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La liberazione dell’Europa dal nazifascismo ebbe inizio con la liberazione d’Italia dopo gli sbarchi in Sicilia, a Salerno, ad Anzio e Nettuno. Sulle tracce dei luoghi storici, percorreremo un itinerario che mostra le bellezze delle due città contigue del litorale romano.
Durante la campagna d’Italia, a seguito dello sbarco in Sicilia (il 9 luglio 1943) e a Salerno (9 settembre 1943), gli Alleati riscontrarono non pochi problemi rimanendo bloccati lungo l’impenetrabile Linea Gustav. La linea difensiva tedesca, dal Tirreno, (Marina di Minturno, Latina) giungeva fino all’Adriatico nei pressi di Ortona (Chieti), attraversando la città di Cassino famosa, tra l’altro, per il Monastero Benedettino.
Tuttavia, in qualche modo, si doveva pure aggirare questo ostacolo via mare. Non con pochi sforzi, si mise in atto un’operazione anfibia dal porto di Napoli e limitrofi per cercare di approdare a sud di Roma. A questo punto, vennero individuate due aree per lo sbarco, ovvero Civitavecchia e Anzio. La prima opzione, in realtà, sarebbe risultata scomoda in quanto situata 80 km a nord della Città Eterna.

Photo credits: Assoiazione Culturale Operation Shingle 1944 – Operazione Shingle, lo sbarco degli Alleati ad Anzio e Nettuno
La scelta ricadde inevitabilmente su Anzio, a soli 40 km a sud dalla Capitale, e praticamente confinante con la vicina Nettuno. Inoltre, l’attuale via Nettunense, l’ex via Anziate, conduceva alle periferie di Roma. Prima di dare avvio all’operazione, gli Alleati intrapresero una campagna di bombardamenti su Civitavecchia, obiettivo noto ai tedeschi, facendo credere loro che lo sbarco sarebbe avvenuto lì. In tal modo, i tedeschi avrebbero inviato truppe a supporto a nord, lasciando scoperta l’area di Roma e la zona a sud. Dunque, l’astuta mossa alleata e il timore di uno sbarco ebbero l’effetto sperato: il Feldmaresciallo Albert Konrad Kesselring mobilitò diverse divisioni. Ebbe inizio, così, la segretissima Operation Shingle.

Photo credits: Associazione Culturale Operation Shingle 1944, Il Porto di Anzio, teatro delle operazioni militari dell’Operazione in codice Shingle
Verso la tarda serata del 21 gennaio, le truppe alleate salparono dai porti di Napoli alla volta di Anzio e Nettuno dove approdarono subito dopo la mezzanotte: da qui prende il nome lo sbarco di Anzio e Nettuno. Solo a partire dal 24 gennaio si diede avvio alle operazioni: iniziarono battaglie e scontri cruenti in cui persero la vita migliaia di soldati di entrambi gli schieramenti, nonché civili. Il bilancio umano fu tragico, ma ciò non impedì agli Alleati di compiere la loro missione: liberare Roma.
Da qui, la Storia è più che nota. Noi, tuttavia, in occasione dell’80° anniversario dallo sbarco di Anzio e Nettuno, intendiamo risaltarne la bellezza e le peculiarità, ripercorrendo i luoghi fondamentali di una pagina vissuta che mai si potrà dimenticare.
![Lo sbarco di Anzio e Nettuno: 22 gennaio 1944 3 I carri armati di un reggimento corazzato stanno sbarcando da un LST [US 77] nel porto di Anzio per unirsi alla forza delle truppe del Quinto Esercito degli Stati Uniti [VI Corpo] sulla testa di ponte](https://www.gotoitaly.eu/wp-content/uploads/sbarco-di-anzio-e-nettuno.jpg)
I carri armati di un reggimento corazzato stanno sbarcando da un LST [US 77] nel porto di Anzio per unirsi alla forza delle truppe del Quinto Esercito degli Stati Uniti [VI Corpo] sulla testa di ponte – (WWII Signal Corps Photograph Collection).
Indubbiamente, un viaggio sulle tracce dei luoghi dello sbarco di Anzio e Nettuno ci riporta inevitabilmente indietro di circa 2.000 anni se pensiamo, ad esempio, al porto di Anzio.
Anzio è la città che diede i natali al celeberrimo imperatore romano Nerone, una personalità certamente sui generis e discutibile per certi versi, nonché uomo dalla fama poco onorevole. Ciononostante, il discendente della dinastia giulio-claudia, in 14 anni di impero, lasciò a Roma e provincia numerosi e inestimabili tesori di cui il Colosseo è solo la punta dell’iceberg. Si narra che, dopo aver ordinato l’incendio di Roma del 64 d.C., se ne stette tranquillo e impassibile a osservare lo scempio proprio dalla sua villa a picco sul mare con vista panoramica sul litorale pontino. La proprietà, che consta persino di terme private, è aperta al pubblico e si protende fino al faro che si erge sulla spiaggia.
Attiguo alla sfarzosa residenza, il porto neroniano rappresentava, soprattutto per l’epoca, uno straordinario esempio di ingegneria. L’infrastruttura era a “uso e consumo” di Nerone e della sua famiglia e non di pubblica utilità. Ancora parzialmente visibile nei suoi sostanziosi resti, quello neroniano costituisce uno dei complessi portuali tra i più considerevoli e datati dell’intero litorale tirrenico.

