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Il Labirinto della Masone sorge a Fontenallato, in provincia di Parma in Emilia Romagna. A realizzare questo splendido parco è stata la mente brillante dell’editore, designer e collezionista Franco Maria Ricci (Parma, 2 dicembre 1937 – Fontanellato, 10 settembre 2020).
Era il 1977 quando Franco Maria Ricci promise al suo caro amico, nonché collaboratore editoriale, lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, che un giorno avrebbe realizzato il labirinto più grande del mondo, proprio in quei campi in cui i due amavano passeggiare e conversare. “Il Labirinto, si sa – scrive Ricci – era da sempre uno dei suoi temi preferiti; e le traiettorie che i suoi passi (quelli di Borges, n.d.r) esitanti di cieco disegnavano intorno a me, mi facevano pensare alle incertezze di chi si muove fra biforcazioni ed enigmi”.

Labirinto della Masone, veduta dall’alto ©FMR
Quando varchi la soglia del Labirinto della Masone, un parco di otto ettari, a circa 15 minuti da Parma, la sensazione è quella di trovarti in un luogo fuori dal tempo, in cui puoi perderti in un’atmosfera piacevolmente sospesa. Il progetto del labirinto, con l’idea di ricreare la leggendaria Isola di Citera e le sue strutture architettoniche, descritte nell’Hypnerotomachia Poliphili, un romanzo allegorico, stampato a Venezia da Aldo Manuzio nel 1499, prende vita agli inizi degli anni 2000, grazie al lavoro di un giovane studente torinese di architettura, Davide Dutto.
Insieme a Dutto, artefice della costruzione degli edifici è l’architetto parmense Pier Carlo Bontempi, con cui Ricci condivide la passione per il neoclassicismo. La realizzazione del labirinto vegetale termina nel 2015, dopo una decina d’anni di lavoro circa.

Labirinto della Masone – Corridoio di bambù © FMR
Solo l’estro geniale di un sognatore poteva dare concretezza a questa utopia ispirata ai labirinti classici, da quello cretese a quelli romani, alle ideali costruzioni dei grandi architetti neoclassici come Boullée, Lequeu, Ledoux e l’italiano Giovanni Antolini. Il perimetro del Labirinto, dalla forma di una stella a otto punte, prende spunto dalla Forma Urbis delle città rinascimentali, adottata anche da Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta, dalla Repubblica Veneta a Palmanova in Friuli e dall’architetto Sébastien Le Prestre de Vauban nelle architetture militari.
Il labirinto si sviluppa in un intricato percorso di 3 chilometri, realizzato con circa 200 mila piante di bambù di 20 specie diverse. Il bambù – amava ricordare Ricci – «non si ammala, non perde le foglie e, a causa della sua impaziente crescita assorbe grandi quantità di anidride carbonica, lasciando a noi l’ossigeno». L’itinerario, un invito al visitatore a smarrirsi nella vegetazione, comprende alcuni approfondimenti sulla storia dei labirinti in generale, ma anche sulla nascita dello stesso progetto di Ricci.

Labirinto della Masone-Corte centrale @FMR
Al centro del parco si apre una piazza di circa 2.000 m2, circondata da portici, mentre di fronte ad essa sorge una cappella piramidale che intende evocare il legame tra labirinto e fede, oggi utilizzata anche per piccoli eventi e concerti.
Nel corpo principale, si snodano gli spazi culturali, costituiti da un’ampia area museale che custodisce l’eterogenea collezione d’arte di Ricci. Puoi, inoltre, visitare una biblioteca con preziose opere di tipografia e grafica, tra cui quelle di Giambattista Bodoni e fare una pausa nel raffinato ristorante Il Labirinto by 12 Monaci o nel Bistrò, più adatto per rapidi spuntini. Infine, potrai addirittura pernottare, usufruendo di due suites destinate agli amanti del lusso e del comfort.
Questo luogo magico è gestito dalla Fondazione che prende il nome del suo fondatore. La collezione d’arte comprende 500 pezzi che uniscono epoche e luoghi più disparati, estendendosi in un arco temporale di 5 secoli, dal XVI al XX, riflettendo la molteplicità di interessi di Ricci.
Oltre alle opere più prettamente museali, che vanno dalla scultura alla pittura, ai busti, alla ritrattistica, alle Vanitas seicentesche, fino ad arrivare a capolavori del ‘900, sono presenti anche pezzi unici, insoliti e curiosi, a sottolineare come il bello possa rivelarsi in ogni sua forma.

