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L’Emilia-Romagna, situata nel cuore dell’Italia settentrionale, è conosciuta per la sua rinomata cucina, le città d’arte e i paesaggi mozzafiato, il territorio è composto dall’unione di due regioni, definite da caratteristiche linguistiche, geografiche e storico-culturali differenti:

L’Emilia-Romagna, che ha come capoluogo di regione Bologna, si estende per 22.453 km2, conta 4.460.030 abitanti e ha al suo interno 4 città d’arte riconosciute come Siti Unesco: Ferrara, Modena, Ravenna e Bologna. La regione è suddivisa tra Pianura Padana e rilievi, con la porzione orientale dell’Appennino Settentrionale (tosco-emiliano e tosco-romagnolo) che costituisce l’entroterra di ogni provincia, esclusa Ferrara.

La parte pianeggiante della zona centro-meridionale della Pianura Padana è compresa tra la linea pedemontana – l’infrastruttura viaria che attraversa la regione nel territorio vicentino e trevigiano – e il Po. Una grande varietà di paesaggi caratterizza l’Emilia-Romagna che si articola in tre principali zone geografiche:
La Pianura Padana occupa la parte settentrionale e centrale della regione e si può dividere in alta e bassa pianura. La parte alta si trova tra i 200 e i 400 metri sul livello del mare, a contatto con le Alpi a nord, e con gli Appennini a sud. In questa zona, sono presenti molti centri abitati di grandi dimensioni e, ancor più, aree industriali.
I fiumi Po, Reno e Panaro attraversano la regione contribuendo alla ricchezza agricola e alla bellezza naturale del paesaggio circostante.La bassa pianura, invece, si trova a un’altezza massima di 100 metri sul livello del mare e una delle sue peculiarità è proprio il terreno, meno permeabile e di conseguenza più fertile, adatto ad ogni tipo di coltivazione.
La parte meridionale dell’Emilia-Romagna, in particolare il tratto compreso tra Emilia e Toscana, è caratterizzata dalla catena montuosa degli Appennini, con paesaggi spettacolari e aree naturali protette come il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
Si divide in 4 versanti:
Confina a nord con la Pianura Padana, a sud con la Città metropolitana di Firenze (Mugello), con la Provincia di Prato (Vaiano e Monti della Calvana) e con la provincia di Pistoia (Montagna Pistoiese). A ovest, invece, confina con l’Appennino modenese, mentre a est il confine con l’Appennino imolese è delimitato dal Torrente Sillaro.
La Costa Adriatica si estende per circa 110 chilometri e comprende famose località balneari come Rimini, Riccione e Cattolica che attirano turisti da tutto il mondo durante l’estate. Le spiagge sabbiose, le acque azzurre e la vivace vita notturna la rendono una destinazione ideale per il relax e il divertimento.

L’Emilia-Romagna ha radici molto antiche che risalgono all’epoca etrusca e romana. In quegli anni, la Valle del Po prendeva il nome di Gallia Cisalpina e il corso del fiume Po identificava due regioni: la Cispadana e la Transpadana, quelle che oggi conosciamo come Emilia-Romagna.
La Regione è attraversata dalla Via Emilia, una famosa strada romana che collega Rimini a Piacenza, costruita dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a.C. che, ancora oggi, è una delle sue arterie principali. Nel 268 a.C. fu fondata dai Romani la colonia di Ariminum (Rimini), che prese il nome dal fiume Ariminus, come testa di ponte dell’espansione dell’Impero.
Durante il periodo medievale, l’Emilia Romagna era suddivisa in numerose città-stato, ciascuna con governo e cultura distinti: Bologna, Modena, Parma e Ferrara erano centri culturali ed economici importanti con rinomate università, oltre a una fiorente produzione artistica.
Quest’epoca portò pestilenze e carestie che, come conseguenza, portarono a un forte calo demografico che impoverì le città e spopolò le campagne circostanti. Alla fine del VII secolo venne fondata Ferrara che, con il passare dei secoli, divenne un nodo vitale della rete urbana emiliana.
Il Medioevo vide anche nascere importanti centri monastici, proprietà papali e imperiali. Abbazie come quella di Bobbio, fondata nel ‘614, quelle di Nonantola e di Pomposa, e l’abbazia di San Benedetto Po, divennero il fulcro dell’assetto territoriale dei secoli successivi.
Il Rinascimento vide l’ascesa di famiglie nobili come gli Estensi a Ferrara e i Farnese a Parma.In particolare, Ferrara raggiunse un rilievo politico sovraregionale, estendendo i suoi domini ai territori di Modena e Reggio, alla Garfagnana e a parte delle Romagne.

