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Alessandra Festa

  • 2 anni fa
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5 min

Introdotti nel 1874, i Nasoni di Roma sono le emblematiche fontanelle in ghisa con il tipico beccuccio a forma di naso. Distribuiti in tutta la città, forniscono acqua potabile e sono diventati un simbolo della capitale, testimoniando la tradizione, l’igiene pubblica e l’ingegneria idraulica romana.

Indice dei contenuti

Chiunque abbia passeggiato per le strade della Capitale si sarà imbattuto in uno dei caratteristici cilindri di ghisa con la cannella ricurva a forma di lungo naso: i Nasoni di Roma. Queste fontanelle pubbliche, uniche nel loro genere, sono diventate un simbolo inconfondibile della Città Eterna.

Roma, Regina delle Acque

Partiamo dalle origini: nell’antichità, Roma era soprannominata Regina Aquarum, la Regina delle Acque. E non a caso! La città godeva di un approvvigionamento idrico eccezionale, garantito da una rete di ben 11 acquedotti. Queste imponenti infrastrutture erano un vero e proprio capolavoro di ingegneria, emblema della grandezza e del potere di Roma.

Dopo il declino dell’Impero Romano, l’importanza dell’acqua non diminuì. Anzi, nel Rinascimento e nei secoli successivi, le fontane monumentali divennero veri e propri gioielli artistici, adornando piazze e giardini. Pontefici, cardinali e nobili famiglie si contendevano il primato nella costruzione di fontane sempre più elaborate e spettacolari, affidando i progetti ai più grandi artisti dell’epoca.

Nasoni di Roma - Fontana dei Fiumi a Piazza Navona - ©mimmo.calvieri.1980

Fontana dei Fiumi a Piazza Navona – © mimmo.calvieri.1980

Nasoni di Roma: nati per l’igiene e la salute pubblica

La storia dei Nasoni inizia alla fine del XIX secolo quando, nel 1872, l’allora sindaco di Roma Capitale, il conte Luigi Pianciani, decise di dotare la città di un sistema di distribuzione dell’acqua pubblica, garantendo così l’igiene e la salute dei cittadini. L’idea era semplice e geniale: installare delle fontanelle in ghisa in ogni quartiere, erogando acqua potabile fresca e pulita.

Perché si chiamano Nasoni?

Il nome “Nasone” deriva dalla caratteristica cannella che ricorda, appunto, un lungo naso. Questa forma ha una doppia funzione: da un lato, facilita l’erogazione dell’acqua in modo continuo e costante; dall’altro, permette di bere senza dover appoggiare le labbra, garantendo così una maggiore igiene. E non solo, tappando con il dito l’uscita della fontanella, dal minuscolo foro zampilla un getto d’acqua preciso e potente non solo per dissetarti ma anche perfetto per un inaspettato “battesimo dell’acqua”.

Nasoni di Roma con il foro da cui zampilla l’acqua - Credits Gruppo Acea

Nasone di Roma con il foro da cui zampilla l’acqua – Credits Gruppo Acea

I Nasoni di Roma e l’evoluzione nel tempo

I primi Nasoni, installati nel 1874, erano leggermente diversi da quelli che conosciamo oggi. Erano dotati di tre teste di drago dalle quali zampillava l’acqua, ma ben presto si optò per un design più semplice e funzionale, con un unico cannello ricurvo.

Nel corso degli anni, i Nasoni si sono diffusi in tutta la città, diventando un punto di riferimento per i romani e un’attrazione per i turisti. Sono presenti in piazze, vicoli, parchi e anche in zone più periferiche, testimoniando l’espansione urbanistica in continua evoluzione.

