Logo GotoItaly

Pubblicato da Alessandra Festa

World Toilet Day: i Vespasiani in Italia

Il World Toilet Day è una giornata internazionale dedicata a sensibilizzare sull’importanza dell’accesso ai servizi igienici in tutto il mondo. Mentre i vespasiani erano gli antichi orinatoi pubblici romani, simbolo di una civiltà avanzata per l’epoca, il World Toilet Day ci ricorda come il tema dell’igiene e della sanità sia sempre stato centrale per l’umanità.

Il World Toilet Day è un evento annuale che si celebra ogni 19 novembre per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi globale dei servizi igienici. È stato istituito dalla World Toilet Organization nel 2001 e riconosciuta ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 2013.

La giornata mira a ispirare l’azione per affrontare la crisi igienico-sanitaria globale e raggiungere i miliardi di persone che ancora vivono senza servizi igienici gestiti in modo sicuro. Sottolinea l‘importanza dei servizi igienici per la salute pubblica, la sostenibilità ambientale e l’equità sociale.

Vespasiano, autentico pioniere del World Toilet Day

Questa problematica che l’ONU ha sancito come prioritaria solamente nel XXI secolo era stata già individuata dai Romani con la realizzazione delle terme, già a partire dal I secolo a.C., e con i servizi igienici nel I sec d.C., ovvero ben 2.000 anni fa circa…  All’epoca i bagni in casa erano ad appannaggio di nobili, re e imperatori e, dunque,  garantire a tutti l’accesso a servizi igienici di base era fondamentale per la salute pubblica e prevenire la diffusione di malattie.

I vespasiani a Roma sono stati per lungo tempo un elemento caratteristico del paesaggio urbano, sebbene oggi ne rimangano pochissime tracce. Si trattava di orinatoi pubblici che prendevano il nome dall’imperatore romano Vespasiano, il quale, secondo lo storico Svetonio, li sottopose a tassazione per finanziare alcune opere pubbliche.

World Toilet Day: Fullonica di Via degli Augustali di Ostia Antica

Fullonica di Via degli Augustali di Ostia Antica @Credits: Associazione Roma bella

L’idea di tassare l’uso dei vespasiani potrebbe sembrare bizzarra ai nostri occhi, ma per i romani era un modo pratico e redditizio per finanziare la città.  I fullones, i tintori romani, erano i principali beneficiari dell’imposta sui bagni pubblici. Essi utilizzavano l’urina, ricca di ammoniaca, per trattare i tessuti. Nacque proprio così la celebre frase pecunia non olet (il denaro non puzza) che Vespasiano pronunciò in replica alla critica del figlio Tito – contrario a questo provvedimento –  per sottolineare così il valore economico del denaro raccolto indipendentemente dalla provenienza.

L’origine del nome è legata proprio alla decisione di Vespasiano di tassare l’uso di questi servizi igienici. In questo modo, l’imperatore riuscì a ricavare delle entrate significative per lo Stato, dimostrando una grande capacità amministrativa e un pragmatismo che lo contraddistingueva. Sembra strano pensare che sia lo stesso Tito Flavio Vespasiano che volle la costruzione del Colosseo

I vespasiani nella Roma moderna

Per molti anni, i vespasiani sono stati un elemento comune del panorama urbano di Roma. Negli anni ’80 e ’90, però, molti di essi furono demoliti per motivi igienici e di decoro urbano, ma forse anche per un senso del pudore non insito nei cives romani. Oggi ne rimangono pochissimi esemplari, che rappresentano una testimonianza di un’epoca passata.

World Toilet Day - L'iconica scena dello scherzo del vespasiano nel film Il Marchese del Grillo con l'indimenticabile Alberto Sordi

L’iconica scena dello scherzo del vespasiano nel film Il Marchese del Grillo con l’indimenticabile Alberto Sordi

Simbolo dell’Urbe fino agli anni Settanta, questo particolare orinatoio pubblico era collocato si marciapiedi. Dotato di aperture su ciascuno dei due lati, sicuramente non erano il massimo dell’igiene, ragion per cui, col tempo si decise di smantellarli. Sembrerebbe che una latrina pubblica della Roma antica sia quello rinvenuto tra i resti di piazzale Numa Pompilio, tenendo in piedi le leggende e gli aneddoti sui vespasiani.  Nella Capitale erano moltissimi i “bagni pubblici” tra cui:

