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Se desiderate intraprendere un percorso suggestivo, in cui si intrecciano storie e leggende del passato, il Cammino dei Briganti in Abruzzo e Lazio è quello che fa per voi. Si tratta di un sentiero turistico con dislivelli tra gli 800 e i 1.300 metri che consente di esplorare la Val de’ Varri, la Valle del Salto e le pendici del monte Velino.
Il cammino attraversa, infatti, un territorio di confine, un tempo posizionato fra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie e oggi compreso tra Abruzzo e Lazio. Per essere più precisi, siamo nel cuore della Marsica e del Cicolano, terre circondate da montagne imponenti e boschi secolari.
Il termine Cammino dei Briganti ha origini storiche. Nel 1860, lo Stato Pontificio, accusato di voler reprimere rivolte e manifestazioni a favore dell’Unità d’Italia, venne attaccato dalle truppe inviate dal Regno di Sardegna.
L’obiettivo di questa campagna militare, denominata “campagna piemontese”, era quello di conquistare prima lo Stato Pontificio e poi il Regno delle Due Sicilie. Dopo aver sconfitto l’esercito pontificio, le truppe sabaude conquistarono l’Appennino fino ai confini tra l’Abruzzo e il Lazio.
Sin da subito, i nuovi regnanti aumentarono le tasse e reclutarono nuovi soldati chiamando alla leva i contadini del territorio, costringendoli ad abbandonare i campi per entrare nell’esercito.
Alcuni di loro, però, stanchi delle repressioni e delle misere condizioni in cui vivevano, si ribellarono e diedero vita a una resistenza clandestina contro i sabaudi, rifugiandosi come briganti nei territori impervi della Marsica e del Cicolano.
La banda più famosa di questi territori fu la Banda di Cartore, composta da uomini provenienti da Rosciolo, Poggiovalle, Sant’Anatolia e altri comuni situati sul confine. L’intento era restituire al popolo il maltolto e difenderlo dagli attacchi degli occupanti.
Per questo motivo, i briganti erano considerati dei benefattori e, in alcuni contesti, erano visti quasi come eroi per la loro estenuante lotta contro l’invasore.
Sulle stesse terre che furono teatro del brigantaggio marsicano, fra boschi, montagne e borghi incantevoli, si snoda il Cammino dei Briganti. L’itinerario è il risultato di una intuizione di Luca Gianotti, scrittore e guida professionista, nonché esperto di cammini e ideatore di altri percorsi.
L’impegno di Gianotti e di altri volontari appartenenti alla Compagnia dei Cammini ha permesso di istituire, nel 2016, un sentiero già da tempo battuto dagli appassionati di trekking con l’obiettivo di dare memoria a un territorio spesso dimenticato dalla storia.
Un vero e proprio viaggio nel passato, alla scoperta di luoghi storici ricchi di panorami suggestivi e tradizioni, un bene culturale da valorizzare per turisti e nuove generazioni.

Cammino dei Briganti in Abruzzo, foto Wikipedia Di Marica Massaro – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Il Cammino dei Briganti si sviluppa in 7 tappe con partenza e arrivo nel paese di Sante Marie (L’Aquila), lungo un percorso che si mantiene sempre a quote medio-basse, tra gli 800 e i 1.300 metri, da fare in tutte le stagioni a piedi o in bici e accessibile anche ai meno esperti.
L’itinerario si articola in un territorio di confine, caratterizzato da natura incontaminata e boschi che nascondono grotte e caverne.
A poca distanza, si trovano il Parco del Sirente-Velino e il Parco Nazionale d’Abruzzo, mete privilegiate negli itinerari Abruzzo Slow non attraversate dal tracciato del Cammino dei Briganti che, invece, si snoda su zone ancora poco note, ma con panorami altrettanto straordinari.
Lungo il tragitto, vi imbatterete in borghi di origine medievale, ricchi di storia e tradizioni dove scoprirete i sapori autentici della cucina tradizionale abruzzese. Ampia è la disponibilità di agriturismi o B&B dove soggiornare durante le tappe.

