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Situato tra Lazio, Marche e Abruzzo, il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga comprende un territorio ricchissimo di bellezze naturali e di preziose testimonianze della cultura e delle tradizioni tipiche delle zone montuose. Scopriremo insieme cosa vedere e dove dormire in questo territorio per organizzare l’itinerario perfetto tra natura, storia e specialità gastronomiche.
Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, situato nell’Appennino centrale, è uno dei parchi nazionali più importanti d’Italia. La sua storia è ricca di sviluppi significativi che riflettono l’evoluzione delle politiche di conservazione ambientale.

Vista del Gran Sasso
I primi eventi che delinearono la storia del parco risalgono agli anni Venti, quando il naturalista italiano Stefano Boracchi iniziò a promuovere la creazione di un’area protetta in questa regione montuosa. Tuttavia, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è stato istituito ufficialmente solo nel 1991. La sua istituzione è stata fondamentale per la tutela della biodiversità e del paesaggio naturale dell’Appennino centrale.
Il parco copre un’area di oltre 1.400 km2 ed è caratterizzato da una varietà di ecosistemi, tra cui foreste, prati alpini e la maestosa cima della vetta più alta dell’Appennino, il Gran Sasso d’Italia.
Oggi, il parco continua a svolgere un ruolo cruciale nella conservazione della diversità biologica dell’Appennino centrale. Inoltre, questa meravigliosa oasi offre agli amanti della natura l’opportunità di esplorare uno dei paesaggi montani più belli e affascinanti del Bel Paese.
Il territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga comprende tre gruppi montuosi: accanto a quelli indicati nel nome stesso, infatti, si trovano anche le cime dei Monti Gemelli che, però, non superano i 2.000 metri. Il Monte Gorzano, invece, la cima più alta dei Monti della Laga, tocca i 2.458 metri. Re indiscusso del Parco e di tutta la catena appenninica è il Gran Sasso d’Italia che, con i 2.912 metri del Corno Grande, domina su tutta la zona.
La vista migliore sulle quattro vette del Gran Sasso si ha dall’altopiano di Campo Imperatore, vasto pianoro di pascolo in estate e rinomata località sciistica in inverno. Qui, per secoli, lo scioglimento dei ghiacciai delle alte cime circostanti ha trasportato sedimenti che si sono accumulati, formando le tre morene dell’altopiano.
Fino a qualche anno fa, sul Gran Sasso si trovava l’unico ghiacciaio degli Appennini, il Ghiacciaio del Calderone; questo oggi, a causa dell’innalzamento delle temperature, è stato classificato come glacionevato. Si tratta di una formazione perenne costituita da ghiaccio misto a neve che può durare da qualche anno a diversi secoli. Oltre alle tante cascate e corsi d’acqua che attraversano il Parco, tre sono i bacini idrici principali della zona: il lago di Capotosto, il lago di Provvidenza e quello di Capodacqua.

Monti innevati del Gran Sasso
Da Campo Imperatore e dai Prati di Tivo partono numerosi sentieri di escursionismo e vie ferrate che conducono sulla cima di questi alti massicci. Il territorio del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga è servito da una fitta rete di sentieri del CAI e offre entusiasmanti percorsi anche per gli appassionati di mountain bike. Inoltre, avrai l’imperdibile opportunità di passeggiare a cavallo lungo i 470 km dell’Ippovia del Gran Sasso ripercorrendo gli antichi tracciati della transumanza.
Campo Imperatore è anche la meta prediletta degli sciatori dell’Italia centrale. Da qui partono, infatti, impianti di risalita che portano fino a un’altitudine 2.200 m s.l.m. dove sono disponibili piste di facile o medio livello: potrai, inoltre, optare di restare sull’altopiano e dedicarti allo sci di fondo.

