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Valentina Mariani

  • 2 anni fa
  • Lettura in

5 min

Anche la piccola Avellino, adagiata nella bella valle irpina circondata dalle catene del Partenio e del Terminio, ha dei piccoli tesori storico-architettonici da offrire. Il suo centro storico, meno blasonato rispetto a quello di altre città della Campania, offre un itinerario di tutto rispetto.

Indice dei contenuti

Avellino è quasi casa mia, colà mi sento come in famiglia, e non ci vogliono cerimonieFrancesco De Sanctis, critico letterario, filosofo e politico irpino.

Nessuna pedanteria geografica, ma un tributo doveroso ad Avellino, una città che negli ultimi anni sta trovando finalmente una collocazione turistica in una regione, certo pur a ragione, dominata dalle incontestabili bellezze delle sue isole, della costiera, della penisola sorrentina, del Cilento, di quel miracolo di contrasti che è Napoli.

Il centro storico di Avellino e i suoi luoghi simbolo

Il Duomo

Originariamente sorta nell’odierna Atripalda, Abellinum trovò una seconda fondazione circa 4 km più a ovest, dopo le guerre tra bizantini e longobardi, sulla collina Seczellanum, anche detta Terra, sopra la quale sorse il Duomo. Costruito nel 1132, ha subito diversi restauri, fino al XIX sec.

Il tour è giusto inizi da qui, il fulcro della città, e il suo monumento più importante. Il Duomo è dedicato alla Assunta, ma anche ai santi Modestino (patrono della città), Fiorentino e Flaviano. All’originario impianto romanico furono aggiunti elementi barocchi, mentre la facciata è neoclassica, di Cardolo. L’interno, a croce latina e tre navate, ospita un coro  in legno finemente inciso  del sec. XVI. Dal Duomo, simbolo neo-fondativo e imponente cattedrale, si dipanano i vicoli del centro storico e altri monumenti degni di nota.

Centro storico di Avellino, Piazza Duomo dall’alto

La Casa di Victor Hugo

Esattamente alle spalle del Duomo, nel cuore del centro storico di Avellino, sorge Palazzo de Conciliis che fu dimora di Victor Hugo. Il celebre poeta, romanziere e drammaturgo, tra i maggiori esponenti del romanticismo francese, in realtà, trascorse solo pochi mesi della sua infanzia nel capoluogo irpino. Seppur sotto il dominio borbonico, Avellino ebbe una breve parentesi francese a seguito della conquista napoleonica.

Il nuovo re di Napoli, Luigi Bonaparte, fratello dell’imperatore, soggiornò per una notte a Palazzo Greco, altra dimora storica da non perdere in pieno centro storico. Tornando al nostro piccolo Victor,  la sua permanenza nella verde località campana risiede in motivi strettamente familiari. Suo padre, il colonnello Joseph-Léopold-Sigisbert Hugo ebbe l’incarico di governatore militare e, pertanto, Victor (di appena 5 anni), la madre Sophie Trébuchet e i fratelli Abel e Eugène partirono alla volta di Avellino. Fu un breve ma spensierato periodo per lo scrittore, come lo stesso riferirà decenni più tardi in alcuni suoi scritti.

A tutt’oggi, in memoria di questo veloce ma illustre passaggio nella storia cittadina, resta una lapide sulla facciata di Palazzo de Conciliis. Nonostante l’edificio risalga al XVIII secolo, per gli avellinesi è la “Casa di Victor Hugo”. Attualmente visitabile, ospita diversi istituti di lingua di cultura e il Centro di ricerca di Studi Meridionalistici Guido Dorso, nonché alcuni dipartimenti dell’amministrazione locale.

Chiesa dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione

A due passi dal sagrato della Cattedrale, tra la Casa Canonica e palazzo Amoretti nel centro storico di Avellino, vi è la Chiesa dell’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, edificata nel 1780. Una cinquantina di anni fa, in occasione di alcuni lavori di restauro, sotto il pavimento dell‘Oratorio fu scoperto un vano utilizzato in passato quale luogo di sepoltura, noto come “Cripta di San Biagio”. Di epoca longobarda, ospita le cosiddette sepolture a scolo.

Avellino, grotte di Villa Amendola - interno

Avellino, grotte di Villa Amendola – interno

Avellino sotterranea: i cunicoli longobardi

E longobardi sono anche i cunicoli sotto il centro storico di Avellino, aperti eccezionalmente dal 15 al 30 dicembre 2023 grazie alla volontà e capacità ideativa della vice-sindaca, nonché assessora al Turismo, Laura Nargi.

