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Celeste Anghiari

Ville Venete da non perdere: viaggio tra storia e bellezza

  • 2 anni fa
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7 min

Ne avrai sentito parlare, e probabilmente avrai pensato alle Ville palladiane alle porte di Vicenza, ma per la verità questi meravigliosi edifici sono diffusi in tutta la regione e non furono realizzate soltanto dall’architetto Andrea Palladio. Ti dirò di più, alcune di queste magnifiche dimore furono costruite anche nel vicino Friuli-Venezia Giulia.

Indice dei contenuti

Se dico Veneto, a che cosa pensi? Probabilmente a Venezia, a Verona e a Vicenza innanzitutto, ma di certo non puoi trascurare il mare e la montagna. Diciamoci la verità, il tuo pensiero non corre alla campagna! Ed è un male, perché le campagne venete possono sorprenderti fino a lasciarti a bocca aperta. E non solo per un tema naturalistico. Qui, vi sono delle spettacolari Ville Venete da visitare almeno una volta nella vita.

Ma perché circa 4.000 ville sono disseminate su questi territori? Tra il XV e il XIX secolo, nei periodi di pace e prosperità economica, le grandi famiglie della Serenissima, la Repubblica di Venezia, fecero costruire queste ville essenzialmente per due ragioni: per riposare durante i mesi estivi (in sostanza erano case per le vacanze) e/o per curare i propri interessi, nel caso dei proprietari terrieri (insomma, per chi doveva gestire quelle che oggi chiamiamo aziende agricole).

Inoltre, Venezia – una delle quattro grandi Repubbliche marinare – era terra di grandi esploratori e di mercanti che, a partire dal Medioevo, videro accrescere le loro fortune grazie allo sfruttamento delle nuove terre scoperte e agli scambi commerciali. Dunque, i nuovi ricchi, così come le famiglie aristocratiche, – particolarmente dopo le Grandi Guerre che sconvolsero la penisola italica nella prima metà del ‘500 – decisero di investire sulla propria immagine e nel mattone, come si direbbe oggi. Affidarono a grandi architetti e ad artisti la realizzazione e la decorazione di ville che fossero espressione del loro potere. In sostanza, le Ville Venete erano uno status symbol!

C’è da dire, in ogni caso, che la vanità dei proprietari e il lusso in cui amavano vivere portarono vantaggio anche alle terre che, bonificate e irrigate per scopi meramente personali, persero la loro condizione di abbandono e divennero rigogliose, sebbene fossero già parte dei Domini di terraferma della Repubblica di Venezia.

Ville Venete Villa Pisani Bonetti Crediti e courtesy archivio Villa Pisani Bonetti

Villa Pisani Bonetti Crediti e courtesy archivio Villa Pisani Bonetti

Ville Venete da non perdere: Capolavori di architettura

Come detto in precedenza, le Ville Venete sono moltissime e descriverle tutte è impresa da volumi e volumi. Posso dirti che, in generale, sono caratterizzate da una architettura “colonica”. In altre parole, tutte hanno un corpo centrale, la casa dei proprietari (struttura dominicale), che solitamente non aveva cucina né sistema di riscaldamento, proprio perché venivano vissute durante la stagione estiva.

Accanto, vi sono le costruzioni destinate al lavoro agricolo – come le serre e i depositi – dotate di una particolarità architettonica tipica, la barchessa. Si tratta di un edificio rurale allungato – caratterizzato da una serie di archi a tutto sesto – che serviva per dividere la zona abitata dai padroni da quella destinata ai contadini e alle strutture di servizio. È qui, ad esempio, che si trovavano le cucine, i magazzini per le scorte alimentari, le stalle, etc.

La barchessa era una vera e propria innovazione architettonica la cui struttura era collegata alla casa dominicale, anche se nell’800 molti corpi centrali delle ville furono abbattuti a causa delle oramai proibitive tasse sugli immobili, lasciando le sole barchesse, utili per la loro funzione di servizio. Perciò, ancora oggi, capita di trovare qualche struttura isolata nelle campagne.

