5 min
Siamo a Grosio, un piccolo paesino della Valtellina. Dietro alla propria abitazione, il signor Di Cesare ha costruito un giardino di roccia che risale la montagna. Per la sua somiglianza con la famosa Casa Batlló di Barcellona, è stato ribattezzato Il castello del Gaudí di Grosio.
C’era una volta un paesino di nome Grosio dove un uomo molto speciale ha costruito un castello meraviglioso, diverso da tutti gli altri presenti nella valle… Potrebbe essere questo l’incipit di questa fiaba moderna che trasuda amore, cura e dedizione.

Ma andiamo per gradi. Grosio è un piccolo comune italiano di poco più di 4000 abitanti in provincia di Sondrio in Lombardia. Situato esattamente in Valtellina, ha origini molto antiche, come testimonia la Rupe Magna riconducibile all’età del Bronzo. Durante il Medioevo, il paese divenne feudo dei Visconti Venosta che vi costruirono due castelli: quello di San Faustino (a Grosotto) e quello detto dei Visconti Venosta (oggi sede museale) a Grosio.
Durante il XVII secolo, il borgo ebbe frequenti contatti con la Repubblica di Venezia. Stando a una leggenda piuttosto diffusa, sembrerebbe che le donne grosine siano le discendenti delle schiave ottomane e balcaniche, comperate e poi sposate dagli abitanti di Grosio. A suffragare questa teoria ci sarebbero il tipico costume grosino, molto ricco di accessori e colori e gli urecìn di bròchi (orecchini d’oro) ad anello con borchia, caratteristici della Serenissima. Qui ebbe la sua sede anche una famosa fonderia di campane, la Giorgio Pruneri che, realizzata nel 1822, operò a fasi alterne fino al 1926.
Molto più recente, ma dal fascino irresistibile, è un edificio definito il Castello di Gaudí di Grosio. Questa costruzione particolarissima deve il suo nome alla somiglianza con la Casa Batlló, l’opera suggestiva e surreale che l’architetto di fama mondiale Antoni Gaudí realizzò a Barcellona nei primi anni del ‘900 su commissione dell’omonima famiglia.
Tuttavia, la storia della struttura è legata invece alla figura di Nicola Di Cesare, un costruttore abruzzese che, nato a Pizzoferrato nel 1950, si è trasferito in Valtellina. Avendo trovato qui la sua dimensione ideale, vive ormai da oltre 50 anni in questa magica realtà. L’amore per questo posto speciale ha reso ancora più profonde le radici che lo legano alla sua terra d’adozione. Dopo aver lavorato per la famiglia Visconti Venosta e come ferroviere anche in Svizzera, il signor Di Cesare ha cominciato a coltivare il suo sogno di costruire un giardino delle meraviglie sfidando e scalando la montagna, ma senza seguire un progetto preciso, solo la sua intuizione e l’impulso di mani che hanno da sempre voglia di costruire e plasmare la materia.

Uomo dal temperamento schivo, si definisce autodidatta e rifiuta categoricamente l’etichetta di artista. Completamente da solo, senza cercare o accettare l’aiuto di nessuno, sta portando a compimento un’opera che risale la pendenza rocciosa delle Alpi Retiche per oltre 50 metri, sostituendo sassi e sterpaglie con elementi colorati.
In alcune interviste ha dichiarato che questo suo impegno ha rappresentato anche la miglior ricetta per un matrimonio sereno. Infatti, ogni momento libero viene sempre dedicato alla sua opera. Così, giorno dopo giorno, per oltre 4 decenni, mentre il castello prendeva forma, il legame con la compagna di una vita diventava sempre più stabile. Oggi, i due coniugi sono ancora uno accanto all’altra e possono godere dei frutti della loro fatica e del loro amore. Ed è proprio partendo dal giardino di casa che, risalendo la parete rocciosa, Nicola sta realizzando, gradino dopo gradino, il suo Paradiso personale con l’obiettivo di raggiungere, un giorno, la cima della montagna.
La costruzione ha richiesto più di 40 anni di lavoro paziente e indefesso, ma il risultato è a dir poco strabiliante. Complice, senza alcun dubbio, anche la presenza di un giardino che sembra uscito da una fiaba in cui catturano immediatamente l’attenzione le sculture, i sentieri, i cunicoli, le ruote, gli archi, le fontane e i mosaici. Questi ultimi, in particolare, costituiscono un vero e proprio gioiello sia per perizia realizzativa sia perché sono stati creati con materiale di recupero come, ad esempio, cocci di vetro provenienti da bottiglie rotte.