La Villa di Nerone ad Anzio
Situato lungo la Riviera Mallozzi, il monumento in memoria di Angelita ricorda tutti i bambini vittime della guerra. Attorno alla storia di questa bambina circolano varie ipotesi. Sembra che venne salvata dagli alleati angloamericani (stando ad alcuni racconti dai soldati inglesi, per altri ancora, dagli americani) durante i bombardamenti tedeschi atti a controarrestare lo sbarco. Secondo la leggenda, i soldati in fuga con la piccola, vennero colpiti da una bomba e morirono a causa dell’esplosione. Di versioni ne esistono molte: l’unico dato certo è che un numero spropositato di giovani e innocenti vittime perse la vita durante il conflitto successivo allo sbarco di Anzio e Nettuno.

Photo credits: Associazione Culturale Operation Shingle 1944 – Monumento ad Angelita (Anzio)
Il monumento fu inaugurato il 22 gennaio 1979, in concomitanza con l’Anno Internazionale del Bambino istituito dalle Nazioni Unite. L’opera, molto suggestiva, è il frutto dello scultore bolognese Sergio Cappellini. La scultura bronzea rappresenta Angelita che tende le mani a dei gabbiani in fuga. Probabilmente, per l’artista, è un chiaro riferimento alla salvezza che il destino non ha voluto riservare alla fanciulla.
Come è facile intuire, il Paradiso sul Mare deve il suo nome alla posizione privilegiata lungo la Riviera Zanardelli, con un incantevole affaccio sul Mar Tirreno. L’edificio, in chiaro stile Liberty, fu realizzato dall’architetto romano Cesare Bazzani. La funzione originaria era quella di ospitare gli eventi della vita mondana dell’epoca. Da location d’eccezione per sfilate di moda, convegni, mostre e casa da gioco, durante il periodo dello sbarco di Anzio e Nettuno, la struttura venne adibita a Quartier Generale USA. Ad oggi, si trova in stato di completo abbandono e inutilizzata.
Ad appena 10 km a nord di Anzio, gli Alleati avevano individuato una zona di sbarco per le truppe britanniche del Commonwealth. L’area, denominata Peter Beach, si estendeva per circa 3 km ed era principalmente caratterizzata dalla presenza della tipica macchia mediterranea. Risultava praticamente priva di case, costruzioni o edifici in genere. La spiaggia era divisa in settori: Red, Yellow (Amber) e Green.