Campo Imperatore
Per chi volesse cimentarsi in una via ferrata, quindi un sentiero che permette di affrontare tratti particolarmente difficili e scoscesi con l’aiuto di un’imbracatura e di appositi sostegni, grazie a guide alpine esperte potrai raggiungere la cima del Gran Sasso attraverso percorsi degni dell’alpinismo propriamente detto. Il Gran Sasso è, infatti, il punto di riferimento per questa nobile disciplina che dal 2019 è stata riconosciuta Bene Immateriale dall’UNESCO.
Simbolo del Parco è il camoscio d’Abruzzo che si distingue dal suo “parente” alpino per il colorito più rossiccio del manto e per le corna più lunghe. L’opera di conservazione del Parco è stata fondamentale per il ritorno di questa specie nella catena del Gran Sasso. Infatti, solo nel 1992 vennero reintrodotti alcuni esemplari dal vicino Parco Nazionale d’Abruzzo.
Fortunatamente, ad oggi, la popolazione conta diverse centinaia di quello che è stato definito “il camoscio più bello del mondo”. Oltre a questo schivo mammifero, il Parco è anche l’habitat di numerose specie di volatili tra cui il fringuello alpino e l’aquila reale.
Camminando per i sentieri del Parco, sarai colpito dalla straordinaria ricchezza della sua vegetazione da non sottovalutare assolutamente. Ad esempio, bellissime sono le 59 specie di orchidee selvatiche. Trovare un piccolo cespuglio di stella alpina dell’Appennino è un’occasione rara e preziosa: il fiore si distingue dalla più famosa stella alpina delle Alpi perché è più piccola e presenta più peluria.

Stella Alpina dell’Appennino
Tuttavia, nel territorio del Parco Nazionale è possibile percorrere anche un itinerario turistico, circondati dalla natura ma immersi in uno spettacolare connubio di storia e cultura, visitando i tanti siti di notevole interesse che sorgono praticamente a ridosso dell’area naturale.
Puoi ampliare il tuo itinerario includendo luoghi che testimoniano il passato del Parco e della regione. Ecco la selezione che proponiamo per un tour alla scoperta della storia del Parco.
In primis, la Necropoli di Campovalano, un antico cimitero risalente all’Età del Bronzo. Situato nella provincia di Teramo nella suggestiva cornice del Gran Sasso, il sito archeologico offre una visione unica delle tradizioni funerarie delle antiche popolazioni che abitavano questa regione, con tombe a camera e oggetti preziosi rinvenuti nelle sepolture.
Castel Manfrino, antica roccaforte fatiscente di epoca medievale, si erge maestoso sulle montagne, concedendoci una vista spettacolare sulla valle sottostante. Esplorare le sue mura e i suoi passaggi segreti è un viaggio nel tempo capace di farci rivivere scene di eroici cavalieri ed epiche battaglie.
Il Museo Nazionale di Chieti ospita numerose testimonianze archeologiche dei popoli che hanno abitato la regione nel corso dei millenni. Il Guerriero di Capestrano è una delle opere d’arte più significative dell’antichità italica. Questa statua di guerriero, alta oltre due metri e scolpita nel VI secolo a.C., sembrerebbe essere una riproduzione del re italico Nevio Pompuledio.
Le Grandi Abbazie di Pescara costituiscono un altro tesoro culturale del Parco Nazionale del Gran Sasso. Questi antichi monasteri, come l’Abbazia di San Clemente a Casauria e l’Abbazia di Santa Maria Arabona, sono esempi straordinari di architettura medievale. Oltre alla loro bellezza architettonica, queste strutture hanno svolto un ruolo cruciale nella storia religiosa della regione.
Il territorio del Parco inoltre è attraversato dai tratturi, i sentieri dell’antica migrazione del bestiame tra le montagne e la zona più mite del Tavoliere delle Puglie. Questa pratica è stata per secoli un aspetto importante della storia economica e sociale di tutte le zone montuose. Per questo la transumanza, l’antica tradizione del mondo pastorale, è annoverata dal 2019 nella Lista del Patrimonio Culturale immateriale dell’UNESCO. Ad oggi, nel territorio del Parco è possibile includere nel proprio itinerario il percorso lungo porzioni di queste antiche vie.
Accanto alle cime montuosi e ai beni culturali, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga regala l’opportunità di visitare insoliti borghi pittoreschi, inseriti in un contesto naturalistico che non ha eguali. Queste cittadine possono fungere come base per un piacevole soggiorno da cui partire per le proprie esplorazioni, oppure vere e proprie tappe da includere nel proprio itinerario.
Uno dei borghi più affascinanti da visitare nel Parco del Gran Sasso è Pietracamela, situata sotto la maestosa cima del Corno Grande. Puoi scegliere se perderti nell’incantevole atmosfera di questo antico villaggio, con le sue strade lastricate e le tradizionali case in pietra oppure intraprendere diversi itinerari escursionistici alla scoperta dei panorami spettacolari delle montagne circostanti.
Un’altra incantevole opzione è Altovia, una frazione del comune di Cortino. Questo piccolo borgo, abitato solo in estate, è il centro urbano più alto del Parco e offre una vista impareggiabile sulla valle sottostante.