All’inizio del ‘600 venne definita la tripartizione regionale, mantenuta fino all’Unità d’Italia:
Nel XVIII secolo, gran parte dell’Emilia-Romagna fu annessa agli Stati Pontifici, sotto il controllo diretto della Chiesa cattolica. Tale dominio durò fino a quando la regione divenne parte del nuovo Regno d’Italia.
Nel XIX secolo, vi furono due importanti fenomeni che segnarono il destino dell’Emilia Romagna:
Inoltre, in quegli stessi anni, si diffuse la risicoltura, soprattutto nelle grandi aziende bolognesi e ferraresi.
Nei primi del ‘900, l’Emilia-Romagna era una regione prevalentemente agricola che, nel tempo, subì un rapido progresso industriale ed economico. Città come Bologna difatti divennero importanti centri industriali e culturali. I cambiamenti più rilevanti si concentrarono essenzialmente nel secondo dopoguerra, grazie a uno sviluppo maggiore sia in campo meccanico che alimentare, in particolar modo lungo la zona della via Emilia.
Consistenti capitali urbani furono investiti nelle campagne, finanziando lavori di bonifica e l’acquisto di macchinari agricoli. Sorsero così centri abitati nelle terre risanate, zuccherifici e nuovi edifici per la lavorazione delle barbabietole da zucchero. La Seconda guerra mondiale lasciò profondi segni nel territorio e ingenti danni al patrimonio edilizio. Nonostante ciò, nel dopoguerra iniziò uno sviluppo economico senza precedenti anche grazie al boom dell’industria manifatturiera. Con la fine del conflitto e della monarchia, si avviò il processo di nascita della regione Emilia-Romagna che si concluse nel 1970.
Chi non ha mai assaggiato il buonissimo prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano o una piadina romagnola? Anche piatti di pasta fresca come lasagne, cappellacci o cappelletti sono tra le delizie culinarie che rendono l’Emilia-Romagna un paradiso per gli amanti del cibo.
L’Emilia-Romagna è il regno di lasagne, tortelli, tortellini, cappelletti e cappellacci serviti con ragù alla bolognese o, nel caso specifico dei tortellini, in brodo.
Da tradizione, potrai trovare anche piatti tipici come i pisarei e fasò, gnocchetti di farina e pangrattato conditi con fagioli, lardo e pomodoro; minestre come i passatelli, pasta fresca ruvida tipica da brodo; la pasta rasa, impasto a base di mollica di pane, parmigiano reggiano,uova, poi “grattato” e cotto in brodo; i manfrigoli, pasta fresca il cui nome deriva dall’atto di sfregare l’impasto tra le mani. Infine, la tardura, in romagnolo, “tiratura”, una pasta letteralmente “tirata” dal gusto simile a quello dei passatelli.
Nella lista dei primi non può mancare il pasticcio alla ferrarese, un’altra delizia emiliano-romagnola, composta da pasta frolla ripiena di pasta (sedanini o maccheroni), condita da ragù e besciamella.
Anche in questo caso la lista è lunga. Come non menzionare secondi tipici tra cui cotechino o salama da sugo, un insaccato di maiale servito rigorosamente con purè di patate, costolette alla modenese con lardo, pomodorini, uova e vino bianco o una buonissima cotoletta alla bolognese?
Se deciderai di passare nella zona del Delta del Po, sarà l’anguilla a farla da padrona: da provare alla griglia, in umido con uvetta e pinoli, marinata o cotta nel famoso “bruet”, cioè in un sughetto molto saporito. Nella zona di Ravenna, invece, potrai assaggiare piatti tipici a base di rane, in zuppa o fritte.
Il regalo perfetto per amici e parenti sarà il panpepato tipico ferrarese, a base di miele, mandorle, cacao, cannella, chiodi di garofano e canditi. Da provare anche lo squacquerone con i fichi caramellati, la brazadela, una ciambella tipica bolognese da inzuppare nel vino o nel latte; i sabadoni, ravioli dolci aromatizzati con la “saba”, ovvero mosto bollito; la tenerina, una torta al cioccolato con il mascarpone, oppure le frappe (o crostoli) e i “basin”, dolcetti fritti conosciute in altre regioni come castagnole nel periodo di carnevale.