I cunicoli costituiscono un sistema ipogeo di camminamenti e gallerie scavati nel bianco tufaceo della collina Seczellanum che corrisponde, in superficie, a un percorso tra i simboli maggiormente identitari della città irpina. Difesa, estrazione e costruzione della città e dell’identità avellinese in epoca medievale; l’innovazione è stata creare all’interno di questi spazi antichi una mostra multimediale, immersiva davvero interessante. La coniugazione di medievale e moderno, di asciutto luogo atto alla difesa e spazio ora colorato d’immaginazione creativa contribuisce a dare nuova linfa a tutto il percorso del centro storico.

Avellino, cunicoli longobardi

Cunicoli longobardi

Palazzo della Dogana

Percorso che prosegue verso l’interno del centro centro storico di Avellino con il Palazzo della Dogana, il cui restauro fu compiuto nella seconda metà del XVII secolo da Cosimo Fanzago, su commissione del principe Francesco Marino Caracciolo, suo intimo amico. Tale palazzo subì dei danni a causa del terremoto del 1980. Divenne poi sede di un cinema, ma un incendio negli anni Novanta ne bruciò tutto l’interno, determinandone la chiusura e l’abbandono, perduranti.

La Torre dell’Orologio: Avellino e il Barocco

A due passi dalla Dogana, posizionata su una delle piccole alture del centro storico, c’è il simbolo civile della città di Avellino, la Torre dell’Orologio, costruita come la Dogana da Fanzago su commissione di Caracciolo nello stesso periodo. Lo stile barocco dona eleganza ai suoi trentasei metri. In occasione di eventi importanti (sportivi, cerimoniali), viene illuminata – solitamente di verde, il colore identitario della città e dell’Irpinia – ed è un bello spettacolo per gli occhi.

Centro storico di Avellino, Torre dell’orologio vista dall’alto

Torre dell’orologio vista dall’alto

La Fontana di Bellerofonte

Procedendo invece, dall’ingresso dei cunicoli, verso est, troviamo a pochi passi la famosa Fontana di Bellerofonte, detta dagli avellinesi “dei tre cannuoli”, per le tre bocche d’acqua. Anche quest’opera, che prende il nome da un mito greco, è frutto del volere del principe Caracciolo ed opera del solito Fanzago e fu costruita nel secondo Seicento sui resti di un vecchio abbeveratoio.

Piazza Castello

Andando oltre di alcune centinaia di metri, rimanendo nel centro storico di Avellino, arriviamo a Piazza Castello. Riaperta dopo oltre dodici anni in occasione delle festività natalizie, con un’area molto bella e dotata di panchine, la piazza ospita i ruderi del Castello longobardo, costruito presumibilmente tra il IX e il X secolo. Dimora dei feudatari, subì poi diversi assedi e fu luogo di eventi importanti, quali l’incoronazione del normanno Ruggiero da parte dell’antipapa Anacleto a principe di Sicilie e Puglia e il passaggio di letterati nel XVI secolo. Il principe Marino II Caracciolo istituì al suo interno l’Accademia dei Dogliosi. Sempre i Caracciolo crearono al suo interno un parco.

Casino del Principe

Lo spazio è collegato al Casino del Principe che costituiva proprio l’accesso al parco del Castello. Ne abbiamo testimonianza da alcune lettere di Benedetto Croce alla famiglia Caracciolo, napoletana d’origine e molto legata al territorio irpino.

La pianta del cortile è quadrata e c’è un ipogeo, scoperto durante i lavori di restauro, che presenta elementi decorativi, una fontana a parete con una figura femminile e una maschile, probabilmente di origine cinquecentesca e opera di un altro personaggio rilevante della storia avellinese, la contessa Maria de Cardona. Questo è l’avamposto più periferico del tour del centro storico avellinese, la parte più vicina al luogo originario di fondazione di Abellinum, i cui resti pure si invitano a visitare.

Avellino, Casino del Principe

Casino del Principe

Vi sono altre zone di interesse, a cominciare da Piazza della Libertà – dove ha sede il “Palazzo del Governo”, sede della Provincia di Avellino, da cui diparte il noto e bel Corso Vittorio Emanuele, attuale centro pulsante della città. Questa zona, come pure il centro storico, durante le vacanze di Natale è stata impreziosita da luci, stand, palchi per una vista che riscalda il cuore e riabilita la bellezza di una città tutta da scoprire.

Giornalista. Appassionata di musica, cinema, poesia, teatro. Scrivo per amore.

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