Photo credits: Associazione Culturale Operation Shingle 1944- Peter Beach
Ciascuno di essi aveva il proprio compito; i primi soldati a prenderne possesso furono i genieri addetti allo sminamento e i corpi speciali dei Commandos. Qui, si sarebbero dovute attestare le truppe britanniche della 1st Division per poi inoltrarsi all’interno e conquistare il noto snodo ferroviario di Campoleone. Per giungere a questa spiaggia, è necessario recarsi presso il Lido dei Pini o presso l’adiacente Lido dei Gigli.
In località Santa Teresa, l’Anzio War Cemetery è un cimitero britannico militare che, in parte, ospita anche civili. Esso rientra nell’ambito della Commonwealth War Graves Commission, ovvero un’organizzazione non governativa di cui fanno parte 6 Stati membri indipendenti il cui scopo è manutenere le sepolture e i luoghi in cui si svolgono le commemorazioni dei membri del Commonwealth delle Nazioni caduti nelle due Grandi Guerre. Le tombe risalgono al periodo immediatamente successivo allo sbarco di Anzio e Nettuno. Vi riposano ben 1.038 soldati del Commonwealth.

Photo credits: Associazone Culturale Operation Shingle 1944 – Beach Head War Cemetery (Anzio Falasche)
Il cimitero Beach Head War Cemetery di Anzio si trovava nei pressi di un ospedale da campo. In pratica, le sepolture venivano realizzate direttamente dal terreno di battaglia a seguito dello sbarco di Anzio e Nettuno. Successivamente, dopo l’avanzata dell’esercito, molte salme venivano trasportate dalle campagne circostanti. Nel cimitero sito in località Falasche, lungo la via Nettunense, si trovano 2.316 tombe di guerra del Commonwealth, 295 delle quali non identificate. Inoltre, ospita anche una sepoltura della Prima guerra mondiale trasferita qui.
All’interno di una delle sale della seicentesca Villa Adele, il Museo dello Sbarco venne istituito in occasione del 50° anniversario dello sbarco di Anzio e Nettuno, il 22 gennaio 1994. Il percorso espositivo, articolato in 4 sezioni (americana, inglese, italiana e tedesca), custodisce oggetti di vario genere. Armi, uniformi, oggetti e utensili di uso quotidiano, documenti, foto, stampe, ecc; numerosi i reperti provenienti dai fondali marini anziati.

Photo Credits: Regione Lazio, Organizzazione Museale Regionale – Museo dello Sbarco di Anzio
Nel mese di agosto, in collaborazione con il Comune, il Museo Archeologico e l’Ufficio Turistico, si impegnano nella realizzazione di eventi e spettacoli e iniziative di vario genere che vedono come teatro le vie cittadine e la stessa Villa Adele. Imperdibile l’appuntamento con il mercato artigianale, durante il quale i mastri sfoggiano la loro abilità ed eccellenza, affollando con numerosissime presenze le vie del centro.
Anch’esso all’interno della storica Villa Adele, il museo è stato inaugurato nel 2002 e propone una ricca collezione di antiche e preziose testimonianze anziati dalle origini fino all’aurea e prolifica epoca imperiale. Il percorso espositivo comprende reperti rinvenuti all’interno di necropoli protostoriche, resti databili all’età repubblicana e tanto altro. Di altissimo valore artistico sono i mosaici e gli affreschi pervenuti dalla Villa di Nerone, nonché numerosi frammenti scultorei ed architettonici.

Le grotte del Parco del Vallo Volsco
Degno di vista è sicuramente il Parco del Vallo Volsco, risalente all’VIII secolo a.C. Passeggiando nella natura, immersi tra grotte e canneti, potrai ammirare fossili di conchiglie incastonate nella roccia. Adiacente al parco, da non perdere la Chiesa di Santa Teresa del Gesù Bambino che costituisce una gradevole sintesi di stili: dal paleocristiano al romanico e, per finire, il neogotico.
Senza dubbio, il turismo balneare è il settore che movimenta i maggiori flussi di presenze nell’area. Numerosi sono gli stabilimenti attrezzati, spiagge libere per godere di un bellissimo mare e una rete di strutture ricettive, bar, ristoranti e hotel, capaci di soddisfare tutte le esigenze. Il fulcro cittadino è pressoché condensato nella piazza principale, Piazza Pia, con la fontana la Chiesa dei Santi Pio e Antonio e il Porto Innocenziano, il cui nome deriva dal pontefice che ne commissionò la realizzazione nel 1697.
Questa torre costiera fortificata è posta su un isolotto artificiale a circa 10 km da Nettuno. Risulta inglobata nel territorio appartenente al poligono della cittadina. La prima fase di costruzione risale al I secolo a.C. e sembrerebbe essere la Villa di Astura appartenuta all’oratore, scrittore latino e uomo politico Marco Tullio Cicerone. Realizzata tra la fine della Repubblica e il principio dell’età imperiale, è dotata di una peschiera i cui resti sono, ad oggi, parzialmente visibili.