Castel Trosino, Gran Sasso
Castel Trosino è un’altra delle cittadine da non perdere assolutamente. Di stampo tipicamente medievale, è celebre per il suo castello ben conservato che si affaccia a strapiombo sul lago posto proprio ai suoi piedi. La sua atmosfera autentica e il fascino antico lo rendono il luogo ideale per immergersi nella storia e nell’architettura delle Marche.
Durante il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, avrai l’opportunità di scoprire più a fondo e da vicino le bellezze nascoste del Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Questa rassegna , da maggio fino a inizi di novembre, celebra le tradizioni rurali e l’identità culturale delle comunità locali. Si tratta di un’esperienza unica per tuffarsi nella vita di queste pittoresche realtà.
La bandiera culinaria del Parco è sicuramente l’amatriciana. La città di Amatrice, nel corso dei secoli, appartenne al territorio della Sabina e, successivamente, al Ducato di Spoleto e alla Regione Abruzzo, mentre oggi è comune laziale in provincia di Rieti. Questo avvicendarsi è dovuto alla sua posizione geografica che si configurava quale crocevia al confine tra ben 4 regioni italiane: Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria.
Tornando all’aspetto puramente gastronomico, come suggerisce il nome, è la patria della pasta all’amatriciana. Questa ricetta a base di sugo di pomodoro e guanciale, ritenuta una specialità della cucina romana, è nata in realtà sulle alture delle montagne. Grazie ai pastori, il delizioso e succulento piatto, si è diffuso un po’ ovunque nel Lazio tanto da metterne in dubbio la vera paternità.

Pasta all’amatriciana
Tra i produttori di tipicità locali, una menzione speciale meritano gli apicoltori del Parco che, grazie all’industrioso lavoro delle api e alla grande varietà di vegetazione, producono miele millefiori e monoflora dalle innumerevoli proprietà, come il miele di sulla o di santoreggia.
Il Parco propone 10 itinerari enogastronomici che attraversano l’area esplorandone i vigneti, i luoghi di produzione dei prodotti caseari e insaccati, mentre i boschi forniscono spontaneamente materie prime come castagne o funghi.
Il luogo ideale per assaporare la gastronomia della zona è il Rifugio dell’Alpino, nella cittadina di Rocca Santa Maria. Posizionato in maniera strategica sul belvedere che dà sulle alture circostanti, il Rifugio offre prodotti artigianali e la possibilità di immergersi a tutto tondo nella vita di questa comunità montana. Il locale è, infatti, allestito secondo il più tipico stile montano, ma utilizza anche elementi architettonici recuperati, come ad esempio gli antichi stipiti del 1500 che incorniciano la finestra accanto allo storico camino.
Se vuoi goderti l’esperienza al Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga a stretto contatto con la natura, l’agricampeggio Cardito e il Camping il Ceppo consentono ai campeggiatori di alloggiare con la propria tenda nelle aree attrezzate. Questa non è l’unica opzione per chi volesse optare per il campeggio però: essendo il Parco un’area protetta ed estremamente fragile, per praticare campeggio libero temporaneo o il bivacco è necessario rivolgersi all’Ente Parco.
Un altro modo per vivere appieno la vita d’alta montagna, puoi far riferimento ai vari rifugi della zona. Solo a Campo Imperatore, si possono trovare tre rifugi: il rifugio Carlo Franchetti, a 2.230 m s.l.m., l’Ostello Campo Imperatore e Rifugio Duca degli Abruzzi. In tutti questi alloggi, sono previsti sconti per il pernottamento di soci CAI.

Rifugio Franchetti, Parco Nazionale del gran Sasso
L’agricampeggio La Tenuta il Guerriero offre invece la possibilità di circondarsi di bellezze naturali senza rinunciare al comfort, proponendo diverse opzioni per sistemazioni attente alla sostenibilità e in perfetta comunione con gli spazi verdi circostanti.
Il Parco è servito dalle stazioni ferroviarie di Teramo, L’Aquila e Ascoli Piceno. È possibile spostarsi all’interno del Parco mediante autobus di linea regionali.
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