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La Valle d’Aosta, regione monoprovinciale che prende il nome dal suo capoluogo Aosta, è una perla montana posizionata nella parte nord-ovest dell’Italia, a un passo dalla Svizzera e dalla Francia, con cui confina rispettivamente a nord e a ovest, mentre a sud e a est si affaccia sul territorio italiano del Piemonte.
Con i suoi 3.263 km², la Valle d’Aosta rappresenta la più piccola regione d’Italia e, con meno di 123.000 abitanti, è anche la meno popolata. Con la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, condivide lo status di regione italiana a Statuto Speciale.

Grand Jorasses – Ph. Henry Truchet
Come tale, gode di una particolare autonomia di cui gli stessi valdostani vanno molto fieri. Altra caratteristica della regione è il suo bilinguismo. Oltre all’italiano, la Valle d’Aosta vanta anche il francese come lingua ufficiale (Editto di Rivoli, 1561). È, infatti, riconosciuta ufficialmente sia col suo nome italiano Regione Autonoma Valle d’Aosta, sia con quello francese Région Autonome Vallée d’Aoste. In più, oltre al francese, gli abitanti della regione parlano anche il dialetto patois valdostano di matrice franco-provenzale.
ll territorio della Valle d’Aosta è completamente immerso nelle magnifiche Alpi. Il suo patrimonio naturale è immenso e inestimabile; viene tutelato e preservato con grande rigore dal marchio “VIVA Valle d’Aosta unica per natura“, progetto di Sistema Natura Regionale che incentiva la fruizione delle aree tutelate in base a principi ecosostenibili. La regione è incastonata fra le 4 vette più alte d’Italia: il Monte Bianco, che con i suoi circa 4.810 m è anche il più alto d’Europa, il Monte Rosa (4.634 m), il Cervino (4.478 m) e il Gran Paradiso (4.061 m).

Monte Bianco – Ph. Henry Truchet
Com’è facile intuire, essa presenta un territorio prettamente montuoso, ma è anche intervallato da vallate, laghetti e borghi che sembrano usciti da una cartolina. Il fiume principale della regione è la Dora Baltea, affluente del Po che, a sua volta, si suddivide in varie diramazioni che vanno ad irrorare le aree circostanti. Per quanto riguarda il clima, esso varia a seconda della zona: si possono raggiungere i -30°C oltre i 2.000 m o i 30°C durante la stagione estiva scendendo più a bassa quota.
Con i suoi 4.807 metri, il Monte Bianco (o Mont Blanc) è la vetta più alta delle Alpi e d’Europa. Infatti, è conosciuto anche come tetto d’Europa. I primi a raggiungerne la cima furono Michel Gabriel Paccard (medico e alpinista savoiardo) e Jacques Balmat (un cercatore di cristalli che, successivamente, perse la vita proprio in montagna) l’8 agosto 1786. Ancora oggi, questa montagna rappresenta una sfida in cui si cimentano scalatori provenienti da tutto il mondo.
Per i meno avventurosi, è possibile raggiungere la terrazza circolare di Punta Helbronner dove vi è l’Osservatorio 360° a quota 3.466 metri. La funivia Skyway, che da Courmayeur giunge fin lassù, è un vero e proprio prodigio tecnologico inaugurato nel 2015 e perfettamente inserito nel contesto naturale. Qui, troverete ad accogliervi la libreria più alta d’Europa (La Feltrinelli), la sala dei cristalli con la sua esposizione di pietre, alcuni spazi da cui godere di un panorama eccezionale e il famoso cafè Kartell Bistrot Panoramic, realizzato in materiale trasparente ed ecosostenibile. Inoltre, si possono gustare cibi squisiti osservando i cosiddetti “giganti delle Alpi”.
Il gruppo del Monte Rosa (o Mont Rose) è caratterizzato dalla presenza di oltre 30 cime che superano i 4.000 metri. Esso rappresenta il massiccio più lungo delle Alpi, secondo in altezza solo al Monte Bianco. La cima più alta è Punta Dufour (4.634 metri), così denominata in omaggio al cartografo svizzero Guillaume-Henri Dufour. Punta Gnifetti ospita la Capanna Regina Margherita che, con i suoi 4.554 metri, conquista il titolo di rifugio più alto d’Europa.
Il Monte Cervino (4.478 m) si caratterizza per la peculiare forma piramidale. Esso domina la bellissima Valtournenche. La vetta venne raggiunta per la prima volta nel luglio 1865 da Edward Whymper il quale scalò il versante svizzero e, purtroppo, perse alcuni dei suoi compagni di cordata in discesa. Dopo pochi giorni, dal versante italiano, sopraggiunse il gruppo di alpinisti italiani capeggiato da Jean-Antoine Carrel.

