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Sara Giannessi

  • 2 anni fa
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6 min

Viterbo affascina per il suo ricco patrimonio storico e culturale. Situata nel cuore del Lazio, tra Roma e Siena, è un incantevole connubio di arte, architettura e natura. Per gli amanti della natura, Viterbo offre un territorio incontaminato da esplorare. Le Terme dei Papi, con le loro acque curative, sono un’oasi di benessere. I dintorni della città sono costellati di borghi medievali, boschi rigogliosi e laghi vulcanici, come il Lago di Bolsena, perfetto per escursioni in barca o in bicicletta.

Indice dei contenuti

Spesso il nome delle città italiane viene accompagnato da un epiteto evocativo, e ci si riferisce per esempio ad Ancona come alla Città dei due Soli, a Cagliari come alla città del Sole e a Viterbo come alla Città dei Papi. Ma perché il comune laziale ha meritato questo appellativo? E cosa possono scoprire i visitatori che oggi si recano nella città simbolo della Tuscia?

Viterbo è uno dei capoluoghi di provincia del Lazio, territorio le cui bellezze sono spesso offuscate dall’imponenza di Roma che ha, invece, da offrire meraviglie architettoniche, culturali e paesaggistiche. La nostra meta si trova appunto nella Tuscia, una zona a nord della regione, segnata da paesaggi naturali selvaggi, grotte di tufo e resti della civiltà etrusca che regnò per secoli in questa zona.

Gli scorci dall'aura medievale della città di Viterbo

Gli scorci medievaleggianti della città di Viterbo. © Angelika via Pixabay

Il suo fascino ispirò poeti e scrittori di tutti tempi, ma sicuramente chi più ha amato questi luoghi fu Pier Paolo Pasolini che, nei dintorni della città, girò le scene del suo film “Il Vangelo Secondo Matteo”. L’intellettuale rimase così colpito dall’aspetto, incontaminato e antico di questi luoghi, come testimoniato nell’intervista pubblicata su Il Messaggero di domenica 22 settembre 1974:

Viterbo è ancora in tempo per fare certe cose.
Quel che va difeso è tutto il patrimonio nella sua interezza.
Tutto, tutto ha un valore: vale un muretto, vale una loggia, vale un tabernacolo, vale un casale agricolo. Ci sono casali stupendi che dovrebbero essere difesi come una chiesa o come un castello.”

Sicuramente Viterbo e i piccoli borghi dei suoi dintorni affascinano, ancora oggi, per l’atmosfera medievale che evocano. Tuttavia, la Città dei Papi conserva una storia ancora più intrigante e ricca di rimandi a un passato glorioso.

Perché Viterbo è chiamata la Città dei Papi?

Il primo mistero da svelare è l’origine dell’appellativo di questa antica città. Tutto ha inizio nella seconda metà del XIII secolo, epoca in cui la Chiesa di Roma, oltre al potere spirituale, assunse un’importanza via via crescente da un punto di vista politico.

È in questo quadro storico che si inserisce la decisione di Papa Alessandro IV di spostare la sede papale da Roma a Viterbo nel 1257. La situazione a Roma era diventata, infatti, insostenibile per le pressioni e gli intrighi delle  potenti famiglie nobili romane e la minaccia dell’imperatore Federico II.

Alessandro IV spostò la curia papale da Roma a Viterbo nel 1256

Alessandro IV, il papa che spostò la curia da Roma a Viterbo. © Biblioteca municipale di Trento

Da quell’anno fino al 1281, 9 pontefici hanno fatto di Viterbo la loro dimora, più o meno fissa. È proprio in questa sede che si scrissero alcune pagine importanti della storia: ad esempio, durante il pontificato di Gregorio X vennero stabilite quelle che, ancora oggi, sono le regole per l’elezione del Papa.

Ma ancora più celebri sono i pontefici coevi al sommo poeta, Dante Alighieri, che non perse l’occasione di citarli nelle Cantiche del Purgatorio e dell’Inferno della sua Divina Commedia: Adriano V, collocato nel Purgatorio tra gli avari e i prodighi; Niccolò III, che incontriamo nell’VIII Cerchio dell’Inferno tra i simoniaci; e infine Martino IV, posto nel Purgatorio per i suoi peccati di gola – Dante cita in particolare la sua predilezione per le anguille del vicino Lago di Bolsena.

Ecco svelato, quindi, perché Viterbo ancora oggi viene chiamata “la Città dei Papi”. Questo centro dell’alto Lazio non ha perso del tutto la rilevanza dal punto di vista religioso, dato che ancora oggi è sede vescovile.

Edifici storici della Viterbo dei Papi

Le mete imperdibili sono: il Palazzo dei Papi e il Duomo, meglio conosciuto come Cattedrale di San Lorenzo.

Il Palazzo dei Papi fu il primo monumento a essere edificato quando la sede pontificia fu spostata da Roma a Viterbo, ed è quindi un palazzo con una storia pluricentenaria. Le sezioni di questo monumento portano ancora impressa l’impronta dell’uso a cui erano destinate.

Il Palazzo dei Papi è l'edificio principale della piazza centrale della città di Viterbo

Il Palazzo dei Papi e la loggia che consente l’accesso all’Aula del Conclave. © lino9999 via Pixabay

Ad esempio, l’aula del Conclave porta ancora questo nome, sebbene non sia più destinata all’elezione del Pontefice che, come è ben noto, avviene nella Cappella Sistina a San Pietro. Tuttavia, il nome è rimasto in ricordo del Conclave più lungo della storia. È, infatti, proprio qui che si tennero le elezioni di Papa Gregorio X, dopo ben 1006 giorni di sede vacante.

