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Giusy Pirosa

  • 2 anni fa
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6 min

Capoluogo delle Marche e città ricca di meraviglie artistiche, architettoniche e paesaggistiche, Ancona sorge tra le acque del mar Adriatico e le colline dell’entroterra. Chiamata la Città dei due Soli, ha una conformazione geografica particolare e affascinante. Proprio per la sua posizione sul mare venne ribattezzata porta d’Oriente. Scopriamo perché Ancona viene detta Città dei due Soli, la sua storia e cosa vedere.

Indice dei contenuti

Da cosa deriva il termine Città dei due Soli

Ancona, capoluogo delle Marche, è l’unica città sulla costa adriatica ad avere due soli: è, infatti, la città in cui è possibile vedere sorgere e tramontare il sole, grazie alla conformazione della città che sorge su un promontorio a forma di  gomito. Il termine Ancona deriva da Ankon che vuol dire, appunto, gomito.

Posizionandosi in alto, si può ammirare il magnifico spettacolo del sole che illumina i palazzi e li colora di un arancio acceso, creando uno scenario suggestivo.

Da due punti della città, in particolare, è possibile osservare questo fenomeno: basta recarsi al Duomo o al vecchio Faro del Monte dei Cappuccini, nella settimana di luglio coincidente con il plenilunio.

il porto di Ancona al tramonto

Il porto di Ancona al tramonto

La storia di Ancona

La fondazione di Ancona risale al IV sec. a.C. ad opera dei Greci di Siracusa, ma in realtà le sue origini risultano essere ancor più remote. Infatti, prima ancora di essere città greca appariva come un villaggio e lo dimostra il rinvenimento di tre centri abitati durante l’Età del bronzo e l’Età del ferro.

Quando i greci siracusani fondarono la colonia di Ankón, il nucleo precedente venne assorbito in maniera pacifica e, per circa due secoli, la città si espanse diventando una fiorente colonia greca. In seguito, divenne municipium di Roma, porto di comunicazione e snodo significativo tra l’Oriente e la Capitale.

Sotto l’Impero di Traiano, la città raggiunse il massimo splendore, poi, dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente venne annessa al regno degli Eruli e, successivamente, a quello degli Ostrogoti. Dopo l’anno mille, divenne libero comune.

Nel 1532, venne inglobata nei possedimenti dello Stato Pontificio e papa Clemente XII le diede il porto franco. La città divenne, poi, una Repubblica napoleonica anconitana e prese parte al Risorgimento italiano, in particolare ai moti del 1848-1849. Ancona entrò  nel Regno d’Italia nel 1860 e, nel primo decennio del nuovo Stato, ricoprì una carica militare importante.

Cosa vedere ad Ancona

Ricca di arte e architettura, panorami e spazi verdi di rara bellezza, ma anche spiagge stupende, Ancona vanta molteplici attrazioni e, per questo motivo, è fra le mete italiane più frequentate dai turisti. Ecco cosa vedere durante un soggiorno nel capoluogo marchigiano.

Cattedrale di San Ciriaco

Dedicata a San Ciriaco, la cattedrale è uno degli edifici più antichi di Ancona la cui costruzione risale al IV secolo a.C., all’epoca dei Dorici. Furono loro a scegliere questo promontorio a picco sul mare, il colle Guasco, per costruire un tempio dedicato a Venere Euplea.

La cattedrale, in seguito, venne costruita sulle rovine del tempio e dedicata prima a San Lorenzo, poi nel 1300 a San Ciriaco. La chiesa conserva le spoglie del santo che nel mese di maggio vengono esposte nella Cripta dei Protettori.

Degna di nota è la facciata esterna per il suo impeccabile stile romanico e i magnifici leoni in marmo rosso di Verona posti sul portale d’ingresso.

Ancona, Cattedrale di San Ciriaco

Cattedrale di San Ciriaco

Mole Vanvitelliana

Detta anche Lazzaretto, la Mole Vanvitelliana si trova al centro del porto di Ancona ed è una sorta di maestosa isola artificiale commissionata da Papa Clemente XII all’architetto Luigi Vanvitelli che ne ideò il progetto.

La struttura, che presenta mura pentagonali, aveva molteplici funzioni. Fungeva, infatti, da magazzino per le merci che giungevano alla città dal porto, ma aveva anche un ruolo difensivo e accoglieva chi arrivava via mare.

Entrando nella struttura, appare come una città in miniatura, con un tempietto dedicato a San Rocco al centro. Ad oggi, la Mole ospita il Museo Tattile Omero ed è spesso location d’eccezione per convegni ed eventi culturali.

Ancona, la Mole Vanvitelliana

La Mole Vanvitelliana

Chiesa di Santa Maria della Piazza

Edificata nel 1100 sui resti di un’antica basilica paleocristiana, di cui sono visibili ancora splendidi mosaici sul pavimento, la Chiesa di Santa Maria della Piazza presenta una facciata di particolare pregio, con un bassorilievo bizantino giunto direttamente da Costantinopoli che raffigura la Vergine Maria. All’interno, è articolata in tre navate e a croce latina, con transetto sopraelevato aggiunto successivamente alla costruzione originaria del XIII secolo.