Chiesa di Santa Maria, foto wikipedia Di Giulio Bertolaccini – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Il sentiero dei Briganti è caratterizzato, come abbiamo detto prima, da 7 tappe, con inizio e fine nello stesso borgo, ovvero Sante Marie, antico paese inserito nei Borghi Autentici d’Italia.
Per affrontare al meglio il percorso, consigliamo di indossare scarpe da trekking comode e di portare con sé dei bastoncini da trekking per i tratti più impervi, oltre a uno zaino con le provviste sufficienti per la tappa successiva da raggiungere.
Ecco nel dettaglio il Cammino dei Briganti con tappe di diversa lunghezza e alcune varianti per rendere ancora più interessante il viaggio.
Dopo aver raggiunto Sante Marie con mezzi propri o in treno, inizia la prima tappa di questo itinerario ad anello. Prima di partire, i partecipanti ricevono un salvacondotto sul quale viene apposto un timbro ad ogni tappa. Raccolti i timbri, alla fine del cammino viene consegnata una pergamena come ricordo dell’esperienza.
A Sante Marie è possibile visitare il settecentesco Palazzo Colelli, che ospita il Museo del Brigantaggio con foto, cimeli e lettere d’epoca, e acquistare cibi e bevande nei negozi del paese. In questa prima tappa, avrete modo di familiarizzare con l’ambiente circostante e con il percorso da affrontare.
La seconda tappa del Cammino dei Briganti va da Santo Stefano a Nesce. Una volta superato il confine tra Abruzzo e Lazio, ci si inoltra nella Val de’ Varri che conduce nella Valle del Salto, passando sopra una piccola montagna. Imboccando una variante del sentiero, si può raggiungere Poggiovalle, luogo di provenienza di alcuni famosi briganti e sotto il quale scorre il fiume Salto. Invece, percorrendo il panoramico tracciato principale, si arriva direttamente a Nesce.

Cammino dei Briganti in Abruzzo, foto wikipedia Di Marica Massaro – Opera propria, CC BY-SA 4.0
La terza tappa del cammino va da Nesce fino a Cartore, passando per Villerose e, camminando lungo il fiume Salto per un tratto, si passa sotto il monte Rose per arrivare a Spedino. Da qui, si imbocca una strada sterrata che conduce a Cartore, borgo stupendo nonché patria della celebre banda del Cartore. In alternativa, si può prendere il sentiero che attraversa Grotti o altre varianti che portano a Torano e Corvaro, indicate sulle tabelle con la vernice bianca e azzurra.
La quarta tappa del cammino prevede un’escursione ad anello da Cartore al Lago della Duchessa con due alternative: un percorso di 12,3 chilometri adatto a tutti e uno di 15 chilometri più impegnativo solo per escursionisti esperti.
La seconda opzione, dunque, è indicata solo per camminatori ben allenati, in grado di muoversi su terreni in alta montagna, impervi e poco segnalati.

Lago della Duchessa, foto wikipedia Di Matteo Regazzi – CC BY 2.0
La quinta tappa del cammino va da Cartore a Rosciolo dei Marsi. Partendo da Cartore, si sale verso Passo Le Forche, alle pendici del Monte Velino, per poi dirigersi a Valle Porclaneta, luogo molto suggestivo dove sorge una magnifica chiesa romanica, capolavoro d’arte del X secolo. Terminata la visita, proseguire verso Rosciolo, piccolo borgo medievale del comune di Magliano de’ Marsi, incastonato tra i monti e immerso nella natura.
La sesta tappa di questo percorso ad anello va da Rosciolo dei Marsi a Casale le Crete (Tagliacozzo). Partendo dall’agriturismo, è possibile scegliere due strade: una attraversa l’interno di Magliano de’ Marsi e porta a Scurcola Marsicana, l’altra va verso il fiume a sud-ovest e conduce all’agriturismo il Timo.
In alternativa, salendo verso un sentiero sterrato, si può passare da Sorbo e superare Scurcola senza fermarsi, per giungere poi a Casale le Crete. L’itinerario colpisce per i panorami fantastici e la diversità dei paesaggi che spaziano dai boschi ai prati verdi.
La settima e ultima tappa del cammino è la più lunga, da Casale le Crete a Sante Marie. Si cammina su sentieri sterrati fino a San Donato dove si sale verso i ruderi di un antico castello, poi si scende a Scanzano e, infine, si arriva a Sante Marie. Terminato il percorso, non dimenticate di ritirare l’attestato che testimonia la partecipazione al cammino.
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