Il Natale di Roma 2024, appuntamento ormai consolidato il 21 aprile di ogni anno, è un evento fra i più belli di primavera. Rievocazioni storiche in costume d’epoca, suggestive iniziative e manifestazioni avvolgeranno di magia i romani e i visitatori presenti.
Il 21 aprile 753 a.C. è una data memorabile che, in concomitanza con questo Natale di Roma 2024, segna un traguardo da record: ben 2.777 anni di vita di una città unica al mondo. Appellata con epiteti famosi come Caput Mundi, Urbs Aeterna, Regina Aquarum e Caput fidei, Roma è sinonimo di civiltà, cultura e Storia.
Pagine che potrai leggere percorrendo le vie, le piazze e i caratteristici vicoli della Capitale d’Italia, nei suoi scorci ineguagliabili e, ancora, sotterranei, e stratificazioni che, nel corso del tempo, si sono sovrapposti dando vita a una meraviglia che richiama turisti da tutto il mondo. Non dimentichiamo che il suo centro storico è Patrimonio Unesco dal 1980.
“Facciamo dunque un’ipotesi fantastica che Roma non sia un abitato umano, ma un’entità psichica dal passato similmente lungo e ricco, una entità in cui nulla di ciò che un tempo ha acquistato esistenza è scomparso, in cui accanto alla più recente fase di sviluppo continuano a sussistere tutte le fasi precedenti”
cit. Sigmund Freud
La fondazione di Roma – città per la quale non servono molte parole di presentazione – viene fatta risalire al 21 aprile 753 a.C. Per i latini tale anno, ab Urbe condita (letteralmente “dalla fondazione della città”) rappresenta una pietra miliare, una sorta di anno “zero” da cui tutto è partito dando origine a un Impero che ha conquistato il mondo fino ad allora conosciuto e a un tesoro inestimabile che, a tutt’oggi, incanta e rapisce chiunque ne calpesti il suolo.

La Lupa capitolina che allatta Romolo e Remo, i leggendari fondatori di Roma
Tra storia, reperti archeologici e mito, la leggenda vuole che sia stato Romolo, primo Re di Roma, a creare quasi dal nulla sul colle Palatino, il fulcro di un impero che ha plasmato le sorti dell’umanità. Gemello di Remo, era figlio della vestale Rea Silvia e del dio della guerra, Marte che, molto spesso nell’arte romana – a Pompei, nella Domus Aurea, nelle Terme di Tito e nei mosaici di Palazzo Altieri a Roma, oltre che nel Museo Nazionale Romano – viene raffigurato nella sua discesa dal cielo per sedurre la bellissima fanciulla addormentata.
La stessa iconografia è presente nelle pitture murali, oggetti in bronzo e persino sarcofagi che testimoniano la vicenda di Marte in procinto di conquistare la vestale assopita sotto un albero sulla sponde fiume, quasi un parallelismo dell’incontro tra Bacco e Arianna. L’episodio, mitologico a tutti gli effetti, viene narrato da Ovidio –Fasti III.V.11 e Livio, Ab Urbe Condita I– che vi attribusce enorme rilievo: in fondo, si tratta del concepimento di Romolo e Remo, i leggendari Padri di Roma.
I due fratellini, illegittimi, vennero abbandonati in una cesta sulle rive del Tevere e trovati da una lupa che li accudì e allevò. Dunque, questo Natale non ha nulla a che vedere con la festività religiosa cristiana, bensì è il compleanno di Roma.

