di Nola versano una somma di denaro al maestro di festa per assicurarsi la loro prestazione durante la festa.

La bandiera – (Lo scambio)

In un arco di tempo che può variare da settembre a dicembre, vi è una manifestazione molto sentita dai nolani. Vari colpi di mortai in aria risvegliano la città all’alba annunciando il grande avvenimento: un grande corteo guidato dal nuovo maestro di festa si prepara per sfilare fino alla casa del vecchio maestro. La fanfara lo onora suonando il motivo musicale del suo giglio e poi il corteo riprende verso il Duomo. Qui avviene lo scambio della bandiera tra il nuovo e il vecchio maestro.

La questua – (ʾA tavuliata)

I nuovi maestri di festa sono soliti costituire un comitato col fine di ridurre i costi dell’intera manifestazione (che è a loro intero carico). I componenti del suddetto comitato chiedono un contributo agli artigiani e commercianti locali. Si svolge, poi, un gioviale banchetto con parenti ed amici. Alla fine del pranzo, il maestro di festa raccoglie tutte le offerte in denaro fatte dai presenti. 

Le canzoni – (ʾE ccanzone)

Nello stesso giorno della questua, il maestro di festa presenta ufficialmente i motivi musicali che accompagneranno il giglio per la città nella celebrazione di giugno.

Costruzione del giglio – (Aizata d’a borda)

La costruzione del giglio comincia verso i primi di giugno. Si comincia dalla borda, una lunga pertica lunga 25 metri che costituisce la spina dorsale del giglio. In seguito, si prepara la base dalla forma quadrangolare che si posa sui dei piedi in ferrata. Infine, si passa all’innesto della borda che deve essere disposta perpendicolarmente al centro della base. Questa costruzione in legno, detta il giglio spogliato, è alta 25 metri e pesa circa 20/25 quintali.

Trasporto dei gigli spogliati – (ʾO juorno ca se provano ‘e spalle)

Il sabato e la domenica precedente alla festa, i gigli di Nola vengono trasportati ed allocati nelle piazze dei loro rispettivi rioni. Questa tradizione serve come una sorta di prova generale per le paranze prima della festa.

Gigli di Nola - Uomo anziano e bambino con la struttura del Giglio

Due generazioni sotto il Giglio: la passione e l’amore per la festa tramandata a coloro che culleranno il Giglio in futuro e a coloro che ne parleranno alle nuove generazioni, ancora e ancora. (Traduzione propria). Photograph: Sabrina Iorio, Unesco.org

La vestizione – (ʾA vesta nova)

I gigli di Nola vanno infine “vestiti”. Gli artisti li addobbano con una struttura in cartapesta che rappresenta dei soggetti ben precisi (religiosità, cultura, sport, attualità ecc.) ai quali i creatori si sono ispirati.

I Gigli di Nola nella Festa del 2007

Gigli di Nola durante la Festa del 2007. Fonte: Wikipedia

I comitati – (ʾA serata maggeca)

Il sabato precedente al giorno della festa dei gigli di Nola, si svolge la sfilata dei 9 comitati, ognuno formato da centinaia di persone che indossano la stessa divisa della categoria che rappresentano. La sfilata è accompagnata da una fanfara che ripropone i motivi musicali del giglio di appartenenza. 

La processione – (ʾO Santo p’ʾe vvie)

Nel pomeriggio del 22 giugno (o della domenica immediatamente successiva se non cade il 22), giorno dedicato a San Paolino, ha luogo la solenne processione. L’intera popolazione, insieme a i vari comitati delle corporazioni, autorità religiose, civili, politiche e militari, accompagna il busto argenteo del Santo fino a piazza Duomo, sfilando per principali strade della città. 

