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Qual è una delle prime cose che viene in mente parlando di atmosfera natalizia? State pensando all’albero, vero? L’abete decorato con luci, festoni, brillantini, statuette, palline colorate, stelle, campane che riempie le case e le città di tutto il mondo, donando una sensazione di inspiegabile felicità ad adulti e piccini.
It’s beginning to look a lot like Christmas everywhere you go
(Ovunque vai, comincia a farsi sentire molto l’atmosfera natalizia)
Si potrebbe affermare che non esiste Natale senza albero. E, chiaramente, ad ognuno il suo!
Immancabile nelle grandi piazze o nei luoghi di interesse delle più grandi città, ma anche di piccoli paesini. Grandi, enormi abeti addobbati o anche strutture più “moderne” e concettuali che ricreano l’albero attraverso la fantasia sembrano fare a gara su quale possa definirsi il più bello, il più illuminato, il più originale o… il più grande.
In questo articolo, troverete origini, storia e curiosità su una città italiana che ha portato questa tradizione natalizia un po’ fuori dagli schemi, guadagnandosi un posto nel libro del Guinness World Record.
Stiamo parlando di Gubbio, un grazioso borgo dell’Umbria che vanta il primato di avere l’albero di Natale più grande del mondo, un record internazionale di cui andar fieri!

Albero di Natale di Gubbio
Ogni anno, il suggestivo borgo medievale che sorge sul versante orientale della verdeggiante Umbria si prepara all’Avvento allestendo un albero di Natale speciale. Si tratta di un lungo serpente di cavi luminosi che viene magistralmente adagiato sulle curve del Monte Ingino, disegnando la sagoma di un grosso abete colorato e decorato a festa.
Un gigantesco simbolo natalizio viene incastonato nel paesaggio e lo scenario diventa immediatamente commovente e da togliere il fiato. Il risultato è a dir poco magico, uno spettacolo unico, che crea un’atmosfera da sogno in cui il Natale sembra fondersi con la città che, in questo scenario, fa da presepe. Gubbio merita una visita in qualunque periodo dell’anno, ma durante le festività natalizie un po’ di più!
Ho avuto l’onore di raggiungere al telefono Francesco Costantini, uno degli alberaioli di Gubbio che, tra l’altro lo scorso anno, ha ricevuto il premio per i suoi vent’anni di dedizione a questa attività. Quella dell’alberaiolo, mi spiega Francesco, è una “professione” assolutamente volontaria, ma non impedisce a chi decide di abbracciarla di prenderla con dedizione, passione e amore.
Attraverso una piacevole chiacchierata, poi, mi ha svelato tanti dettagli su questa stupenda opera che coinvolge una cinquantina di persone, ma a cui partecipa – in realtà – tutta la città. Ma andiamo con ordine.
Ho chiesto a Francesco come e quando sia nata questa eccezionale iniziativa. Mi ha raccontato che l’idea risale al 1981. In quell’anno, Mario Santini, uno dei primi alberaioli di Gubbio, ebbe l’idea di costruire un enorme albero che scendesse sulle pendici del Monte Ingino per incorniciare la città e omaggiare il loro adorato patrono Sant’Ubaldo durante le festività natalizie. E così cominciò la tradizione…

L’Albero di Natale ‘orizzontale’ di Gubbio con ruota panoramica
Francesco racconta che i primi alberi si costruivano con strumentazioni rudimentali: le luci erano vecchi fari delle automobili collegati alla bene e meglio e l’enorme stella sulla punta dell’albero veniva costruita direttamente sulla rocca, senza alcuna impalcatura di supporto. L’impresa era assai ardua, ma nulla che potesse fermare lo spirito natalizio dei volontari cosiddetti alberaioli, i creatori di questa magia.
Il primissimo albero era molto diverso dalla struttura così come la conosciamo oggi, però il racconto di come veniva preparato dà l’idea di quanto impegno e forza di volontà ci mettessero già a quell’epoca i volontari, anche senza le attrezzature moderne.
Come vedremo, poi, il progetto crebbe tanto nel corso degli anni che gli alberaioli decisero di istituire un comitato per garantirne la corretta organizzazione e gestione.
La creazione della struttura è un’iniziativa assolutamente privata, finanziata dai suddetti volontari alberaioli e dai cittadini che, ogni anno, supportano con una libera offerta l’associazione.
Dal proprietario dell’hotel al macellaio, dalla piccola bottega a conduzione familiare al farmacista, tutti gli eugubini partecipano con orgoglio all’iniziativa.
Ma come si è arrivati dall’intuizione di Mario all’albero di Natale più grande del mondo?
Proseguendo con il racconto di Francesco, pare che nel corso degli anni l’associazione si sia arricchita di figure professionali come ingegneri, architetti ed elettricisti che si sono dedicati anima e corpo all’eccezionale riuscita di tale impresa. Così, grazie al loro supporto, la costruzione dell’albero assumeva anno dopo anno sempre più fierezza nella sua struttura, fino ad arrivare ad aggiudicarsi il Guinness World Record di Albero di Natale più grande del mondo nel 1991.
Dall’idea di Mario Santini, l’evoluzione dell’albero era stata esponenziale e l’aver ottenuto quel primato lo dimostrava. Fu così che si rese necessaria la costituzione di un comitato, originariamente chiamato “Albero di Natale più Grande del mondo Mario Santini” e attualmente solo “Albero di Natale più grande del mondo”. Si tratta di un consiglio di alberaioli composto da una cinquantina di volontari di ogni età (dal più giovane ventenne al più anziano ottantenne) creato per deliberare su tutte le decisioni riguardanti l’iniziativa, ormai non più solo una realtà eugubina, ma patrimonio mondiale.