L’altro simbolo della Città dei Papi è la Cattedrale di San Lorenzo, edificata probabilmente sulle rovine di un antico tempio etrusco e di un’antica pieve. Anche se l’aspetto della Cattedrale, ad oggi, rispecchia completamente l’architettura romanica dei tempi della sua edificazione – ad eccezione del campanile che risale al periodo gotico – in realtà, si tratta di una struttura che ha subito molti restauri. L’aspetto originale è stato restituito solo con la ricostruzione a seguito dei bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale.

La Cattedrale di San Lorenzo è l'edificio religioso principale della città di Viterbo, e si trova nella piazza centrale accanto al Palazzo dei Papi

La Cattedrale di San Lorenzo, accanto al Palazzo dei Papi. © Enric via Wikicommons

Ma la storia papale di Viterbo non si ferma al 1281. Altro motivo di vanto per la città sono anche le sue celebri “Terme dei Papi”. L’intera area è, infatti, ricca di sorgenti termali, le cui acque benefiche derivano dal territorio vulcanico. Il vicino lago di Bolsena, per esempio, origina dal cratere di un antico vulcano spento. Tra le varie stazione termali del viterbese, quelle dei Papi sono sicuramente quelle con più storia alle spalle. Si tratta, infatti, di un complesso realizzato su commissione di Papa Niccolò V per beneficiare, egli stesso, dei poteri curativi di queste acque.

Altri punti di interesse a Viterbo

Il fascino di Viterbo non si limita solo al fatto di essere stata “la Città dei Papi”. Essa, infatti, fu fondata dagli etruschi e successivamente colonizzata dai romani. Al Palazzo dei Priori è possibile visitare il Museo Nazionale Archeologico che ospita molti reperti che raccontano l’antica storia di questo territorio. Lo stesso Palazzo è un edificio storico che fu sede del governo durante il Papato di Viterbo.

La sala dei paesaggi all'interno del Palazzo dei Priori di Viterbo

La sala dei paesaggi all’interno del Palazzo dei Priori. © Sailko via Wikicommons

Merita una visita anche il Palazzo del Podestà, costruzione risalente al XIII secolo, utilizzata come residenza dell’ufficiale governativo nominato dai papi per amministrare la città.

Immancabile, poi, è una passeggiata nel quartiere medievale di San Pellegrino, dove è possibile visitare il Museo della Ceramica.

L’intera area della Tuscia è celebre per le sue ceramiche, ispirate ancora oggi all’arte etrusca. Nel museo si potranno osservare i migliori di manufatti di quest’arte caratteristica della regione.

Cosa vedere nei dintorni della Città dei Papi

Per chi ha più tempo a disposizione, è possibile visitare luoghi affascinanti nei dintorni per immergersi ancora di più nello spirito medievaleggiante e magico di questa zona.

A pochi chilometri dalle storiche mura di Viterbo, si trova il giardino di Bomarzo, detto anche “Parco dei mostri”, un affascinante area verde disseminata di statue surreali e costruzioni paradossali.

Viterbo, il Parco dei Mostri di Bomarzo è un luogo affascinante e suggestivo

Una scultura del Parco dei Mostri di Bomarzo. © alafolsom via Pixabay

Nella provincia di Viterbo si trova anche la storica cittadina di Soriano nel Cimino, famosa per la sua rievocazione medievale durante l’annuale Sagra della Castagna.

Viterbo, il borgo storico di Soriano nel Cimino si anima per la Sagra della Castagna

I colori storici dei rioni del borgo di Soriano nel Cimino. © Sara Giannessi

Per gli amanti della natura, l’area di Viterbo vanta luoghi spettacolari, dalla Faggeta Vetusta di Soriano nel Cimino, Patrimonio UNESCO, fino al Parco delle Cascate di Chia del Fosso Castello, numerosi sono i boschi incontaminati e ricchi di biodiversità.

Viterbo, La Faggeta Vetusta di Soriano nel Cimino

La faggeta Vetusta di Soriano nel Cimino. © Sara Giannessi

Cosa mangiare nella Città dei Papi

I piatti tipici di Viterbo sono quelli della Tuscia, ricette contadine legate ai prodotti del territorio e alla tradizione rurale.

L’acquacotta è il simbolo culinario della regione: si tratta di una gustosa zuppa contadina di verdure, spesso arricchita con uova e pecorino.

Oppure, ancora, il fieno di Canepina, un formato di pasta antichissimo, sottile e dal colore intenso che ricorda, appunto, il fieno. Perfetto per accompagnare in modo più tradizionale il ragù della nonna o per realizzare piatti gourmet.

Curiosità sulla città di Viterbo

La sera del 3 settembre, la città di Viterbo si anima per un evento straordinario: la festa di Santa Rosa che celebra la sua santa protettrice. Le feste patronali non sono di certo una rarità in Italia ma questa, in particolare, è stata inserita tra i patrimoni immateriali dall’UNESCO per la sua unicità.

Insieme alla Festa dei Gigli di Nola, La Varia di Palmi e La Discesa dei Candelieri di Sassari, la Festa di Santa Rosa è caratterizzata dalla Macchina di Santa Rosa, una delle grandi macchine a spalla portate in processione.

La “torre” di Viterbo pesa ben 5 tonnellate e viene trasportata, da 113 facchini professionisti, per ben 1200 metri tra le vie del centro storico.

Insomma, la Città dei Papi offre moltissimi spunti di viaggio per una gita di un giorno o un weekend alla scoperta di una regione magica e ricca di storia come la Tuscia.

Il viaggio più lontano può essere anche dietro casa, basta scoprire il nuovo.

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