 

Gigli di Nola - La statua di San Paolino in processione

Statua di San Paolino in processione durante la Festa dei Gigli di Nola. Autore: Roberto Ruggiero, Fonte: Facebook – La Festa dei Gigli di Nola

La domenica della festa – (ʾO juorno cchiù bello)

Nella mattinata del giorno di festa, si celebra la Santa Messa, officiata dal Vescovo di Nola, davanti ad ogni giglio. Subito dopo, i gigli vengono trasportati a spalla dal loro rione fino in piazza Duomo. Dopo una strabiliante e prolungata esibizione “ballata”, i gigli restano fermi per un breve periodo ai lati della piazza. Verso le ore 13:00, il Vescovo dalla benedice i gigli e, così, termina la prima parte dei festeggiamenti.

La festa dei gigli di Nola riprende verso le 16:00, dopo un breve intervallo per il pranzo. Comincia, così, la famosa sfilata con partenza da piazza Duomo. Il percorso tocca varie vie del centro, alcune molto strette e tortuose. Per questo motivo, occorrono grande affiatamento e organizzazione tra i vari membri del gruppo che trasportano i gigli. La processione va avanti tutta la notte

Il lunedì – (ʾA strusciata)

Ormai all’alba del lunedì, i gigli vengono deposti davanti al palazzo di città. Rimarranno lì fino alla conclusione dei festeggiamenti.

L’abbattimento – (ʾO colpo ʾo core)

Quando l’ultimo giglio viene deposto, i festeggiamenti possono dichiararsi conclusi. Infine, i gigli vengono “svestiti” e abbattuti nella suddetta piazza.

La festa dei gigli di Nola 2024

Per il 2024, la Festa dei Gigli di Nola si svolgerà domenica 30 giugno.

Tra le celebrazioni più antiche della tradizione campana, questa coinvolgente parata cittadina è una festa di musica, canti e balli. La tradizione affonda le sue radici in un lontanissimo passato a cui i cittadini attribuiscono un incommensurabile valore storico, religioso e popolare. Per questo, continuano a onorare ogni anno il sacrificio del loro patrono San Paolino e ricordare il gesto di gratitudine dei loro avi nei suoi confronti.

Durante la festa, le strade della città si colorano e impreziosiscono; gli imponenti gigli di legno, decorati da mani sapienti con fiori e altri ornamenti, vengono trasportati in spalla dalle paranze, in una commovente dimostrazione di forza e devozione.

Impossibile resistere a questa atmosfera di festa!

I gigli di Nola in Piazza

Gli otto Gigli provenienti dai quartieri del centro città fin dalle prime ore della domenica mattina, ognuno cullato da 200 uomini, che “balleranno” per le 24 ore successive (Traduzione propria). Photograph: Paolo Peluso, Unesco.org

Scheda dei Gigli di Nola

Come si può apprendere dal sito ufficiale del Comune di Nola, la festa dei gigli di Nola entra a pieno titolo nella Lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco nel 2013.

Se è vero che i percorsi culturali permettono di osservare e stimare l’immenso valore del patrimonio naturale, monumentale, archeologico e artistico, è anche vero che, raramente, essi includano l’incontro con il folklore locale. Quest’ultimo, si può asserire, ha potenzialmente lo stesso valore del patrimonio materiale. O, quanto meno, spesso ne forma parte integrante. È  indubbio che, nelle tradizioni popolari, sia stata spesso riscontrata la presenza di testimonianze di concezioni del mondo e della vita nel tempo.

Uno degli aspetti più suggestivi del folklore è la festa popolare. Quando essa si radica nella tradizione della comunità locale, può ben considerarsi come un “momento creativo” che penetra nella dimensione del significato e lo arricchisce di contenuti. Per questo motivo, leggiamo dal sito, “suddette tradizioni possono a buon diritto farsi rientrare tra quei beni culturali, che come detta anche l’art. 1 della legge n. 84/90, costituiscono una rilevante testimonianza della storia, della civiltà e della cultura,”.

È esattamente ciò che accade con la Festa dei Gigli di Nola e la sua ricchezza di contenuti significativi: una celebrazione esplicativa della tradizione popolare.

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