Albero di Natale di Gubbio di giorno
L’eccezionalità dell’Albero di Gubbio risiede senz’altro nelle sue imponenti proporzioni, ma la sua unicità e spettacolarità derivano anche dalla sua ubicazione. Il Monte Ingino, la cima che sovrasta Gubbio, fa da culla all’Albero da record rendendolo parte del paesaggio urbanistico e naturalistico.
Sulla cima del Colle eletto dal Beato Ubaldo, così definito da Dante nella sua Divina Commedia, viene costruita la stella monocromatica. Lì dove vi è situata la Basilica di Sant’Ubaldo, si alternano le sue luci tra blu, bianche e violetto.
Il resto della sagoma si estende, poi, come un disegno sulle pendici del Monte, quasi ad abbracciarlo. I bordi sono tutti in verde, mentre un’esplosione di led colorati illumina il corpo dell’albero, punteggiandolo con una costellazione di luci variegate tra il blu, il bianco e il rosso. Infine, scendendo verso valle, vi sono i gambi che “sostengono” l’albero: in questo caso, luci bianche.
Smantelliamo per un momento la magia che ispira l’albero perché vale la pena menzionare le importanti cifre di cui è composto per dar ancora di più merito al grande lavoro e alla profonda dedizione degli alberaioli.
Come si può apprendere dalla pagina ufficiale, ecco quanto detto finora tradotto in cifre :
1.000 mq, la superficie della Stella
250, le luci che compongono la stella
300, le luci che disegnano la sagoma dell’Albero
400, le luci multicolori presenti all’interno della sagoma dell’Albero
7.500 metri, la lunghezza totale dei cavi utilizzati per i collegamenti
750 metri, l’altezza dell’Albero
450 metri, la larghezza della base dell’Albero
1.350 prese e spine impiegate per collegare di cavi e punti luce
A questo, poi, vanno aggiunte le 1.300 ore di lavoro necessarie al montaggio dell’Albero che, infatti, dura vari mesi. Se molti storcono il naso nel vedere le prime decorazioni natalizie a novembre, sappiate che il montaggio dell’Albero di Gubbio comincia nel mese di settembre!
Bisogna tenere a mente che stiamo parlando di un’opera mastodontica, ma soprattutto che gli alberaioli sono dei volontari che di mestiere fanno altro. Quindi, dividendosi in squadre e coordinando con maestria il lavoro, cominciano a dedicarsi al disegno dell’albero sulle curve del Monte Ingino ogni domenica a partire da settembre, ossia nel tempo libero a disposizione.
La dedizione e la passione degli alberaioli e di tutta la città sono il vero cuore pulsante dell’Albero. Nonostante sia il 7° comune più grande d’Italia per estensione territoriale, Gubbio riesce ad avere l’atmosfera tipica del paesino dove tutti si conoscono – racconta Francesco – e, per questo, l’iniziativa diventa più familiare e speciale, riuscendo ad avere un forte impatto sulla sua continuità nel tempo.

Panorama di Gubbio con l’Albero di Natale
A proposito di numeri, vale la pena menzionare che gli impianti di illuminazione dell’Albero di Natale più Grande del Mondo consumano mediamente circa 11.500 Kwh ogni anno.
Per generare, durante l’anno, una quantità di energia che possa coprire una buona parte del fabbisogno di energia elettrica degli impianti di illuminazione dell’Albero durante il periodo di accensione, è stato installato un impianto fotovoltaico composto da 16 moduli da 280 W ciascuno sulla copertura della sede del Comitato.
Una soluzione green che dimostra la propensione dei cittadini verso una piena sostenibilità ambientale del progetto dell’Albero di Natale più grande del mondo.
L’accensione dell’albero avviene, ogni anno, improrogabilmente il 7 di Dicembre attraverso una cerimonia pubblica presieduta da personalità di spicco provenienti dal mondo della cultura, della scienza, della religione, delle istituzioni e dello spettacolo. Per citarne alcuni che vi hanno preso parte durante gli ultimi anni: Papa Francesco, Papa Benedetto XVI, l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia Pier Giuseppe Pelicci.
Per l’occasione, una grande festa di colori, musica e allegria colora l’intera città e scalda i cuori degli eugubini e dei turisti fino alla prima domenica dopo l’Epifania, giorno in cui l’albero viene definitivamente spento.
Per circa un mese, durante le festività, il maestoso albero si illumina al tramonto per poi spegnersi all’1 di notte, eccetto il 24, 25 e 31 Dicembre, giorni in cui resta acceso h24. Ora che sapete (quasi) tutto sull’Albero di Natale più grande del mondo, non vi resta che andare a Gubbio per vederlo con i vostri occhi!
Tra le varie iniziative, è in programma l’evento Christmas Tree 2024, un connubio tra artisti internazionali e locali.
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