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Si aggiunge un sito in più ai patrimoni Unesco italiani. La Via Appia, detta Regina Viarum, è la strada consolare più antica e importante per il ruolo che ha rivestito nei traffici commerciali e di espansione verso l’Oriente. Scopriamo insieme questo tesoro lungo ben 800 km, da Roma a Brindisi.
L’Italia resta ancora in cima alla classifica con il maggior numero di siti Unesco nel mondo: con la Via Appia Regina Viarum, sale a 60 la lista dei tesori che ci rendono il Paese più ricco di meraviglie paesaggistiche e culturali. A nulla valgono i paragoni con altre nazioni: considerata la limitata estensione del territorio del Bel Paese, possiamo affermare che la densità e la presenza di beni Patrimonio dell’Umanità, in rapporto a qualsiasi altro Stato, non ha rivali.
“…flectere iam cupidum gressus, qua limite noto Appia longarum teritur regina viarum…”
(“…ansioso di volgere i passi là dove, per un noto sentiero, si snoda l’Appia, regina di tutte le vie…”)
Publio Papinio Stazio – II libro delle Silvae

Cerimonia di presentazione della Via Appia Regina Viarum 60° sito Unesco in Italia Foto Credits Comune di Marino
La storica Via Appia Regina Viarum è ufficialmente entrata a far parte della lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Questa antica strada ha, finalmente, ricevuto il riconoscimento che celebra la sua importanza culturale e storica. L’annuncio, dato a Nuova Delhi, è stato seguito il 31 luglio da una cerimonia che si è svolta al Mausoleo di Cecilia Metella a Roma.
Durante l’evento, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha espresso l’orgoglio per questo importante traguardo, sottolineando come la Via Appia rappresenti un simbolo della storia, dell’identità e delle tradizioni italiane. Ha, inoltre, dichiarato come questo prestigioso riconoscimento possa diventare un punto di partenza per lo sviluppo socio-economico delle comunità lungo il percorso della Via Appia. Sangiuliano ha, infine, annunciato stanziamenti per la valorizzazione di questo straordinario patrimonio.
Il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, ha rimarcato l’importanza del lavoro svolto negli anni per restituire al mondo la conoscenza del valore profondo della Via Appia. Anche l’assessore alla Cultura di Roma, Miguel Gotor, ha evidenziato la rilevanza della Via Appia, definendola una delle più grandi infrastrutture stradali della storia, un’asse di comunicazione che ha connesso non solo luoghi e persone, ma anche saperi e culture, arricchendo i territori attraversati.
Realizzata a partire dal 312 a.C. per volontà del censore Appio Claudio Cieco, la Via Appia rappresentò una vera e propria rivoluzione ingegneristica. La Regina Viarum, inizialmente concepita per collegare Roma a Capua e favorire i movimenti militari, si estese nel corso dei secoli fino a Brindisi, divenendo così la più importante via di comunicazione dell’Impero romano.
Costruita con tecniche innovative, superava di gran lunga le semplici vie naturali, diventando un modello per tutte le successive infrastrutture romane. Il suo tracciato, che si snodava attraverso un paesaggio vario e suggestivo, era caratterizzato da una pavimentazione solida e da una serie di ponti e viadotti che superavano gli ostacoli naturali.

Veduta di un tratto dell’Appia Antica Foto credits Parco Archeologico dell’Appia Antica
L’importanza della Via Appia trascendeva l’aspetto meramente militare. Ben presto, infatti, divenne la principale arteria commerciale dell’Italia meridionale, facilitando gli scambi tra Roma e le regioni più a sud. Lungo il suo percorso sorsero numerose città, villaggi e fattorie, che prosperarono grazie al commercio e all’agricoltura.
Tuttavia, l’influenza della Via Appia si estendeva ben oltre l’ambito economico. Essa fu anche un veicolo di diffusione della cultura e delle idee romane, contribuendo a unificare le diverse popolazioni dell’Impero. Lungo la strada i numerosi monumenti sorti nel i secoli – funebri, ville patrizie e luoghi di culto – testimoniano la ricchezza e la complessità della vita romana ravvisabile, in particolare, nelle vestigia conservate nel Parco Regionale dell’Appia Antica.
Con l’espansione dell’Impero romano, la Via Appia fu ulteriormente ampliata e migliorata. Traiano, in particolare tra il 108 e il 110 d.C., fece costruire una variante, la Via Appia Traiana, per rendere più agevole il percorso tra Benevento e Brindisi.
Gli appellativi con cui gli antichi romani definivano la Via Appia – Regina Viarum, Insignis e Nobilis – ne sottolineano la levatura e il prestigio. Essa era molto più di una semplice strada: simbolo dell’Impero romano, è un’opera di ingegneria senza pari e testimone di una civiltà che ha lasciato un’impronta indelebile nella Storia dell’umanità.
La Via Appia, un nome che evoca immagini di antiche carovane, legionari romani e maestosi monumenti, è un vero e proprio filo rosso che ha unito per secoli diverse regioni d’Italia, segnando profondamente lo sviluppo culturale ed economico del nostro Paese.
La strada facilitò, infatti, gli scambi commerciali, la diffusione delle idee e la circolazione delle persone, contribuendo a unificare le diverse regioni della penisola. Attraversando 4 regioni, ovvero Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, la Via Appia è un itinerario variegato dalla pianura, alle colline fino ai paesaggi marittimi.
La Via Appia è un patrimonio culturale di inestimabile valore da tutelare e preservare. Negli ultimi anni, sono stati avviati numerosi progetti di ricerca allo scopo di rendere questo straordinario sito archeologico sempre più accessibile e fruibile al pubblico.
Oggi, questa antica strada può diventare un volano per lo sviluppo sostenibile delle regioni che attraversa, promuovendo il turismo culturale, favorendo le produzioni locali e creando nuove opportunità di lavoro.
Ubicazione geografica: Lazio, Campania, Basilicata e Puglia
Anno di iscrizione: 2024
Tipologia: sito culturale transregionale
Criteri di selezione Unesco: n. III, IV e VI
(iii): è la testimonianza unica e irripetibile di una tradizione culturale o di una civiltà vivente od ormai tramontata;
(iv): costituisce un esempio straordinario di una tipologia di edificio, di un complesso architettonico o tecnologico o di un paesaggio esemplificativo di una o più fasi fondamentali della storia dell’umanità;
(vi): è direttamente o concretamente riconducibile a eventi o tradizioni viventi, a idee o credenze, opere artistiche e letterarie di enorme rilevanza universale.
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