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Rita Salvadei

Il Veneto scrigno di bellezze naturali e tesori d’arte

  • 2 anni fa
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12 min

Terra di contrasti e meraviglie, tra arte, storia e tradizioni culinarie, il Veneto è un connubio di splendori del passato e modernità. Una destinazione sempre affascinante e sorprendente.

Indice dei contenuti

Situato nell’Italia nord-orientale, il Veneto prende il suo nome dal popolo dei Veneti che, tra il XIII e il X secolo a.C., si insediarono in questo territorio precedentemente abitato dagli Euganei.

Quarta regione d’Italia per popolazione, dopo Lombardia, Lazio e Campania, ottava per superficie con i suoi oltre 18 mila chilometri quadrati, conta quasi 5 milioni di abitanti e numerosi siti riconosciuti come Patrimonio UNESCO. Non a caso, il Veneto detiene il primato di regione più visitata del Bel Paese.

Veneto, veduta delle colline del Prosecco in Valdobbiadene

Veduta delle colline del Prosecco in Valdobbiadene

Veneto: un territorio tra montagne e mare

Compreso tra le Alpi e le spiagge dell’Adriatico, il Veneto sintetizza in un unico territorio le caratteristiche climatiche dell’intera Europa, da quello rigido delle Dolomiti a quello mediterraneo del litorale.

Una visione panoramica della regione mostra in prevalenza un territorio pianeggiante (50%) solcato da molti corsi d’acqua. Ad elevarsi oltre la pianura, è il paesaggio suggestivo delle colline (14%) con i Colli Euganei e i suoi complessi termali, i Monti Berici e i Colli Veronesi che si affacciano sul Lago di Garda, in cui la coltivazione di pregiati vitigni ha trovato il suo habitat naturale.

A seguire la zona montuosa (30%) che comprende le Prealpi, le Alpi Carniche e le Dolomiti orientali, con luoghi di villeggiatura e stazioni sciistiche tra le più rinomate, come Cortina d’Ampezzo. A caratterizzare il territorio è poi il paesaggio lagunare con il suo intrico di canali che si alternano alla terraferma. La zona costiera sabbiosa, che si estende per circa 150 chilometri lungo l’Adriatico, costituisce una tra le più gettonate mete del turismo balneare.

Veneto, veduta di Cortina d’Ampezzo

Veduta di Cortina d’Ampezzo

Un po’ di storia

I primi ad abitare la fertile pianura emersa dall’Adriatico furono gli Euganei e, solo molto più tardi, circa 4.000 anni fa, si insediarono i Veneti, popolazione di provenienza anatolica che regnarono su queste terre per oltre mille anni.

Da una tranquilla fusione con i Romani ai fasti della Serenissima

Per fronteggiare le invasioni dei Galli, nel III sec. a.C. i Veneti si allearono con i Romani. La loro fu una pacifica fusione che portò alla nascita di diverse città. Ancora oggi, molte conservano testimonianze del periodo romano, un esempio è Verona con la sua celebre Arena.

Sempre per contrastare le invasioni barbariche, parte della popolazione cercò rifugio sulle isole della laguna, da cui il nucleo originario di Venezia. Pur subendo nel Medioevo l’invasione longobarda, la zona litoranea rimase soggetta all’Impero Romano d’Oriente.

Intorno all’800, Venezia costituiva già una salda Repubblica, iniziando anche la sua espansione navale e commerciale. Tra i secoli XI e XII, che videro le maggiori città costituirsi in Comuni e il successivo affermarsi delle Signorie, Venezia continuò la sua ascesa imponendosi, a poco a poco, su tutte le terre, riunite poi nella gloriosa Repubblica della Serenissima, assicurando pace, prosperità e tolleranza.

Veneto, gondole a Venezia di fronte all’Isola di San Giorgio

Gondole a Venezia di fronte all’Isola di San Giorgio

Il lento declino

Tanta potenza e tanta gloria si offuscarono solo nel 1797 con il trattato di Campoformio, quando Napoleone cedette la città lagunare all’Austria. Con il Congresso di Vienna del 1815, si stabilì che il Veneto venisse unito alla Lombardia sotto il dominio austriaco. Durante il Risorgimento la regione fu animata da fermenti di libertà ma solo nel 1866, con la Terza guerra d’Indipendenza, Venezia fu liberata e il Veneto venne annesso al Regno d’Italia tramite plebiscito.

