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Sabrina Fabozzi

La Napoli che non conosci: 3 luoghi insoliti del capoluogo campano

  • 2 anni fa
  • Lettura in

5 min

Per la tua prima volta a Napoli, hai un giro turistico e gastronomico molto impegnativo e quasi obbligato da fare, in cerca dei posti più emblematici e delle pietanze più famose della città. Tuttavia, se al tour classico e tradizionale vuoi aggiungere una piccola esplorazione alla ricerca di qualche angolo nascosto qui e lì tra i vari quartieri, abbiamo 3 consigli per te!

Indice dei contenuti

3. Luoghi insoliti a Napoli: Rione Sanità e il Palazzo Sanfelice

Tra le strade del variopinto Rione Sanità troviamo uno dei luoghi insoliti a Napoli, il Palazzo Sanfelice, edificio risalente al XVIII secolo che prende il nome da Ferdinando Sanfelice, architetto e pittore che ne curò la ristrutturazione per farne residenza privata della sua famiglia. Conosciuto come un innovatore dell’architettura civile napoletana e Settecentesca, il Sanfelice decise di lasciare il centro storico di Napoli nella prima metà del ‘700 per andare ad abitare nel più salubre rione Sanità, dove mise a nuovo questo antico palazzo comprato dalla sua famiglia, ampliandone e impreziosendone la struttura.

A primo impatto, l’edificio non sembra avere niente di straordinario. Tuttavia, osservandolo più attentamente, si può ammirare l’estro dell’omonimo architetto che gli ridiede vita. Il denominatore comune delle sue opere, del suo stile e, più in generale, di gran parte dell’arte napoletana del ‘700, sono le cosiddette scale aperte.

Non più nascoste all’interno del palazzo, bensì esposte di fronte ad esso e innestate su di un cortile centrale: in questo modo, le scale diventano un espediente scenografico che proietta il visitatore verso l’ingresso, lasciandogli intravedere la bellezza che la struttura custodisce. Al suo interno, infatti, vi sono ampi giardini, teatro della vita sociale del palazzo. Altro dettaglio degno di nota, la copertura degli scalini all’ingresso: sono ricoperti con pietra di Lavagna, fortemente voluta dal Sanfelice per onorare le origini liguri della moglie.

I napoletani sono molto legati a questo palazzo storico il quale, nel corso degli anni, è stato scelto spesso come set di produzioni cinematografiche e televisive, dalla trasposizione cinematografica dell’opera teatrale di Eduardo de Filippo Questi fantasmi (1967) fino alla contemporanea serie TV Mina Settembre (2021).

Curiosità: la tendenza architettonica a tirare le strutture al limite che, in questo caso, ha dato vita alle inusuali arcate del palazzo, fece meritare al Sanfelice il soprannome di levat’ a’ sott (=non starci sotto). Ai napoletani, le creazioni dell’architetto sembravano alquanto instabili, al punto che potessero crollare da un momento all’altro. Ovviamente, mai successo! Ma la rinomata fantasia del popolo fu così travolgente che il soprannome fu conservato.

Luoghi insoliti a Napoli - Facciata del Palazzo Sanfelice al Rione Sanità

Palazzo Sanfelice al Rione Sanità a Napoli – dettaglio

2. Centro storico: la Chiesa di San Giorgio Maggiore e il curioso caso del quadro nascosto

Se durante il tuo giro ti troverai a passeggiare lungo la centralissima Via Duomo, nel cuore del centro storico, ti consigliamo – tra le altre cose – di entrare anche nella Basilica di San Giorgio Maggiore. Un altro dei più bei luoghi insoliti a Napoli: qui, potrai osservare il cosiddetto “quadro nascosto”.

Durante una recente opera di restauro – principio degli anni ‘90 del secolo scorso -, dietro le bellissime tele di Alessio d’Elia esposte sull’altare della Basilica che raffigurano San Severo e San Giorgio, fu scoperta una terza tela rimasta nascosta per molto tempo. Si tratta di un pregiato dipinto seicentesco, frutto della mano del grande artista Aniello Falcone, rimasto occultato per tre lunghi secoli.

Riprendendo la leggenda popolare, Falcone ritrae San Giorgio che, in groppa ad un cavallo bianco, uccide un orribile drago che tiene in ostaggio la città di Selem (Libia), liberando la popolazione e convertendola al cristianesimo. Viene simboleggiata, in questo modo, l’eterna lotta del bene contro il male in cui il mostro, in particolare, è l’incarnazione del paganesimo.

