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La storia del Parco Nazionale del Gran Paradiso ebbe inizio nel lontano 1836 quando il re di Sardegna, Carlo Felice, proibì la caccia allo stambecco. Questo primo passo, seppur modesto, gettò le basi per un cambiamento duraturo nell’approccio umano nei confronti della natura. Nel 1856, Vittorio Emanuele II dichiarò le montagne del Gran Paradiso Riserva Reale di Caccia, una mossa che rivelò la sua visione lungimirante volta a preservare l’estinzione dello stambecco.
Il 1913 segnò l’ultima caccia reale e nel 1919 Vittorio Emanuele III condivise una concezione audace: cedere i territori del Gran Paradiso allo Stato per istituire un Parco Nazionale. Nel 1922, questa idea divenne realtà con la creazione del Parco Nazionale Gran Paradiso, inaugurando una nuova era per la conservazione ambientale.
I decenni che seguirono furono testimoni di sfide e trionfi. Il periodo tra il 1933 e il 1947 vide, però, una diminuzione drammatica della popolazione degli stambecchi, tant’è che fu istituito l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso che, sotto la guida di Renzo Videsott, fu preposto alla protezione e promozione dell’area.
Successivamente, nel 1955, venne inaugurato il giardino botanico Paradisia con la finalità di preservare e valorizzare la flora del parco. Nel 1972, venne siglato il gemellaggio tra il Gran Paradiso e il parco francese de la Vanoise, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale nella salvaguardia del patrimonio naturale.

Guardiaparco degli anni Cinquanta
Finalmente, negli anni ’80, grazie alla tenacia dell’ente parco, si riusciva a intravedere il ripopolamento dello stambecco sulle Alpi. Il Parco Nazionale del Gran Paradiso ha lo scopo e l’impegno di prendersi cura degli esemplari presenti, sia mantenendo la varietà genetica che agendo per garantirne la sopravvivenza.
Nel 2003, nasceva il progetto di mobilità sostenibile A piedi tra le nuvole concepito per la regolamentazione del traffico automobilistico privato lungo la strada che conduce al Colle del Nivolet. In tal modo, favorendo gli spostamenti a piedi, in bici e con navetta, viene ritrovata e riscoperta l’armonia tra turismo e impatto ambientale.
Oggi, il Parco Nazionale Gran Paradiso è un’opera di conservazione attiva e, con la sua rete di sentieri che si estende per 850 km, attrae milioni di visitatori ogni anno. Nel 2014, il riconoscimento nella Green List delle aree protette dell’IUCN è una testimonianza tangibile di una gestione responsabile. In questo luogo di bellezza senza tempo, potrai ammirare la natura incontaminata e l’ottimo lavoro dell’uomo nel preservarne i tesori più preziosi.
Il Parco Nazionale Gran Paradiso si estende, per circa 70.000 ettari, attorno al massiccio del Gran Paradiso e si trova a cavallo tra la Valle d’Aosta e il Piemonte, comprendendo ben 13 comuni.
L’area protetta si distingue per il suo paesaggio alpino composto da spaziose valli, scolpite dalla fusione dei ghiacciai e dall’insorgere di fiumi abbondanti. Questo territorio è suddiviso in cinque valli principali: la Valle di Cogne, la Valle dell’Orco, la Valle della Soana, la Valle di Rhemes e la Valsavaranche.

Ricercatori in attività nel Parco
Il parco presenta diverse zone altimetriche con varie tipologie di boschi, come larici, latifoglie e aghifoglie, oltre a faggete e conifere. Alcune conifere sono presenti solo in alcune valli, come il pino cembro e l’abete bianco. I boschi di larice sono luminosi e ospitano una varietà di piante come rododendri, mirtilli e fragole di bosco. Fiori come il giglio martagone e il giglio di San Giovanni fioriscono in estate. Ad altitudini superiori, tra le rocce, si trovano piante come la sassifraga e l’androsace alpina. Le torbiere e le zone umide ospitano l’erioforo.
L’Aquilegia alpina, presente tra i 1.000 e i 2.600 metri di quota nelle valli del Parco, ha ispirato Goethe che, in una sua poesia, ne parla così: “Bella si erge l’aquilegia e china il suo capo. È emozione? O è spavalderia?”
All’interno del Parco vive lo stambecco, una specie salvata dall’estinzione e, proprio per la storia del legame e della protezione, questo animale è diventato simbolo del Gran Paradiso. Durante le passeggiate puoi avvistare una sorprendente varietà di animali, tra cui camosci, marmotte, lepri, volpi, tassi, ermellini, donnole, martore e faine. Inoltre, è frequente osservare rapaci come aquile, gipeti, poiane, gheppi, sparvieri, astore, gufi reali e allocchi.

