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Giusy Pirosa

Parco dei Gessi Bolognesi, un tesoro naturalistico da scoprire

  • 2 anni fa
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7 min

Il Parco dei Gessi Bolognesi è un’area naturale protetta situata nei colli a sud di Bologna, dichiarata recentemente Patrimonio Unesco. Il Parco è caratterizzato da formazioni di gesso, paesaggi collinari, grotte e sentieri per escursioni, una flora e fauna diversificata che contribuiscono a un’affascinante e insolita esperienza naturalistica.

Indice dei contenuti

Il Parco dei Gessi Bolognesi è il più grande parco carsico dell’Emilia-Romagna e si trova alle porte di Bologna. Istituito nel 1988, si sviluppa lungo una superficie di 3.421 ettari e si estende sulle colline dei comuni di Bologna, Pianoro, Ozzano dell’Emilia e San Lazzaro di Savena.

Il territorio comprende un’area di affioramenti gessosi spettacolari e i caratteristici Calanchi dell’Abbadessa. Di recente, i gessi bolognesi sono stati dichiarati Patrimonio Unesco, riconoscimento attribuito al valore straordinario del patrimonio naturale di queste aree.

Il tesoro naturalistico del parco comprende anche altipiani, doline, rupi e valli cieche. Inoltre, ospita una vegetazione ricca e variegata che rende l’area molto affascinante e suggestiva. Scopriamo tutto sul Parco dei Gessi di Bologna, dalla sua storia a cosa vedere.

Storia del Parco dei Gessi bolognesi

Fin dai tempi più remoti, l’area a sud della Via Emilia, tra Savena e Quaderna, è stata frequentata e lo dimostra la presenza documentata fin dal Paleolitico di comunità dedite alla raccolta e alla caccia nella zona.

Non solo, presso le frazioni Farneto, Croara, a Castel de’ Britti e nella grotta Calindri sono stati individuati insediamenti abitativi. A rivelare preziose informazioni sui popoli che vi hanno vissuto sono state le grotte e gli sprofondamenti naturali gessosi.

Quando l’economia agricola divenne l’attività principale per le popolazioni, la pianura divenne il luogo preferito dove concentrare le abitazioni. Di conseguenza, l’area dove non ci sono stati più nuclei abitativi è rimasta ben conservata e, attualmente, è una delle realtà archeologiche più belle e incredibili della regione emiliana.

La zona è quella che dal Quaderna incrocia la Via Emilia e dove, fuori dal parco, si estendeva la città romana di Claterna. Il Parco dei Gessi Bolognesi, che ha origini indubbiamente etrusche, nel periodo dell’età repubblicana ebbe un primo sviluppo, ma fu sotto l’età augustea che raggiunse il massimo splendore.

Gessi di Bologna e grotte dell’appenino

Gessi di Bologna e grotte dell’appenino

Infatti, la zona circostante era costellata da magnifiche ville, riccamente decorate e con pavimenti in mosaico, come testimoniano quelli ritrovati nel corso degli scavi. Alcuni di questi reperti sono visibili in località Maggio, altri sono custoditi al Museo civico archeologico di Bologna.

Nel 187 a.C. il console Caio Flaminio aprì una strada, la Flaminia Minor partendo da Claterna. La via romana  arrivava fino ad Arezzo e, con molta probabilità, era stata realizzata sfruttando un percorso risalente a prima della conquista da parte dei romani. Nel medioevo, questa via esisteva ancora, ma si dirigeva a ovest e sfiorava Castel de’ Britti e Ciagnano.

I Gessi delle colline bolognesi

I gessi sono l’elemento di maggiore rilievo del parco e intorno ad essi è stato creato il progetto di tutela. Gli affioramenti dei gessi messiniani fanno parte della formazione geologica conosciuta come formazione gessoso-solfifera.

Il gesso in questa magnifica area protetta si presenta in cristalli grossi dalla forma particolare detta a ferro di lancia o a coda di rondine. La cristallinità di questi gessi caratteristici ha tratto in inganno molti studiosi, basti pensare che alla fine dell’800 erano considerati rocce metamorfiche.