Nasone di Roma e sullo sfondo Arco di Tito Credits Gruppo Acea

Nasone di Roma e sullo sfondo Arco di Tito Credits Gruppo Acea

Curiosità e aneddoti

I Nasoni nel cinema

  • Ladri di biciclette (1948): uno dei primi film a immortalare un Nasone è proprio il capolavoro di Vittorio De Sica. Il protagonista, Antonio Ricci, si siede sconsolato accanto a un Nasone di via Scarpanto, in una delle prime scene del film. Questo semplice gesto diventa un simbolo della disperazione e della solitudine dell’uomo comune di fronte alle difficoltà della vita.
  • Roma città aperta (1945): anche in questo capolavoro del neorealismo, i Nasoni fanno la loro comparsa, sullo sfondo di una Roma martoriata dalla guerra. Rappresentano un punto di riferimento per i personaggi, un luogo dove incontrarsi, bere un sorso d’acqua e scambiare qualche parola.
  • Campo de’ Fiori (1943): in questo film di Mario Bonnard, il Nasone di piazza Campo de’ Fiori diventa il teatro di una accesa discussione tra i protagonisti, Aldo Fabrizi e Anna Magnani. Il nasone, con la sua semplicità, fa da contrasto alla complessità dei sentimenti umani.
Aldo Fabrizi e Anna Magnani e il Nasone nel film Campo dei Fiori (1943)

Aldo Fabrizi e Anna Magnani e il Nasone nel film Campo dei Fiori (1943)

2800 Fontanelle e Nasoni a Roma: un record mondiale

Roma vanta un patrimonio di circa 2800 fontanelle pubbliche, di cui ben 280 sono situate all’interno delle antiche mura urbane. A queste si aggiungono altre 114 fontanelle pubbliche e gratuite, rendendo la Capitale la città con il maggior numero di punti idrici accessibili. Questa risorsa è a disposizione di tutti: romani, turisti e persino i nostri amici a quattro zampe.

Grazie a progetti di restauro e valorizzazione, molti Nasoni sono stati recuperati e riportati al loro antico splendore. Inoltre, sono state introdotte nuove tecnologie per monitorare la qualità dell’acqua e migliorare l’efficienza del sistema di distribuzione, nonché per geolocalizzare la fontanella più vicina a te.  Infatti, l’app Acea Waidy Wow – dove Waidy sta per Water Identity–  è possibile individuare i 150.000 punti di approvvigionamento dislocati in tutta Italia.

I Nasoni di Roma - l’App di Acea Waidy WOW - Credits Gruppo Acea

I Nasoni di Roma – l’App di Acea Waidy WOW – Credits Gruppo Acea

150 anni dei Nasoni di Roma

Nel 2024, i Nasoni romani, testimoni della storia della Città Eterna, hanno spento 150 candeline. Per preservarne la memoria e l’eredità, Acea (società che si occupa della gestione del servizio idrico di Roma e oltre 100 comuni del Lazio) ha donato alla città tre nuovi nasoni, posizionati nei pressi del Colosseo. Un’iniziativa volta a garantire la continuità di un servizio essenziale e a sottolineare l’importanza di questi elementi come parte integrante del tessuto urbano. Un omaggio a un simbolo iconico della città che disseta romani e turisti da oltre un secolo.

Al Pigneto I Nasoni Raccontano

Dal 20 al 22 settembre, il progetto I Nasoni Raccontano, giunto alla sua ottava edizione, approda nel quartiere Pigneto. Attraverso un percorso narrativo coinvolgente, il pubblico sarà invitato a scoprire la storia e le tradizioni di questo vivace quartiere romano. Dalle storie del dopoguerra alle sfide del presente, ogni angolo del quartiere diventa un palcoscenico dove il passato e il futuro si incontrano. Lo spettacolo partirà alle ore 20.30 dal Parco del Torrione, attraversando via Fanfulla da Lodi e via del Pigneto.

I Nasoni Raccontano 2023 - foto Manuela Giusto

I Nasoni Raccontano 2023 – foto Manuela Giusto

La funtanella

Che c’è de mejo de ‘na funtanella
a Roma quanno incoccia la calura?
Pare ‘na cascatella in miniatura
e t’arilegri solo ner vedella.

Co’ l’acqua che viè giù da la cannella,
su quer metro quadrato de frescura,
te poi riconcijà co’ la natura:
opri la bocca e bevi a garganella.

E si j’attappi er bucio co’ la mano
l’acqua schizza defora dar bucetto
e lo zampillo ariva ar primo piano.

Allora puro quanno ch’è sereno,
tra lo sbrilluccichio de quell’archetto
ce pòi vedé spuntà l’arcobbaleno.

Aldo Tomassini, architetto romano

Traduttrice, appassionata di scrittura e innamorata dell’Italia

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