Monte Cervino – Ph. Henry Truchet
Consiglio per gli amanti dello sci: con una comoda funivia, si giunge a Plateau Rosa. Sulle sue piste è possibile sciare anche in estate!
Il Gran Paradiso o Grand Paradis (4.061 m) costituisce l’unica vetta totalmente italiana fra “i Giganti”. È caratterizzata dalla presenza di scenografici ghiacciai che si snodano lungo le sue pareti impervie: il Ghiacciaio del Gran Paradiso, il Ghiacciaio del Laveciau e il Ghiacciaio della Tribolazione. Tutta l’area costituisce il Parco nazionale del Gran Paradiso.
Il Parco nazionale del Gran Paradiso copre una superficie di oltre 70.000 ettari e un dislivello che va dagli 800 metri ai 4.061 dell’omonima vetta. Nato come riserva di caccia per volontà del re Vittorio Emanuele II di Savoia di tutelare la popolazione di stambecchi a rischio estinzione, fu ceduto allo Stato e divenne Parco Nazionale nel 1922. Oggi ospita numerosissime altre specie di animali montani, tra cui marmotte, camosci, aquile e linci. Gli amanti del verde, poi, si innamoreranno del giardino botanico alpino Paradisia realizzato in località Valnontey a 1.700 metri di altezza.
Il Parco Mont Avic, istituito nel 1989, vanta un inestimabile patrimonio naturalistico e faunistico. Dichiarato area protetta, è oggi tutelato da Natura 2000, una rete di siti di interesse comunitario creata dall’Unione Europea per la conservazione degli habitat e delle relative specie animali e vegetali.
La bellezza della Valle d’Aosta si esprime anche nella ricchezza delle sue incantevoli valli. Fra tutte, segnaliamo: Gressoney, Champorcher, Cogne, Gran san Bernardo, La Thuile, Valtournenche, Val d’Ayas, Val Veny, Rhemes, Valsavarenche, Val Ferret e Valpelline. In queste aree, è possibile passeggiare in solitaria o con escursioni organizzate, andare in bicicletta o in moto (esistono dei percorsi appositi) e, chiaramente, fare trekking immersi nei colori e nei profumi della natura che li circonda.

Vallone di Chavannes – La Thuile – Ph. Henry Truchet
A contrastare il verde vivace dei prati e quello intenso dei boschi rigogliosi, spicca l’azzurro cristallino dei numerosi laghetti, scorci di rara bellezza. Con una superficie di oltre 20 ettari, il Lago Verney, di origine glaciale, è uno dei maggiori per estensione. Vi sono, poi, il Blanchard detto anche Lago Blu, il bellissimo Lago di Lolair e il Gran Lago.
Abitata originariamente dall’antico popolo celtico dei Salassi, la regione venne conquistata dai Romani nel 25 a.C. Essi fondarono numerose città, fra cui Augusta Prætoria Salassorum, oggi Aosta. La dominazione romana durò per ben 5 secoli, lasciando innumerevoli vestigia architettoniche tra cui l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria, il foro circondato dalla galleria del criptoportico, le mura, il teatro, le torri, oltre a strade, ponti e ville.