La tenacia veneta nel dopoguerra e la rinascita economica 

Durante la Grande Guerra, il Veneto subì l’invasione austriaca a cui tutta la regione si oppose fieramente per riconquistare poi, palmo a palmo, il territorio, fino alla vittoria del 1918, nella battaglia di Vittorio Veneto.

Nella Seconda guerra mondiale (1940-45), i bombardamenti aerei devastarono quasi tutte le città venete, alcune furono addirittura rase al suolo. Durante la Resistenza partigiana, la regione divenne terreno delle azioni di guerriglia, fino alla resa incondizionata dell’occupante tedesco, il 29 aprile 1945, quando il Veneto venne definitivamente liberato dal nazi-fascismo.

Nel secondo dopoguerra, la grande tenacia della popolazione stimolò e favorì la ricostruzione con un intenso sviluppo di piccole e medie imprese distribuite capillarmente sul territorio, trasformando il Veneto in una delle regioni motore dell’economia italiana.

Il patrimonio naturale e culturale veneto 

Il Veneto è una regione ricchissima da un punto di vista storico-artistico, culturale e naturale. La regione vanta, inoltre, diversi siti UNESCO: le Dolomiti, l’Orto Botanico di Padova, 3 dei 111 siti palafitticoli preistorici delle Alpi, le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Venezia e la sua laguna, la città di Verona, Vicenza e le ville del Palladio, Padova con I cicli affrescati del XIV secolo, conservati in otto complessi edilizi tra cui la Cappella degli Scrovegni e, infine, le opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo.

Un paesaggio multiforme

Oltre alle Colline del Prosecco, che consentono escursioni tra vigneti e cantine locali, il Veneto è ricco di splendidi laghi, primo tra tutti il Lago di Garda con il suo strabiliante panorama, costellato da borghi e cittadine medievali.

Veneto, lago di Misurina

Lago di Misurina

Ci sono, poi, il Lago di Misurina, il Lago del Mis e Lago del Sorapis e il Lago di Fimon. Uno tra i più caratteristici è, tuttavia, il Lago della Costa che si trova nei pressi del borgo di Arquà Petrarca (che deve il suo nome a Francesco Petrarca che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita), nel cuore dei Colli Euganei.

Vale sicuramente la pena, se ami il relax, un weekend alle stazioni termali di Abano Terme e Montegrotto Terme, a poca distanza sia da Padova che da Vicenza, sempre nella zona dei Colli Euganei.

Di insolita fascinazione, è la zona della Laguna di Caorle. Si tratta di un’area naturalistica protetta con numerose specie faunistiche, da cui è possibile raggiungere anche l’Isola dei Pescatori. La cittadina di Caorle è una vera delizia con le sue tipiche case colorate, simili a quelle di Burano, e i suoi ristoranti dove poter assaggiare del buon pesce locale.

Veneto, la colorata cittadina di Caorle

La colorata cittadina di Caorle

All’estremità della Laguna veneta sorge Chioggia, denominata anche la Piccola Venezia per l’intrico di canali. È un paese di pescatori che con i loro bragozzi (tipiche imbarcazioni locali) portano il pesce agli stabilimenti di lavorazione e conservazione.

Da non perdere sono anche le spiagge venete. Mare e divertimento sono le prerogative del Lido di Jesolo, celebre anche per la sua intensa vita notturna, per le strutture alberghiere di particolare livello e per le spiagge attrezzatissime. Non sono da meno, però, località balneari come Cavallino e Bibione.

Nella laguna di Venezia,  oltre alle già note isole di Burano e Murano, conosciute rispettivamente per la lavorazione dei merletti e del vetro, ci sono l’Isola di San Servolo, con un museo realizzato all’interno dell’ex manicomio, e la pressoché disabitata Torcello celebre per il suo Ponte del Diavolo. Infine, l’Isola di San Giorgio Maggiore con l’omonima Chiesa realizzata da Andrea Palladio. Tra i posti di montagna, imperdibile è l’elegante Cortina d’Ampezzo, la perla delle Dolomiti e tra le mete più ambite per le vacanze invernali, o il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Il Veneto, una regione per gli amanti dell’arte 

Se ami l’arte e la cultura, in Veneto non hai che l’imbarazzo della scelta. Quasi tutte le città, anche i centri minori, hanno i loro tesori artistici, tra monumenti, musei, chiese e palazzi nobiliari. Stiamo parlando di una terra che ha dato i natali ad alcuni dei maggiori artisti dal ‘500 al ‘700: i Bellini, Mantegna, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo, Canaletto e Palladio.