Gallieno, antica moneta coniata dall’Imperatore da cui deriva il nome stesso negli anni 253-268. Il retro ritrae l’incontro tra il dio Marte e Rea Silvia
A quanto pare, il 21 aprile, i pastori celebravano le Parilia la cui etimologia deriva dalla dea Pales, protettrice della pastorizia. Nota anche come diva Palatua aveva un sacerdote, o flamine, preposto al suo culto (Palatualis) e un’immolazione sacrificale tipica, ovvero il Palatuar.
Tale ricorrenza coincideva con l’inizio dell’anno e aveva luogo con antichissimi riti atti a purificare il bestiame, in particolare le greggi. Tuttavia, come sempre nella magica Città Eterna, tutto è condito con un’affascinante aura di mistero che ammalia e confonderebbe persino storici e storiografi. In realtà, le evidenze e scavi archeologici sul Palatino, sembrerebbero ricondurre i primi nuclei abitativi in cui, sul primo colle di Roma, erano presenti capanne e persino delle mura.
Per il 2.777° compleanno della Città Eterna, il Natale di Roma 2024 propone un’infinità di infiniti spunti. Noi, tuttavia, non potendo racchiuderli tutti in poche righe, ne abbiamo selezionati alcuni che spaziano dalla storia e tradizioni alla botanica, dal fascino e alla gloria dello di un passato di cui alcuni monumenti furono testimoni oculari. Siete pronti?
Per i Romani l’origine di tutto, il Mons Palatinum è il più alto dei famosi 7 colli. Non a caso, la scelta ricadde proprio qui per via della posizione strategica che consentiva un’ottima visuale, ideale per difendersi da eventuali attacchi e invasioni. Prescindendo dalla fondazione della città, questo luogo è una fonte inesauribile di testimonianze del passato glorioso della più grande civiltà che abbia mai calpestato il suolo terrestre.

Vista sul colle Palatino
Molti gli imperatori che vi fecero edificare sontuosi palazzi circondati da rigogliosi giardini. Lo sapevate che palazzo deriva proprio da Palatinum? Originariamente, il termine indicava i palazzi imperiali e, con il tempo, ha acquisito il significato del toponimo palatium. Attualmente, il Palatino è parte integrante del Parco Archeologico del Colosseo che comprende anche il Foro Romano.
Di sicuro non basta un giorno per visitare i 3 siti in modo approfondito, ma se siete a Roma vale almeno la pena una passeggiata lungo i Fori Imperiali per respirare un’atmosfera che non respirerete in nessun altro luogo. Se, invece, siete in visita per un periodo più prolungato, non potete fare a meno di entrare nel vivo della Storia. Provare per credere!
Innumerevoli le iniziative e gli eventi organizzati dal Gruppo Storico Romano in una tre giorni all’insegna della storia e delle tradizioni. Quest’anno ricorre il trentennale dalla fondazione dell’associazione culturale che, con passione, dedizione e grande impegno, diffonde gli usi e costumi, nonché una prospettiva a 360° sulla Roma Antica.
Il Gruppo Storico Romano si prefigge l’obiettivo di mantenere viva la gloria di una città che ha segnato il destino del mondo. Per il programma completo, che include le più disparate attività, vi consigliamo di consultare la pagina dedicata del turismo di Roma Capitale o, in alternativa, su Natali di Roma in continuo aggiornamento.

Corteo Storico in direzione Piazza Venezia e il Teatro di Marcello sullo sfondo – Photo credits: Pagina Facebook Ufficiale Gruppo Storico Romano
Senza alcuna ombra di dubbio, la manifestazione più emozionante è la rievocazione storica che, con partenza dal Circo Massimo e arrivo al Colosseo, vede la partecipazione di 1.600 figuranti rigorosamente vestiti con costumi d’epoca fedelmente riprodotti. Il percorso previsto toccherà i seguenti punti e siti degni di nota: via dei Cerchi (alle spalle del Circo Massimo se rivolgete lo sguardo verso l’Aventino), via Luigi Petroselli, via del Teatro di Marcello, via del Campidoglio, via San Pietro in Vincoli, via dei Fori Imperiali, Colosseo, via Celio Vibenna, via di San Gregorio, via dei Cerchi Circo Massimo.
Incastonato tra Palatino e Aventino, era un antico circo dove si svolgevano, sin dall’inizio, i giochi della città. Punto strategico a pochi passi dal Tevere, luogo di intensi e prolifici traffici. Dunque, la sua natura e conformazione ne fecero uno spazio dedicato agli scambi commerciali, ma anche alla socializzazione e all’intrattenimento.

Scorcio sulla valle del Circo Massimo
Le prime rudimentali installazioni lignee sembrerebbero risalire a Tarquinio Prisco (VI sec. a.C.) in occasione dei grandiosi Ludi Romani per celebrare la vittoria sulla città di Apiolae, completamente rasa al suolo. Pressappoco, l’area pare identificata, oggi, nella porzione di territorio compresa tra Pavona, Albano Laziale e Castel Savello, in provincia di Roma. Nel corso dei secoli, l’area di ben 85.000 metri quadrati ha subito numerose aggiunte, modifiche e rifacimenti.

