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Rita Ricci

UNESCO: la Basilica di San Francesco e altri siti francescani

  • 2 anni fa
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6 min

San Francesco d’Assisi è il Santo Patrono d’Italia e grande devozione è riservata non solo alla sua figura, ma anche alla Basilica omonima che gli è stata dedicata nella sua città natale, in provincia di Perugia. 

Indice dei contenuti

La Basilica di San Francesco è una struttura risalente al XIII secolo che sorge ad Assisi, in Umbria, e ancora oggi troneggia sulla cittadina assurgendo a emblema dell’arte sacra e del gotico italiano. Una basilica che è riconosciuta dall’Unesco per il suo valore artistico e spirituale inestimabile, da tutelare e preservare nei secoli, sin dall’anno 2000.

La Basilica di San Francesco d’Assisi

La Basilica di San Francesco è, senza dubbio, uno dei maggiori capolavori dell’arte sacra, non solo in Italia, ma anche nel mondo. La sua costruzione, ai piedi del monte Subasio, risale al 1228 subito dopo la morte di San Francesco e completata nel 1253.

L’architettura della basilica è un perfetto esempio del gotico italiano, con le sue linee eleganti, gli archi a sesto acuto e le imponenti vetrate colorate che creano preziosi giochi di luce che si rifrangono all’interno delle navate. La struttura architettonica è composta da due chiese sovrapposte: la Basilica Superiore e la Basilica Inferiore, entrambe caratterizzate da opere d’arte di incommensurabile valore.

Scalinata della Basilica di San Francesco ad Assisi

Scalinata della Basilica di San Francesco ad Assisi

I capolavori nella Basilica di San Francesco

All’interno della Basilica Superiore, si possono ammirare le celebri Storie di San Francesco, realizzate da Giotto tra il 1290 e il 1295. Il ciclo pittorico è costituito da 28 scene che rappresentano la vita del santo e sono suddivise in 3 gruppi: dalla conversione di Francesco fino alla canonizzazione, da parte di papa Gregorio IX, e ai suoi miracoli.

Questi affreschi sono considerati una delle prime e più importanti testimonianze dell’arte giottesca introducendo l’uso della prospettiva, del realismo e del plasticismo figurativo. L’artista, infatti, cercò di focalizzarsi sull’espressività dei personaggi e sull’utilizzo della luce naturale e del chiaroscuro per conferire maggior realismo alla vita del Santo e valorizzare, così, la funzione didattica dell’opera.

La realizzazione di questa basilica, infatti, è stata patrocinata dagli stessi francescani e da papa Gregorio IX al fine di diffondere gli insegnamenti del poverello di Assisi e di educare al cattolicesimo il popolo ancora incolto, attraverso gli affreschi che rappresentavano i momenti salienti della sua ascesa alla santità. Da rammentare è la fondamentale presenza delle spoglie del Santo che sono tuttora custodite nella Basilica: il corpo venne traslato qui nel 1230 e, sin da allora, non ha mai smesso di attirare pellegrini da ogni dove.

La scritta PAX di fronte alla Basilica di San Francesco d’Assisi

La scritta PAX di fronte alla Basilica di San Francesco d’Assisi

Il crocifisso di San Damiano

Una reliquia di valore inestimabile è il crocifisso di San Damiano, alla presenza del quale Francesco avrebbe ricevuto la “chiamata dal Signore”. Si tratta di un’icona a forma di croce in stile bizantino risalente al XII secolo che raffigura un Christus triumphans (trionfante sulla morte) attorno al quale sono rappresentati i testimoni della sua morte: sulla sinistra Maria, la madre di Gesù, e Giovanni; sulla destra, invece, si trovano Maria Maddalena, Maria di Cleofa e il centurione che, per primo tra i profani, lo riconobbe come “figlio di Dio”.

La tradizione narra che proprio davanti a questo crocifisso, mentre era raccolto in preghiera, per tre volte Francesco udì il messaggio del Signore che gli chiedeva espressamente di “riparare la sua Chiesa che versava in condizioni precarie”. Proprio in in virtù di questa richiesta, Francesco iniziò a spogliarsi di ogni bene per aiutare i più poveri e contribuire, così, alla ristrutturazione della dimora del Signore. Il crocifisso originale è oggi custodito nella Basilica di Santa Chiara di Assisi, anch’essa patrimonio Unesco.

La Basilica di Santa Chiara di Assisi: storia e origini

Chiara di Assisi è stata una sostenitrice e amica di San Francesco, la prima a condividere “il suo progetto di fede” e a condividerne le orme. Infatti, anche lei di nobili natali, a un matrimonio aristocratico preferì una vita umile, nel rispetto della natura e della fede cristiana. Insieme al Santo, fondò l’ordine delle Clarisse (inizialmente note col nome di “sorelle povere”), monache di clausura dedite alla preghiera contemplativa e che si riconoscono nella grande famiglia francescana.

Le sue spoglie sono state traslate, nel 1260, nella basilica omonima a lei dedicata e che si trova nel centro storico di Assisi, non lontano dalla Basilica di San Francesco. Di stile gotico primordiale, la chiesa è stata costruita con la tipica pietra bianca e rosa del Monte Subasio. Innegabile è il suo valore artistico e storico, ma è nota soprattutto per quello spirituale dovuto alla presenza del crocifisso di San Damiano, nella cappella di San Pietro, e alle spoglie della Santa che riposano nella cripta.

