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Giusy Pirosa

Scopri i tradizionali rituali di Capodanno in Italia

  • 2 anni fa
  • Lettura in

7 min

Il Capodanno è una festa che porta con sé usanza e tradizioni in ogni parte del mondo. Anche nel nostro paese viene celebrato con rituali che risalgono al passato, alcuni dei quali sono molto antichi, e vengono tramandati di generazione in generazione. Alcuni riti risalgono all’antica Roma, altri invece provengono da culture diverse, ma tutte […]

Indice dei contenuti

Il Capodanno è una festa che porta con sé usanza e tradizioni in ogni parte del mondo. Anche nel nostro paese viene celebrato con rituali che risalgono al passato, alcuni dei quali sono molto antichi, e vengono tramandati di generazione in generazione.

Alcuni riti risalgono all’antica Roma, altri invece provengono da culture diverse, ma tutte si propongono di celebrare questa festa con l’auspicio di avere davanti un anno migliore e più fortunato.

Amore, soldi, fortuna e successo sono nei desideri di tutti gli italiani che festeggiano l’arrivo del nuovo anno ricorrendo alle tradizioni più disparate. Scopriamo quali sono i riti di Capodanno in Italia più diffusi e praticati!

Mangiare cibi portafortuna a Capodanno

Una delle tradizioni di Capodanno che ancora oggi è un vero e proprio rituale è quella di portare in tavola cibi che simboleggiano l’abbondanza. Il piatto per eccellenza sono le lenticchie, considerate un vero portafortuna e sinonimo di ricchezza.

Capodanno, Piatto di lenticchie e cotechino

Lenticchie e cotechino

Fin dai tempi dei Romani, erano considerate di buon augurio perché somigliavano alle monete;  per questo, le lenticchie a Capodanno non mancano mai sulla tavola e nel nostro paese si trovano diverse varietà pregiate.

Gustare un buon piatto di lenticchie di Castelluccio di Norcia, prodotto umbro per eccellenza, oppure di Colfiorito, anche queste molto apprezzate per le loro proprietà, fa parte dei rituali più diffusi per augurare buona fortuna.

Anche lo zampone e il cotechino sono simbolo di benessere e ricchezza: la carne grassa rappresenta l’abbondanza e in passato era un privilegio accessibile a pochi. E quale miglior modo che festeggiare l’ultimo dell’anno portando a tavola lo zampone di Modena adagiato su un letto di lenticchie?

Si tratta di un piatto bello da vedere, molto sostanzioso e  assoluto protagonista del Capodanno. Vediamo, di seguito, altri cibi che simboleggiano la ricchezza.

Frutta secca

Per Capodanno è un rito mangiare 7 tipi di frutta secca, mandorle, noci, arachidi, nocciole, fichi, datteri e uvetta, molto diffusi ai tempi dei Romani, soprattutto durante i matrimoni. Molto apprezzate per il gusto e le caratteristiche uniche sono la noce di Sorrento e le mandorle di Avola, ma sono in tanti a portare in tavola anche i pistacchi di Bronte.

Frutta secca a Capodanno

Frutta secca

Melagrana

Tra i frutti considerati di buon augurio per l’arrivo dell’anno nuovo troviamo la melagrana, simbolo di fertilità e prosperità e molto amata da Era e Afrodite.

Uva

Secondo una tradizione contadina molto antica nella notte di Capodanno bisogna mangiare un acino per ogni mese dell’anno, quindi 12 in tutto, così da garantirsi per tutto l’anno ricchezza e prosperità.

Invece, secondo una tradizione napoletana tramandata sin dal dominio spagnolo bisogna mangiare i dodici chicchi d’uva per ogni rintocco della mezzanotte in cerca di prosperità e ricchezza.

Il brindisi a mezzanotte

Fra i riti di Capodanno non può mancare il brindisi di mezzanotte che, come da tradizione, si fa a cavallo fra il 31 dicembre e il 1 gennaio. Per fare il brindisi si può scegliere sia spumante secco che dolce, e in Italia c’è veramente l’imbarazzo della scelta.

