Il 17 Gennaio si celebra la festa di Sant’Antonio Abate con falò e la benedizione degli animali. Venerato in Italia da una moltitudine di fedeli nonostante non abbia alcun legame con il nostro Paese, è noto per le sue battaglie contro i demoni. Per scacciarli, infatti, vengono accesi tanti falò nelle piazze di svariati comuni italiani nella giornata dedicata al santo, per rendergli omaggio e ringraziarlo. Scopriamo la storia e le feste sant’Antonio abate più famose che vengono celebrate lungo tutta la penisola.
Nato intorno alla metà del III sec d.C. nell’Alto Egitto da una famiglia cristiana benestante, Sant’Antonio Abate rimase orfano a soli 20 anni e donò tutte le sue ricchezze ai poveri per vivere da eremita nel deserto.
Lottò contro forti tentazioni che rischiarono di interrompere il cammino di santità che stava perseguendo, ma li superò e furono in tanti ad unirsi con lui. Fondatore del monachesimo cristiano e vissuto in solitudine per entrare in intensa comunione con Dio, Sant’Antonio fu anche taumaturgo oltre che eremita.
In molti andavano a trovarlo per farli guarire da malattie e anche per liberarli dai demoni. Ben presto, il santo divenne talmente importante da essere considerato un riferimento spirituale per svariate comunità di eremiti che vivevano nel deserto.
Pare che Sant’Antonio Abate sia morto a 105 anni, da solo nel suo orto, fra i suoi animali. Come già detto, il calendario cristiano celebra la sua festa il 17 gennaio e lo annovera come protettore degli animali domestici, dei maiali, dei macellai e dei salumai.
Proprio il maiale e il bastone a forma di T, la “tau” (ovvero l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico e il maiale) sono due elementi associati al santo. Ma qual è il legame fra loro e Sant’Antonio Abate? Secondo la leggenda, Sant’Antonio scese negli inferi con un maialino per rubare il fuoco e donarlo agli uomini per salvarli dal freddo, ma l’accoglienza non fu delle migliori.

Falò di Sant’Antonio a Napoli
I demoni lo riconobbero, gli rubarono il bastone e non lo fecero entrare. Intanto, il maialino era riuscito a passare e creò un bel po’ di disordine, costringendo i demoni a rassettare. Per ottenere ciò che voleva, Sant’Antonio disse ai diavoli che per calmare il maialino avrebbero dovuto restituirgli il bastone.
E, così, il santo andò via insieme al prezioso bastone, consapevole di aver portato con sé anche il fuoco, cosa di cui i demoni erano assolutamente ignari. Tornato sulla Terra, il santo incendiò una pira per donare il fuoco agli uomini.
Da questo aneddoto nacque la tradizione dei falò in suo onore, per festeggiare la vittoria della luce sulle tenebre e come auspicio per la nuova stagione in arrivo. Anche il termine “Fuoco di Sant’Antonio”, consistente in una patologia cutanea che si presenta con eritemi, ha origine da questa leggenda.
Pare che l’eremita curasse con successo la patologia applicando sulle zone interessate il grasso di maiale, efficace perché emolliente e in grado di alleviare il dolore e far scomparire la malattia.
Il santo venne venerato sin dal Medioevo in Occidente, ma le prime notizie documentate di feste a lui dedicate risalgono agli inizi del ‘700.
Ogni anno il Santo protettore degli animali viene ricordato dalla chiesa cristiana con la tradizionale benedizione e la messa liturgica. In tutta Italia, però, vengono organizzate numerose feste in onore di Sant’Antonio Abate nel giorno della sua ricorrenza, ovvero il 17 gennaio. In molte zone d’Italia, questa data segna l’inizio del Carnevale.
Durante le feste, oltre ai falò, si svolgono anche sagre agroalimentari e benedizioni di animali. Ecco alcune delle feste più note che vengono celebrate in svariate località del nostro Paese.
La tradizione della festa di Sant’Antonio Abate è molto sentita a Varese. Il 16 gennaio si celebrano due riti religiosi e la sera viene acceso un falò in Piazza della Motta, la piazza antistante la chiesa. L’usanza prevede di gettare dei bigliettini dove le persone scrivono delle richieste invocando il santo.
Al termine della messa del 17 gennaio, viene eseguita la benedizione degli animali e i bigliettini, assieme a tanti palloncini in cui ci sono altri bigliettini, vengono lanciati in aria dai bambini.
La ricorrenza attira ogni anno tantissimi visitatori che adorano assistere al falò ma anche gironzolare fra le bancarelle alimentari alla ricerca di deliziosi e pregiati prodotti locali.

