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Città affascinante e con un immenso patrimonio storico, artistico e culturale, Napoli non è solo il capoluogo della Campania ma anche la capitale del Sud Italia. La città si estende tra la penisola sorrentina e i Campi Flegrei, proprio al centro del Golfo di Napoli, regalando uno scenario unico e spettacolare. Dominata dalla presenza del Vesuvio, Napoli è detta la “città delle 500 cupole”, ma qual è il motivo di questo appellativo? Scopriamo tutto su questa città straordinaria che conquista chiunque sin dal primo sguardo, la sua storia e quali sono le attrazioni da non perdere.
L’epiteto di città delle 500 cupole venne dato al capoluogo della Campania nel XVIII secolo. Il motivo risiede nel numero elevato di chiese presenti. Ancora oggi, Napoli è tra le più ricche al mondo di luoghi di culto. A mo’ di esempio e per una sorta di riferimento, Roma ne conta oltre 900.
Chi ha l’occasione di osservare la città dall’alto rimane sbalordito dal gran numero di cupole che caratterizzano la mappa di Napoli e che, tra chiese e basiliche, sono davvero numerose. Uno spettacolo incredibile che conferma una profonda spiritualità.

Le cupole di Napoli
La storia di Napoli affonda le radici nel mito di Partenope, la sirena alla quale è legata la fondazione della città. La leggenda narra che Ulisse volle ascoltare a tutti i costi il canto delle sirene ma, grazie all’avvertimento della maga Circe, riuscì a non farsi ammaliare dalle loro voci e non perì insieme ai suoi uomini.
La delusione per le sirene fu talmente forte che si suicidarono. Il corpo della Partenope venne trascinato fino alle foci del fiume Sebeto, dove poi sarebbe nata Neapolis, fondata dai greci cumani. In breve tempo, la città dominò sul golfo che venne denominato Golfo Neapolitano.
Nel 536 a.C., la città venne dominata dai bizantini, poi dai longobardi e, dopo ancora, divenne ducato autonomo di Napoli che volse al termine quando venne conquistata dai normanni nel 1139. Ruggero II d’Altavilla annesse la città nel Regno di Sicilia appena costituito.
Successivamente, passò in mano agli Svevi e, poi, agli Angioini e agli Aragonesi nel 1442. Dopo una breve parentesi francese, entrò sotto il dominio spagnolo nel 1504 e vi i rimase per oltre due secoli. Nel 1734 venne occupata da Carlo di Borbone che vi fece costruire impianti architettonici maestosi.
Nel 1806 passò nelle mani dei francesi guidati da Napoleone Bonaparte che affidò il regno a suo fratello Giuseppe e poi a Gioacchino Murat. Con la sconfitta definitiva di Napoleone e il Congresso di Vienna, Napoli nel 1815 tornò ai Borbone. La dominazione borbonica ebbe fine nel 1860 con la spedizione dei Mille e la città divenne parte del Regno d’Italia.
Luogo straordinario, con un centro storico ricco di monumenti, tanto da essere dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Napoli è un vero museo a cielo aperto. La sua fama internazionale attira turisti da tutto il mondo che giungono nella città per ammirare le sue meraviglie. Ecco quali sono le principali attrazioni da visitare.
Situato sull’Isolotto di Megaride, Castel dell’Ovo è raggiungibile tramite un ponte che lo collega alla terraferma. Si tratta del castello più antico di Napoli, risalente all’epoca romana, e oggi luogo straordinario per godere di una meravigliosa vista sull’intero Golfo di Napoli.
Nel Medioevo, il complesso divenne un eremo, mentre nel XV secolo venne trasformato in una struttura difensiva. Si possono visitare le Torri Maestra e Normanna, le sale dei monaci, i resti della Chiesa di San Salvatore, la Sala delle Colonne della villa romana di Lucullo, il carcere della regina Giovanna e le terrazze con i cannoni spagnoli.

Castel dell’Ovo
Edificata nel XIII secolo per volere del re Carlo D’Angiò, la Cattedrale di Santa Maria Assunta presenta una pianta a croce latina con cappelle laterali e una facciata in stile neo-gotico risultato di vari interventi.
Il corpo architettonico comprende, inoltre, la Basilica di Santa Restituta in cui si trova il battistero di San Giovanni in Fonte, ritenuto il più antico in Occidente, e la cappella del Tesoro di San Gennaro che ne custodisce le reliquie.
Qui, per tre volte l’anno si può assistere al rito della liquefazione del sangue del santo, attesa con trepidazione dai fedeli.

Cattedrale di Santa Maria Assunta
Simbolo indiscusso di Napoli e cuore del centro storico, Piazza del Plebiscito colpisce per le sue dimensioni: ben 25.000 metri quadrati, e per la monumentale Chiesa di San Francesco di Paola che si affaccia su di essa.
Ampliata e completamente ristrutturata nell’800, sotto il governo di Gioacchino Murat, venne arricchita della chiesa sotto Ferdinando I.
Fu sempre Ferdinando I a far installare su uno dei lati dell’emiciclo le due statue equestri di Carlo III e una raffigurante la sua persona. Sulla piazza, si ergono anche Palazzo Reale, Palazzo Salerno e la Prefettura. Da tempo, viene utilizzata per concerti musicali importanti, eventi e manifestazioni varie.