Invece, tutto ciò è conseguenza degli eventi straordinari accaduti tra 4 e 5 milioni di anni fa e che hanno coinvolto anche tutto il bacino del Mediterraneo. A causa di eventi come l’abbassamento degli oceani e isolamento, il mar Mediterraneo più volte rimase separato dall’Oceano Atlantico.

In questa fase il bacino si prosciugò a causa dell’evaporazione e si trasformò in una salina grossa e bianca. Successivamente, con la crisi di salinità ebbero origine i vari strati gessosi. Quelli presenti nel territorio del parco, che comprendono affioramenti di gesso cristallino e calanchi, creano un complesso carsico annoverato da sempre tra i più importanti d’Europa.

La zona è speciale anche perché si tratta del primo fenomeno di carsismo evaporitico studiato nel mondo e comprende cave di gesso profonde addirittura fino ai 265 metri.

Il Parco dei Gessi Bolognesi: tesori, paesaggi e vegetazione

Il Parco dei Gessi Bolognesi è un’area protetta istituita per tutelare valori naturalistici, paesaggistici e storici. Insieme ai gessi e a una vasta area carsica, il parco tutela una zona di argille limitrofa.

Al suo interno, si possono visitare oltre 150 grotte, ma solamente con guide speleologiche e gruppi organizzati. Grazie alle esplorazioni compiute da diversi studiosi nel passato, sono stati rinvenuti numerosi reperti fossili oggi esposti presso il Museo Archeologico L. Donini.

Il paesaggio è una delle principali attrazioni del parco ed è molto caratteristico, in particolare nell’area dei Calanchi dell’Abbadessa. I versanti ripidi, gli ambienti selvaggi e la scarsa vegetazione creano uno scenario incredibile. La zona è ideale per gli amanti del trekking, mentre i sentieri che si sviluppano lungo il paesaggio collinare sono perfetti per fare passeggiate rigeneranti ed escursioni interessanti.

La vegetazione è impostata come le tessere di un mosaico. Infatti, dalle specie aride ed assolate si passa ai boschi di latifoglie tipici delle montagne appenniniche, fino alle vallate delle doline ombrose e umide dove crescono specie microterme rare come felci, speronella lacerata, isopiro, aglio orsino e lingua cervina.

Gessi di Bologna e grotte appennino - interno della grotta

Gessi di Bologna e grotte appennino Foto di Graziano Agolini

Immergersi in questo paradiso ricco di biodiversità vuol dire stare a contatto con la natura incontaminata e circondarsi di paesaggi dalla bellezza indescrivibile.

All’interno del parco abbonda la presenza di mammiferi come la volpe, il tasso, la donnola e la faina. Un altro animale che si può avvistare facilmente è l’istrice, mentre il capriolo si va espandendo sempre più.

Numerose anche le specie di uccelli che si possono osservare, fra cui rapaci come la poiana e il gheppio. Altri uccelli presenti nell’area protetta sono anche l’albanella minore, l’assiolo, il barbagianni, l’allocco, il calandro e l’allodola, mentre fra le specie rare da avvistare vi sono il lanario e il falco pellegrino.

Punti più importanti da visitare

Il Parco dei Gessi Bolognesi offre diversi percorsi escursionistici che consentono di esplorare il territorio a piedi o in bici e addentrarsi nelle sue meraviglie. Poiché è molto esteso, è quasi impossibile visitare tutti i punti di interesse in esso compresi. Tuttavia, per non perdere i tesori naturalistici più suggestivi, i borghi magnifici e le architetture più affascinanti ecco cosa visitare:

Grotta della Spipola

Scoperta il 22 novembre del 1932 dallo speleologo bolognese Luigi Fantini, la Grotta della Spipola si trova nel cuore del Parco dei Gessi Bolognesi. Utilizzata durante la Seconda guerra mondiale come rifugio, è considerata oggi tra le cavità europee maggiori scavate nei gessi. La grotta è lunga circa 4 km, ha un dislivello di 50 m e vi si accede mediante un ingresso artificiale costruito a 135 m s.l.m.

