Logo GotoItaly

Laura Corigliano

  • 2 anni fa
  • Lettura in

22 min

La Valle d’Aosta, regione monoprovinciale che prende il nome dal suo capoluogo Aosta, è una perla montana posizionata nella parte nord-ovest dell’Italia, a un passo dalla Svizzera e dalla Francia, con cui confina rispettivamente a nord e a ovest, mentre a sud e a est si affaccia sul territorio italiano del Piemonte.

Indice dei contenuti

Con i suoi 3.263 km², la Valle d’Aosta rappresenta la più piccola regione d’Italia e, con meno di 123.000 abitanti, è anche la meno popolata. Con la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, condivide lo status di regione italiana a Statuto Speciale.

Grand Jorasses in Valle d'Aosta

Grand Jorasses – Ph. Henry Truchet

Come tale, gode di una particolare autonomia di cui gli stessi valdostani vanno molto fieri. Altra caratteristica della regione è il suo bilinguismo. Oltre all’italiano, la Valle d’Aosta vanta anche il francese come lingua ufficiale (Editto di Rivoli, 1561). È, infatti, riconosciuta ufficialmente sia col suo nome italiano Regione Autonoma Valle d’Aosta, sia con quello francese Région Autonome Vallée d’Aoste. In più, oltre al francese, gli abitanti della regione parlano anche il dialetto patois valdostano di matrice franco-provenzale.

Il territorio

ll territorio della Valle d’Aosta è completamente immerso nelle magnifiche Alpi. Il suo patrimonio naturale è immenso e inestimabile; viene tutelato e preservato con grande rigore dal marchio “VIVA Valle d’Aosta unica per natura“, progetto di Sistema Natura Regionale che incentiva la fruizione delle aree tutelate in base a principi ecosostenibili. La regione è incastonata fra le 4 vette più alte d’Italia: il Monte Bianco, che con i suoi circa 4.810 m è anche il più alto d’Europa, il Monte Rosa (4.634 m), il Cervino (4.478 m) e il Gran Paradiso (4.061 m).

Cime innevate del Monte Bianco

Monte Bianco – Ph. Henry Truchet

Com’è facile intuire, essa presenta un territorio prettamente montuoso, ma è anche intervallato da vallate, laghetti e borghi che sembrano usciti da una cartolina. Il fiume principale della regione è la Dora Baltea, affluente del Po che, a sua volta, si suddivide in varie diramazioni che vanno ad irrorare le aree circostanti.  Per quanto riguarda il clima, esso varia a seconda della zona: si possono raggiungere i -30°C oltre i 2.000 m o i 30°C durante la stagione estiva scendendo più a bassa quota.

Le cime

Con i suoi 4.807 metri, il Monte Bianco (o Mont Blanc) è la vetta più alta delle Alpi e d’Europa. Infatti, è conosciuto anche come tetto d’Europa. I primi a raggiungerne la cima furono Michel Gabriel Paccard (medico e alpinista savoiardo) e Jacques Balmat (un cercatore di cristalli che, successivamente, perse la vita proprio in montagna) l’8 agosto 1786. Ancora oggi, questa montagna rappresenta una sfida in cui si cimentano scalatori provenienti da tutto il mondo.

Per i meno avventurosi, è possibile raggiungere la terrazza circolare di Punta Helbronner dove vi è l’Osservatorio 360° a quota 3.466 metri. La funivia Skyway, che da Courmayeur giunge fin lassù, è un vero e proprio prodigio tecnologico inaugurato nel 2015 e perfettamente inserito nel contesto naturale. Qui, troverete ad accogliervi la libreria più alta d’Europa (La Feltrinelli), la sala dei cristalli con la sua esposizione di pietre, alcuni spazi da cui godere di un panorama eccezionale e il famoso cafè Kartell Bistrot Panoramic, realizzato in materiale trasparente ed ecosostenibile. Inoltre, si possono gustare cibi squisiti osservando i cosiddetti “giganti delle Alpi”.

Il gruppo del Monte Rosa (o Mont Rose) è caratterizzato dalla presenza di oltre 30 cime che superano i 4.000 metri. Esso rappresenta il massiccio più lungo delle Alpi, secondo in altezza solo al Monte Bianco. La cima più alta è Punta Dufour (4.634 metri), così denominata in omaggio al cartografo svizzero Guillaume-Henri Dufour. Punta Gnifetti ospita la Capanna Regina Margherita che, con i suoi 4.554 metri, conquista il titolo di rifugio più alto d’Europa.

Il Monte Cervino (4.478 m) si caratterizza per la peculiare forma piramidale. Esso domina la bellissima Valtournenche. La vetta venne raggiunta per la prima volta nel luglio 1865 da Edward Whymper il quale scalò il versante svizzero e, purtroppo, perse alcuni dei suoi compagni di cordata in discesa. Dopo pochi giorni, dal versante italiano, sopraggiunse il gruppo di alpinisti italiani capeggiato da Jean-Antoine Carrel.

Cime innevate del Monte Cervino

Monte Cervino – Ph. Henry Truchet

Consiglio per gli amanti dello sci: con una comoda funivia, si giunge a Plateau Rosa. Sulle sue piste è possibile sciare anche in estate!

