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Rita Salvadei

L'Aquila è la Capitale Italiana della Cultura 2026

  • 2 anni fa
  • Lettura in

4 min

L’Aquila è stata designata Capitale Italiana della Cultura 2026, il 14 marzo a Roma. La città si prepara a un anno di eventi e iniziative per proiettarsi sulla scena nazionale e internazionale, dimostrando resilienza e ambizione, con il progetto “L’Aquila Città Multiverso”.

Indice dei contenuti

L’Aquila, capoluogo d’Abruzzo, è stata designata Capitale Italiana della Cultura 2026. La proclamazione è avvenuta il 14 marzo presso la sede del Ministero della Cultura a Roma.

Conosciuta come “la città dei 99 castelli”, L’Aquila si prepara a un anno di eventi e iniziative che la proietteranno sulla scena nazionale e internazionale. La città ha già dimostrato di possedere la forza e la tenacia necessarie per superare le avversità e guardare al futuro con fiducia.

L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, e il nuovo rinascimento abruzzese

La città ha conquistato l’ambito titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026 con un progetto davvero ambizioso: si trasformerà in un laboratorio di innovazione sociale, culturale ed economica. Ma L’Aquila non sarà la sola protagonista. L’obiettivo è, infatti, quello di rimodulare il rapporto tra centro urbano e borghi circostanti, valorizzando le identità culturali e sociali di ogni luogo, lasciando un’eredità duratura.

Il progetto di candidatura intende rilanciare l’economia del territorio, promuovere il turismo e la cultura abruzzese, facendo conoscere le sue eccellenze e ponendosi anche come modello replicabile.

L’Aquila Città Multiverso

Il dossier, dal titolo L’Aquila Città Multiverso, ha convinto la giuria presieduta da Davide Maria Desario per la sua originalità e per la sua capacità di coniugare cultura, innovazione e sostenibilità mediante tematiche di stretta attualità. Eventi diffusi e scambio di competenze saranno solo alcuni degli “ingredienti” di un anno all’insegna della cultura.

Il programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 includerà mostre, concerti, spettacoli teatrali, festival letterari, residenze artistiche, workshop e laboratori didattici, tutti nell’ottica di un’efficace promozione territoriale.

Il progetto si articola su 5 filoni:

Multiculturalità: l’Aquila si aprirà al dialogo con culture diverse, favorendo lo scambio di esperienze e la conoscenza reciproca.

Multidisciplinarietà: la cultura sarà declinata in tutte le sue forme, dall’arte alla musica, dalla letteratura al teatro.

Multitemporalità: il progetto valorizzerà la storia millenaria della città, creando un ponte tra passato, presente e futuro.

Multiriproducibilità: il modello di sviluppo culturale elaborato per L’Aquila potrà essere replicato in altre città italiane ed europee.

Multinaturalità: il progetto avrà un forte focus sulla sostenibilità ambientale e sulla valorizzazione del territorio.

Lo scopo è creare un ecosistema in cui la cultura sia il volano per la crescita economica e il benessere della comunità.

L’Aquila - Capitale Italiana della Cultura 2026. Il presidente della giuria Davide Desario e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano

L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026. Il presidente della giuria Davide Desario e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ©MIC

La vittoria di L’Aquila e le reazioni istituzionali

Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha letto il verdetto, ha così commentato la scelta di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026: “Tutte le città che hanno partecipato alla competizione dovrebbero essere Capitali della Cultura. L’Aquila nel 2026 rappresenterà al meglio la nostra Nazione“. Ha, inoltre, aggiunto: “Mi impegno a trovare una qualche forma per premiare tutte le città finaliste, non soltanto la vincitrice, e per coinvolgerle“.

Anche il sindaco della città, Pierluigi Biondi, ha espresso la sua soddisfazione dichiarando: “Saremo all’altezza. La cultura non è un risarcimento, ma un elemento per ricostruire il tessuto sociale della nostra comunità“.

Il presidente della giuria, Davide Desario, ha affermato: “È stato uno strepitoso viaggio attraverso la bellezza e la ricchezza della nostra nazione: sono ancora una volta rimasto sorpreso dalla autorevolezza, dalla capacità, dalla passione, messe in campo da tutti i rappresentanti delle città candidate, con un senso di squadra che unisce tutti i ‘campanili’. Questo è l’emblema dell’Italia come vorremmo che fosse e che vuole migliorare a colpi di cultura, autentico volano per il Paese, con grandi e piccole realtà locali che guardano al futuro e alle nuove tecnologie, senza mai rinunciare alle radici e alle loro tradizioni“.

Come Camera di Commercio Gran Sasso – ha evidenziato la presidentessa della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, Antonella Balloneci stiamo impegnando a giocare un ruolo di primo piano per sostenere il turismo 365 giorni l’anno nelle ‘città di cultura’ rappresentate dai nostri capoluoghi di competenza, L’Aquila e Teramo, attraverso il bando camerale per attrarre flussi turistici e collaborando con le istituzioni, le imprese, le strutture alberghiere e il tessuto associativo per promuovere il brand Abruzzo nelle principali fiere nazionali ed internazionali”.

Le altre città finaliste e il futuro dei loro progetti

Oltre a L’Aquila, altre 9 città hanno avuto l’onore di competere per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026: Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Gaeta (Latina), Latina, Lucera (Foggia), Maratea (Potenza), Rimini, Treviso e Unione dei Comuni Valdichiana Senese (Siena).

Ciascuna di esse ha elaborato un progetto ambizioso e originale, presentando una visione unica del proprio territorio e del suo potenziale culturale. Pur non avendo ottenuto il riconoscimento, queste città hanno comunque dimostrato una grande vitalità e una forte progettualità.

Anche in questa edizione di Capitale Italiana della Cultura, è prevista l’iniziativa Cantiere Città che rappresenta un’importante opportunità per le città finaliste. Attraverso un percorso di formazione e accompagnamento, avranno la possibilità di consolidare le proprie proposte progettuali, individuando soluzioni concrete per la loro realizzazione.

L’istituzione del titolo Capitale Italiana della Cultura 2026

Istituito nel 2014, il titolo di Capitale Italiana della Cultura ha già premiato diverse città italiane, ognuna delle quali ha lasciato un segno nel panorama culturale nazionale: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena, Mantova, Pistoia, Palermo, Parma (2020 e 2021), Procida (2022), Bergamo e Brescia (2023), Pesaro (2024) e Agrigento (2025).

Ad oggi, il titolo ha contribuito a valorizzare la ricchezza e la diversità del nostro patrimonio culturale, promuovendo la rigenerazione urbana e la crescita sociale.

Giornalista e web editor

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