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I parchi nazionali italiani regalano spettacolari paesaggi naturali e una straordinaria biodiversità. Da quelli alpini come il Parco Nazionale del Gran Paradiso alle coste mozzafiato del Parco Nazionale del Cilento, questi luoghi sono un tesoro di bellezza naturale e una testimonianza dell’impegno costante dell’Italia nell’opera di conservazione ambientale.
Nel corso dei primi decenni dell’Ottocento, gli esploratori europei in viaggio nel nuovo mondo inviavano ai loro connazionali resoconti e descrizioni dettagliate, spesso considerate bizzarre, delle terre visitate. In particolare, in una una si narrava di un luogo fatto di fuoco e zolfo con sorgenti termali, acqua zampillante, montagne di ghiaccio e pietre gialle: si trattava dell’area di Yellowstone, più tardi divenuta il primo parco nazionale al mondo (1872) con l’obiettivo di preservare la straordinaria bellezza territoriale.
Da allora, molti altri paesi cominciarono a rivalutare le aree naturali autoctone per poter individuare quelle da proteggere. Il primo parco nazionale europeo fu istituito in Svezia il 24 maggio 1909, data oggi riconosciuta come Giornata dei Parchi in Europa.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Paradiso, invece, sono stati i primi in Italia, rispettavemente nel 1922 e 1923. La presenza umana è stato l’elemento che ha contraddistinto i parchi nazionali italiani da tutti gli altri. L’Italia, infatti, può essere considerata pioniera del concetto di conservazione di luoghi naturali in cui l’uomo vive e lavora, mostrando al mondo che è possibile creare un sano sistema di convivenza con l’ambiente circostante.
A partire dagli anni Sessanta si è assistito ad una significativa espansione dei parchi nazionali in Italia. La nascita di associazioni ambientaliste e la crescente consapevolezza da parte di cittadini e istituzioni del ruolo fondamentale che gioca l’uomo nella tutela della natura hanno influito in questo processo. Oggi l’Italia vanta 25 parchi nazionali e numerose aree protette, a testimonianza di un impegno sempre maggiore nella salvaguardia del prezioso patrimonio naturale nazionale.

Nel dare una definizione di Parco Nazionale, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) precisa che in essa vi rientrano tutte le aree terrestri, fluviali, lacustri e marine che contengano uno o più ecosistemi intatti, anche se parzialmente alterati da interventi antropici.
Le aree protette sono luoghi eccezionali per caratteristiche fisiche, biologiche e geologiche. Lo Stato ne riconosce l’importanza a livello nazionale e/o internazionale e si adopera per la loro conservazione. Il Ministero dell’Ambiente ha redatto uno studio intitolato Parchi nazionali: dal capitale naturale alla contabilità ambientale. Si tratta di un’esaustiva raccolta di dati che evidenzia la straordinaria biodiversità dei parchi nazionali italiani, habitat di una vasta gamma di specie animali.
Dal punto di vista ecologico, poi, viene sottolineato come i parchi nazionali svolgono un ruolo cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici. Ad esempio, le foreste di faggi e querce contribuiscono all’assorbimento del carbonio, aiutando così a mitigare le conseguenze dell’effetto serra.
Inoltre, secondo il rapporto, i parchi nazionali ospitano ben 124 tipologie di ambienti diversi su un totale di 149 presenti in tutto il Paese. Questa varietà si riflette anche nella ricchezza della flora e della fauna.
I parchi nazionali italiani sono delle preziose riserve naturali dove la fauna selvatica autoctona è protetta e, per questo, può essere osservata in maniera responsabile. Inoltre, grazie ai numerosi sentieri naturali e alle aree attrezzate, è possibile svolgere svariate attività all’aria aperta, sia in solitaria che con guide esperte.