Abbiamo citato le ville palladiane. Ebbene le 24 Ville Venete disegnate da questo grande architetto sono iscritte nel Patrimonio UNESCO, insieme agli altri 23 suoi edifici a Vicenza. Le ville del Palladio si ispirano all’arte classica romana ed esprimono appieno la duplice sfaccettatura di centro di potere e di luogo di svago e bellezza, essendo così ben lontane dal concetto di castello-fortezza che prevaleva nel Medioevo.

L’influenza dell’architettura palladiana fu talmente forte da arrivare fino in Gran Bretagna e negli Stati Uniti: basti pensare alla Casa Bianca, al Campidiglio di Washinghton, al Jefferson Memorial e alle varie ville neoclassiche dei possidenti del Sud. Sono tutti edifici in stile di emulazione palladiana.

Le più belle Ville Venete da visitare

Le Ville Venete da visitare sono, però, moltissime e, solo in minima percentuale, realizzate da Palladio. Certo, volendo suggerirti di vederne alcune, almeno un paio delle sue meritano una sosta.

Se parti da Venezia, ti invito a vedere Villa Foscari, detta La Malcontenta, eccellente paradigma dello stile palladiano. Questa meravigliosa dimora estiva fu realizzata sulla Riviera del Brenta tra il 1554 e il 1557 per i fratelli Niccolò e Alvise Foscari, discendenti del Doge che resse Venezia per lunghissimi anni. Ancora oggi, la Villa è custodita dagli eredi di quella famiglia patrizia che vi accompagneranno nella visita guidata al parco, all’architettura e agli interni splendidamente decorati da Battista Zelotti e Bernardino India.

Ville Venete - Villa Foscari, detta La Malcontenta

Villa Foscari, La Malcontenta By Hans A. Rosbach – Own work, CC BY-SA 3.0

Una curiosità: molte Ville Venete hanno un soprannome la cui origine spesso non è chiara. Nel caso de La Malcontenta alcuni dicono che la zona fosse così chiamata già prima della costruzione e il suo nomignolo derivi dal malcontento degli abitanti per il continuo straripare del fiume Brenta; esiste, però, una leggenda che ancora si tramanda e che ricondurrebbe l’appellativo a una dama costretta a vivere rinchiusa nella villa per scontare i vizi dei suoi giorni dissoluti in laguna.

Un’altra villa palladiana da visitare è Villa Almerico Capra, altresì detta La Rotonda, per via della cupola che la sovrasta. Si tratta di un’abitazione per single, commissionata negli anni ‘70 del XVI secolo da un ecclesiastico vicentino, Paolo Almerico, che voleva ritirarsi a vita privata in campagna, dopo aver servito alla corte papale di Pio III e Pio V. Alla sua morte, fu ereditata dal figlio naturale che la cedette in vendita ad Odorico Capra nel 1591. Insomma, il committente si godette ben poco la sua gran spesa! Palladio era un architetto famoso e ricercato, perciò di certo assai costoso.

Ville Venete Villa Almerico Capra detta la Rotonda

Villa Almerico Capra detta la Rotonda Foto di Marco Bagarella – Opera propria, CC BY-SA 3.0

Spostandoci di periodo storico e tornando in provincia di Venezia, suggerisco di visitare la settecentesca Villa Pisani a Stra. Si tratta di una villa grandiosa, al suo interno caratterizzata da un’enorme sala da ballo a doppia altezza e affrescata dal Tiepolo. Il parco è enorme e vale da solo la visita anche per il bellissimo labirinto e le scuderie.

Assolutamente da non perdere è Villa Barbarigo-Pizzoni Ardemani, in provincia di Padova, precisamente a Valsanzibio. La dimora fu acquistata nel XV secolo dalla famiglia Contarini e passata, nel secolo successivo, ai Barbarigo che fecero realizzare gli straordinari giardini in cui si trova ancora oggi. Questo parco monumentale tipico del’600, ricco di fontane, giuochi d’acqua, peschiere e ruscelli, statue e uno splendido portale dedicato a Diana – la dea della caccia – , è considerato tra i più belli d’Europa.