Resti di Aosta romana in Valle d’Aosta
Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la regione passò sotto il dominio degli Ostrogoti guidati da re Teodorico. Successivamente, fu conquistata dal re longobardo Alboino il quale la annesse al suo regno nel 568 d.C. Nel 774, Carlo Magno sconfisse i longobardi e ne conquistò le terre. Nel 972, venne ceduta al regno di Borgogna fino al 1032, sviluppando dialetti e tradizioni di stampo francoprovenzale. In quell’anno, passò sotto il controllo di Umberto I Biancamano di Savoia che la trasformò in un ducato sabaudo guidato da un podestà.
Nel 1536, la Francia conquistò i territori sabaudi. Tuttavia, grazie all’istituzione del Conseil des Commis, la Valle d’Aosta riuscì a stipulare un trattato di neutralità con il re Francesco I (1537). In seguito, la popolazione venne scossa da violenti moti di ribellione verso il Casato dei Savoia, reo di aver soppresso il Conseil des Commis. Durante la Rivoluzione francese, la regione venne invasa e annessa alla Francia che la inserì nel dipartimento della Dora, poi, trasformato nella regione francese di Au delà des Alpes.
Restituita al ducato di Savoia nel 1814, entrò a far parte del Regno di Sardegna e, dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, dello Stato Italiano. Mantenne, tuttavia, una forte individualità che seppe e sa ancora esprimere a livello linguistico e culturale. Più tardi, i tentativi di epoca fascista di sopprimere lingua e cultura francesi a favore di quelle italiane, portarono alla creazione di un gruppo segreto denominato Ligue valdôtaine che diede vita a una vera e propria resistenza valdostana.
Durante la Seconda guerra mondiale, il generale Charles de Gaulle cercò di riportare la regione sotto il controllo francese, ma venne bloccato dall’intervento del presidente statunitense Harry Truman. Nel 1946, la Valle d’Aosta venne finalmente dichiarata circoscrizione autonoma e, due anni dopo, ottenne anche la concessione dello Statuto Speciale.
Ogni anno, numerosi turisti provenienti da tutto il mondo vengono attratti dalle bellezze naturalistiche della regione e provare avventurose scalate e sport di ogni tipo. Tuttavia, la Valle d’Aosta vanta anche imperdibili castelli di grande rilevanza storica. Qui, i primi manieri vennero realizzati prima del 1100. Spesso edificati su fortificazioni già esistenti, essi avevano scopo difensivo o militare in quanto la regione rappresentava una terra di passaggio per Francia e Svizzera.
I castelli erano costituiti fondamentalmente da un massiccio torrione (donjon) circondato da mura come Châtel-Argent e il castello di Graines. Successivamente, cominciarono ad ampliarsi, inglobando elementi residenziali per prendere man mano la forma di palazzi nobiliari come quelli di Issogne e di Ussel. Molti di questi manieri sono aperti al pubblico e, in alcuni, è possibile anche soggiornare e vivere un’esperienza unica immersi nella storia.

Forte di Bard in Valle d’Aosta

Castello di Sarre – Ph. Henry Truchet
La Valle d’Aosta è ricchissima di edifici di culto, campanili, chiese e cappelle, i cui primi resti sono riconducibili all’XI secolo. La regione ospita anche un tratto della famosa Via Francigena che viene percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini.
L’architettura delle costruzioni, gli affreschi e gli oggetti che adornano gli interni, costituiscono un vero e proprio patrimonio artistico e culturale. Pregevoli sono la cattedrale e la collegiata di Sant’Orso ad Aosta, la chiesa di Sant’Ilario a Gignod, con i suoi dipinti quattrocenteschi, la cappella di Moron, la cappella romanica della Madeleine a Gressan, Saint-Solutor e la sua facciata affrescata.
Accanto alle chiese, a testimonianza di un profondo senso religioso, vi sono anche piccoli eremi e santuari destinati a una preghiera più intima e raccolta. Infine, vale la pena menzionare anche:
La Valle d’Aosta è suddivisa in 74 comuni. Aosta è il più popolato e rappresenta l’unica città, propriamente detta, della regione.
Definita “piccola Roma delle Alpi”, Aosta custodisce numerose vestigia della dominazione romana: l’Arco di Augusto edificato intorno al 25 a.C., il Ponte romano, il Teatro (alto 22 metri), il misterioso Criptoportico Forense la cui funzione non è ancora stata scoperta, la Porta Pretoria, l’imponente cinta muraria, le venti torri e molto altro ancora.