Verso la fine del XVIII secolo, va annoverato anche lo scultore Antonio Canova, al quale a Possagno, in provincia di Treviso, è dedicato il Museo Gipsoteca che riunisce calchi in gesso e modelli in scala di sue famose opere.

Tra i musei da non perdere a Venezia ci sono sicuramente le Gallerie dell’Accademia, recentemente rinnovate nell’allestimento, che custodiscono la più ricca collezione di pittori veneti e veneziani. E ancora, la Collezione Peggy Guggenheim, presso il Palazzo Venier dei Leoni con i capolavori dell’arte europea e americana della prima metà del Novecento. Un museo sempre all’avanguardia con novità per facilitare e valorizzare la fruizione delle collezioni, laboratori per bambini e mostre su specifici movimenti artistici.

Veneto: Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione Peggy Guggenheim

Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione Peggy Guggenheim

Vi sono, poi, tutti i musei riuniti nella Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE) che vanno da Palazzo Ducale alla Casa di Goldoni, al Museo del Risorgimento.

A Rovigo, una vera chicca è Palazzo Roverella che, oltre alla sua ricca Pinacoteca, offre una programmazione espositiva molto selezionata e sempre di grande interesse.

Una visita a parte meritano le Ville Palladiane, distribuite un po’ su tutto il territorio, in particolare nel trevigiano e vicentino.

Veneto: Villa Badoer, esempio di villa palladiana a Fratta Polesine

Villa Badoer, esempio di villa palladiana a Fratta Polesine

A Verona, sono presenti moltissime tracce romane, in primis l’Arena, ma anche monumenti e opere di diverse epoche, tra cui la Basilica di San Zeno. Tra i capolavori dell’architettura medievale, invece, si trovano il Museo di Castelvecchio, il Duomo, prima basilica paleocristiana, e le due piazze: Piazza Erbe e Piazza dei Signori.

Tra i monumenti degni di nota a Treviso troviamo la chiesa gotica di San Nicolò, il Palazzo dei Trecento o della Ragione, il Duomo di San Pietro Apostolo con una Pala dell’Annunciazione di Tiziano, oltre alla cinta muraria.

La regione Veneto è, inoltre, ricca di teatri. Ce ne sono in quasi tutte le principali città. A Padova il Teatro Verdi, a Treviso il Teatro Mario del Monaco, a Verona il Teatro Romano e il Teatro Filarmonico, a Venezia La Fenice e il Teatro Goldoni, solo per citarne alcuni.

Le città venete

  • Venezia, fondata a partire dal 569 d.C. da profughi che si rifugiarono nella zona lagunare per sfuggire alle invasioni dei longobardi, sorge su un arcipelago di 118 isolette, ripartite in 6 sestieri (quartieri). Costituita da un intrico fittissimo di canali e tortuose stradine, denominate calli, Venezia ha il suo cuore nell’unica vera piazza: San Marco nota anche come Il Salotto d’Europa, in quanto tutti gli altri spazi (in forma di piazza) vengono propriamente definiti campi.  Dominata dall’omonima Basilica, dal Campanile e dal Palazzo Ducale, la piazza venne costruita in stile bizantino nel IX sec., ma oggi è il risultato di successive rivisitazioni. Oltre a essere caratterizzata da preziosi monumenti e splendidi palazzi affacciati sul Canal Grande, Venezia è anche luogo di manifestazioni di importanza mondiale, prima fra tutte La Biennale di Venezia che comprende la Mostra d’Arte Cinematografica, l’Esposizione Internazionale d’Arte, quella di Architettura, il Festival della Musica, del Teatro e della Danza.
Veneto, veduta di Piazza San Marco a Venezia

