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L’appellativo Varese città giardino descrive alla perfezione il connubio tra arte e natura che ne caratterizza da molti secoli l’anima più intima e verace. Le ville storiche, costruite fra il XVIII e il XX secolo, i giardini, i parchi, i meravigliosi paesaggi, i tesori artistici e architettonici rendono questa location la meta perfetta per trascorrere una vacanza indimenticabile.
La città, viva e dinamica, gode di una posizione privilegiata, adagiata su sette colli: Biumo Superiore, Giubiano, San Pedrino, Sant’Albino, Montalbano, Campigli e Miogni. Si estende nella parte nord occidentale della Lombardia, sulla sponda est del Lago Maggiore, in un territorio che regala vedute incantevoli. I suggestivi panorami, incorniciati da verdi colline e innumerevoli laghi, hanno sedotto anche il celebre Stendhal. Lo scrittore francese rimase affascinato anche dal centro storico, piccolo ma elegante, ideale per chi ama passeggiare e ammirare chiese, palazzi e angoli di notevole interesse storico-artistico.
La città, inoltre, vanta numerosi parchi pubblici, attrezzati con giochi, aree picnic e percorsi per scoprire gli alberi monumentali e la botanica. Ecco cosa visitare a Varese città giardino.

Varese città Giardino, foto wikipedia Di Flodur63 – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Definito da Stendhal la “Versailles di Milano”, Palazzo Estense e i suoi spettacolari giardini sono un luogo da non perdere durante una visita nel centro storico di Varese città giardino. Un tempo dimora di Francesco III d’Este, Duca di Modena e Governatore della Lombardia, che lo acquistò nel 1766 per farne una residenza di villeggiatura, l’edificio oggi è sede del Comune.
Questa dimora sontuosa, costruita su modello del palazzo Schönbrunn di Vienna, sfoggia interni di pregio come la Sala Aldo Montoli, ex cappella di corte, e il Salone Estense che custodisce un grande camino rivestito con marmi policromi.
Dietro il palazzo, si estendono i meravigliosi giardini all’italiana progettati dall’ingegner Giuseppe Bianchi, ispirati anch’essi a quelli di Schönbrunn. I vialetti che si aprono tra alberi secolari, laghetti di cigni, statue e numerose panchine immerse nella vegetazione regalano ai visitatori uno scenario incantevole. All’interno dei giardini Estensi, si può ammirare Villa Mirabello, edificata dal Conte Gaetano Stampa di Soncino nel XVIII secolo e dal 1948 proprietà del Comune. La villa ospita il Museo Archeologico di Varese e una Sezione Risorgimentale.

Palazzo Estense, foto wikipediaDi Docfra – Opera propria, CC BY-SA 3.0
Sempre nel centro storico di Varese città giardino troviamo la Basilica di San Vittore, costruita in diverse fasi a partire dal XVI secolo su un edificio religioso preesistente del VII secolo. Ubicata in una piccola piazza, la basilica è stata rimaneggiata diverse volte nell’arco dei secoli fino ad assumere, sul finire del XVIII secolo, l’attuale stile neoclassico.
All’interno, la struttura presenta una pianta a tre navate, a croce latina, e volte decorate con preziosi affreschi. Il presbiterio ospita due pulpiti in legno e un altare maggiore in stile rococò, realizzato da scultori di Viggiù. Il complesso comprende anche la torre campanaria e il battistero in stile gotico. La torre in stile barocco, detta anche “del Bernascone”, è alta 77, 91 metri e si erge maestosa a fianco della basilica. Il Battistero di San Giovanni, realizzato tra il XIII e il XIV secolo, si trova dietro la torre campanaria e presenta sulla facciata una nicchia con la statua di San Giovanni Battista.

Basilica di San Vittore foto facebook Di Parsifall – Opera propria, CC BY-SA 4.0
A pochi passi dalla Basilica di San Vittore, che si affaccia sull’omonima piazza, si trova Piazza del Podestà. Le due piazze sono collegate dall’Arco Mera, uno dei simboli di Varese, una costruzione maestosa ed elegante, voluta dal canonico Luigi Mera. Edificato con pietra di Viggiù, proveniente dalle cave della Val Ceresio, l’arco colpisce per la sua imponenza e per le lastre di marmo con cui è rivestito.
A fare da cornice alle lastre sono quattro intarsi di pietra con incisi i nomi in latino dei Caduti varesini di tutte le guerre, da quelle coloniali alla Seconda guerra mondiale.

Varese Arco Mera, foto facebook Phyrexian
Su Piazza del Podestà si affaccia il Palazzo Biumi, poi Palazzo Pretorio che, fino al 1882, fu sede del Municipio. Appartenuto alla nobile famiglia Biumi, l’edificio barocco conserva un elegante porticato sormontato da due teste leonine intagliate nella pietra: dal porticato, si accede al Cortile del Broletto, un tempo riservato agli orti.
Da qui trae origine il nome del cortile: l’orto, infatti, veniva chiamato brolo e con broletto si indicava un piccolo orto. In questo spazio, nell’800, si svolgeva anche il mercato delle granaglie. Con i suoi medaglioni dipinti, anche se in cattivo stato di conservazione, è uno dei luoghi più suggestivi della città di Varese, un angolo incantevole dove si respira un’atmosfera d’altri tempi.
Per fare un tuffo nel passato, basta chiudere gli occhi per qualche istante e immaginare di trovarsi nella Varese di una volta, quando il cortile era luogo d’incontro della nobiltà cittadina.