Tutti da scalare e leggere sono, invece, i 207 gradini incisi con frasi e detti popolari: un’opera nell’opera. Oltre agli elementi architettonici, la natura gioca un ruolo importante nel compiere questa magia capace di trasportarci dalla Valtellina a Barcellona con un solo sguardo. Colori, dettagli, fiori e piante che si alternano in guizzi cromatici che donano allegria alla vista e rasserenano il cuore.
Il Castello del Gaudì di Grosio è nato come spazio totalmente privato. Ad oggi, senza che venisse pubblicizzato in alcun modo, solo grazie a internet e al passaparola, sta diventando sempre più una meta turistica ricercata da visitatori provenienti da ogni parte d’Italia. Dunque, il proprietario è ben lieto di aprire letteralmente le porte di casa con l’umiltà e la sorpresa di chi, senza volerlo, ha realizzato un monumento che oggi viene definito land art.

Una volta raggiunto il paese di Grosio, bisogna percorrere la centrale via Rovaschiera fino a raggiungere la struttura che si trova al numero 48. Le visite non sono a pagamento ma, trattandosi di una struttura privata, vanno concordate previamente con la proprietà.
La Rupe Magna, una grande parete di roccia lunga 84 metri e larga 35, venne scoperta nel 1966 da Davide Pace. Presenta ben 5.000 iscrizioni rupestri databili tra il IV millennio (fine del Neolitico) e il I millennio a.C. (età del Ferro) con raffigurazioni di uomini, animali, oggetti di uso comune e perfino simboli religiosi. Oltre a queste incisioni, ne sono state rinvenute un’altra cinquantina sul Dosso Giroldo. Particolarmente importante e interessante è quella denominata Roccia degli Armigeri poiché rappresenta delle figure antropomorfe dotate di lancia e scudo.
Il Castello di San Faustino (o Castello Vecchio), realizzato attorno al X-XI secolo (un Castrum Groxii compariva già in alcuni documenti del 1150) per volere del Vescovo di Como, rivestiva una particolare importanza come strumento di controllo e difesa della Val Grosina e del passo del Mortirolo. Oggi del maniero rimangono solo alcune vestigia, ma gli studi concordano nel ritenere che il suo perimetro fosse molto più ampio di quanto appaia attualmente e che fosse costituito da lunghe mura fortificate che recintavano anche due sepolture nobiliari e una chiesa dedicata ai martiri Faustino e Giovita.
Il Castello Visconteo (o Castello Nuovo), perfettamente conservato, costituisce un perfetto esempio di roccaforte caratterizzata dalla presenza di un massiccio donjon (torrione) fortificato. Dopo una fase di decadenza, ritornò in auge durante la Guerra di Valtellina tra il 1620 e il 1639.
La Chiesa di San Giorgio, che sorge in pieno centro storico e risale al XIII sec., compare in un documento del 1252. Molto lineare nelle forme, rappresenta un’opera di rilievo del patrimonio artistico della Valtellina. All’interno, sono presenti alcuni affreschi di pittori diversi per provenienza e stile fra cui Andrea De Passeri, Giovannino da Sondalo e Cipriano Valorsa, di origine grosina.

Villa Visconti Venosta fu per secoli la dimora dell’omonima famiglia che continuò a soggiornarvi fino al 1982. Particolarmente significativi furono gli interventi di fine Ottocento voluti dal Marchese Emilio il quale, non solo ristrutturò l’edificio, ma comprò anche i terreni circostanti per creare un meraviglioso parco, un tempo privato e oggi aperto al pubblico. La villa attualmente rappresenta una vera e propria casa-museo che ospita anche la Biblioteca civica.
Scopri i suoi luoghi magnifici
Non ci sono risultati corrispondenti alla tua ricerca.
RipristinaUsa le raccolte per organizzare il tuo prossimo viaggio
In GoToItaly puoi trovare posti magnifici da visitare ed eventi straordinari a cui partecipare. Potrai poi salvarli nelle tue raccolte e condividerli. Scopri di più
Segui argomenti, discussioni, eventi e altri utenti
Seguendo un utente, un articolo o una discussione interessante, potrai ricevere notifiche e aggiornamenti in tempo reale sull'argomento. Scopri di più
Chiedi consigli di viaggio o rispondi agli utenti della community
Vuoi organizzare un viaggio e sei indeciso sui luoghi da visitare? O sei un esperto in materia e vuoi offrire la tua esperienza alla nostra community? Scopri di più
Condividi le tue esperienze di viaggio con GoToItaly
Trasforma i tuoi viaggi in storie avvincenti, condividi le gallerie fotografiche più suggestive e impreziosisci i racconti con video dei tuoi itinerari. Scopri di più