Brindisi a Capodanno

Brindisi a Capodanno

Tante le zone produttive italiane fra cui scegliere la bottiglia per Capodanno, come Franciacorta, Piemonte, Oltrepò Pavese, Veneto, Valle d’Aosta, Sicilia e molte altre.

A prescindere da quale spumante si sceglie di stappare è importante far fare il botto al tappo della bottiglia per augurare un nuovo anno fortunato. Infatti, è usanza credere che il rumore del botto mandi via gli spiriti maligni per portare solo cose buone.

Un’altra tradizione di buon auspicio durante il brindisi di mezzanotte è quella di strofinare un po’ di spumante dietro le orecchie prendendolo con le dita da quello schizzato durante l’apertura della bottiglia.

Baciarsi sotto il vischio

Il bacio sotto il vischio è un’altra delle tradizioni che ancora oggi predominano a Capodanno. Questo rito ha origine dai popoli celtici che consideravano il vischio un albero sacro assieme alla quercia, in grado di tenere lontane malattie e sfortuna.

Per questo motivo era considerato di buon auspicio durante le festività natalizie e veniva appeso sulla porta. Invece, l’usanza di baciarsi sotto il vischio la sera del 31 gennaio proviene dalla Scandinavia: la leggenda narra che Frigg, madre di Baldur, a sua volta fratello di Thor, sognò la morte del figlio e per evitargli quella sorte fece giurare ad animali, piante e pietre di proteggerlo.

Il bacio sotto il vischio a Capodanno

Il bacio sotto il vischio a Capodanno

Tuttavia, dimenticò di far giurare anche il vischio e fu proprio quella pianta a far morire Baldur. Secondo la leggenda le lacrime di Frigg si trasformarono in bacche bianche e il vischio da allora viene appeso sulle porte come simbolo dell’amore eterno e protezione dalle sciagure.

Oltre al vischio, per celebrare questo rito si può utilizzare anche l’agrifoglio o il pungitopo, pianta che cresce in tutta Italia nella macchia mediterranea e nel sottobosco e riconoscibile facilmente perché presenta delle strutture appiattite ed espanse a forma di una punta di lancia. Fra le varietà privilegiate per realizzare ghirlande e decorare la casa e l’esterno troviamo l’agrifoglio che cresce a pochi metri di altitudine nella Valle Grande di Rocca San Giovanni, in Abruzzo.

Attenzione, però, che è una specie vegetale protetta…per cui è possibile ovviare con la versione “artificiale” riprodotta fedelmente, che fa la sua scena e non altera gli equilibri della Natura.

Indossare intimo di colore rosso

Colore della passione per antonomasia, il rosso simboleggia anche la fortuna e la protezione dagli spiriti maligni. Per questo, esiste l’usanza di indossare qualcosa di rosso per Capodanno. Il rito ha origini molto antiche e risale addirittura al 31 a.C., ovvero all’epoca di Ottaviano Augusto.

Lo stesso imperatore aveva l’abitudine di sfoggiare un drappo color porpora in segno di potere durante il Capodanno romano. In quel periodo storico, anche donne e uomini indossavano un accessorio o indumento di rosso per l’ultimo dell’anno.

Nel corso dei secoli,  il rito si è spostato sull’intimo e, ancora oggi, è tradizione indossare intimo rosso per proteggersi dalla sfortuna e sperare in un anno nuovo prospero e ricco. Ecco due soluzioni su cosa fare con l’intimo rosso dopo averlo indossato a Capodanno:

Indossarlo al contrario

Questa procedura prevede di rimettere l’intimo al rovescio non appena passa la mezzanotte. In questo modo pare che gli influssi positivi vengano potenziati.

