Il Museo Egizio di Torino, il più antico al mondo dedicato all’Antico Egitto dopo quello del Cairo, nell’autunno del 2024 celebra i 200 anni dalla sua fondazione. Per festeggiare questa importante ricorrenza, sono in corso nuovi allestimenti e trasformazioni che avranno come obiettivo quello di avvicinare il museo alla città e renderlo ancora più accessibile al pubblico.
Tante le iniziative e gli eventi organizzati per celebrare il bicentenario del Museo Egizio di Torino, che mirano a far riflettere sulle circostanze che hanno portato nella città pezzi incredibili della cultura egizia.
Il museo ospita oltre 40.000 reperti che vanno dal paleolitico all’epoca copta, 24 mummie umane visibili, 700 papiri completi, 17 mila frammenti, statue di divinità, sarcofagi e gioielli preziosi.
Per l’immenso tesoro custodito, il museo è fra i 10 più apprezzati in Italia e nella classifica dei primi 100 nel mondo. Scopriamo la storia del Museo Egizio di Torino e gli eventi in programma per celebrare il bicenterario.

Museo Egizio di Torino sala della dea Sekhmet, foto Wikipedia Gianni Careddu CC BY-SA 4.0
La storia del Museo Egizio di Torino ha inizio nel 1824, quando il re di Sardegna Carlo Felice decise di allestirlo nel palazzo denominato Collegio dei Nobili. Qui, venne esposta la prima acquisizione di reperti antichi, appartenenti alla collezione di Bernardino Drovetti, console di Francia in Egitto.
Tra il 1903 e il 1937, l’esposizione si arricchì di circa 30.000 pezzi rivenuti negli scavi condotti dagli egittologi Giulio Farina ed Ernesto Schiaparelli. In occasione delle due visite ufficiali del re, avvenute nel 1908 e nel 1924, vennero risistemate le sale. Nella nuova ala del Museo, poi nominata Schiaparelli, vennero esposti reperti di Assiut e Gebelein. Negli anni successivi, venne installata la Pinacoteca e ricomposto il tempietto rupestre di Ellesiya.
Le sale, nel corso degli anni, sono state nuovamente risistemate e lo spazio espositivo ampliato, tanto da raggiungere la superficie di circa 10 mila metri quadri, suddivisi in quattro livelli.
La grande quantità di opere e testimonianze della cultura egizia ha contribuito enormemente al successo del museo. Chiunque visita questo luogo magico e unico al mondo non può che rimanerne affascinato, e lo sarà ancora di più con le innovazioni previste dal progetto dello studio di architettura Oma.

Museo Egizio di Torino, foto wikipedia di Tim Adams CC BY-SA 3.0
Il progetto Oma, sviluppato da David Gianotten e Andreas Karavanas e approvato attraverso un concorso internazionale per celebrare il bicentenario, prevede nuovi spazi e percorsi di visita diversi che renderanno il museo Egizio inclusivo, permeabile e trasparente.
I lavori per la trasformazione del museo sono iniziati a marzo 2024 e prevedono la realizzazione di un nuovo cortile coperto, chiamato Piazza Egizia. Si tratta di una piazza coperta da una struttura trasparente in vetro e acciaio, multifunzionale e costruita su due livelli, piano terra e piano ipogeo.
Questo spazio aperto, accessibile al pubblico gratuitamente, permetterà di ampliare la superficie del Museo e dell’Accademia delle Scienze di circa 975 metri quadrati. Qui, verranno allestiti un giardino egizio, un bookshop, una caffetteria con apertura verso la corte, l’info point e la biglietteria.
La piazza coperta, dunque, sarà un punto nevralgico per i visitatori che potranno accedere liberamente nella struttura per ammirare i 12 mila reperti antichi esposti.
Dalla corte, si potrà accedere direttamente al Tempio di Ellesija, donato dal Governo Egiziano all’Italia come riconoscimento per aver contribuito a salvare i templi della Nubia che rischiavano di essere sommersi dalle acque della diga di Assuan. La struttura venne tagliata in 66 blocchi e trasferita a Torino nel 1966.
Nel piano ipogeo, a cui si accede anche dalla corte, verrà allestita una nuova sala immersiva, grazie a un progetto ultramoderno realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
Nuove aperture, inoltre, verranno create sulla facciata di Via Duse che inviteranno il pubblico ad entrare nel museo. I visitatori senza biglietto potranno accedere alla Piazza Egizia e alle altre stanze urbane oltre i consueti orari.
In totale, gli ingressi all’Egizio saranno tre: via Accademia delle Scienze, via Duse, Via Maria Vittoria.
L’obiettivo è promuovere il coinvolgimento del pubblico e legare ancora di più il museo alla città. Per la realizzazione delle opere è stato previsto un investimento di 23 milioni di euro.