Le escursioni guidate, chiamate Wildlife Watching, permettono ai visitatori di ammirare l’affascinante biodiversità da vicino e di osservare gli animali nei loro habitat naturali. Vediamo insieme alcuni esempi di parchi nazionali italiani e delle attività che propongono.
Nel Parco Nazionale dello Stelvio, una delle più grandi riserve naturali d’Europa, è possibile avvistare diverse specie, tra cui cervi, caprioli, stambecchi e camosci. Tra le escursioni guidate più specifiche vi è l’osservazione delle abitudini di vita dell’affascinante aquila reale. All’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise potrai osservare orsi bruni marsicani e lupi nel loro habitat naturale. È possibile, inoltre, effettuare escursioni guidate che consentono di apprendere di più sul comportamento di questi animali. Si tratta di iniziative che promuovono anche la consapevolezza e la sensibilizzazione del bisogno di conservazione di queste specie a rischio di estinzione.
Nel Parco Nazionale della Majella, le guide esperte conducono i visitatori attraverso percorsi studiati per immergersi nell’ambiente dei lupi, offrendo un’occasione di apprendimento sul ruolo di questi animali nell’ecosistema. Infine, il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, una riserva dell’Appennino Tosco-Romagnolo, è noto per il bramito dei cervi, ovvero il loro incofondibile e potenterichiamo che potrai ascoltare durante le escursioni durante la stagione degli amori.
Oltre all’osservazione della fauna selvatica, la visita nei parchi permette di conoscere l’impatto degli esseri umani sull’ecosistema e sulla biodiversità, con la conseguente necessità di promuovere la conservazione e l’uso responsabile delle risorse naturali per preservare la diversità biologica del nostro pianeta.

Un parco nazionale rappresenta un territorio naturale di valore eccezionale designato ufficialmente dal governo nazionale. Attraverso leggi specifiche, lo Stato agisce ai fini della conservazione e della protezione dell’area in questione, promuovendo la diminuzione o l’eliminazione dellosviluppo antropico nella suddetta area per mantenerne intatti l’ambiente e la biodiversità.
Il ruolo di supervisione e monitoraggio per garantire la tutela e la gestione delle risorse naturali delle aree nazionali protette è affidato ai Carabinieri Forestali mediante Il Raggruppamento speciale Carabinieri Parchi. Nelle zone marine l’organizzazione è affidata alle Capitanerie di Porto in collaborazione con le forze dell’ordine locali e nazionali.
È importante ricordare che esistono delle norme specifiche da seguire durante la visita ai parchi. Non si tratta di regole universalmente valide, i requisiti possono variare in base alle peculirità, ubicazione e flora e fauna esistente. Ti consigliamo di far sempre riferimento al sito ufficiale del parco che intendi visitare per conoscere eventuali altri divieti o informazioni importanti.

In linea di massima, i comportamenti da tenere sono i seguenti:
Parchi regionali
Oltre ai parchi nazionali, l’Italia ospita anche tantissimi parchi regionali. A differenza dei primi, un parco naturale regionale mette maggiormente in evidenza l’esperienza umana di fruizione, strettamente legata e profondamente connessa ai valori espressi dal territorioe dalle comunità locali.
Riserve naturali
Le Riserve naturali comprendono territori terrestri, fluviali, lacustri o marini che ospitano ecosistemi di notevole importanza per la biodiversità e per la salvaguardia delle risorse genetiche. Inoltre, possono essere a carattere nazionale o regionale, a seconda dell’importanza degli elementi naturali che ospitano. Vi sono poi alcune di esse che permettono la presenza dell’uomo e altre che la vietano.
Di seguito, alcuni esempi.
Aree marine protette
Le aree marine protette sono zone marittime con caratteristiche naturali, biochimiche e culturali significative (incluse le coste). Queste aree sono divise in tre zone di tutela ambientale:
L’obiettivo è proteggere l’ambiente marino mentre si bilancia la conservazione con l’utilizzo umano.
Curiosità sui Parchi Nazionali

Di seguito, l’elenco completo dei Parchi Nazionali in Italia. Non resta che preparare lo zaino, indossare scarpe comode e partire alla scoperta di questi luoghi meravigliosi!

Articolo a cura di Aurelio Quartararo.
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