Piazza del Plebiscito
Costruito nel XVI secolo durante il vicereame spagnolo, Palazzo Reale è uno degli edifici di pregio che dà su Piazza del Plebiscito. La residenza fu, inoltre, dimora dei Borbone, di Gioacchino Murat e dei Savoia.
Sulla facciata principale si possono ammirare le statue dei principali re di Napoli, da Ruggero II di Sicilia a Carlo d’Angiò, passando per Alfonso V d’Aragona, Carlo V d’Asburgo, fino a Vittorio Emanuele II di Savoia.
Il palazzo venne ceduto allo Stato nel 1919 proprio dal re Vittorio Emanuele III e, ad oggi, è adibito a museo ed è sede della Biblioteca Nazionale.
Situato all’interno dell’omonima reggia, è immerso nel Real Bosco, una splendida area verde che si schiude sulla città e sul golfo di Napoli e ospita gallerie di arte antica e contemporanea.
Fondato nel 1738 come riserva di caccia di Carlo di Borbone, vanta un’area espositiva di oltre 15.000 metri quadri e circa 47.000 opere che vanno dal Duecento fino ai nostri giorni.
Nel museo, si possono ammirare capolavori di valore inestimabile realizzati da grandi artisti come Tiziano, Raffaello, Parmigianino e Caravaggio. Da vedere sono anche la Galleria delle Porcellane, l’Appartamento Reale e l’Armeria Borbonica.
Eretto nel XIII secolo per ordine di Carlo I d’Angiò che aveva conquistato il trono del Regno di Sicilia, il Maschio Angioino doveva alloggiare la famiglia reale.
Il nome trae origine dalla storia dell’edificio, infatti maschio sta per fortezza, mentre Angioino proviene dalla dinastia imperiale che trasferì qui per prima a corte.
Un ampio fossato, difeso da cinque torri cilindriche imponenti, circonda il castello che ospita, al suo interno, il Museo Civico di Castelnuovo.

Maschio Angioino
La costruzione della Cappella Sansevero risale alla fine del ‘500 su commissione di Raimondo di Sangro Principe di Sansevero. All’esterno, si presenta in chiaro in stile classico, mentre all’interno si rifà a uno stile decisamente barocco.
Fra le opere degne di nota: Il Cristo Velato, scultura di Giuseppe Sanmartino. La statua ritrae il corpo di Gesù disteso e martoriato, ricoperto da un velo trasparente leggerissimo.
L’opera colpisce per le espressioni del volto, visibili nonostante il velo. Nella chiesa, altre opere da ammirare sono le Statue della Pudicizia e dell’Inganno e le Macchine Anatomiche. Magnifico è anche il soffitto, affrescato nel 1749 e che, ancora oggi, mantiene inalterati i suoi colori.
Il complesso monumentale di Santa Chiara si trova nel cuore del centro storico di Napoli e risale al 1310, anno della sua costruzione, voluta dal re Roberto d’Angiò e dalla moglie Sancha di Maiorca. Il complesso ospita due conventi, uno maschile per i frati minori francescani e l’altro femminile per le clarisse.
In origine, la chiesa possedeva un impianto tipicamente gotico, ma nel 1943 venne gravemente danneggiata e poi restaurata ripristinandone lo stile originario. Da menzionare è il Chiostro Maiolicato o delle clarisse, realizzato dal Vaccaro tra il 1742 e il 1769 e decorato con maioliche policrome raffiguranti allegorie, temi bucolici e scene di vita quotidiana.
Costruito alla fine del 1500 e destinato a cavallerizza, il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli è il più importante al mondo per ciò che concerne i reperti e le opere dell’epoca romana. Edificato sulla necropoli greca dell’antica Neapolis, il museo si suddivide in tre sezioni principali contenenti la Collezione Farnese, le collezioni Pompeiane e la Sezione Egizia.
Altre collezioni di notevole interesse sono le Collezioni Epigrafica e Numismatica, la Stazione Neapolis, la Sezione Topografica dalla Preistoria agli Etruschi e il Salone della Meridiana.

© Museo Archeologico di Napoli, Sala dei Tirannicidi
Considerato uno degli elementi distintivi e più tipici della città, Spaccanapoli è un’arteria stradale lineare lunga 2 chilometri che taglia la città antica da nord a sud. In realtà, quest’asse viario è composto da sette strade lungo le quali scorrono secoli di storia, tradizioni, arte e cultura della città:
Su Spaccanapoli si affacciano edifici stupendi come la basilica di San Domenico Maggiore, quella di Santa Chiara, la cappella del Monte di Pietà, palazzo Filomarino, l’Archivio di Stato, negozi di artigianato locale e le celebri botteghe d’arte presepiale di Via San Gregorio Armeno.
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