Aosta, Teatro romano
Ovunque cada lo sguardo, ad Aosta si coglie la bellezza. Inoltre, mercatini, negozi e locali tipici, guidano i turisti nel percorso dei sapori locali circondati da un panorama ineguagliabile: gustare squisite pietanze guardando le montagne e respirando aria pulita non ha prezzo.
Consiglio: da non perdere la Fiera dell’artigianato di Sant’Orso che si svolge annualmente il 30 e il 31 gennaio.
Per gli amanti del relax, del benessere e delle cure termali, è impossibile non fare tappa alle Terme di Pré-Saint-Didier o di Saint-Vincent dove ha sede anche il famoso Casinò. Dopo essersi rigenerati, vale la pena passeggiare per la zona e lasciarsi catturare dalla bellezza dei paesaggi delle località circostanti come Gressoney-La-Trinité, La Salle, Courmayeur, Cervinia, Cogne, La Thuile, Morgex, Bard, Etroubles e Valtournenche, solo per citarne alcune.
La cucina valdostana è ricca e gustosa, grazie all’utilizzo di prodotti tipici come:

Fontina Dop valdostana
tutti caratterizzati dalla “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).
Sulla tavola, trovano posto altre prelibatezze come il pane nero, il miele, le grappe, il famoso génépy (un liquore digestivo profumatissimo), castagne, pere, noci, mele e salumi tipici: i boudin, le saouseusse, la motzetta e il teuteun. Degni di menzione sono i pregiatissimi vini locali come Blanc de Morgex et de La Salle, Nus Rouge, Chambave Rouge Arnad-Montjovet, Enfer d’Arvier e Torrette.
Consiglio: obbligatorio provare due piatti tipici a base di fontina tra cui polenta concia (condita con burro tagliato a pezzetti) e la fonduta (fontina fusa accompagnata da dadini di pane). Da non perdere, inoltre, le costolette ripiene alla valdostana (farcite con prosciutto e fontina), la seupa à la vapelenentse (pane bianco raffermo, burro e brodo di carne e verza) il Civet di camoscio (una sorta di spezzatino insaporito con verdure e spezie) e le tegole dolci (biscotti a forma di cialda a base di mandorle, nocciole, uova, burro e farina).
Ecco alcuni primati di cui vanta La valle d’Aosta:
Inoltre, qui vengono praticati alcuni sport tipici e unici nel loro genere: il fiolet, la rebatta, il
Con i suoi 3.263 km², la Valle d’Aosta rappresenta la più piccola regione d’Italia e, con meno di 123.000 abitanti, è anche la meno popolata. Con la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, condivide lo status di regione italiana a Statuto Speciale.

Grand Jorasses – Ph. Henry Truchet
Come tale, gode di una particolare autonomia di cui gli stessi valdostani vanno molto fieri. Altra caratteristica della regione è il suo bilinguismo. Oltre all’italiano, la Valle d’Aosta vanta anche il francese come lingua ufficiale (Editto di Rivoli, 1561). È, infatti, riconosciuta ufficialmente sia col suo nome italiano Regione Autonoma Valle d’Aosta, sia con quello francese Région Autonome Vallée d’Aoste. In più, oltre al francese, gli abitanti della regione parlano anche il dialetto patois valdostano di matrice franco-provenzale.
ll territorio della Valle d’Aosta è completamente immerso nelle magnifiche Alpi. Il suo patrimonio naturale è immenso e inestimabile; viene tutelato e preservato con grande rigore dal marchio “VIVA Valle d’Aosta unica per natura“, progetto di Sistema Natura Regionale che incentiva la fruizione delle aree tutelate in base a principi ecosostenibili. La regione è incastonata fra le 4 vette più alte d’Italia: il Monte Bianco, che con i suoi circa 4.810 m è anche il più alto d’Europa, il Monte Rosa (4.634 m), il Cervino (4.478 m) e il Gran Paradiso (4.061 m).