Il Gran Paradiso o Grand Paradis (4.061 m) costituisce l’unica vetta totalmente italiana fra “i Giganti”. È caratterizzata dalla presenza di scenografici ghiacciai che si snodano lungo le sue pareti impervie: il Ghiacciaio del Gran Paradiso, il Ghiacciaio del Laveciau e il Ghiacciaio della Tribolazione. Tutta l’area costituisce il Parco nazionale del Gran Paradiso.

I Parchi

Il Parco nazionale del Gran Paradiso copre una superficie di oltre 70.000 ettari e un dislivello che va dagli 800 metri ai 4.061 dell’omonima vetta. Nato come riserva di caccia per volontà del re Vittorio Emanuele II di Savoia di tutelare la popolazione di stambecchi a rischio estinzione, fu ceduto allo Stato e divenne Parco Nazionale nel 1922. Oggi ospita numerosissime altre specie di animali montani, tra cui marmotte, camosci, aquile e linci. Gli amanti del verde, poi, si innamoreranno del giardino botanico alpino Paradisia realizzato in località Valnontey a 1.700 metri di altezza.

Il Parco Mont Avic, istituito nel 1989, vanta un inestimabile patrimonio naturalistico e faunistico. Dichiarato area protetta, è oggi tutelato da Natura 2000, una rete di siti di interesse comunitario creata dall’Unione Europea per la conservazione degli habitat e delle relative specie animali e vegetali.

Laghi e Valli

La bellezza della Valle d’Aosta si esprime anche nella ricchezza delle sue incantevoli valli. Fra tutte, segnaliamo: Gressoney, Champorcher, Cogne, Gran san Bernardo, La Thuile, Valtournenche, Val d’Ayas, Val Veny, Rhemes, Valsavarenche, Val Ferret e Valpelline. In queste aree, è possibile passeggiare in solitaria o con escursioni organizzate, andare in bicicletta o in moto (esistono dei percorsi appositi) e, chiaramente, fare trekking immersi nei colori e nei profumi della natura che li circonda.

Vallone di Chavannes

Vallone di Chavannes – La Thuile – Ph. Henry Truchet

A contrastare il verde vivace dei prati e quello intenso dei boschi rigogliosi, spicca l’azzurro cristallino dei numerosi laghetti, scorci di rara bellezza. Con una superficie di oltre 20 ettari, il Lago Verney, di origine glaciale, è uno dei maggiori per estensione. Vi sono, poi, il Blanchard detto anche Lago Blu, il bellissimo Lago di Lolair e il Gran Lago.

Un po’ di Storia

Dalle origini ai Savoia

Abitata originariamente dall’antico popolo celtico dei Salassi, la regione venne conquistata dai Romani nel 25 a.C. Essi fondarono numerose città, fra cui Augusta Prætoria Salassorum, oggi Aosta. La dominazione romana durò per ben 5 secoli, lasciando innumerevoli vestigia architettoniche tra cui l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria, il foro circondato dalla galleria del criptoportico, le mura, il teatro, le torri, oltre a strade, ponti e ville.

Resti di Aosta romana in Valle d'Aosta

Resti di Aosta romana in Valle d’Aosta

Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la regione passò sotto il dominio degli Ostrogoti guidati da re Teodorico. Successivamente, fu conquistata dal re longobardo Alboino il quale la annesse al suo regno nel 568 d.C. Nel 774, Carlo Magno sconfisse i longobardi e ne conquistò le terre. Nel 972, venne ceduta al regno di Borgogna fino al 1032, sviluppando dialetti e tradizioni di stampo francoprovenzale. In quell’anno, passò sotto il controllo di Umberto I Biancamano di Savoia che la trasformò in un ducato sabaudo guidato da un podestà.

Dal Medioevo all’Unità d’Italia

Nel 1536, la Francia conquistò i territori sabaudi. Tuttavia, grazie all’istituzione del Conseil des Commis, la Valle d’Aosta riuscì a stipulare un trattato di neutralità con il re Francesco I (1537). In seguito, la popolazione venne scossa da violenti moti di ribellione verso il Casato dei Savoia, reo di aver soppresso il Conseil des Commis. Durante la Rivoluzione francese, la regione venne invasa e annessa alla Francia che la inserì nel dipartimento della Dora, poi, trasformato nella regione francese di Au delà des Alpes.

Restituita al ducato di Savoia nel 1814, entrò a far parte del Regno di Sardegna e, dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, dello Stato Italiano. Mantenne, tuttavia, una forte individualità che seppe e sa ancora esprimere a livello linguistico e culturale. Più tardi, i tentativi di epoca fascista di sopprimere lingua e cultura francesi a favore di quelle italiane, portarono alla creazione di un gruppo segreto denominato Ligue valdôtaine che diede vita a una vera e propria resistenza valdostana.

Durante la Seconda guerra mondiale, il generale Charles de Gaulle cercò di riportare la regione sotto il controllo francese, ma venne bloccato dall’intervento del presidente statunitense Harry Truman. Nel 1946, la Valle d’Aosta venne finalmente dichiarata circoscrizione autonoma e, due anni dopo, ottenne anche la concessione dello Statuto Speciale.