Stambecco nel Parco Nazionale del Gran Paradiso
Gli uccelli presenti includono pernici bianche, galli forcelli, coturnici, picchi verdi, picchi rossi maggiori, francolini di monte, merli acquaioli, pettirossi, tordi, beccafichi, rampichini alpestri, picchi muraioli e molti altri esemplari. Nel Parco, avrai l’opportunità di ammirare anche diverse specie di rettili, insetti e anfibi, tra cui vipere, farfalle Parnassius, tritoni e salamandre.
Nel Parco, ogni stagione dell’anno offre esperienze uniche e diverse: le passeggiate tra i prati in fiore durante la primavera, le escursioni estive tra i numerosi sentieri, i boschi colorati in autunno e paesaggi innevati in inverno, sono occasioni uniche per poter godere dello spettacolo che la natura ci concede.
Gli amanti della bici troveranno percorsi bike friendly adatti a tutti, in base alle proprie esigenze e capacità. Il progetto A piedi tra le nuvole consente di esplorare ambienti incontaminati, avvistare camosci durante la stagione degli amori e fare trekking fotografici. In inverno, potrai passeggiare con le ciaspole o sciare. Gite giornaliere o soggiorni più lunghi permettono di conoscere la vita degli animali e gli ecosistemi alpini.

Trekking nel Parco
Il Parco, inoltre, è un laboratorio didattico per le scuole, trasformandosi in un’ottima opportunità per una sana educazione ambientale grazie all’esperienza delle guide e ai numerosi corsi previsti.
Un’altra esperienza da fare è sicuramente quella di dormire in un rifugio dove poter assaporare la vita di montagna e, magari con un po’ di fortuna, avvistare qualche stambecco.
Per godere appieno l’essenza del Parco ti suggeriamo di alloggiare presso le strutture che hanno ottenuto il Marchio di Qualità Gran Paradiso. Queste strutture sono riconoscibili dal simbolo che testimonia il loro impegno verso l’ambiente e le tradizioni locali. All’interno dei comuni del Parco è possibile trovare un’ampia gamma di opzioni per soddisfare ogni tipo di necessità. Tra queste, oltre ai rifugi, vi sono campeggi, agriturismi, bed & breakfast, aree appositamente attrezzate per i camper e alberghi di varie categorie.

Parco Nazionale del Gran Paradiso – Sentiero natura
Nel suggestivo contesto del Parco Nazionale Gran Paradiso, si va ben oltre l’esplorazione di paesaggi da cartolina e le avventure all’aria aperta. Potrai deliziare il tuo palato con autentici sapori locali in un percorso gastronomico che abbraccia qualità e sostenibilità: un approccio innovativo e attento alla provenienza degli ingredienti.
L’ente responsabile della gestione del Parco ha introdotto un marchio di qualità, riconoscibile grazie al simbolo dello stambecco all’interno di una Q che rappresenta un impegno tangibile verso la tradizione e l’ambiente. I locali che esibiscono tale “contrassegno” garantiscono prodotti provenienti dal territorio del Parco e processi di lavorazione che rispettano, al contempo, le antiche tradizioni locali e l’ecosistema circostante.
Tra le pietanze più conosciute del territorio piemontese ti consigliamo di assaggiare la toma di vacca, un formaggio fresco artigianale di latte vaccino, e il celebre salame di patate, ovvero un insaccato ottenuto dall’impasto di carne magra e grassa macinata con pari quantità di patate bollite.
Tra i dolci, l’arte pasticcera si esprime attraverso torcetti (ciambelline al burro dalla tipica forma a goccia), paste di meliga (biscotti frollini tipici piemontesi a base di burro), giuraje (i tipici confetti del Canavese) o la torta del Nivolet (tradizionale torta al cioccolato aromatizzata con liquore alle erbe montane).

© Parco Nazionale del Gran Paradiso – Torta Nivolet
Nel territorio della Valle d’Aosta, invece, troviamo la fontina e il fromadzo (formaggio di latte misto vaccino e caprino a pasta semidura), formaggi DOP di rara eccellenza. Un altro prodotto tipico è la mocetta, un salume ottenuto da tagli magri di carne bovina. Infine, non dimenticare il boudin, una salamella unica a base di barbabietola.
Per accompagnare queste delizie gastronomiche, ti consigliamo vini pregiati come il Petit Arvin, la Premetta, il Vin de la Sabla, insieme ai classici Torrette, Chardonnay e Gamay. Dulcis in fundo, le api operose delle vallate circostanti danno vita a una produzione di miele davvero squisito.
Ricorda che ti trovi in un’area protetta. Per sapere come arrivare o qualsiasi informazione, ti invitiamo a consultare il sito ufficiale del Parco.
Articolo a cura di Aurelio Quartararo.
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