Monte Bianco – Ph. Henry Truchet
Com’è facile intuire, essa presenta un territorio prettamente montuoso, ma è anche intervallato da vallate, laghetti e borghi che sembrano usciti da una cartolina. Il fiume principale della regione è la Dora Baltea, affluente del Po che, a sua volta, si suddivide in varie diramazioni che vanno ad irrorare le aree circostanti. Per quanto riguarda il clima, esso varia a seconda della zona: si possono raggiungere i -30°C oltre i 2.000 m o i 30°C durante la stagione estiva scendendo più a bassa quota.
Con i suoi 4.807 metri, il Monte Bianco (o Mont Blanc) è la vetta più alta delle Alpi e d’Europa. Infatti, è conosciuto anche come tetto d’Europa. I primi a raggiungerne la cima furono Michel Gabriel Paccard (medico e alpinista savoiardo) e Jacques Balmat (un cercatore di cristalli che, successivamente, perse la vita proprio in montagna) l’8 agosto 1786. Ancora oggi, questa montagna rappresenta una sfida in cui si cimentano scalatori provenienti da tutto il mondo.
Per i meno avventurosi, è possibile raggiungere la terrazza circolare di Punta Helbronner dove vi è l’Osservatorio 360° a quota 3.466 metri. La funivia Skyway, che da Courmayeur giunge fin lassù, è un vero e proprio prodigio tecnologico inaugurato nel 2015 e perfettamente inserito nel contesto naturale. Qui, troverete ad accogliervi la libreria più alta d’Europa (La Feltrinelli), la sala dei cristalli con la sua esposizione di pietre, alcuni spazi da cui godere di un panorama eccezionale e il famoso cafè Kartell Bistrot Panoramic, realizzato in materiale trasparente ed ecosostenibile. Inoltre, si possono gustare cibi squisiti osservando i cosiddetti “giganti delle Alpi”.
Il gruppo del Monte Rosa (o Mont Rose) è caratterizzato dalla presenza di oltre 30 cime che superano i 4.000 metri. Esso rappresenta il massiccio più lungo delle Alpi, secondo in altezza solo al Monte Bianco. La cima più alta è Punta Dufour (4.634 metri), così denominata in omaggio al cartografo svizzero Guillaume-Henri Dufour. Punta Gnifetti ospita la Capanna Regina Margherita che, con i suoi 4.554 metri, conquista il titolo di rifugio più alto d’Europa.
Il Monte Cervino (4.478 m) si caratterizza per la peculiare forma piramidale. Esso domina la bellissima Valtournenche. La vetta venne raggiunta per la prima volta nel luglio 1865 da Edward Whymper il quale scalò il versante svizzero e, purtroppo, perse alcuni dei suoi compagni di cordata in discesa. Dopo pochi giorni, dal versante italiano, sopraggiunse il gruppo di alpinisti italiani capeggiato da Jean-Antoine Carrel.

Monte Cervino – Ph. Henry Truchet
Consiglio per gli amanti dello sci: con una comoda funivia, si giunge a Plateau Rosa. Sulle sue piste è possibile sciare anche in estate!
Il Gran Paradiso o Grand Paradis (4.061 m) costituisce l’unica vetta totalmente italiana fra “i Giganti”. È caratterizzata dalla presenza di scenografici ghiacciai che si snodano lungo le sue pareti impervie: il Ghiacciaio del Gran Paradiso, il Ghiacciaio del Laveciau e il Ghiacciaio della Tribolazione. Tutta l’area costituisce il Parco nazionale del Gran Paradiso.
Il Parco nazionale del Gran Paradiso copre una superficie di oltre 70.000 ettari e un dislivello che va dagli 800 metri ai 4.061 dell’omonima vetta. Nato come riserva di caccia per volontà del re Vittorio Emanuele II di Savoia di tutelare la popolazione di stambecchi a rischio estinzione, fu ceduto allo Stato e divenne Parco Nazionale nel 1922. Oggi ospita numerosissime altre specie di animali montani, tra cui marmotte, camosci, aquile e linci. Gli amanti del verde, poi, si innamoreranno del giardino botanico alpino Paradisia realizzato in località Valnontey a 1.700 metri di altezza.
Il Parco Mont Avic, istituito nel 1989, vanta un inestimabile patrimonio naturalistico e faunistico. Dichiarato area protetta, è oggi tutelato da Natura 2000, una rete di siti di interesse comunitario creata dall’Unione Europea per la conservazione degli habitat e delle relative specie animali e vegetali.
La bellezza della Valle d’Aosta si esprime anche nella ricchezza delle sue incantevoli valli. Fra tutte, segnaliamo: Gressoney, Champorcher, Cogne, Gran san Bernardo, La Thuile, Valtournenche, Val d’Ayas, Val Veny, Rhemes, Valsavarenche, Val Ferret e Valpelline. In queste aree, è possibile passeggiare in solitaria o con escursioni organizzate, andare in bicicletta o in moto (esistono dei percorsi appositi) e, chiaramente, fare trekking immersi nei colori e nei profumi della natura che li circonda.