Patrimonio artistico e culturale

I Castelli 

Ogni anno, numerosi turisti provenienti da tutto il mondo vengono attratti dalle bellezze naturalistiche della regione e provare avventurose scalate e sport di ogni tipo. Tuttavia, la Valle d’Aosta vanta anche imperdibili castelli di grande rilevanza storica. Qui, i primi manieri vennero realizzati prima del 1100. Spesso edificati su fortificazioni già esistenti, essi avevano scopo difensivo o militare in quanto la regione rappresentava una terra di passaggio per Francia e Svizzera.

I castelli erano costituiti fondamentalmente da un massiccio torrione (donjon) circondato da mura come Châtel-Argent e il castello di Graines. Successivamente, cominciarono ad ampliarsi, inglobando elementi residenziali per prendere man mano la forma di palazzi nobiliari come quelli di Issogne e di Ussel. Molti di questi manieri sono aperti al pubblico e, in alcuni, è possibile anche soggiornare e vivere un’esperienza unica immersi nella storia.

Alcuni Castelli della Valle d’Aosta

  • Il Castello di Savoia si trova a Gressoney ed è stato realizzatosu richiesta della Regina Margherita di Savoia che qui trascorse le vacanze fino al 1925. La sua costruzione iniziò nel 1899 e terminò nel 1904. In tipico stile medievale, il maniero è caratterizzato da una pianta rettangolare arricchita da 5 torri. All’interno, si possono apprezzare dipinti, soffitti a cassettoni e arredi in perfetto stato di conservazione.
  • Il Forte di Bard. Questa fortificazione possente è una delle strutture militari più importanti e imponenti della Valle d’Aosta. Strutturata su 3 livelli, ospita al suo interno il Museo delle Alpi, le Prigioni e un enorme cortile circondato da portici dove oggi vengono allestite mostre ed eventi culturali di vario genere.
Forte di Bard in Valle d'Aosta

Forte di Bard in Valle d’Aosta

  • Il Castello di Issogne, inizialmente di proprietà vescovile, passò poi alla famiglia Challant. Il suo momento di massimo splendore fu nel 1510, quando Giorgio di Challant lo rese una dimora affascinante per sua cugina Margherita de La Chambre. Dopo aver vissuto un periodo di buio, venne acquistato dal pittore torinese Vittorio Avondo che lo restaurò e lo cedette allo Stato.
  • Il Castello di Verrès si trova in posizione dominante sulla valle. La massiccia struttura difensiva fu di proprietà della famiglia De Verretio, prima, e dei Challant, poi. Qui, ogni anno si tiene il Carnevale Storico che rievoca le vicende della contessa Caterina di Challant.
  • Il Castello di Ussel rappresenta il primo esempio di castello monoblocco della regione. Utilizzato come prigione e successivamente abbandonato, venne donato alla Regione che lo riportò al suo antico splendore.
  • Il Castello Gamba, costruito all’inizio del ‘900 per volere di Charles Maurice Gamba, oggi è proprietà della Regione e ospita un’importante collezione d’arte moderna e contemporanea.
  • Il Castello di Cly è uno dei più antichi della Valle d’Aosta ed è un perfetto esempio di “castello primitivo”. È, infatti, costituito dall’imponente donjon e dalla cappella di San Maurizio, racchiusi nella cinta muraria.
  • Il Castello di Fénis, di proprietà della famiglia Challant, rappresenta la perfetta fusione fra elementi difensivi e militari e tocchi di estrema eleganza aristocratica.
  • Il Castello di Sarre venne acquistato nel 1869 da re Vittorio Emanuele II che lo utilizzò come residenza per poter praticare la caccia, uso a cui lo destinò anche il figlio Umberto I. Attualmente, è di proprietà della Regione.
Castello di Sarre in Valle d'Aosta

Castello di Sarre – Ph. Henry Truchet

  • Il Castello Sarriod de la Tour venne costruito nel 1420 da Jean Sarriod su un donjon già esistente. Ebbe funzioni di residenza e rappresentanza per la famiglia Sarriod de la Tour; passò, poi, alla famiglia genovese dei Bensa e, infine, alla Regione.
  • Il Castello di Aymavilles è una costruzione eccezionale: mostra sia elementi medievali sia barocchi, riflesso dei gusti e dei desideri dei diversi proprietari della famiglia Challant succedutisi nel tempo.
  • Il Castello di Introd, nato come “castello primitivo”, subì una radicale trasformazione quando divenne proprietà di Pierre Sarriod, intorno al 1260. Distrutto da due incendi devastanti, venne restaurato nel 1900.

I luoghi della spiritualità

La Valle d’Aosta è ricchissima di edifici di culto, campanili, chiese e cappelle, i cui primi resti sono riconducibili all’XI secolo. La regione ospita anche un tratto della famosa Via Francigena che viene percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini.

L’architettura delle costruzioni, gli affreschi e gli oggetti che adornano gli interni, costituiscono un vero e proprio patrimonio artistico e culturale. Pregevoli sono la cattedrale e la collegiata di Sant’Orso ad Aosta, la chiesa di Sant’Ilario a Gignod, con i suoi dipinti quattrocenteschi, la cappella di Moron, la cappella romanica della Madeleine a Gressan, Saint-Solutor e la sua facciata affrescata.