Nell’area verde sono presenti alberi di oltre 300 anni provenienti da 4 continenti e un labirinto di 400 anni. Si racconta che tanta magnificenza fu voluta dalla famiglia Barbarigo, tra le più ricche di Venezia, come voto a Dio per aver chiesto di sconfiggere la peste del 1630; per costruirla ci vollero ben 30 anni, dal 1665 al 1696. La famiglia Pizzoni Ardemani ne è proprietaria e custode dal 1929. Quest’ultima data, così vicina alla fine della Grande Guerra, mi offre l’opportunità di raccontare un aneddoto legato alla tragica storia del tempo.

Ville Venete Villa Barbarigo Pizzoni ArdemaniIl Cardo vista sud nord con Villa sullo sfondo Copyright e courtesy Tenuta Valsanzibio srl

Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani Il Cardo vista sud nord con Villa sullo sfondo Copyright e courtesy Tenuta Valsanzibio srl

Se per caso hai visto la serie tv britannica Downtown Abbey, ricorderai gli episodi del periodo della Guerra, quando il palazzo dei protagonisti veniva trasformato in ospedale. Ebbene, questo è ciò che veramente accadde in diverse Ville Venete in ragione della vicinanza al fronte: alcune furono trasformate in ospedali – come fu per quelle di Mogliano Veneto – altre in comandi militari come, ad esempio, Villa Trevisanato, nella stessa località.

In conclusione, solo per citare una Villa Veneta in Friuli-Venezia Giulia, scelgo Villa Manin a Passariano di Codroipo, in provincia di Udine. La sua costruzione durò decenni, dalla metà XVII secolo all’ultimo quarto del XVIII, periodo necessario per realizzare una struttura imponente di 8.500 mq di edificio più il parco di 18 ettari. Inizialmente concepita come dimora patronale per la gestione dei terreni agricoli, divenne successivamente una sontuosa casa di rappresentanza. Oggi – e da diversi decenni – è sede espositiva, ospita l’arte contemporanea, ma anche concerti, progetti di didattica ed eventi di vario genere.

Ville Venete da visitare: la vita odierna

Abituati come siamo a concepire l’arte e l’architettura storica come patrimonio, non sempre pensiamo al fatto che questo, in effetti, continua a vivere, non solo ad esistere. Così, delle molte Ville Venete da visitare (non tutte quelle ancora esistenti sono aperte al pubblico), alcune sono esclusivamente oggetto di visite guidate, altre sono effettivamente abitate dagli attuali proprietari, molte sono state riconvertite in location per eventi come matrimoni o feste, altre mantengono intatta – seppur trasformata – l’iniziale destinazione d’uso ad azienda.

Villa Pisani Bonetti Crediti e courtesy archivio Villa Pisani Bonetti

Villa Pisani Bonetti Crediti e courtesy archivio Villa Pisani Bonetti

Alcune Ville Venete, infatti, sono sede di aziende vinicole, altre continuano a essere il centro direzionale di aziende agricole, mentre in altre ancora – come Villa Manin o Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo (Vicenza) – sopravvive la tradizione di ospitare l’arte visiva. In quest’ultimo caso, la Villa è vissuta, da un latom dai proprietari che tengono qui anche la loro collezione di arte contemporanea, dall’altro, alcuni anni fa hanno deciso di destinarne una parte ad attività ricettiva. Altre Ville sono state trasformate in museo.

In ultimo – come detto – resistono quelle squisitamente private. Perché, per quanto maestosa e storica, la casa è sempre un luogo da condividere con chi si sceglie.

Approfitta di quelle con le porte aperte. Dovrai pagare il biglietto d’ ingresso, ma per le cose belle e da mantenere tali, vale la pena contribuire.

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