Grotta del Farneto

Nascosta nel parco, la Grotta del Farneto è accessibile dal centro visita Casa Fantini sito appunto a Farneto. Scoperta nel 1871 da Francesco Orsoni, questa grotta è famosa perché sono state rinvenute sepolture risalenti all’Età del Rame.

Buco delle Candele

Si tratta di un’antica cava probabilmente risalente al periodo romano dove l’acqua ha generato solchi verticali spettacolari e con sezione a doccia. Per queste caratteristiche sono state chiamate erosioni a candela.

Chiesa di S. Cecilia della Croara 

Ubicata sulle colline a sud di San Lazzaro di Savena, la Chiesa di Santa Cecilia della Croara regala una vista magnifica su Bologna dal piazzale in cui si trova. La chiesa, che faceva parte di un antico convento e ha anche un chiostro annesso, custodisce opere d’arte preziose come una Via Crucis in cotto policromo del XVII sec., una pala con Gesù bambino e un angelo, attribuito ad Annibale Carracci, un dipinto della scuola di Guido Reni raffigurante Sant’Antonio da Padova e due quadri del Mastelletta.

Valle cieca dell’Acquafredda

Questa valle è caratterizzata da una fascia sottile di vegetazione igrofila che spicca fra prati estesi e coltivazioni a cui si alternano macchie di arbusti. La valle segna il corso del rio Acquafredda ed è chiusa da un’alta parete, su cui si possono notare le stratificazioni gessose. Ha inizio da questo punto il complesso sistema sotterraneo Acquafredda-Spipola.

Molino Grande

Piccola area protetta gestita dalla sezione WWF Bologna Metropolitana, Molino Grande si trova in località Idice e protegge un lembo di bosco igrofilo lungo il torrente omonimo, vicino ai ruderi di un antico mulino. La piccola oasi permette di scoprire pioppi, salici, frassini, ontani, arbusti e una quercia monumentale.

Gessi di Bologna e grotte appennino

Gessi di Bologna e grotte appennino, laghetto all’interno della grotta

Villa Abbadia

Villa Abbadia è inconfondibile per la sua maestosa architettura che permette di riconoscere in essa l’Antica Abbazia di San Michele. La villa passò alla famiglia di Carlo Berti Pichat dopo essere appartenuta ai monaci camaldolesi e poi ai frati gaudenti. Pichat, che fu primo sindaco di San Lazzaro, la fece diventare una villa e fece realizzare la poderosa torre dell’orologio.

Castel de’ Britti

L’antico nucleo di Castel de’ Britti è rappresentato dai ruderi del castello appartenuto a Matilde di Canossa. La frazione del comune di San Lazzaro di Savena si trova nella valle dell’Idice. L’antico borgo antico sorge su un affioramento gessoso.

San Pietro di Ozzano

Il borgo piccolo e suggestivo è composto da una torre dell’XI secolo e da alcune casette sorte intorno alla chiesa. Alcuni scavi vicino alla torre hanno fatto rinvenire i resti del nucleo medioevale e dell’assetto originario della viabilità, mentre la chiesa custodisce un capitello romanico proveniente dalla Pieve di Pastino.

Scheda del Parco dei Gessi Bolognesi

Ubicazione geografica: Bologna, Pianoro, Ozzano dell’Emilia e San Lazzaro di Savena (Emilia-Romagna)

Anno di iscrizione: 2023

Tipologia: sito naturale

Criteri selezione Unesco: n. VIII

(viii): sono esempi straordinari di fasi salienti della storia della Terra, ovvero tracce della presenza della vita, processi geologici in corso fondamentali per lo sviluppo della conformazione del territorio o caratteristiche geomorfiche o fisiografiche di una certa valenza.

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