Accanto alle chiese, a testimonianza di un profondo senso religioso, vi sono anche piccoli eremi e santuari destinati a una preghiera più intima e raccolta. Infine, vale la pena menzionare anche: 

  • Notre-Dame-de-la-Guérison dove si sono registrate anche alcune guarigioni definite miracolose;
  • il Santuario di Plout, costruito nel 1600 da un muratore per grazia ricevuta dalla Madonna alla quale, infatti, è dedicato;
  • il Santuario di Machaby, che ospita una statua della Vergine, considerata un vero e proprio capolavoro barocco.

Le città valdostane

La Valle d’Aosta è suddivisa in 74 comuni. Aosta è il più popolato e rappresenta l’unica città, propriamente detta, della regione.

Aosta

Definita “piccola Roma delle Alpi”, Aosta custodisce numerose vestigia della dominazione romana: l’Arco di Augusto edificato intorno al 25 a.C., il Ponte romano, il Teatro (alto 22 metri), il misterioso Criptoportico Forense la cui funzione non è ancora stata scoperta, la Porta Pretoria, l’imponente cinta muraria, le venti torri e molto altro ancora.

Aosta, Teatro romano

Aosta, Teatro romano

Ovunque cada lo sguardo, ad Aosta si coglie la bellezza. Inoltre, mercatini, negozi e locali tipici, guidano i turisti nel percorso dei sapori locali circondati da un panorama ineguagliabile: gustare squisite pietanze guardando le montagne e respirando aria pulita non ha prezzo.

Consiglio: da non perdere la Fiera dell’artigianato di Sant’Orso che si svolge annualmente il 30 e il 31 gennaio.

Altre località della Valle d’Aosta

Per gli amanti del relax, del benessere e delle cure termali, è impossibile non fare tappa alle Terme di Pré-Saint-Didier o di Saint-Vincent dove ha sede anche il famoso Casinò. Dopo essersi rigenerati, vale la pena passeggiare per la zona e lasciarsi catturare dalla bellezza dei paesaggi delle località circostanti come Gressoney-La-Trinité, La Salle, Courmayeur, Cervinia, Cogne, La Thuile, Morgex, Bard, Etroubles e Valtournenche, solo per citarne alcune.

Specialità eno-gastronomiche

La cucina valdostana è ricca e gustosa, grazie all’utilizzo di prodotti tipici come:

  • il Jambon de Bosses (prosciutto crudo)
  • la Fontina (formaggio stagionato), il Valle d’Aosta Fromadzo (formaggio a pasta semidura)
Fontina Dop valdostana

Fontina Dop valdostana

  • il Lard d’Arnad (salume stagionato e speziato)

tutti caratterizzati dalla “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).

Sulla tavola, trovano posto altre prelibatezze come il pane nero, il miele, le grappe, il famoso génépy (un liquore digestivo profumatissimo), castagne, pere, noci, mele e salumi tipici: i boudin, le saouseusse, la motzetta e il teuteun. Degni di menzione sono i pregiatissimi vini locali come Blanc de Morgex et de La Salle, Nus Rouge, Chambave Rouge Arnad-Montjovet, Enfer d’Arvier e Torrette.

Consiglio: obbligatorio provare due piatti tipici a base di fontina tra cui polenta concia (condita con burro tagliato a pezzetti) e la fonduta (fontina fusa accompagnata da dadini di pane). Da non perdere, inoltre, le costolette ripiene alla valdostana (farcite con prosciutto e fontina), la seupa à la vapelenentse (pane bianco raffermo, burro e brodo di carne e verza) il Civet di camoscio (una sorta di spezzatino insaporito con verdure e spezie) e le tegole dolci (biscotti a forma di cialda a base di mandorle, nocciole, uova, burro e farina).

Alcune curiosità

Ecco alcuni primati di cui vanta La valle d’Aosta:

  • maggiore altitudine media (951 metri)
  • monte più alto d’Europa (Monte Bianco)
  • il Parco Nazionale più antico (Parco del Gran Paradiso)
  • Il giardino botanico più alto d’Europa (Saussurea a 2.175 m)

Inoltre, qui vengono praticati alcuni sport tipici e unici nel loro genere: il fiolet, la rebatta, il

Con i suoi 3.263 km², la Valle d’Aosta rappresenta la più piccola regione d’Italia e, con meno di 123.000 abitanti, è anche la meno popolata. Con la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia, condivide lo status di regione italiana a Statuto Speciale.

Grand Jorasses in Valle d'Aosta

Grand Jorasses – Ph. Henry Truchet

Come tale, gode di una particolare autonomia di cui gli stessi valdostani vanno molto fieri. Altra caratteristica della regione è il suo bilinguismo. Oltre all’italiano, la Valle d’Aosta vanta anche il francese come lingua ufficiale (Editto di Rivoli, 1561). È, infatti, riconosciuta ufficialmente sia col suo nome italiano Regione Autonoma Valle d’Aosta, sia con quello francese Région Autonome Vallée d’Aoste. In più, oltre al francese, gli abitanti della regione parlano anche il dialetto patois valdostano di matrice franco-provenzale.