Falò di Sant’antonio Abate a Varese
In occasione della festa di Sant’Antonio Abate, a Saronno, in provincia di Varese, viene esposta la reliquia del Santo. Una processione lunghissima di fedeli fa ingresso nella chiesa per baciare i suoi sacri resti.
Ancora oggi si svolge la benedizione degli animali, tradizione che si ripete ogni anno il giorno 17 intorno alle 15. Oltre agli animali, il sacerdote benedice anche le auto e il falò, acceso la sera, diventa il momento in cui tutti si riuniscono per stare insieme attorno al fuoco.
Nei giorni precedenti, si esibiscono anche dei gruppi folkloristici e centinaia di figuranti sfilano per le vie del centro cittadino.
La festa di Sant’Antonio Abate di Novoli è tra le più conosciute, comune in provincia di Lecce e di cui Sant’Antonio è il patrono. Ogni anno viene allestito un falò del diametro di 20 metri e alto 25 metri.
Per la riuscita dell’evento, noto come la Focara di Novoli, ben 100 persone collaborano alla sua realizzazione, trascorrendo molte ore in piedi sulle scale per passare le fascine e sistemarle in cima. Una volta completato, viene issata una bandiera raffigurante il santo la mattina del 16 gennaio.
L’accensione avviene il 16 sera e si protrae per tutta la giornata del 17. Lo spettacolo della focara che arde è affascinante e sono migliaia i visitatori che ogni anno accorrono per non perdere questa meraviglia.
In questi giorni di festa, nel paese si svolgono anche concerti e altri eventi e, ovviamente, non mancano le bancarelle in piazza dove poter degustare cibi squisiti.

Focara di Novoli
A Fara Filiorum Petri, comune in provincia di Chieti in Abruzzo, per la festa di Sant’Antonio Abate, il pomeriggio del 16 gennaio vengono portate in processione le farchie. Si tratta di maestosi fasci tondi di canne larghi 1 metro e alti 7-9 metri, legati fra loro con rami di salice rosso.
Le farchie vengono condotte nella piazza antistante la chiesetta di Sant’Antonio Abate, vengono alzate e date al rogo. Il rituale ha qualcosa di magico poiché viene eseguito con molta precisione, le canne vengono sistemate in modo corretto e, quando raggiungono la cima, i mortaretti nascosti esplodono scatenando entusiasmo fra la gente.
Il rito pare tragga origine dalla leggenda secondo cui nel 1799 Sant’Antonio abbia impedito ai francesi di occupare Fara accendendo il fuoco nel bosco che avrebbero dovuto attraversare.
La Festa di Sant’Antonio Abate di Macerata Campania, in provincia di Caserta, è fra le più sentite della regione. Celebrata come di consueto il 17 di gennaio di ogni anno, prevede l’accensione del fuoco la sera precedente che viene fatto ardere tutta la notte fino al mattino seguente.
Il ceppo viene acceso al termine della messa dedicata al Santo durante la quale vengono benedetti anche gli animali. Nei giorni precedenti la ricorrenza, la popolazione si dedica alla realizzazione di carri enormi che sfilano per le strade del paese.
Sui carri di Sant’Antuono sale un’orchestra particolare composta da circa 50 esecutori e chiamata battuglia di pastellessa. Per suonare vengono usati strumenti come falci, tini e botti, ovvero comunissimi utensili della tradizione contadina. Da millenni, tali “strumenti” vengono percossi da oltre mille bottari.
Il suggestivo ritmo cadenzato da questi speciali “musicisti” ha lo scopo di scacciare il demonio e il malocchio. L’usanza viene rinnovata e tramandata da padre in figlio per mantenere vivo quel legame con le radici culturali più profonde.

Carri per la Festa di Sant’Antonio Abate a Macerata
I falò allestiti a Troina, in provincia di Enna, per la festa di Sant’Antonio Abate, sono diversi. Infatti, i cittadini ardono legna e fascine per accendere la pagghiara, termine dialettale che indica un enorme falò.
La preparazione avviene, come di consueto, il 16 gennaio quando in tutti i quartieri vengono raccolti cumuli grossi di legna per poi bruciarli la sera. Oltre ai falò e alla messa che si tiene nella chiesa di Santa Caterina, in strada vengono preparate delle grandi tavolate per condividere un momento di socialità e degustando piatti tipici locali.
L’evento, organizzato dalla Confraternita di Sant’Antonio, si configura quale autentico rito comunitario che rappresenta l’occasione per stare assieme e trascorrere bei momenti di convivialità intorno al fuoco.
In occasione della festa di S. Antonio Abate nel comune di Mamoiada, in provincia di Nuoro, vengono accesi dei falò e compaiono i Mamuthones e gli Issohadores: i primi camminano in silenzio e si muovono con fatica, i secondi si muovono in maniera agitata e vestono abiti colorati. Ciò coincide con l’inizio del Carnevale che in Sardegna ha delle connotazioni davvero uniche e suggestive.
Entrambi vanno a visitare i quartieri dove ci sono i falò, accesi nella serata del 16 gennaio, e danzano intorno ad essi. I festeggiamenti hanno inizio la sera del 16 gennaio e proseguono per tutta la giornata del 17.
Oltre ai falò e alle maschere, ad arricchire la festa sono anche le degustazioni di prodotti locali, come il pane dolce con zafferano e miele o il papassinu biancu e nigheddu, un altro dolce tipico sardo. Altri comuni sardi dove si svolge la festa di Sant’Antonio Abate sono Samugheo, Sorgono, Ovodda e Ottana, solamente per citarne alcuni.
E questa era solo una piccola anteprima dei falò in tutta Italia: il numero di paesi e città in cui si svolgono è davvero impressionante e, quindi, è praticamente impossibile racchiuderli in un unico articolo. La nostra selezione, tuttavia, è un buon punto di partenza!

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