Vallone di Chavannes – La Thuile – Ph. Henry Truchet
A contrastare il verde vivace dei prati e quello intenso dei boschi rigogliosi, spicca l’azzurro cristallino dei numerosi laghetti, scorci di rara bellezza. Con una superficie di oltre 20 ettari, il Lago Verney, di origine glaciale, è uno dei maggiori per estensione. Vi sono, poi, il Blanchard detto anche Lago Blu, il bellissimo Lago di Lolair e il Gran Lago.
Abitata originariamente dall’antico popolo celtico dei Salassi, la regione venne conquistata dai Romani nel 25 a.C. Essi fondarono numerose città, fra cui Augusta Prætoria Salassorum, oggi Aosta. La dominazione romana durò per ben 5 secoli, lasciando innumerevoli vestigia architettoniche tra cui l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria, il foro circondato dalla galleria del criptoportico, le mura, il teatro, le torri, oltre a strade, ponti e ville.

Resti di Aosta romana in Valle d’Aosta
Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la regione passò sotto il dominio degli Ostrogoti guidati da re Teodorico. Successivamente, fu conquistata dal re longobardo Alboino il quale la annesse al suo regno nel 568 d.C. Nel 774, Carlo Magno sconfisse i longobardi e ne conquistò le terre. Nel 972, venne ceduta al regno di Borgogna fino al 1032, sviluppando dialetti e tradizioni di stampo francoprovenzale. In quell’anno, passò sotto il controllo di Umberto I Biancamano di Savoia che la trasformò in un ducato sabaudo guidato da un podestà.
Nel 1536, la Francia conquistò i territori sabaudi. Tuttavia, grazie all’istituzione del Conseil des Commis, la Valle d’Aosta riuscì a stipulare un trattato di neutralità con il re Francesco I (1537). In seguito, la popolazione venne scossa da violenti moti di ribellione verso il Casato dei Savoia, reo di aver soppresso il Conseil des Commis. Durante la Rivoluzione francese, la regione venne invasa e annessa alla Francia che la inserì nel dipartimento della Dora, poi, trasformato nella regione francese di Au delà des Alpes.
Restituita al ducato di Savoia nel 1814, entrò a far parte del Regno di Sardegna e, dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, dello Stato Italiano. Mantenne, tuttavia, una forte individualità che seppe e sa ancora esprimere a livello linguistico e culturale. Più tardi, i tentativi di epoca fascista di sopprimere lingua e cultura francesi a favore di quelle italiane, portarono alla creazione di un gruppo segreto denominato Ligue valdôtaine che diede vita a una vera e propria resistenza valdostana.
Durante la Seconda guerra mondiale, il generale Charles de Gaulle cercò di riportare la regione sotto il controllo francese, ma venne bloccato dall’intervento del presidente statunitense Harry Truman. Nel 1946, la Valle d’Aosta venne finalmente dichiarata circoscrizione autonoma e, due anni dopo, ottenne anche la concessione dello Statuto Speciale.
Ogni anno, numerosi turisti provenienti da tutto il mondo vengono attratti dalle bellezze naturalistiche della regione e provare avventurose scalate e sport di ogni tipo. Tuttavia, la Valle d’Aosta vanta anche imperdibili castelli di grande rilevanza storica. Qui, i primi manieri vennero realizzati prima del 1100. Spesso edificati su fortificazioni già esistenti, essi avevano scopo difensivo o militare in quanto la regione rappresentava una terra di passaggio per Francia e Svizzera.
I castelli erano costituiti fondamentalmente da un massiccio torrione (donjon) circondato da mura come Châtel-Argent e il castello di Graines. Successivamente, cominciarono ad ampliarsi, inglobando elementi residenziali per prendere man mano la forma di palazzi nobiliari come quelli di Issogne e di Ussel. Molti di questi manieri sono aperti al pubblico e, in alcuni, è possibile anche soggiornare e vivere un’esperienza unica immersi nella storia.

