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Giusy Pirosa

  • 2 anni fa
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6 min

Definita città mitteleuropea per antonomasia, Trieste conquista per il fascino dei monumenti, i paesaggi suggestivi e per l’atmosfera cosmopolita che vi si respira. Scopriamo insieme perché Trieste è detta città mitteleuropea, la sua storia e cosa vedere.

Indice dei contenuti

Perché Trieste è detta città mitteleuropea

Il termine Mitteleuropa vuol dire Europa di Mezzo o Centro-Europa e viene utilizzato riferendosi alla tradizione culturale e all’ambiente dei paesi dell’Europa centrale, in passato dominati dall’Impero Asburgico.

Trieste, che all’epoca era ancora sotto il dominio dell’Impero austro-ungarico, è definita mitteleuropea perché le due culture, quella italiana dei nativi e quella tedesca dei dominatori, si incontrarono senza che nessuna perdesse la propria identità.

Città aperta a culture ed etnie diverse, Trieste è da sempre stata luogo in cui ciascuno può professare la religione, condurre lo stile di vita desiderato, avere confronti con gli altri in modo pacifico.

Una città multiculturale, dunque, che dal Medioevo ad oggi è stata crocevia di traffici, uomini e culture, fattori che nel tempo hanno contribuito a creare un contesto multietnico.

Trieste piazza Vittorio Veneto, dettaglio fontana dei Tritoni

Trieste piazza Vittorio Veneto, dettaglio fontana dei Tritoni

Storia di Trieste

Le origini della città di Trieste risalgono a tempi molto antichi, addirittura all’epoca preromana. Tuttavia, solamente dopo il II secolo d.C., con la conquista romana, divenne municipio e prese il nome di Tergeste. In quell’epoca, vennero edificati il Foro ed il Teatro di cui ancora oggi sono visibili dei resti sul colle di San Giusto.

Allo sfarzo del periodo imperiale romano fecero seguito le invasioni barbariche che ebbero inizio intorno al III secolo d.C. e proseguirono fino al IX secolo, quando arrivano i Franchi a conquistare la città. Nel 1300 Trieste si affidò alla protezione di Leopoldo III d’Austria che operò nel rispetto delle libertà civiche e dell’integrità cittadina.

Grazie alla protezione della dinastia asburgica, Trieste riuscì a ottenere l’autonomia, diventando finalmente libero comune. Nel 1719, Carlo VI d’Austria creò nella città un porto franco che divenne internazionale e diede un nuovo impulso all’economia e al commercio.

Trieste, Piazza Unità d’Italia

Trieste, Piazza Unità d’Italia

Il porto divenne il più grande e frequentato dell’Impero quando salì al trono Maria Teresa d’Austria che decise di investire nello scalo per potenziarlo e ampliarlo. In questo periodo, la città fu interessata da una grande espansione e dal borgo antico si spostò verso il fronte mare.

Trieste già allora cominciò ad assumere l’aspetto di una città multietnica e cosmopolita: infatti, vi si trasferirono dalmati, veneti, istriani, greci, serbi, ungheresi, austriaci e sloveni in cerca di nuove opportunità.

La prosperità della città diede impulso alla fondazione di banche, gruppi assicurativi e alla nascita della Borsa intorno al XIX secolo. Trieste non interruppe mai i rapporti culturali e commerciali con l’Italia e sperava sempre di essere annessa alla patria. L’annessione avvenne nel 1918, ma dovette rinunciare al porto franco. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale sorse quella che viene denominata la questione triestina, ovvero una disputa tra Italia e Jugoslavia sui territori della Venezia Giulia, e nello specifico su Trieste e zone limitrofe.

La situazione si risolse dopo parecchi anni, esattamente il 5 ottobre 1954 con il Memorandum di Londra: il trattato assegnava la Zona “A” del Territorio libero di Trieste al governo italiano e la Zona “B” al governo della Repubblica socialista.

Cosa vedere a Trieste

Città dai mille volti, Trieste si è sempre distinta come la più mitteleuropea e cosmopolita fra tutte le città italiane ed è talmente affascinante da conquistare qualsiasi visitatore. Ecco alcune delle cose assolutamente da vedere durante un soggiorno in questa città suggestiva!

Cattedrale di San Giusto

Situata in cima al colle che domina la città, la Cattedrale di San Giusto è stata edificata unendo due chiese precedenti dedicate a Santa Maria e al martire San Giusto. La facciata della chiesa colpisce per la sua estrema semplicità ed è caratterizzata da un maestoso rosone in stile gotico, una statua di San Giusto, stemmi e un portale ottenuto tagliando una stele funeraria romana.

All’interno della basilica, si possono ammirare le splendide decorazioni sui pavimenti risalenti al V secolo e i mosaici moderni che decorano le absidi laterali. Gli affreschi che raffigurano la vita del Santo sono databili al XIII secolo.

Trieste, Castello di San Giusto

Castello di San Giusto

Castello di San Giusto

Considerato uno dei simboli più significativi di Trieste, il Castello di San Giusto si trova anch’esso sul colle omonimo e sembra dominare sulla valle.

Al suo interno, il  castello ospita la sede del  Museo Civico che custodisce una vasta collezione d’armi e il Lapidario tergestino, uno spazio museale che vanta ben 130 reperti lapidei di epoca romana.

Dagli anni Trenta dello scorso secolo, il castello appartiene al Comune e viene utilizzato per eventi culturali e manifestazioni di varia natura.