Labirinto della Masone, ingresso alla Wunderkammer ©FMR
Tra i grandi artisti in collezione si va da Carracci ad Hayez, da Savinio a Ligabue, solo per citarne alcuni. Anche l’allestimento è piuttosto insolito, procede per associazioni e non solo per rigore scientifico, rivelando al tempo stesso l’estro, la raffinatezza e l’eclettismo di Ricci.
La Fondazione organizza anche mostre temporanee, conferenze, eventi culturali, concerti. Proprio nel 2023, ha ospitato un’importante mostra dedicata a un genio del Made in Italy, Roberto Capucci, a cura della Fondazione Roberto Capucci e della Fondazione Franco Maria Ricci, e un festival di arte e musica elettronica.
È inoltre ripresa, nel 2021, la pubblicazione della rivista FMR (acronimo di Franco Maria Ricci), «la rivista più bella del mondo», fondata da Ricci nel 1982 che «mostra l’arte come non è mai stata mostrata. Non insegna la storia dell’arte, ma fa amare l’arte formando il gusto e la capacità di vedere».
Sospesa nel 2003, dopo che Ricci aveva ceduto il marchio editoriale per inseguire il sogno del labirinto, questo fiore all’occhiello dell’editoria d’arte è oggi nuovamente disponibile, sempre con le sue inconfondibili pagine color ebano, motivo per il quale Federico Fellini la definì “la perla nera”.

Immagine delle copertine dei primi 27 numeri della rivista di Franco Maria Ricci
Fontanellato, dove sorge il Labirinto della Masone, in Emilia Romagna, è tra i 100 borghi più belli d’Italia. Dal 2004, è Cittaslow del buon vivere e della buona tavola, dove puoi gustare le prelibatezze e i prodotti tipici del territorio, e anche Città d’Arte e Cultura, sede del Circuito Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.
Oltre al Labirinto, in questo piccolo borgo della cosiddetta Bassa Parmense, merita una visita la Rocca Sanvitale, una fortezza del XIV secolo, costruita su un preesistente edificio del XII secolo. Caratterizzata dalle sue mura merlate e torri angolari, è circondata da un ampio fossato, tanto che per accedere devi passare attraverso un ponte levatoio. All’interno della Rocca, è presente un capolavoro: si tratta della Saletta di Diana e Atteone, affrescata da Francesco Mazzola, detto il Parmigianino (Parma 1503 – Casalmaggiore 1540).
Sempre nella Rocca, puoi trovare un autentico gioiello: l’unica Camera Ottica ancora operativa in Italia. Attraverso un complesso sistema di specchi, essa permette di proiettare l’immagine della piazza antistante il Castello su uno schermo. Questo marchingegno ha persino avuto un ruolo di rilievo in una scena del film Prima della rivoluzione diretto da Bernardo Bertolucci nel 1964.

Fontanellato, Rocca San Vitale
A rendere ancora più fascinoso questo luogo, è la leggenda secondo la quale nel Castello sarebbe presente il fantasma della piccola Maria Costanza Sanvitale, nipote della Duchessa Maria Luigia d’Austria, morta all’età di 5 anni. Secondo i racconti di alcune guide e turisti, sembra che la bimba continui a manifestarsi, in particolare in due spazi del maniero: la Sala del Biliardo e la Sala da Ricevimento.
Dal 1 aprile al 31 ottobre, il Labirinto della Masone è aperto dalle 10.30 alle 19.00, escluso il martedì
Dal 1 novembre al 31 marzo, l’orario è dalle 9.30 alle 18.00, sempre tranne il marted
Per qualsiasi informazione, ti invitiamo a consultare la pagina ufficiale del Labirinto.
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