Palazzo Biumi, foto wikipedia Giovanni Sessa – Opera propria, CC BY-SA 4.0
In Corso Matteotti, la via principale di Varese, su cui si affacciano le cosiddette case “a lista”, che un tempo fungevano sia da bottega che da abitazione privata, si trova l’antico Monastero di Sant’Antonio, noto oggi come Casa Veratti. La struttura, sorta nel XVI secolo in seguito alla soppressione del monastero cinquecentesco di Sant’Antonino, venne successivamente abbandonata. Il monastero venne soppresso nel 1789 e il complesso venne acquistato da Pietro Veratti tramite asta pubblica.
Veratti lo trasformò in una dimora con botteghe e, successivamente, decise di utilizzare l’ex refettorio del monastero, sopravvissuto insieme al chiostro, come spazio per mostre ed esposizioni. Dal 1986, l’ex refettorio, attuale Sala Veratti, è stato acquisito dal Comune di Varese. Una visita in questo luogo calmo e tranquillo, che conserva intatto il legame con le sue origini, consente di ritrovare l’antica storia della città.

Casa Veratti foto facebook VareseDi Ben Bender, CC BY-SA 3.0
Ad appena dieci minuti di auto dal centro di Varese, si trova il Sacro Monte, dichiarato Patrimonio Unesco dal 2003. Lungo la Via Sacra, un sentiero in salita di circa 2 chilometri percorribile a piedi, sono dislocate 14 cappelle che custodiscono al loro interno affreschi e sculture raffiguranti i misteri del Rosario. Alla fine del percorso, si giunge nel piccolo borgo di Santa Maria del Monte dove si trova il Santuario, meta di pellegrinaggio, oltre al Monastero delle Romite Ambrosiane, il Museo Baroffio e la Casa Museo Pogliaghi.
Il borgo è raggiungibile anche in treno, autobus e funicolare: quest’ultima alternativa è ideale per ammirare lo splendido panorama durante la risalita.

Sacro Monte, foto wikipediaDi Gerd Eichmann – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Ai piedi del Sacro Monte sorge Villa Toeplitz, costruita verso i primi del 900 da alcuni nobili tedeschi per farne una residenza di campagna. Nel 1927, venne acquistata dal banchiere Giorgio Toeplitz che la trasformò in una dimora incantevole, dotata di numerosi edifici e di un parco che si estende su circa quattro ettari, definito uno dei più belli d’Italia.
In questo immenso spazio verde, si alternano percorsi e vialetti, fontane scenografiche, strutture monumentali, giochi d’acqua di ispirazione orientale e specie vegetali esotiche dal fascino unico. Interessante anche da un punto di vista botanico, il parco vanta un bosco di conifere e uno di castagni. Al suo interno, si trova il Museo Castiglioni in cui sono custoditi pezzi di valore, soprattutto di origine egiziana e africana. Il Museo si sviluppa su due piani: il piano terra ospita la collezione archeologica, il piano primo quella etnografica.

Villa Toeplitz, foto wikipedia Niklas Schwartz – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Splendida dimora circondata da un parco che si estende su 33.000 metri quadrati, Villa Panza è uno dei gioielli di Varese. Situata sulla collina di Biumo Superiore, le sue origini risalgono al Settecento, quando venne fatta costruire dal marchese Paolo Antonio Menafoglio. La villa custodisce oltre 100 opere di artisti contemporanei, una preziosa raccolta di arte precolombiana e africana e, dulcis in fundo, arredi rinascimentali esposti nei saloni e nelle scuderie.
Molto suggestiva è l’ala dei rustici in cui è stata allestita una galleria di opere d’arte ambientale, tra cui spiccano opere di Dan Flavin, Robert Irwin, James Turrell e Maria Nordman. Donata al FAI nel 1996, la villa è circondata da un elegante giardino all’italiana che rende il contesto ancora più bello e suggestivo.

Villa e collezione Panza, foto wikipedia Phyrexian CC BY-SA 4.0
A un tiro di schioppo dal centro storico di Varese, sorge Villa Augusta, raffinata dimora risalente alla seconda metà dell’Ottocento, circondata da un grande e rigoglioso parco. Costruita tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo su progetto dell’Ingegner Pisoni, la villa appartenne alla signora Augusta Testoni che vi dimorò dal 1911 fino al 1949.

Villa Augusta, foto youtube Dini Bonfa
Successivamente, il complesso passò all’Ospedale di Circolo di Varese e poi alle suore Ausiliatrici del Purgatorio. Il Comune ha acquistato la villa nel 1968 e l’ha aperta ufficialmente al pubblico il 5 aprile 1970.
Passeggiando fra i viali e le scalinate che attraversano il parco, ci si imbatte in aiuole, alberi maestosi come faggi, cedri, platani, tigli, ippocastani e l’imponente Sughera, unica e spettacolare con le sue incredibili forme.
Nel parco di villa Augusta, si possono ammirare anche magnifici esemplari di arbusti come camelie, azalee e rose.
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