Il territorio

ll territorio della Valle d’Aosta è completamente immerso nelle magnifiche Alpi. Il suo patrimonio naturale è immenso e inestimabile; viene tutelato e preservato con grande rigore dal marchio “VIVA Valle d’Aosta unica per natura“, progetto di Sistema Natura Regionale che incentiva la fruizione delle aree tutelate in base a principi ecosostenibili. La regione è incastonata fra le 4 vette più alte d’Italia: il Monte Bianco, che con i suoi circa 4.810 m è anche il più alto d’Europa, il Monte Rosa (4.634 m), il Cervino (4.478 m) e il Gran Paradiso (4.061 m).

Cime innevate del Monte Bianco

Monte Bianco – Ph. Henry Truchet

Com’è facile intuire, essa presenta un territorio prettamente montuoso, ma è anche intervallato da vallate, laghetti e borghi che sembrano usciti da una cartolina. Il fiume principale della regione è la Dora Baltea, affluente del Po che, a sua volta, si suddivide in varie diramazioni che vanno ad irrorare le aree circostanti.  Per quanto riguarda il clima, esso varia a seconda della zona: si possono raggiungere i -30°C oltre i 2.000 m o i 30°C durante la stagione estiva scendendo più a bassa quota.

Le cime

Con i suoi 4.807 metri, il Monte Bianco (o Mont Blanc) è la vetta più alta delle Alpi e d’Europa. Infatti, è conosciuto anche come tetto d’Europa. I primi a raggiungerne la cima furono Michel Gabriel Paccard (medico e alpinista savoiardo) e Jacques Balmat (un cercatore di cristalli che, successivamente, perse la vita proprio in montagna) l’8 agosto 1786. Ancora oggi, questa montagna rappresenta una sfida in cui si cimentano scalatori provenienti da tutto il mondo.

Per i meno avventurosi, è possibile raggiungere la terrazza circolare di Punta Helbronner dove vi è l’Osservatorio 360° a quota 3.466 metri. La funivia Skyway, che da Courmayeur giunge fin lassù, è un vero e proprio prodigio tecnologico inaugurato nel 2015 e perfettamente inserito nel contesto naturale. Qui, troverete ad accogliervi la libreria più alta d’Europa (La Feltrinelli), la sala dei cristalli con la sua esposizione di pietre, alcuni spazi da cui godere di un panorama eccezionale e il famoso cafè Kartell Bistrot Panoramic, realizzato in materiale trasparente ed ecosostenibile. Inoltre, si possono gustare cibi squisiti osservando i cosiddetti “giganti delle Alpi”.

Il gruppo del Monte Rosa (o Mont Rose) è caratterizzato dalla presenza di oltre 30 cime che superano i 4.000 metri. Esso rappresenta il massiccio più lungo delle Alpi, secondo in altezza solo al Monte Bianco. La cima più alta è Punta Dufour (4.634 metri), così denominata in omaggio al cartografo svizzero Guillaume-Henri Dufour. Punta Gnifetti ospita la Capanna Regina Margherita che, con i suoi 4.554 metri, conquista il titolo di rifugio più alto d’Europa.

Il Monte Cervino (4.478 m) si caratterizza per la peculiare forma piramidale. Esso domina la bellissima Valtournenche. La vetta venne raggiunta per la prima volta nel luglio 1865 da Edward Whymper il quale scalò il versante svizzero e, purtroppo, perse alcuni dei suoi compagni di cordata in discesa. Dopo pochi giorni, dal versante italiano, sopraggiunse il gruppo di alpinisti italiani capeggiato da Jean-Antoine Carrel.

Cime innevate del Monte Cervino

Monte Cervino – Ph. Henry Truchet

Consiglio per gli amanti dello sci: con una comoda funivia, si giunge a Plateau Rosa. Sulle sue piste è possibile sciare anche in estate!

Il Gran Paradiso o Grand Paradis (4.061 m) costituisce l’unica vetta totalmente italiana fra “i Giganti”. È caratterizzata dalla presenza di scenografici ghiacciai che si snodano lungo le sue pareti impervie: il Ghiacciaio del Gran Paradiso, il Ghiacciaio del Laveciau e il Ghiacciaio della Tribolazione. Tutta l’area costituisce il Parco nazionale del Gran Paradiso.

I Parchi 

Il Parco nazionale del Gran Paradiso copre una superficie di oltre 70.000 ettari e un dislivello che va dagli 800 metri ai 4.061 dell’omonima vetta. Nato come riserva di caccia per volontà del re Vittorio Emanuele II di Savoia di tutelare la popolazione di stambecchi a rischio estinzione, fu ceduto allo Stato e divenne Parco Nazionale nel 1922. Oggi ospita numerosissime altre specie di animali montani, tra cui marmotte, camosci, aquile e linci. Gli amanti del verde, poi, si innamoreranno del giardino botanico alpino Paradisia realizzato in località Valnontey a 1.700 metri di altezza.