  • i più antichi in assoluto si trovano nei pressi dell’entrata est dell’Anfiteatro Flavio
  • quelli dell’area sacra dell’Argentina, dietro il Tempio di Giunone Moneta (approssimativamente nella zona in cui oggi possiamo ammirare la Chiesa dell’Ara Coeli)
  •  le latrine di Via Garibaldi nel quartiere di Monteverde Vecchio, di più recente scoperta
  • Arco dei Tolomei a Trastevere, vi sono le tracce di un piccolo vespasiano utilizzato fino agli anni Settanta

Le latrine romane (foricae) erano un capolavoro di ingegneria idraulica. Queste strutture pubbliche, situate nei luoghi più frequentati, erano dotate di un sistema di scarico efficiente, con canali in continua alimentazione. I sedili in marmo, spesso decorati, si affacciavano su questi canali, garantendo un livello di igiene sorprendente per l’epoca. La presenza di questi servizi igienici, spesso realizzati con materiali pregiati, sottolinea l’importanza che i romani attribuivano alla salute e alla pulizia.

Probabilmente, proprio l’uso del marmo prezioso che ornava pavimenti e pareti ha fatto sì che vi fosse un’opera di saccheggio che ha, per così dire, reso le latrine una “perla rara”. Tuttavia, si possono trovare presso gli scavi di Largo di Torre Argentina, sopra il Foro di Cesare (Fori Imperiali) e sul Colle del Gianicolo.  Abbondano, invece a Ostia Antica, dove – in larga parte – sono collegate a complessi termali.

I vespasiani a Ostia Antica: un viaggio nel passato

Ostia Antica, al pari di Pompei, è un vero e proprio scrigno di testimonianze del passato. Tra le numerose rovine e strutture che ancora oggi  possiamo ammirare, un ruolo particolare lo rivestono i vespasiani, gli antichi orinatoi pubblici romani.

World Toilet Day -orinatoi presso il parco acheologico di Ostia Antica

Orinatoi presso il parco acheologico di Ostia Antica

    •  l’ammoniaca presente nell’urina era fondamentale per ammorbidire le pelli e renderle più lavorabili
    • veniva utilizzata come agente sbiancante per i tessuti
    •  era un ottimo fertilizzante per i campi

A Ostia Antica, le fullonica, ovvero le lavanderie, erano luoghi di lavoro molto importanti. Qui, gli schiavi lavoravano duramente per lavare i panni utilizzando l’urina raccolta dai vespasiani. Sono ancora visibili i resti delle antiche strutture con vasche in terracotta e tubazioni. L’urina, raccolta in grandi dolii, veniva utilizzata per lavare e sbiancare i tessuti.

Un modo insolito ma sempre ricco di aneddoti e curiosità nella nostra Caput Mundi…

Per saperne di più sul World Toilet Day,  visita la pagina ufficiale in lingua inglese.

Immagine di copertina la fullonica di Stephanus a Pompei @Credits: sito madeinpompei.it

.

World Toilet Day - La fullonica di Stephanus a Pompei

Usa le raccolte per organizzare il tuo prossimo viaggio

In GoToItaly puoi trovare posti magnifici da visitare ed eventi straordinari a cui partecipare. Potrai poi salvarli nelle tue raccolte e condividerli. Scopri di più

Segui argomenti, discussioni, eventi e altri utenti

Seguendo un utente, un articolo o una discussione interessante, potrai ricevere notifiche e aggiornamenti in tempo reale sull'argomento. Scopri di più

Chiedi consigli di viaggio o rispondi agli utenti della community

Vuoi organizzare un viaggio e sei indeciso sui luoghi da visitare? O sei un esperto in materia e vuoi offrire la tua esperienza alla nostra community? Scopri di più

Condividi le tue esperienze di viaggio con GoToItaly

Trasforma i tuoi viaggi in storie avvincenti, condividi le gallerie fotografiche più suggestive e impreziosisci i racconti con video dei tuoi itinerari. Scopri di più