Veduta di Piazza San Marco a Venezia

  • Belluno è un’antica città medievale che sorge sul Piave, in una conca alle porte del Cadore. L’antico nome della città, legato alla sua bellezza, era Belo dunum che significa, appunto, città splendente. La località è anche conosciuta come la Porta delle Dolomiti.
  • Padova, antica Patavium, denominata in seguito la dotta in quanto sede di una prestigiosa Università, secondo la leggenda fu fondata dal profugo troiano Antenore che arrivò nel 1185 a.C. risalendo il corso del fiume Brenta. A Sant’Antonio, patrono della città, è dedicata l’omonima Basilica, tra i maggiori capolavori d’arte al mondo.
  • Treviso, l’antica Tarvisium, quinto comune della regione per popolazione, sorge sulle sponde del fiume Sile. Proprio la ricchezza di corsi d’acqua e la vicinanza a importanti arterie stradali hanno reso la città, sin dai tempi più antichi, un vivace centro commerciale.
  • Rovigo, nel Polesine, a poca distanza dall’Adige, secondo gli eruditi del passato, prenderebbe il suo nome dal greco rhodon (rosa) che lo ricollega alla leggenda del Polesine colonizzato dagli Achei capitanati da Diomede. Questa leggenda le è valsa il titolo di Città delle rose. Forse, di primo acchito, può apparire meno appariscente rispetto ad altre città della regione. In realtà, rappresenta una piacevole scoperta grazie alla sua crescente vitalità culturale.
  • Verona, ai piedi dei Monti Lessini, è celebre in tutto il mondo per la sua Arena e perché il suo nome si lega alla storia di Romeo e Giulietta narrata da Shakespeare. La città riveste un ruolo chiave anche dal punto di vista industriale e nel turismo fieristico e culturale.
  • Vicenza, alle falde dei Monti Berici, è uno scrigno di capolavori del celebre architetto rinascimentale Andrea Palladio.
    Veneto, Verona e la celebrerrima Arena

    Verona e la celeberrima Arena

    Specialità enogastronomiche

    I prodotti DOP – Il Veneto è una terra ricca di sapori e prodotti di altissima qualità, con marchio DOP – Denominazione di Origine Protetta, tra cui: asparago bianco di Bassano, formaggio Asiago, formaggio Montasio, Formaggio Piave, miele delle Dolomiti bellunesi, soppressa vicentina, prosciutto veneto berico-euganeo, la tipica castagna detta marrone di San Zeno.

    I prodotti IGP – La regione vanta una serie di prodotti dalla prestigiosa certificazione IGPIdentificazione Geografica Protetta – attribuita dall’UE in base a una qualità o caratteristica geografica. Tra questi, eccone alcuni: vari tipi di radicchio come quello di Verona, il rosso di Treviso e quello di Chioggia, quello variegato di Castelfranco; il riso del Delta del Po, il riso vialone nano veronese; la ciliegia di Marostica; la pesca di Verona.

    Ombre e cicchetti veneziani

    Un calice di vino (ómbra) e spuntini vari (cicchetti) sono una tradizione tipicamente veneta, nata nelle tipiche osterie popolari veneziane o Bacari, da consumarsi in piedi davanti al bancone. Il nome ómbra deriva dall’antica abitudine di posizionare i banchi di mescita di vino all’ombra del campanile di San Marco per mantenerlo fresco.

    cicchetti consistono in appetitosi stuzzichini, come crostini con baccalà mantecato, alici marinate, sarde in saor (letteralmente “sapore”, un condimento che consiste in cipolle, aceto, uva passa e pinoli) polpette di carne o pesce, chele di granchio, musetto (cotechino) e polenta… e altro ancora.

    Ombre e cicchetti in un tipico bacaro veneto

    Ombre e cicchetti in un tipico bacaro

    Alcuni piatti della tradizione 

    • I bigoli in salsa, in dialetto bìgoi, sono un piatto povero che si consumava perlopiù in occasione dei giorni di “magro”. Si tratta di un tipo di pasta lunga, grossa, simile ai bucatini, condita con un sugo a base di olio, cipolle, acciughe o sarde. Un piatto dal gusto molto deciso e saporito.
    • I Casunziei, tipici della zona dell’ampezzano, sono dei ravioli di pasta all’uovo ripieni di barbabietole rosse e ricotta, a forma di mezzaluna. Vengono solitamente serviti con burro fuso e granelli di pepe.
    • Le sarde in saor, piatto tipicamente veneziano, sono un perfetto connubio tra le sarde e le cipolle bianche e dolci di Chioggia, stufate nell’olio e sfumate nell’aceto, con l’aggiunta di uvetta e pinoli.
    • Il baccalà alla vicentina è di sicuro uno dei piatti più rappresentativi della regione. Secondo la ricetta originale (difesa oggi dalla Confraternita del Bacalà), il baccalà deve cuocere a fuoco lento per 4 ore e mezza. Gli altri ingredienti di questa specialità dalla consistenza morbida e seduttiva, da gustare su crostini di pane, sono latte, acciughe, cipolle e moltissimo olio.
    • Il Musét col cren, è un piatto tipico della tradizione, un insaccato molto simile al cotechino che viene mangiato bollito, accompagnato con la salsa a base di cren, il rafano e, quindi, dal sapore piuttosto pungente e piccante.
    • Tra i dolci tipici, oltre al conosciutissimo Pandoro di Verona, ci sono i baicoli di Venezia, biscotti secchi generalmente serviti con caffè o zabaione. Infine, il tiramisù la cui paternità, tuttavia, è piuttosto contesa con altre regioni;
    • I migliori vini veneti sono invece: Amarone della Valpolicella, Soave, Lugana, Lessini Durello, Colli Euganei, Bardolino e Prosecco.
    Piatti tipici natalizi, Sarde in saor