Museo Egizio di Torino, foto wikipedia di Museo Egizio
Gli eventi per festeggiare il bicentenario del Museo Egizio di Torino hanno avuto inizio ad ottobre 2023, con l’arrivo a Torino dei direttori dei musei più importanti del mondo.
Dal 28 novembre al 1° dicembre 2023, il capoluogo piemontese è stato anche sede di un confronto internazionale dal titolo “Im/materialities, Museums between real and digital”, incentrato sulle tecnologie digitali al servizio della ricerca archeologica e dei musei.
All’incontro hanno preso parte filosofi, archeologi, antropologi, fisici, sociolinguisti, curatori, neuroscienziati, museologi, esperti del patrimonio e paleopatologi provenienti da tutto il mondo.
Per rendere partecipe l’intera città alla celebrazione del bicentenerio dell’Egizio, il comune di Torino ha aperto il 2024 con il concerto di Capodanno in Piazza Castello.
Circondata dalle installazioni video, l’Orchestra Filarmonica di Torino, diretta da Giampaolo Pretto, ha eseguito composizioni di Mozart e Verdi, inaugurando gli eventi previsti per questo importante anniversario, in programma per tutto il 2024. Alcuni sono stati già celebrati, altri sono in corso e altri ancora sono in programma fino ad ottobre, quando ci sarà la celebrazione del bicentenario. Ecco una carrellata degli eventi più importanti.
Inaugurata il 22 dicembre 2023, la Galleria della Scrittura offre una vera e propria immersione nella storia della scrittura egizia. In 1000 metri quadrati sono esposti 248 reperti suddivisi in 10 sezioni.
Il progetto espositivo narra la storia della scrittura antica tra geroglifici, ieratico, demotico e copto, illustrando la società dell’epoca, com’era articolato lo stato e la figura dello scriba.
I visitatori possono ammirare manufatti pregiati dell’Antico Egitto come il celebre Papiro dei Re, il Papiro della Congiura e la copia del Trattato di Qadesh, una tavoletta in argilla con scritta in cuneiforme che attesta la pace stipulata nel XIII secolo a.C. tra l’Egitto e l’impero ittita.

Museo Egizio di Torino Galleria della Scrittura, foto Museo Egizio Torino
Il 20 febbraio 2024 è stata inaugurata la Sala dei Tessuti, ubicata al secondo piano, accanto alla Tomba degli Ignoti e alla Tomba di Iti e Neferu. Si tratta di un nuovo spazio in cui sono esposti oltre 700 tessuti risalenti all’epoca faraonica (3000-322 a.C.).
La collezione, che copre un arco temporale di oltre 5.000 anni, ospita una gran varietà di materiali tessili, attraverso i quali i visitatori hanno l’opportunità di esplorare la storia egizia.
Il progetto per l’allestimento è iniziato nel 2010 ed è stato condotto in collaborazione con la Soprintendenza.

Museo Egizio di Torino Sala dei Tessuti, foto Facebook pagina ufficiale del museo Egizio
Nel corso del 2024, sono in programma eventi, conferenze e progetti speciali finanziati con il PNRR. Direttori di musei internazionali, curatori del museo e ricercatori di fama mondiale terranno conferenze gratuite, da seguire anche in streaming, per tenere aggiornato il pubblico sulle ricerche in corso e invitarlo a riflettere sul futuro del Museo Egizio e sul ruolo dei musei in generale.
L’obiettivo del ciclo di dieci incontri, denominato “What is a Museum?”, ideato dal direttore del Museo Christian Greco e avviato nel maggio 2023, è proprio quello riconsiderare il futuro dei musei e accompagnare l’Egizio in questo percorso di rinnovamento.
Gli ultimi tre incontri si terranno il 9 maggio, il 7 novembre e il 3 dicembre 2024. Gli appuntamenti sono ad ingresso libero, previa prenotazione con Evenbrite.
Dal 29 marzo 2024, è stata aperta ai visitatori la Sala dedicata a Deir el-Medina, riallestita dopo uno studio condotto sui reperti provenienti dall’omonimo villaggio, esposti in Sala 6.
Il sito, ubicato sulla riva ovest del Nilo, di fronte all’attuale città di Luxor, conserva i resti di un intero villaggio, una necropoli e un’area votiva.
Nel riallestimento della sala sono stati introdotti nuovi oggetti che forniscono ulteriori informazioni sulla vita quotidiana nell’antico Egitto.

Museo egizio di Torino Sala dedicata a Deir el-Medina, foto Facebook Il cielo è un migliaio di stelle
Altro allestimento in corso per celebrare i 200 anni del Museo Egizio di Torino è quello della Galleria dei Re. Il 23 aprile 2024, le statue di dei e faraoni sono state collocate nell’atrio e sotto le arcate dell’Egizio e dell’Accademia delle Scienze.
Come previsto nel progetto Oma, la disposizione delle statue riprende quella adottata nel 1823, quando fecero ingresso nel palazzo barocco insieme ad altri preziosi reperti e vennero posizionate al piano terra e nella corte.
Il nuovo allestimento temporaneo, dal titolo “Verso la nuova Galleria dei Re”, consentirà ai visitatori di ammirare da vicino le statue, immerse nella luce naturale, e di cogliere particolari prima non distinguibili.
Per esempio, dettagli come il naso del sovrano Horemheb, la parte posteriore del suo copricapo, o le iscrizioni geroglifiche poste sopra il trono della statua di Tutmosi I potranno essere visti facilmente.
I lavori della nuova Galleria dei Re termineranno ad ottobre 2024, poi le statue verranno riposizionate nella rinnovata Galleria dei Re, dove saranno visibili sia da Piazza Carignano che da Piazza Egizia.

Museo Egizio di Torino Galleria del re, foto facebook PiemontExperience

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