Il Parco Mont Avic, istituito nel 1989, vanta un inestimabile patrimonio naturalistico e faunistico. Dichiarato area protetta, è oggi tutelato da Natura 2000, una rete di siti di interesse comunitario creata dall’Unione Europea per la conservazione degli habitat e delle relative specie animali e vegetali.

Laghi e Valli

La bellezza della Valle d’Aosta si esprime anche nella ricchezza delle sue incantevoli valli. Fra tutte, segnaliamo: Gressoney, Champorcher, Cogne, Gran san Bernardo, La Thuile, Valtournenche, Val d’Ayas, Val Veny, Rhemes, Valsavarenche, Val Ferret e Valpelline. In queste aree, è possibile passeggiare in solitaria o con escursioni organizzate, andare in bicicletta o in moto (esistono dei percorsi appositi) e, chiaramente, fare trekking immersi nei colori e nei profumi della natura che li circonda.

Vallone di Chavannes

Vallone di Chavannes – La Thuile – Ph. Henry Truchet

A contrastare il verde vivace dei prati e quello intenso dei boschi rigogliosi, spicca l’azzurro cristallino dei numerosi laghetti, scorci di rara bellezza. Con una superficie di oltre 20 ettari, il Lago Verney, di origine glaciale, è uno dei maggiori per estensione. Vi sono, poi, il Blanchard detto anche Lago Blu, il bellissimo Lago di Lolair e il Gran Lago.

Un po’ di Storia

Dalle origini ai Savoia

Abitata originariamente dall’antico popolo celtico dei Salassi, la regione venne conquistata dai Romani nel 25 a.C. Essi fondarono numerose città, fra cui Augusta Prætoria Salassorum, oggi Aosta. La dominazione romana durò per ben 5 secoli, lasciando innumerevoli vestigia architettoniche tra cui l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria, il foro circondato dalla galleria del criptoportico, le mura, il teatro, le torri, oltre a strade, ponti e ville.

Resti di Aosta romana in Valle d'Aosta

Resti di Aosta romana in Valle d’Aosta

Alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la regione passò sotto il dominio degli Ostrogoti guidati da re Teodorico. Successivamente, fu conquistata dal re longobardo Alboino il quale la annesse al suo regno nel 568 d.C. Nel 774, Carlo Magno sconfisse i longobardi e ne conquistò le terre. Nel 972, venne ceduta al regno di Borgogna fino al 1032, sviluppando dialetti e tradizioni di stampo francoprovenzale. In quell’anno, passò sotto il controllo di Umberto I Biancamano di Savoia che la trasformò in un ducato sabaudo guidato da un podestà.

Dal Medioevo all’Unità d’Italia

Nel 1536, la Francia conquistò i territori sabaudi. Tuttavia, grazie all’istituzione del Conseil des Commis, la Valle d’Aosta riuscì a stipulare un trattato di neutralità con il re Francesco I (1537). In seguito, la popolazione venne scossa da violenti moti di ribellione verso il Casato dei Savoia, reo di aver soppresso il Conseil des Commis. Durante la Rivoluzione francese, la regione venne invasa e annessa alla Francia che la inserì nel dipartimento della Dora, poi, trasformato nella regione francese di Au delà des Alpes.

Restituita al ducato di Savoia nel 1814, entrò a far parte del Regno di Sardegna e, dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, dello Stato Italiano. Mantenne, tuttavia, una forte individualità che seppe e sa ancora esprimere a livello linguistico e culturale. Più tardi, i tentativi di epoca fascista di sopprimere lingua e cultura francesi a favore di quelle italiane, portarono alla creazione di un gruppo segreto denominato Ligue valdôtaine che diede vita a una vera e propria resistenza valdostana.

Durante la Seconda guerra mondiale, il generale Charles de Gaulle cercò di riportare la regione sotto il controllo francese, ma venne bloccato dall’intervento del presidente statunitense Harry Truman. Nel 1946, la Valle d’Aosta venne finalmente dichiarata circoscrizione autonoma e, due anni dopo, ottenne anche la concessione dello Statuto Speciale.

Patrimonio artistico e culturale

I Castelli 

Ogni anno, numerosi turisti provenienti da tutto il mondo vengono attratti dalle bellezze naturalistiche della regione e provare avventurose scalate e sport di ogni tipo. Tuttavia, la Valle d’Aosta vanta anche imperdibili castelli di grande rilevanza storica. Qui, i primi manieri vennero realizzati prima del 1100. Spesso edificati su fortificazioni già esistenti, essi avevano scopo difensivo o militare in quanto la regione rappresentava una terra di passaggio per Francia e Svizzera.

I castelli erano costituiti fondamentalmente da un massiccio torrione (donjon) circondato da mura come Châtel-Argent e il castello di Graines. Successivamente, cominciarono ad ampliarsi, inglobando elementi residenziali per prendere man mano la forma di palazzi nobiliari come quelli di Issogne e di Ussel. Molti di questi manieri sono aperti al pubblico e, in alcuni, è possibile anche soggiornare e vivere un’esperienza unica immersi nella storia.