Gettare l’intimo indossato per accogliere il nuovo anno

Questo gesto simboleggia perfettamente il concetto di andare avanti verso l’anno appena iniziato e buttare via quello vecchio, ovvero dimenticare il passato.

Gettare vecchi cocci dal balcone

Il rituale di gettare vecchi cocci dal balcone di casa è molto antico e viene praticato ancora oggi soprattutto nelle regioni del sud Italia. L’atto di disfarsi delle cose vecchie e rotte simboleggia il cambiamento e il desiderio di rinnovamento.

Al sud Italia è usanza lanciare letteralmente piatti vecchi e/o rotti quando scocca la mezzanotte del 31 per tenere lontana la cattiva sorte. Quindi, occhio se si passeggia sotto i balconi! Tuttavia, per paura che qualcuno si possa fare male, molti preferiscono affidare al fuoco oggetti vecchi e inutilizzati e farli bruciare.

Fuochi d’artificio a Capodanno

Fuochi d’artificio a Capodanno

I fuochi d’artificio

Immancabili sono i fuochi d’artificio per la notte di Capodanno. Come tramandato dalle credenze popolari, il rumore dei botti e dei petardi ha il potere di mettere in fuga demoni e spiriti maligni.

Accogliere il nuovo anno con i botti è un rituale consolidato che continua a ripetersi in tutto il paese, che da nord a sud si illumina con fuochi d’artificio spettacolari. In alcune località vengono utilizzate le piazze per accendere falò enormi, attorno ai quali si raduna tantissima gente.

Da non perdere è il Falò del Vecchione che si svolge a Bologna, in Piazza Maggiore. Il Vecchione non è altro che un fantoccio somigliante ad un anziano che a mezzanotte viene bruciato. Il simbolo del Vecchione è l’anno vecchio che viene fatto bruciare dalle fiamme per eliminare le cose brutte accadute, nella speranza che quello nuovo sia un anno migliore.

L’evento viene accompagnato con musiche e spettacoli pirotecnici. Anche nei comuni limitrofi e nel modenese si svolgono dei falò per aprire il nuovo anno sotto il migliore degli auspici.

Stelle filanti a Capodanno

Stelle filanti a Capodanno

Tuffo nel fiume Tevere

Il rito tradizionale del tuffo nel fiume Tevere per salutare l’anno nuovo affonda le radici al 1946, quando il temerario Rick de Sonay, un signore di nazionalità italo-belga, si lanciò nel fiume con addosso il costume e un cappello a cilindro.

Terminata la prestazione, aveva l’abitudine di indicare Ok con la mano per dire che era tutto a posto. Per questo motivo venne soprannominato Mr. Ok, appellativo con cui è maggiormente conosciuto.

Il tuffo viene eseguito ancora oggi dalla balaustra in marmo di Ponte Cavour, da 18 metri di altezza e i romani non perdono occasione di replicarlo nel primo dell’anno.

Anche ad Ischia per Capodanno c’è il tradizionale rituale del tuffo, ma si svolge a mezzogiorno in punto. A quest’ora, in tanti si tuffano nelle acque della spiaggia della Mandra che si trova vicino a Ischia Porto.

Mettere dei soldi in tasca

Uscire con tanti soldi in tasca per il primo dell’anno è un rituale che ha come scopo quello di attrarre fortuna e prosperità. Pare che avere le tasche piene di soldi sia un gesto propiziatorio di buona sorte per affrontare un anno ricco e fruttuoso.

Oltre a questo gesto, per avere un anno fortunato è necessario fare un incontro casuale con una persona dell’altro sesso che non deve essere un membro della famiglia. Invece, se il primo incontro è con una persona anziana simboleggia lunga vita.

Nel caso la prima persona che si incontra una volta usciti di casa per il primo dell’anno è un prete oppure un bambino allora non è un buon segno e probabilmente ci sarà un po’ di sfortuna. Che nessuno di offenda, si tratta di semplici credenze popolari…  E voi ne conoscete altre? Fatecelo sapere nei commenti.

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