Photo credits: Associazione Culturale Operation Shingle 1944- Torre Astura
Durante lo sbarco di Anzio e Nettuno, essa rappresentava una sorta di chiusura all’area di approdo USA dell’X-Ray Beach. Infatti, proprio da quel punto, si ha una panoramica completa dell’intera spiaggia fino al porto di Anzio. Il sito, chiuso per almeno 9 mesi l’anno, è accessibile solo in estate per visitare l’area della Torre dalla spiaggia, ovvero fuori dal poligono. Nei pressi della struttura, sono tuttora presenti un paio di casematte-bunker italo-tedesche a guardia della costa.

Photo credits: Associazione Culturale Operation Shingle 1944 – Sicily Rome US Cemetery
Il cimitero Sicily Rome venne costruito nella zona di Nettuno quale cimitero temporaneo il 24 gennaio 1944, esattamente due giorni dopo lo sbarco di Anzio e Nettuno, da parte del VI Corpo d’Armata americano. Vi riposano 7.861 soldati americani caduti durante la Seconda guerra mondiale. Gran parte dei soldati qui sepolti perse la vita durante lo sbarco in Sicilia, quello di Salerno e i sanguinosi combattimenti risalendo la Penisola. Non meno furono le vittime delle operazioni navali e aeree condotte in queste regioni. I nomi dei 3.095 soldati americani dispersi, mai più recuperati o identificati, sono incisi in loro memoria sulle pareti della Cappella.
L’area di X-Ray Beach si trova compresa tra Nettuno e Torre Astura, all’interno del poligono militare di Nettuno (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri di Nettuno). La zona del poligono è stata coinvolta per intero durante lo sbarco delle truppe americane. A meno che non si disponga di particolari permessi, non è possibile accedervi.

Photo credits: Associazione Culturale Operation Shingle 1944, X-Ray Beach
Durante tutto l’anno, si può visitare l’area adiacente al poligono militare, il celebre bosco del Foglino che costeggia la strada litoranea. Il bosco è stato scenario dell’evento storico nel quale i soldati americani, principalmente dalla 3rd Infantry Division, hanno scavato le loro buche individuali (quelle piccole per i soldati e le grandi per i mezzi militari scavate con bulldozer) e si sono attestati durante la campagna di liberazione di Roma. All’ingresso, è affissa una targa in ricordo dello sbarco di Anzio e Nettuno.

Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno
Il santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti, a Nettuno, è la chiesa che custodisce il corpo della giovane santa, martire e simbolo della purezza. L’edificio, risalente al XVI secolo, venne realizzato nel luogo in cui anticamente sorgeva una piccola chiesetta dedicata all’Annunziata, detta anche di San Rocco. Il santuario ospita la cripta di Santa Maria Goretti e la statua lignea di Santa Maria delle Grazie. Nel corso dei secoli, la Basilica è stata sottoposta a diversi interventi di restauro che ne hanno modificato alcune porzioni. La Basilica fu testimone “oculare” dello sbarco di Anzio e Nettuno e, infatti, molte foto immortalano il passaggio di soldati davanti al suo sagrato.
Anzio e Nettuno, autentiche perle della costa tirrenica, ti incanteranno con le loro spiagge dorate, siti archeologici e storici immersi in una suggestiva atmosfera marittima e permeata, ovunque da arte e cultura. Due località indissolubilmente intessute tra storia e natura.
Si ringrazia vivamente l’Associazione Culturale Operation Shingle 1944 nella persona del Presidente Enrico Canini per aver messo generosamente a disposizione materiale fotografico e documentazione oggetto di ricerca del suo ultimo libro Lo Sbarco di Anzio e Nettuno-Guida storica tascabile (edito ottobre 2021).
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