Alcuni Castelli della Valle d’Aosta

  • Il Castello di Savoia si trova a Gressoney ed è stato realizzatosu richiesta della Regina Margherita di Savoia che qui trascorse le vacanze fino al 1925. La sua costruzione iniziò nel 1899 e terminò nel 1904. In tipico stile medievale, il maniero è caratterizzato da una pianta rettangolare arricchita da 5 torri. All’interno, si possono apprezzare dipinti, soffitti a cassettoni e arredi in perfetto stato di conservazione.
  • Il Forte di Bard. Questa fortificazione possente è una delle strutture militari più importanti e imponenti della Valle d’Aosta. Strutturata su 3 livelli, ospita al suo interno il Museo delle Alpi, le Prigioni e un enorme cortile circondato da portici dove oggi vengono allestite mostre ed eventi culturali di vario genere.

Forte di Bard in Valle d'Aosta

Forte di Bard in Valle d’Aosta

  • Il Castello di Issogne, inizialmente di proprietà vescovile, passò poi alla famiglia Challant. Il suo momento di massimo splendore fu nel 1510, quando Giorgio di Challant lo rese una dimora affascinante per sua cugina Margherita de La Chambre. Dopo aver vissuto un periodo di buio, venne acquistato dal pittore torinese Vittorio Avondo che lo restaurò e lo cedette allo Stato.
  • Il Castello di Verrès si trova in posizione dominante sulla valle. La massiccia struttura difensiva fu di proprietà della famiglia De Verretio, prima, e dei Challant, poi. Qui, ogni anno si tiene il Carnevale Storico che rievoca le vicende della contessa Caterina di Challant.
  • Il Castello di Ussel rappresenta il primo esempio di castello monoblocco della regione. Utilizzato come prigione e successivamente abbandonato, venne donato alla Regione che lo riportò al suo antico splendore.
  • Il Castello Gamba, costruito all’inizio del ‘900 per volere di Charles Maurice Gamba, oggi è proprietà della Regione e ospita un’importante collezione d’arte moderna e contemporanea.
  • Il Castello di Cly è uno dei più antichi della Valle d’Aosta ed è un perfetto esempio di “castello primitivo”. È, infatti, costituito dall’imponente donjon e dalla cappella di San Maurizio, racchiusi nella cinta muraria.
  • Il Castello di Fénis, di proprietà della famiglia Challant, rappresenta la perfetta fusione fra elementi difensivi e militari e tocchi di estrema eleganza aristocratica.
  • Il Castello di Sarre venne acquistato nel 1869 da re Vittorio Emanuele II che lo utilizzò come residenza per poter praticare la caccia, uso a cui lo destinò anche il figlio Umberto I. Attualmente, è di proprietà della Regione.

Castello di Sarre in Valle d'Aosta

Castello di Sarre – Ph. Henry Truchet

  • Il Castello Sarriod de la Tour venne costruito nel 1420 da Jean Sarriod su un donjon già esistente. Ebbe funzioni di residenza e rappresentanza per la famiglia Sarriod de la Tour; passò, poi, alla famiglia genovese dei Bensa e, infine, alla Regione.
  • Il Castello di Aymavilles è una costruzione eccezionale: mostra sia elementi medievali sia barocchi, riflesso dei gusti e dei desideri dei diversi proprietari della famiglia Challant succedutisi nel tempo.
  • Il Castello di Introd, nato come “castello primitivo”, subì una radicale trasformazione quando divenne proprietà di Pierre Sarriod, intorno al 1260. Distrutto da due incendi devastanti, venne restaurato nel 1900.

luoghi della spiritualità

La Valle d’Aosta è ricchissima di edifici di culto, campanili, chiese e cappelle, i cui primi resti sono riconducibili all’XI secolo. La regione ospita anche un tratto della famosa Via Francigena che viene percorsa ogni anno da migliaia di pellegrini.

L’architettura delle costruzioni, gli affreschi e gli oggetti che adornano gli interni, costituiscono un vero e proprio patrimonio artistico e culturale. Pregevoli sono la cattedrale e la collegiata di Sant’Orso ad Aosta, la chiesa di Sant’Ilario a Gignod, con i suoi dipinti quattrocenteschi, la cappella di Moron, la cappella romanica della Madeleine a Gressan, Saint-Solutor e la sua facciata affrescata.

Accanto alle chiese, a testimonianza di un profondo senso religioso, vi sono anche piccoli eremi e santuari destinati a una preghiera più intima e raccolta. Infine, vale la pena menzionare anche: 

  • Notre-Dame-de-la-Guérison dove si sono registrate anche alcune guarigioni definite miracolose;
  • il Santuario di Plout, costruito nel 1600 da un muratore per grazia ricevuta dalla Madonna alla quale, infatti, è dedicato;
  • il Santuario di Machaby, che ospita una statua della Vergine, considerata un vero e proprio capolavoro barocco.

Le città valdostane

La Valle d’Aosta è suddivisa in 74 comuni. Aosta è il più popolato e rappresenta l’unica città, propriamente detta, della regione.

Aosta

Definita “piccola Roma delle Alpi”, Aosta custodisce numerose vestigia della dominazione romana: l’Arco di Augusto edificato intorno al 25 a.C., il Ponte romano, il Teatro (alto 22 metri), il misterioso Criptoportico Forense la cui funzione non è ancora stata scoperta, la Porta Pretoria, l’imponente cinta muraria, le venti torri e molto altro ancora.