Affresco del San Giorgio che uccide il drago di Aniello FalconeFoto: Di Giuseppe Guida - Chiesa di San Giorgio Maggiore. https://commons.wikimedia.org

Affresco del San Giorgio che uccide il drago di Aniello Falcone
Foto: Di Giuseppe Guida – Chiesa di San Giorgio Maggiore. https://commons.wikimedia.org

Oltre alla bellezza e all’aura di mistero che lo contraddistinguono, il quadro costituisce un caso singolare anche perché, tutt’oggi, rimane celato. L’affresco, infatti, continua ad essere nascosto dietro la tela di D’Elia, sistemata su di una sorta di telaio con cerniere. Solo grazie al meccanismo di leve incernierate azionate dal sagrestano, è possibile ammirare l’opera di Falcone. Da qui, “quadro nascosto”. Un’esperienza davvero inusuale!

Curiosità: sul perché la tela sia rimasta celata così a lungo, aleggia una leggenda secondo cui si tratti di un’azione di censura contro Falcone adoperata dagli spagnoli. Il pittore avrebbe fondato un’associazione segreta, una sorta di setta che non accettava il dominio degli spagnoli su Napoli e che cospirava contro le armate degli invasori. Sarebbe finito, così, sotto i colpi della censura iberica.

1. Il Parco e la Villa Floridiana, Vomero

Se hai voglia di esplorare un’area verde dove passeggiare e ammirare dall’alto il panorama della bella Napoli, ti suggeriamo di raggiungere l’elegante zona del Vomero: lì, troverai la Villa Floridiana e lo splendido e omonimo parco che la circonda, consigliatissima tra i luoghi insoliti a Napoli.

Ristrutturata in stile neoclassico da un edificio preesistente per mano dell’architetto Niccolini – allievo del Vanvitelli, la Villa faceva parte della più vasta tenuta, un complesso di edifici adibiti e destinati alle residenze reali borboniche in Campania, che si estendeva per più di 18 ettari, dalla collina del Vomero fino alla Riviera di Chiaia. Nei primi anni dell’800, re Ferdinando IV di Borbone la regalò a sua moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e, in suo onore, le diede il nome di Villa Floridiana.

Dopo la morte della duchessa, gli edifici monumentali ed il Parco subirono diverse trasformazioni da parte degli eredi. Nel 1919, poi, la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata a sede museale.

Oggi, infatti, ospita il Museo Nazionale della ceramica Duca di Martina, una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative, vantando una cospicua raccolta di opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo.

Facciata di Villa Floridiana a Napoli

Facciata di Villa Floridiana

Il parco che circonda la Villa Floridiana si presenta come una scenografica alternanza di sentieri, grotte e boschetti che si arrampicano fino ad arrivare allo splendido belvedere nella parte retrostante la struttura, composto da una spettacolare terrazza a picco sul mare.

Nella Villa è presente una fitta e colorita vegetazione (platani, lecci, pini, cedri e cipressi), la cui cura fu affidata – a suo tempo – al direttore del Real Orto Botanico Friedrich Dehnhardt.

Grazie alla minuziosa dedizione dell’architetto paesaggista tedesco, la Villa tutt’oggi rappresenta un’oasi di sopravvivenza della vegetazione che da secoli caratterizzava questo versante collinare partenopeo.

Inoltre, il Parco presenta anche un suggestivo giardino all’inglese arricchito da affacci, rocce e finte fontane, regalando ai visitatori un “effetto sorpresa” atto a creare molteplici punti di osservazione, tanto interni quanto esterni, fino a condurre al panorama su Napoli e il suo Golfo. Infine, accanto alle già esistenti grotte adibite a dimore di animali esotici che il re faceva pervenire da ogni parte del mondo, possiamo trovare elementi pittoreschi, tra cui il grazioso Teatro all’aperto detto della Verzura, che rendono la struttura del Parco un perfetto matrimonio tra elementi naturali e costruzioni edilizie.

La Villa con il suo parco è un luogo assai caro ai napoletani e, forse, tra i più affascinanti della città. Grazie al suo incantevole belvedere, dà la possibilità di ammirare un panorama tra i più romantici di Napoli, all’ombra del Vesuvio. Tra i parchi naturali più grandi del centro cittadino, è il luogo ideale per una fuga dalla vivacità cittadina, sia per fare jogging, un picnic o anche solo una semplice passeggiata all’aria aperta per immergersi nel verde e perdersi nella spettacolare veduta del Golfo.

No matter what separates us, the same stars we see at night

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