Castello di Miramare

Sul promontorio di Grignano, sorge il Castello di Miramare si trova Edificato fra il 1856 e il 1860 come residenza per il Duca Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio, è circondato da un parco che si estende per oltre 20 ettari.

Intorno agli anni Novanta del XX secolo, il laghetto intorno al parco è diventato Riserva marina protetta in cui si possono praticare attività subacquee come lo snorkeling, il diving e tanto altro. Oggigiorno, il castello è stato adibito a Museo storico e costituisce un’interessante attrazione per tanti turisti.

Trieste Castello di Miramare

Trieste, Castello di Miramare

Piazza dell’Unità d’Italia e Molo Audace

Altro luogo simbolo di Trieste, Piazza dell’Unità d’Italia è la piazza principale della città oltre che un luogo scenografico maestoso e suggestivo perché è aperta sul mare.

Situata ai piedi del colle di San Giusto, si trova fra due borghi ed è circondata da edifici imponenti come l’ottocentesco Palazzo Comunale, il Palazzo del Lloyd Triestino, il settecentesco Palazzo Pitteri, il Palazzo Modello e il Palazzo della Regione.

A impreziosire la piazza sono, inoltre,  il famoso Caffè degli Specchi, la Colonna di Carlo VI e la Fontana dei Quattro Continenti. Vicino a Piazza dell’Unità d’Italia si trova il Molo Audace, un molo di pietra lungo circa 200 metri il cui nome trae origine dalla prima nave della Marina Italiana “Audace” che attraccò nel porto triestino.

Trieste, molo audace

Trieste, molo audace

Faro della Vittoria

Il Faro della Vittoria  si erge maestoso sul Poggio di Gretta e sembra accogliere il visitatore che arriva a Trieste. La struttura, alta oltre 60 metri, è stata ultimata nel maggio del 1924 e alla sua inaugurazione prese parte anche il re Vittorio Emanuele III.

Costruito allo scopo di illuminare il Golfo di Trieste e di commemorare i marinai caduti durante la Prima guerra mondiale, il faro venne ideato dall’architetto triestino Arduino Berlam e dallo scultore Giovanni Mayer. Alla base della struttura spicca la scritta “Splendi e ricorda i caduti sul mare”, mentre sulla cupola svetta la statua in rame della Vittoria Alata realizzata da Giacomo Sebroth, abile artigiano del rame e del ferro.

La Risiera di San Sabba

Costruita a partire dal 1898, la Risiera di San Sabba è uno stabilimento per la lavorazione del riso che dopo l’8 settembre 1943 venne utilizzato come prigione dai nazisti.

In seguito, venne adibito a luogo di smistamento per i deportati che dovevano essere condotti in Polonia e in Germania. Successivamente,  venne usato come luogo di stoccaggio dei beni sottratti agli ebrei e per eliminare partigiani, ostaggi, prigionieri politici italiani, croati, sloveni ed ebrei in minima parte.

Nel 1965, dietro decreto del Presidente della Repubblica, la Risiera di San Sabba venne dichiarata Monumento Nazionale. Dieci anni dopo e a seguito delle ristrutturazioni progettate dall’architetto Romano Boico, venne istituito il Civico Museo della Risiera di San Sabba.

Il Borgo Teresiano

Quartiere affascinante e suggestivo, il Borgo Teresiano sembra uscito da un dipinto e colpisce per il suo canale e le barche colorate che lo caratterizzano. Il nome del borgo trae origine da Maria Teresa, prima imperatrice d’Austria che decise di interrare le saline e costruire un quartiere nel 1700.

Trieste, Borgo Teresiano

Borgo Teresiano

Nel quartiere sorgono edifici di pregio come Palazzo Carciotti, Palazzo Gopcevich e Palazzo Scaramangà, le chiese di Sant’Antonio Nuovo, della Santissima Trinità e di San Spiridione che si trovano lungo il Canal Grande.

Quest’ultimo è il cuore del Borgo Teresiano e si estende ad angolo retto dalla strada che dal porto conduce alla città, integrandosi perfettamente nel paesaggio a scacchiera del quartiere.

Museo Revoltella

Ubicato nel centro di Trieste, nei pressi della Stazione Marittima, il Museo Revoltella è dedicato al barone Pasquale Revoltella, cittadino che donò il suo palazzo e le opere d’arte alla città.

Il museo è stato ampliato nel corso degli anni e trasformato su progetto dell’architetto Scarpa. Fu lui a creare il magnifico scalone elicoidale che collega i vari piani su cui si snoda il percorso museale.

Oltre ad una gigantesca collezione d’arte, che comprende i gruppi marmorei dei Magni, paesaggi, scene storiche e ritratti della prima metà dell’800, il palazzo all’interno conserva gli arredi e le decorazioni originali.

Tram di Opicina

Il Tram di Opicina è una trenovia dal fascino unico entrata in funzione a Trieste il 9 settembre 1902 per collegare il centro ad Opicina, nel Carso triestino.

Inizialmente il viaggio, che parte da Piazza Oberdan, è lento, ma aumenta gradualmente subito dopo la salita e consente di ammirare punti panoramici particolarmente suggestivi che si aprono lungo il percorso.

Per godere dall’alto lo spettacolo dell’Adriatico, è consigliabile scendere un po’ prima del capolinea di Opicina, mentre chi vuole percorrere l’ultimo tratto in salita a piedi può approfittarne per rifocillarsi in una delle tante trattorie, dette Osmizze, presenti in loco.

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