Aosta, Teatro romano

Aosta, Teatro romano

Ovunque cada lo sguardo, ad Aosta si coglie la bellezza. Inoltre, mercatini, negozi e locali tipici, guidano i turisti nel percorso dei sapori locali circondati da un panorama ineguagliabile: gustare squisite pietanze guardando le montagne e respirando aria pulita non ha prezzo.

Consiglio: da non perdere la Fiera dell’artigianato di Sant’Orso che si svolge annualmente il 30 e il 31 gennaio.

Altre località della Valle d’Aosta

Per gli amanti del relax, del benessere e delle cure termali, è impossibile non fare tappa alle Terme di Pré-Saint-Didier o di Saint-Vincent dove ha sede anche il famoso Casinò. Dopo essersi rigenerati, vale la pena passeggiare per la zona e lasciarsi catturare dalla bellezza dei paesaggi delle località circostanti come Gressoney-La-Trinité, La Salle, Courmayeur, Cervinia, Cogne, La Thuile, Morgex, Bard, Etroubles e Valtournenche, solo per citarne alcune.

Specialità eno-gastronomiche

La cucina valdostana è ricca e gustosa, grazie all’utilizzo di prodotti tipici come:

  • il Jambon de Bosses (prosciutto crudo)
  • la Fontina (formaggio stagionato), il Valle d’Aosta Fromadzo (formaggio a pasta semidura)

Fontina Dop valdostana

Fontina Dop valdostana

  • il Lard d’Arnad (salume stagionato e speziato)

tutti caratterizzati dalla “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).

Sulla tavola, trovano posto altre prelibatezze come il pane nero, il miele, le grappe, il famoso génépy (un liquore digestivo profumatissimo), castagne, pere, noci, mele e salumi tipici: i boudin, le saouseusse, la motzetta e il teuteun. Degni di menzione sono i pregiatissimi vini locali come Blanc de Morgex et de La Salle, Nus Rouge, Chambave Rouge Arnad-Montjovet, Enfer d’Arvier e Torrette.

Consiglio: obbligatorio provare due piatti tipici a base di fontina tra cui polenta concia (condita con burro tagliato a pezzetti) e la fonduta (fontina fusa accompagnata da dadini di pane). Da non perdere, inoltre, le costolette ripiene alla valdostana (farcite con prosciutto e fontina), la seupa à la vapelenentse (pane bianco raffermo, burro e brodo di carne e verza) il Civet di camoscio (una sorta di spezzatino insaporito con verdure e spezie) e le tegole dolci (biscotti a forma di cialda a base di mandorle, nocciole, uova, burro e farina).

Alcune curiosità

Ecco alcuni primati di cui vanta La valle d’Aosta:

  • maggiore altitudine media (951 metri)
  • monte più alto d’Europa (Monte Bianco)
  • il Parco Nazionale più antico (Parco del Gran Paradiso)
  • Il giardino botanico più alto d’Europa (Saussurea a 2.175 metri)

Inoltre, qui vengono praticati alcuni sport tipici e unici nel loro genere: il fiolet, la rebatta, il palet e lo tsan. Infine, un’ultima particolarità: la denominazione del Monte Rosa non deriva dalla colorazione delle nevi all’alba e al tramonto, ma dal termine valdostano rouése che significa ghiacciaio.

Come arrivare

In aereo

L’unico aeroporto della regione è il Corrado Gex a Saint-Christophe che si trova a pochi chilometri da Aosta.

In auto 

Da Torino: l’autostrada A5; da Milano: con l’A4. 

Dalla Francia e dalla Svizzera attraverso i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo o, tra giugno e ottobre grazie ai valichi del Piccolo e del Gran San Bernardo  

In treno

La stazione ferroviaria di Aosta è collegata direttamente con Torino Porta Nuova e Porta Susa. Giungendo da Milano è, invece, necessario cambiare a Chivasso e alcune fermate intermedie prevedono dei collegamenti tramite autobus con le località vicine.

 

 

Televisione, radio e redazione, con la passione per la scrittura e le interviste

Continua ad esplorare Valle d'Aosta

Scopri i suoi luoghi magnifici

Usa le raccolte per organizzare il tuo prossimo viaggio

In GoToItaly puoi trovare posti magnifici da visitare ed eventi straordinari a cui partecipare. Potrai poi salvarli nelle tue raccolte e condividerli. Scopri di più

Segui argomenti, discussioni, eventi e altri utenti

Seguendo un utente, un articolo o una discussione interessante, potrai ricevere notifiche e aggiornamenti in tempo reale sull'argomento. Scopri di più

Chiedi consigli di viaggio o rispondi agli utenti della community

Vuoi organizzare un viaggio e sei indeciso sui luoghi da visitare? O sei un esperto in materia e vuoi offrire la tua esperienza alla nostra community? Scopri di più

Condividi le tue esperienze di viaggio con GoToItaly

Trasforma i tuoi viaggi in storie avvincenti, condividi le gallerie fotografiche più suggestive e impreziosisci i racconti con video dei tuoi itinerari. Scopri di più