Degli affreschi che ornavano la basilica originariamente, ben poco è giunto ai nostri giorni, ad eccezione della Maestà di Puccio Capanna – posta dietro al famoso crocifisso di San Damiano –  che raffigura la Vergine in trono col Bambino benedicente alla presenza, a sinistra, di Santa Chiara e San Giovanni Battista e, a destra, di San Michele Arcangelo e San Francesco.

La storia di Santa Chiara e San Francesco si lega inesorabilmente al territorio di Assisi, che ne ha ospitato la vita esemplare e condiviso con loro il messaggio di pace, di semplicità e di rispetto della natura, rendendo questa cittadina un vero capolavoro dell’arte italiana.

Siti Francescani Basilica di Santa Chiara

Basilica di Santa Chiara

Gli altri siti francescani  

Anche il centro storico di Assisi si annovera tra i patrimoni riconosciuti dall’Unesco, soprattutto per il suo valore spirituale, artistico e culturale, costituendo un unicum nel suo genere. Una città santuario rimasta immutata sin dai tempi dei romani dove coesistono più stili e stratificazioni come attestano la Rocca Maggiore e la Rocca Minore detta anche Rocchicciola: esempi ancora tangibili di fortificazioni medievali.

Proseguendo lungo le vie del centro, si possono ammirare altri siti Unesco: la Cattedrale di San Rufino, il cosiddetto “duomo di Assisi” noto per il suo stile romanico risalente al XIII secolo; il Tempio di Minerva, perfettamente conservato, di arte augustea che sorge sulla piazza del Comune, poi trasformato nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva. Poco distante, ci si imbatte nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, caratterizzata da una facciata austera in stile gotico: questa cattedrale è stata rinominata Santuario della Spogliazione nel 2016 perché, nelle immediate vicinanze, San Francesco rinunciò ai beni materiali.

Ex necropoli romana è l’Abbazia di San Pietro, edificata in stile romanico, oggi ospita un monastero benedettino e svolge la funzione di casa religiosa per i pellegrini in visita ad Assisi. Non lontano da San Rufino, si trova il Convento della Chiesa Nuova che, secondo la tradizione, è stato costruito dove si ergeva la casa paterna di Francesco: una chiesa a croce greca ispirata al disegno di Raffaello Sanzio.

Santa Maria degli Angeli e il Monastero di San Damiano

A pochi chilometri dal centro, nella frazione di Santa Maria degli Angeli, sorge la basilica omonima, adornata in stile barocco, anch’essa patrimonio Unesco, nota soprattutto per la Porziuncola: la cappella dove Francesco era solito raccogliersi in preghiera.

Sempre nella periferia meridionale di Assisi, si annovera anche il Monastero di San Damiano: un luogo di grande importanza spirituale per la conversione di Francesco che davanti al crocifisso omonimo, trasferito nella basilica di Santa Chiara nel 1257, ricevette la chiamata del Signore. Successivamente è divenuto monastero per le clarisse e oggi casa di formazione per i novizi.

Siti francescani Santa Maria degli Angeli

Veduta di Santa Maria degli Angeli

Santuario di Rivotorto e l’Eremo delle Carceri

Per respirare un’atmosfera più spirituale e ritirarsi in preghiera, è consigliato un giro al Santuario di Rivotorto e all’Eremo delle Carceri, entrambi posti nei pressi del Monte Subasio. L’uno, alle pendici del monte, è noto soprattutto per il sacro tugurio: il luogo dove Francesco d’Assisi era solito riunirsi in preghiera coi suoi confratelli e dove ha fondato l’ordine francescano; l’altro, a 800 metri di altezza in un bosco di lecci secolari sul Monte Subasio, è ancora custodito dai Frati Minori della congregazione francescana. Qui, si ritiravano in preghiera Francesco e i suoi per periodi più lunghi di meditazione.

Luoghi sacri e artistici che hanno segnato inesorabilmente la storia culturale del nostro Paese, costituendo una testimonianza irripetibile della vita di un Santo, noto a ogni latitudine del mondo, oltre ad essere Patrono del nostro Bel Paese. Un viaggio che è una tappa obbligata nel bagaglio culturale di ciascuno.

Scheda

Ubicazione geografica: Umbria

Anno di iscrizione: 2000

Tipologia: sito di interesse culturale

Criteri selezione Unesco: n. I, II, III, IV,VI

(I) costituisce un autentico capolavoro del genio e della creatività umana;

(II) testimonia un significativo scambio di valori umani, in un determinato lasso di tempo o nell’ambito di un’area culturale del mondo, in relazione agli sviluppi nel campo dell’architettura o della tecnologia, delle arti monumentali, dell’urbanistica o della pianificazione territoriale;

(III) è la testimonianza unica e irripetibile di una tradizione culturale o di una civiltà vivente od ormai tramontata;

(IV) costituisce un esempio straordinario di una tipologia di edificio, di un complesso architettonico o tecnologico o di un paesaggio esemplificativo di una o più fasi fondamentali della storia dell’umanità;

(VI) è direttamente o concretamente riconducibile a eventi o tradizioni viventi, a idee o credenze, opere artistiche e letterarie di enorme rilevanza universale

Ossessionata dal gelato artigianale, amante di arte cinema teatro cultura società e verità …. Quelle che nessuno dice e che è il mio compito scoprire. Amante delle curiosità e del bello naturale, della bontà e della semplicità.

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