    Sarde in saor, tipico piatto veneto

    Curiosità sul Veneto 

    • Lo sapevi che la parola Ciao è uno degli apporti del dialetto veneto all’italiano? Si tratta, infatti, di un antico saluto veneziano che, in realtà, deriva dalla parola s’ciavo ovvero schiavo. Un’espressione utilizzata per mostrare riguardo nei confronti dell’altro, come a dire schiavo vostro o servo vostro. Ad esempio, si ritrova spesso nelle commedie di Carlo Goldoni (1707-1793). Quindi, da s’ciavo a s’ciao a ciao il passo è stato veramente molto breve.
    • Lo Spritz, oggi tra gli aperitivi più in voga, ha le sue origini nell’800, ma non era affatto come lo conosciamo ora. Inizialmente, nasce dall’usanza delle truppe dell’Impero austriaco, stanziate nel Regno Lombardo-Veneto di allungare il vino bianco con l’acqua frizzante. Il nome “spritz” deriva dal verbo tedesco spritzen che vuol dire “spruzzare”, in questo caso, l’acqua nel vino. In alcuni posti, questa tradizione austriaca è rimasta inalterata. In Trentino, ma anche a Trieste, il classico spritz è tuttora composto da vino bianco e seltz.
    • Solo tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, tra Venezia e Padova, si cominciò a introdurre nella miscela (vino/prosecco e acqua frizzante/seltz), anche il bitter. I fratelli veneziani Pilla creano il bitter Select, mentre i fratelli padovani Barbieri l’Aperol. Oggi viene usato anche il Campari. Dopo il boom economico degli anni Sessanta, lo spritz inizia a diffondersi nella modalità attualmente conosciuta, prima a Venezia e Padova per poi oltrepassare i confini italiani diventando internazionale negli anni 2000.
    Bartender prepara il tipico spritz veneto

    Bartender prepara il tipico spritz

    • Per i veneti i soldi sono gli schei. Il vocabolo risale sempre ai tempi dell’Impero Austro–Ungarico, quando sulle monete c’era la scritta Schei de Münze, abbreviazione del tedesco Scheidemünze, i cosiddetti spiccioli. La parola venne italianizzata e ridotta a schei. Da allora, viene utilizzata in dialetto per indicare il denaro.
    • La storia di Roma fu scritta da un veneto, Tito Livio. Lo storico era, infatti, originario di Patavium, l’attuale Padova, dove nacque nel 59 a.C. Tito Livio si trasferì a Roma per completare i suoi studi dove allacciò stretti rapporti con Augusto, dedicandosi alla redazione degli Ab Urbe condita per celebrare Roma e il suo imperatore, imponendosi ben presto come uno dei più grandi storici del suo tempo.

    Come arrivare 

    In aereo: il Veneto è raggiungibile in aereo. Ci sono infatti tre aeroporti. A Venezia l’aeroporto Marco Polo (VCE); a Treviso Antonio Canova (TSF); a Verona il Valerio Catullo (VRN).

    In treno: la regione è ben collegata anche attraverso la rete ferroviaria con i treni ad alta velocità di Trenitalia e di Italo.

    In auto: il Veneto è raggiungibile da Ovest a Est dall’autostrada A4 TorinoTrieste. Da Nord, attraverso l’autostrada A22 Brennero-Modena. Da Sud, sempre con la A22 Brennero-Modena e dalla A13 Bologna-Padova.

    In nave: è possibile arrivare anche in nave, al porto di Venezia, principalmente da Grecia, Istria e Dalmazia.

    Giornalista e web editor

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