L’Emilia-Romagna vanta anche un’ottima tradizione vitivinicola dei Colli Bolognesi, di Imola, Parma, Piacenza e Rimini. Ti consigliamo di assaggiare il frizzante Lambrusco (di Sorbara, Castelvetro e Salamino di Santacroce), il Trebbiano e il Sangiovese di Romagna, il Reno da uve Montù e il romagnolo Pagadebit, da uve Bombino bianche.
La regione conta circa 1.285 chilometri di piste ciclabili! In particolare, è proprio Ferrara a essere soprannominata “Città delle biciclette” grazie all’alta densità di persone che utilizzano le due ruote per muoversi più agilmente all’interno del centro storico. Sono attivi anche diversi servizi di bike sharing e noleggio bici, molto utili anche a chi vuole visitare la città senza doversi muovere a piedi o con gli autobus cittadini.

Questo simbolo, nato con i Savoia nel 1861, ha origine proprio in Emilia-Romagna.
Il Tricolore nacque nel 1797 quando venne istituita la Repubblica Cispadana: a differenza di quello utilizzato oggi, presentava strisce orizzontali e un simbolo nella parte centrale. Nel 2004, venne anche inaugurato il Museo del Tricolore a Reggio Emilia, aperto gratuitamente a tutti i cittadini.
Hai voglia di farti una bella camminata in centro anche se il meteo non è dalla tua parte? Allora dovrai assolutamente passeggiare lungo il Portico di San Luca, una vera e propria opera d’arte di 3,8 km e 666 arcate.

L’Emilia-Romagna ha il numero più alto di prodotti DOP e IGP e per questo è stata decretata Food Valley a livello internazionale.
Soprannominata anche Motor Valley, ha visto nascere case automobilistiche come Lamborghini, Maserati, Ducati, Ferrari e Pagani lungo la Via Emilia, la stradache va da Piacenza a Rimini.
La regione è facilmente raggiungibile sia che si utilizzi l’auto, il treno, l’aereo o la via del mare.
I principali aeroporti sono quelli di:
Dall’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna partono i voli delle principali compagnie aeree internazionali. Potrai arrivare a Bologna dall’aeroporto grazie ai numerosi taxi, al servizio bus navetta Aerobus o al Marconi Express. Se invece vorrai raggiungere altre destinazioni, potrai consultare l’elenco dei collegamenti tramite navetta con varie località del territorio.
A Rimini, a pochi chilometri dal centro città, troverai l’aeroporto Federico Fellini, che ti permetterà di raggiungere le meravigliose mete estive della riviera Romagnola. A Forlì, troverai l’aeroporto “Luigi Ridolfi”, mentre a Parma il “Giuseppe Verdi” in cui atterrano voli sia dall’Italia che dall’estero.
Si arriva dall’Europa passando dai valichi di Tarvisio, del Brennero, del San Gottardo e del Sempione.
Se vuoi viaggiare all’interno della regione, potrai utilizzare anche i treni regionali di Trenitalia, mentre Italo e i Treni ad alta velocità di Trenitalia collegano le stazioni di Reggio Emilia e di Bologna con:
L’autostrada A1 Milano-Napoli attraversa l’Emilia-Romagna e la collega a:
Imboccando la A14, potrai viaggiare da Bologna fino a Bari.
Sarà anche molto semplice raggiungere la SS 309 Venezia–Mestre e la superstrada E45 Roma–Ravenna.
Nella regione è presente una rete di autolinee che la collega a numerose città.
Troverai molti porti turistici sul Mare Adriatico, in provincia di Rimini, di Forlì-Cesena, di Ravenna e di Ferrara.
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