Combattimenti al Circo Massimo durante una delle precedenti edizioni dell’evento più bello di primavera – Photo credits sito Natali di Roma, Associazione storico-culturale Gruppo Storico Romano
In occasione del Natale di Roma 2024, sarà possibile prender parte a un tour immersivo in realtà vituale e aumentata, Circo Maximo Experience. Innovazione, tecnologia e sviluppo si sposeranno con l’antichità e con la storia per ripercorrere le tappe salienti di una giornata che ti riporterà indietro di oltre 2000 anni. Accesso ogni 15 minuti, dalle 10.00 alle 16.00, ultima entrata ore 14.50.
“Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo tracce dell’antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino“.
Goethe
Situato di rimpetto al Circo Massimo, disteso sulle pendici dello storico colle dell’Aventino e affacciato sui resti del Palatino, il Roseto Comunale si trova incastonato all’interno di un’area densa di monumenti simbolo della città. Quasi a ridosso del suo ingresso, si erge la statua di Giuseppe Mazzini e, a poche centinaia di metri, la celeberrima Bocca della Verità posta nel pronao della Chiesa di Santa Maria in Cosmedin. E se percorrendo questi luoghi, credete di aver già goduto di tanta bellezza…sappiate che è soltanto l’inizio.

Spettacolare panorama del Roseto Comunale incastonato nel centro storico didi Roma
Uno dei giardini più incantevoli della Capitale, rappresenta un’esplosione di colori e profumi immersi tra 1.200 varietà di rose provenienti da tutto il mondo. Un polmone verde, o meglio variopinto, nel cuore del centro storico di Roma che costituisce un tesoro immenso in termini di biodiversità.
Passeggiare tra i filari delle specie più disparate in questo museo en plein air, sarà una scoperta infinta delle tecniche, della storia e delle caratteristiche del fiore più bello per antonomasia. Lasciatevi rapire dal fascino dei segreti botanici e dai profumi inebrianti, completamenti circondati da monumenti e siti di interesse e dalla vibrante atmosfera della Città Eterna. Se non lo avevamo detto prima, lo facciamo ora. Proprio in occasione del Natale di Roma 2024, ovvero il 21 aprile, il Roseto Comunale riapre al pubblico per mostrarsi un tutto il suo splendore.
Il tempio dedicato a tutte le divinità, come il nome stesso suggerisce, si trova nel Rione Pigna a Roma. Edificato nel 27 a.C. da Marco Vispanio Agrippa, genero di Augusto, come attesta l’iscrizione «Marcus Agrippa, Lucii filius, consul tertium fecit» ovvero «Lo realizzò Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta». Chiaramente, la dedica che ne ricorda l’attribuzione originale, è opera di Adriano che, nei primi decenni del II sec. d.C. ne ordinò la ricostruzione a seguito dell’ultimo incendio del 110 che danneggiò parzialmente la struttura.

Vista esterna del Pantheon, per i romani la “Rotonda”
Tra le opere antiche meglio conservate ad oggi, il Pantheon è caratterizzato dalla sua peculiare pianta rotonda che gli valse l’appellativo “Rotonda” da parte dei romani, avvezzi a dare soprannomi a ogni cosa. La peculiarità del tempio – nel VII secolo trasformato in basilica cristiana sotto il nome di Santa Maria ad Martyres o della Rotonda– risiede soprattutto nella cupola a cassettoni dotata di un foro, detto “oculo”, dal diametro di circa 9 metri. “L’occhio verso il cielo” è l’unica apertura della Chiesa che, al giorno d’oggi, ospita le sepolture di grandi personalità italiane: una di esse è Raffaello Sanzio, grande pittore e architetto rinascimentale originario di Urbino.
Oltre a fungere da “calendario” in grado di ritmare il succedersi delle stagioni, qui, alle ore 12:00 in punto, ogni 21 aprile si assiste a uno spettacolo che ha del surreale. La luce del sole, che entra attraverso l’oculus, ha un angolo particolare tale da determinare un fascio luminoso che colpisce perfettamente e completamente il portone bronzeo. L’imperatore, che faceva il suo ingresso trionfale proprio a quell’ora, veniva investito in toto dalla luce in uno scenografico gioco ottico. Nell’età imperiale, luce e astronomia erano il fulcro del Dies Natalis, cioè del Natale di Roma.
Numerose le iniziative previste e un fitto programma di eventi, tour guidati, mostre e spettacoli. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Si consiglia di chiamare lo 06.06.08, il numero dedicato alle informazioni turistiche con un servizio multilingue.
Venerdì 19 aprile: Musei di Villa Torlonia – Casino dei Principi. Abitare la distanza, occasione per conoscere le opere dell’artista Giancarla Frare in cui, vivo e stimolante, emerge il rapporto tra le antichità archeologiche della Capitale e la sua ricerca estetica, imperniando il tutto sul binomio memoria-oblio.
Sabato 20 aprile, alle ore 11:00, appuntamento al Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. 21 Aprile 1849: Roma si prepara alla battaglia è un viaggio nel tempo per conoscere da vicino gli avvenimenti e i personaggi che segnarono l’avventura della Repubblica Romana che, come è noto, contribuì al lungo processo che portò all’Unità d’Italia. Location d’eccezione, questa volta il Gianicolo, con la sua stupenda passeggiata lungo il Belvedere e il monumento a Giuseppe Garibaldi. Da lasciare a bocca aperta è il panorama che regala una delle viste più belle di Roma e, il Fontanone dell’Acqua Paola.