Forte di Bard in Valle d’Aosta

Castello di Sarre – Ph. Henry Truchet
La Valle d’Aosta è ricchissima di edifici di culto, campanili, chiese e cappelle, i cui primi resti sono riconducibili all’XI secolo. La regione ospita anche un tratto della famosa Via Francigena che viene percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini.
L’architettura delle costruzioni, gli affreschi e gli oggetti che adornano gli interni, costituiscono un vero e proprio patrimonio artistico e culturale. Pregevoli sono la cattedrale e la collegiata di Sant’Orso ad Aosta, la chiesa di Sant’Ilario a Gignod, con i suoi dipinti quattrocenteschi, la cappella di Moron, la cappella romanica della Madeleine a Gressan, Saint-Solutor e la sua facciata affrescata.
Accanto alle chiese, a testimonianza di un profondo senso religioso, vi sono anche piccoli eremi e santuari destinati a una preghiera più intima e raccolta. Infine, vale la pena menzionare anche:
La Valle d’Aosta è suddivisa in 74 comuni. Aosta è il più popolato e rappresenta l’unica città, propriamente detta, della regione.
Definita “piccola Roma delle Alpi”, Aosta custodisce numerose vestigia della dominazione romana: l’Arco di Augusto edificato intorno al 25 a.C., il Ponte romano, il Teatro (alto 22 metri), il misterioso Criptoportico Forense la cui funzione non è ancora stata scoperta, la Porta Pretoria, l’imponente cinta muraria, le venti torri e molto altro ancora.

Aosta, Teatro romano
Ovunque cada lo sguardo, ad Aosta si coglie la bellezza. Inoltre, mercatini, negozi e locali tipici, guidano i turisti nel percorso dei sapori locali circondati da un panorama ineguagliabile: gustare squisite pietanze guardando le montagne e respirando aria pulita non ha prezzo.
Consiglio: da non perdere la Fiera dell’artigianato di Sant’Orso che si svolge annualmente il 30 e il 31 gennaio.
Per gli amanti del relax, del benessere e delle cure termali, è impossibile non fare tappa alle Terme di Pré-Saint-Didier o di Saint-Vincent dove ha sede anche il famoso Casinò. Dopo essersi rigenerati, vale la pena passeggiare per la zona e lasciarsi catturare dalla bellezza dei paesaggi delle località circostanti come Gressoney-La-Trinité, La Salle, Courmayeur, Cervinia, Cogne, La Thuile, Morgex, Bard, Etroubles e Valtournenche, solo per citarne alcune.
La cucina valdostana è ricca e gustosa, grazie all’utilizzo di prodotti tipici come:

Fontina Dop valdostana
tutti caratterizzati dalla “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).
Sulla tavola, trovano posto altre prelibatezze come il pane nero, il miele, le grappe, il famoso génépy (un liquore digestivo profumatissimo), castagne, pere, noci, mele e salumi tipici: i boudin, le saouseusse, la motzetta e il teuteun. Degni di menzione sono i pregiatissimi vini locali come Blanc de Morgex et de La Salle, Nus Rouge, Chambave Rouge Arnad-Montjovet, Enfer d’Arvier e Torrette.
Consiglio: obbligatorio provare due piatti tipici a base di fontina tra cui polenta concia (condita con burro tagliato a pezzetti) e la fonduta (fontina fusa accompagnata da dadini di pane). Da non perdere, inoltre, le costolette ripiene alla valdostana (farcite con prosciutto e fontina), la seupa à la vapelenentse (pane bianco raffermo, burro e brodo di carne e verza) il Civet di camoscio (una sorta di spezzatino insaporito con verdure e spezie) e le tegole dolci (biscotti a forma di cialda a base di mandorle, nocciole, uova, burro e farina).
Ecco alcuni primati di cui vanta La valle d’Aosta:
Inoltre, qui vengono praticati alcuni sport tipici e unici nel loro genere: il fiolet, la rebatta, il palet e lo tsan. Infine, un’ultima particolarità: la denominazione del Monte Rosa non deriva dalla colorazione delle nevi all’alba e al tramonto, ma dal termine valdostano rouése che significa ghiacciaio.
In aereo
L’unico aeroporto della regione è il Corrado Gex a Saint-Christophe che si trova a pochi chilometri da Aosta.
In auto
Da Torino: l’autostrada A5; da Milano: con l’A4.
Dalla Francia e dalla Svizzera attraverso i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo o, tra giugno e ottobre grazie ai valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo
In treno
La stazione ferroviaria di Aosta è collegata direttamente con Torino Porta Nuova e Porta Susa. Giungendo da Milano è, invece, necessario cambiare a Chivasso e alcune fermate intermedie prevedono dei collegamenti tramite autobus con le località vicine.
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