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In occasione della Giornata della Memoria, ti proponiamo un itinerario per rendere omaggio alle vittime di una delle pagine più atroci della Storia. Vediamo insieme alcuni dei luoghi di interesse lungo la Penisola.
La Giornata della Memoria è stata istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite per ricordare la Shoah, termine che indica la persecuzione e lo sterminio totale degli ebrei da parte dei nazisti. La scelta di celebrarla proprio il 27 gennaio non è casuale.
Infatti, in questo stesso giorno del 1945, l’esercito sovietico fece irruzione nel campo di concentramento di Auschwitz mettendo fine all’Olocausto. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono organizzati eventi e convegni per commemorare le vittime di quel massacro e non far cadere nell’oblio questo terribile periodo della storia.
In ricordo dell’orrore vissuto dagli ebrei, troviamo le pietre d’inciampo. Scopriamo di cosa si tratta e quali sono i luoghi da visitare in Italia per ricordare l’Olocausto.
L’iniziativa delle pietre d’inciampo è stata lanciata dall’artista berlinese Gunter Deming nel 1992 con l’intento di rendere onore alla memoria delle vittime dell’Olocausto. Si tratta di blocchetti quadrati rivestiti di ottone lucente di piccole dimensioni, appena 10×10 cm, che vengono inseriti all’interno del selciato stradale proprio davanti all’abitazione dei deportati.

Giornata della Memoria, pietre d’inciampo recanti nome e cognome, anno di nascita, data dell’arresto, della deportazione e, infine, data di morte.
Su questi monumenti particolari, che evocano la struttura del sanpietrino romano, viene inciso nome della persona, data di nascita, luogo di deportazione e presunta data di morte. In tutti i paesi europei che hanno aderito a questa nobile iniziativa sono presenti le pietre d’inciampo e, ovviamente, anche in Italia.
Solo a Roma ve ne sono ben 384, mentre 159 sono a Venezia e 145 a Milano. Complessivamente, nel nostro Paese se ne contano 2.148, dislocate in diverse zone.
Ecco fra edifici, campi e snodi ferroviari quali sono i luoghi che testimoniano uno dei crimini più efferati contro l’umanità.
La Risiera di San Sabba è un grande complesso di edifici edificati a Trieste nel 1898 e appartenenti allo stabilimento dove veniva lavorato il riso. Situato nelle vicinanze della zona industriale della città, venne trasformato dai nazisti in campo di prigionia per soldati italiani e partigiani presi dopo l’8 settembre 1943 e luogo dove incenerire ebrei e detenuti politici. In questo campo di sterminio, persero la vita dalle 3 alle 5 mila persone e decine di migliaia vennero imprigionate.

Giornata della Memoria, 27 gennaio. Risiera di San Sabba a Trieste
Lo stabilimento, divenuto monumento nazionale nel 1965, venne restaurato nel 1975 e all’interno è stato allestito un museo. Un lato della struttura ospita una gran quantità di cimeli lasciati dai detenuti mentre, subito dopo l’ingresso, a sinistra, si trovano le carceri.
Situato a pochi chilometri da Carpi, in provincia di Modena, il campo di concentramento di Fossoli venne allestito nel 1942 dagli italiani come campo di prigionia. Nel 1943 la Repubblica Sociale Italiana trasformò il sito in campo di concentramento destinato agli ebrei e, a partire da marzo 1944, le SS cominciarono a usarlo come campo poliziesco e di transito per la deportazione di ebrei e oppositori politici.

Giornata della Memoria, 27 gennaio. Campo di Fossoli a Carpi (Modena)
Dopo la guerra, divenne luogo per prigionieri del regime sconfitto. Ad oggi, si possono vedere le baracche dei prigionieri presenti sull’area del campo, una delle quali è stata ristrutturata e adibita a sede di convegni ed eventi che si tengono per la Giornata della Memoria.
Il lager di Bolzano venne istituito nel quartiere di Gries nella tarda primavera del 1944 quando, dopo aver liberato Roma, avanzavano gli alleati. Dunque, i nazisti dovettero spostare il campo di Fossoli, creato nel modenese, e trasferirsi in un’altra struttura. Come nuova sede del campo di concentramento venne scelta la città di Bolzano per la sua favorevole posizione. Il lager rimase in funzione dall’estate del 1944 fino al 3 maggio 1945, quando la guerra finì e i prigionieri vennero liberati.

Giornata della Memoria, 27 gennaio. Il lager di Bolzano
Furono almeno 9.500 le persone detenute in questo posto, fra cui anche il famoso presentatore Mike Bongiorno. Di queste, circa 3.500 vennero deportate e trasferite nei numerosi campi di sterminio nazisti. Altre vennero messe ai lavori forzati, in condizioni di schiavitù, sia nei laboratori del campo che nelle aziende dei dintorni.
Uno dei luoghi simbolo da visitare in occasione della Giornata della Memoria è il Binario 21 situato in un’area della Stazione Centrale di Milano, proprio sotto i binari ferroviari della linea ordinaria. Qui, fra il 1943 e il 1945, vennero caricati sui vagoni merci centinaia di ebrei perseguitati e condotti nei campi di sterminio.
Fra i deportati c’era anche la Senatrice a vita Liliana Segre, fra i pochi sopravvissuti a quell’abominio e ancora oggi testimone attiva nella lotta contro l’antisemitismo. In questo posto, il capoluogo lombardo ha voluto istituire la Fondazione Memoriale della Shoah dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto in Italia.
La presenza della comunità ebraica a Venezia risale a tempi antichi, pare addirittura al Medioevo. Successivamente, cominciarono a stabilirsi in un quartiere che venne denominato Giudecca. Un decreto del 1516 emanato dal governo della Repubblica stabilì che agli ebrei fosse imposto di risiedere nel ghetto e di obbedire alle regole della Serenissima. Le comunità che vivevano all’interno del ghetto impararono a convivere in maniera pacifica.