Parco della Memoria sul colle Gianicolo. Oltre al suggestivo su Roma, si può notare il testo della Costituzione della Repubblica Romana inciso sul muro
Al Gianicolo, ogni giorno alle 12:00 in punto, dal 1 dicembre 1847, il tempo è scandito da un cannone che spara a salve. In realtà, papa Pio IX volle ufficializzare l’orario per creare armonia tra tutte le campane delle chiese romane. Se vi trovate in zona, soprattutto se siete con i bambini, non perdete questa usanza tanto suggestiva quanto antica.
Tra gli eventi straordinari da non perdere si segnalano:
Sabato 20 aprile presso la Villa di Massenzio, tra le 20 e le 22, si potrà assistere alla nuova illuminazione voluta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali per valorizzare la bellezza dei resti disseminati nell’area archeologica che si estende per circa 20 ettari. Le nuove installazioni consentiranno a cittadini e turisti di fruire di queste meraviglie anche di notte, dopo il tramonto “quanno l’arancia rosseggia ancora sui sette colli” (cit. Antonello Venditti, Roma Capoccia).
Inoltre, come ogni anno, domenica 21 aprile, la Villa di Massenzio assume i connotati di un’autentica macchina del tempo con l’evento Ab Urbe condita 2024, grazie alla preziosa collaborazione dei rievocatori dell’Associazione Civiltà Romana. Orario di apertura 10:00 con ultimo ingresso previsto per le ore 17:30.
Appuntamento concepito per i bambini (5-10 anni accompagnati), domenica 21 aprile alle ore 11:00, è il laboratorio 21 aprile, un compleanno speciale! Nel Museo dell’Ara Pacis, i più piccoli ripercorreranno le tappe salienti della storia, stimolando la loro fantasia con la realizzazione di una corona d’alloro. Indosseranno, per un giorno, l’accessorio simbolo dei grandi imperatori dell’Antica Roma.

21 aprile, Natale di Roma 2024 -Museo dell’Ara Pacis – Photo credits: Sito Ufficiale Museo dell’Ara Pacis
Dal 21 aprile fino al 12 maggio, presso la Sala Santa Rita, verrà allestita una mostra La Dea Roma di Pietro Tenerani.
Un omaggio alla Città Eterna proprio in occasione del 2777° compleanno di Roma. La scultura di gesso, esposta per la prima volta il 21 aprile 1851, incarna la passione dell’artista Pietro Tenerani alla città che lo accolse come un figlio.
Lunedì 22 aprile, fra le iniziative più rilevanti, al Museo dei Fori Imperiali-Mercati di Traiano, la mostra Augusto, nuovo fondatore di Roma, mette in luce come il primo imperatore della dinastia giulio-claudia si sia servito della leggendaria personalità di Romolo per attribuirsi il merito di essere il nuovo fondatore dell’Urbs. Indubbiamente, a lui va riconosciuto il merito di un lungo periodo di pace. La celebre pax augustea si tradusse in una rinascita artistico-culturale e in un nuovo assetto urbanistico ed edilizio.
Per informazioni generali su orari, prenotazioni e tariffe, vi invitiamo a visitare il sito ufficiale di Roma Capitale alla sezione dedicata.
“Roma è l’esempio di ciò che accade quando i monumenti di una città durano troppo a lungo”
Andy Warhol

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