Arco di Traiano

Situato nella zona del porto, l’Arco di Traiano è stato costruito nel II secolo d.C. in onore dell’imperatore Traiano e per ordine del senato romano. L’arco è visibile da tutte le navi che transitano nei pressi del porto e differisce dagli altri per la sua forma slanciata.

Ristrutturato nel 2006 dopo un periodo di abbandono, è tornato al suo splendore; inoltre,  grazie all’illuminazione notturna, la struttura è immersa in un contesto davvero suggestivo.

Arco di Traiano ad Ancona

Arco di Traiano

Il Parco del Passetto

Il Passetto è un parco verde di 13 mila metri quadrati a picco sul mare, amatissimo da cittadini.

La località, che comprende anche il Monumento ai caduti, dedicato ai soldati della Prima guerra mondiale e costruito dall’architetto Guido Cirilli, è resa speciale dalle grotte e dalle cavità scavate ai primi del ‘900 per riparare le barche da pesca e da diporto degli anconetani e oggi riadattate per uso turistico. Dal Passetto due lunghe scalinate consentono di arrivare al mare, raggiungibile anche tramite ascensore panoramico, dal quale è possibile godere di una spettacolare vista sul mare e sul promontorio del Conero e sull’omonima riviera.

Il Passetto con in Monumento ai Caduti ad Ancona

Il Passetto con in Monumento ai Caduti

Pinacoteca Civica Francesco Podesti

La Pinacoteca Civica di Ancona è intitolata a Francesco Podesti, pittore locale che diede un enorme contributo all’apertura di questa galleria. La prima sede fu l’ex convento di San Domenico, ma dal 1973 la pinacoteca è ospitata all’interno di Palazzo Bosdari e custodisce centinaia di opere d’arte che vanno dal XIV al XIX secolo.

Numerosi i capolavori di artisti nazionali di spicco sono firmati da Tiziano, Carlo Crivelli, Guercino, Lorenzo Lotto, Carlo Maratta e Sebastiano del Piombo. Innumerevoli sono anche le opere di Francesco Podesti, donate dall’autore stesso.

Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Il cinquecentesco ed elegante Palazzo Ferretti ospita il Museo Archeologico Nazionale delle Marche dal 1958. Il museo si sviluppa su circa trenta sale articolate in 4 sezioni.

La prima, quella Preistorica, custodisce reperti che vanno dal Paleolitico all’Età del Bronzo. La seconda, quella Protostorica, fornisce approfondimenti sulla civiltà picena e sui suoi contatti con i greci e gli etruschi.

La terza sezione è quella Greco-ellenistica che contiene reperti risalenti alla colonizzazione dorica. La quarta e ultima sezione, quella Romana, consente di ammirare la riproduzione dei Bronzi Dorati da Cartoceto.

Ancona, Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Loggia dei Mercanti

Edificata alla fine del XIV secolo per volere del Senato degli Anziani, la Loggia dei Mercanti ha la facciata in pietra d’Istria che si ispira allo stile gotico degli edifici veneziani. La loggia venne restaurata da Pellegrino Tibaldi nel secolo successivo a seguito di un incendio.

La Loggia è stata simbolo delle fervide attività del porto che, all’epoca, intratteneva scambi commerciali tra Oriente e Occidente, una sorta di tramite tra mondo islamico e mondo cristiano. Di proprietà della Camera di Commercio, è spesso utilizzata per eventi.

Piazza del Plebiscito

Detta anche Piazza del Papa per la statua in marmo di Clemente XII realizzata da Agostino Cornacchini, è il simbolo di Ancona e il cuore della vita notturna cittadina. Realizzata alla fine del XV secolo, la piazza prese il nome attuale nel 1870, in onore del plebiscito che permise alle Marche di essere annesse al Regno d’Italia. Dalla forma rettangolare, è allungata ed è composta da vari livelli, messi in collegamento da scalinate e da due rampe. Su di essa si affacciano due monumenti significativi: la chiesa di San Domenico e il Palazzo del Governo, nonché due fontane: la Fontana di Piazza del XIX secolo e la Fonte dei Decapitati.

Parco del Cardeto

Inaugurato nel 2005, il Parco del Cardeto è il più vasto di Ancona e si trova nei pressi del centro storico. Si estende per circa 35 ettari e rappresenta una preziosa riserva di verde per la città.

All’interno di questo immenso polmone, si possono ammirare luoghi storici come il Campo degli Ebrei, il Museo Diffuso Urbano, il Bastione di San Paolo del ‘500, il Forte Cardeto, la Polveriera Castelfidardo, l’ex Caserma Villarey e il Vecchio Faro.

Fontana del Calamo ad Ancona

La Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle

Fontana del Calamo

Chiamata anche Fontana delle Tredici Cannelle per via delle 13 bocche da cui esce l’acqua, la Fontana Calamo è stata realizzata in pieno stile rinascimentale dall’architetto Pellegrino Tibaldi.

Costruita in pietra calcarea bianca, possiede 14 volute che separano 13 mascheroni di satiri e fauni dai quali sgorga l’acqua. Il mascherone centrale è realizzato in pietra, mentre gli altri sono in bronzo.

Nella parte superiore è presente un fregio di cerchi intervallati da festoni, mentre sopra gli altri sei vi sono dei delfini a coppia. La parte bassa della fontana conserva un mascherone sovrastato da uno stemma civico in pietra. È tradizione bere l’acqua dalla fontana come augurio per tornare ad Ancona.

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