Giornata della Memoria, 27 gennaio. Il quartiere ebraico di Venezia
Con l’emanazione delle leggi razziali e la deportazione di molti ebrei durante la Seconda guerra mondiale, il ghetto si svuotò e venne abbandonato. Ad oggi, è possibile ammirare 5 sinagoghe, la Scala Matta, il cimitero ebraico e altre costruzioni simbolo di quello che, una volta, era il ghetto di Venezia, il più antico al mondo.
Dal binario 16 della stazione Santa Maria Novella a Firenze vennero caricati dai nazifascisti oltre 300 ebrei per condurli al campo di concentramento di Auschwitz. Era il 9 novembre 1943 e di quelle trecento persone ne sopravvissero solamente 15, 7 donne e 8 uomini.
Fra i deportati c’erano bambini, donne, uomini e anziani, alcuni dei quali ancora oggi ignoti. Nel 2013, un monumento in memoria delle vittime, ideato da uno studente dell’Istituto d’arte di Firenze, è stato posizionato proprio qui per non dimenticare chi venne ucciso barbaramente.
Inaugurato nel 2002, il Museo della Deportazione si trova in località Figline, in provincia di Prato. Il percorso espositivo è un’esperienza didattica intensa che ci permette di comprendere le atrocità dei lager nazisti attraverso la materialità degli oggetti. Alcuni di questi, provenienti direttamente dai luoghi della deportazione, ci restituiscono la cruda realtà della vita nei campi. Altri, frutto della testimonianza dei sopravvissuti, ci aiutano a ricostruire un passato da non dimenticare.
Soprannominata la Piccola Gerusalemme, Pitigliano è sede di una delle comunità ebraiche più numerose presenti in Italia. Da questo piccolo borgo, sono stati deportate decine di persone e condotte nei campi di concentramento. In occasione della Giornata della Memoria, la cittadina offre un percorso suggestivo che permette di visitare la vita della comunità attraverso locali scavati nel tufo e ammirare la Mostra di Cultura Ebraica, il bagno rituale, l’antica tintoria e conceria, il macello, la cantina e il forno delle azzime.
Il ghetto di Roma venne istituito a partire dal 1555 per segregare gli ebrei dal resto della popolazione. Il quartiere comprendeva alcune strade strette che si trovavano fra piazza Giudea, l’attuale piazza delle Cinque Scole, il Portico di Ottavia, l’unico rimasto delle entrate del ghetto, e le rive del Tevere davanti all’Isola Tiberina. Il 16 ottobre del 1943, le SS naziste irruppero nel ghetto ebraico romano, rastrellando e deportando oltre 1.000 ebrei nei campi di concentramento. Solo 16 di loro fecero ritorno.

Giornata della Memoria, 27 gennaio. Ghetto di Roma, vista del Portico di Ottavia
Una passeggiata in questi luoghi permette di ammirare monumenti come il Teatro di Marcello, il Museo ebraico, Piazza Mattei con la Fontana delle Tartarughe e diverse pietre d’inciampo collocate ai lati delle strade.
Il campo di prigionia di Servigliano si trova nella Valle del Tenna, nelle Marche, in provincia di Fermo. Durante il periodo fascista, qui venivano tenuti rifugiati, ribelli, oppositori al regime ed ebrei.
Divisa in due settori, la struttura era circondata da un muro di 3 metri che terminava con il filo spinato. Gli ebrei presenti nel campo vennero deportati ad Auschwitz nel maggio del 1944; quando nel 1945 entrarono gli Alleati, erano rimaste poche persone. Il campo venne evacuato completamente nel 1946.
Oggi, è possibile visitare il Museo della Memoria allestito presso l’ex stazione ferroviaria di Servigliano. Nel museo è presente una mostra fotografica permanente, che narra la storia del campo, e un’aula multimediale dove l’associazione fondata nel 2001 tiene eventi e convegni in occasione della Giornata della Memoria.
Fra i campi di concentramento italiani, uno dei principali è stato quello di Ferramonti, nel comune di Tarsia, in provincia di Cosenza. Questo luogo ha ospitato ebrei, slavi e apolidi.

Giornata della Memoria, 27 gennaio- Ricostruzione del baracchino del campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia in provincia di Cosenza
Aperto nel 1940, all’indomani dell’entrata in guerra dell’Italia, il campo venne liberato nel settembre del 1943 dagli inglesi. Tuttavia, furono in tanti a scegliere di restare a Ferramonti anche dopo fino al dicembre 1945 , quando venne chiuso ufficialmente.
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