Maggio è il mese della primavera, si sa, è il momento del risveglio della natura, che sull’essere umano esercita un effetto benefico, sebbene all’apparire delle prime rondini la sonnolenza colpisca sempre. Chissà, dunque, che uno dei più importanti festival musicali non sia stato pensato in questo mese proprio per accompagnarci con la dopamina che scatena la musica!
Era il 1933 quando nacque il Maggio Fiorentino, prima come kermesse triennale, poi a cadenza annuale. A volere che Firenze accogliesse il meglio della musica italiana e internazionale furono Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano, all’epoca federale del capoluogo toscano, il direttore d’orchestra Vittorio Gui e l’onorevole Carlo Delcroix, che ne fu il primo presidente.
Il Maggio Fiorentino, originato dall’Orchestra Stabile Fiorentina fondata nel 1928, si caratterizzò subito per la capacità di aprire nuove strade interpretative al melodramma italiano. Anche il taglio internazionale fu dal principio una sua caratteristica saliente.
Di certo nel concepirlo il Maestro Gui, già direttore d’orchestra del Festival di Salisburgo, avrà voluto marcare la presenza dell’orchestra fiorentina in Europa con quello che, di fatto, è il festival più antico del Continente dopo l’austriaco.
Dunque, fu la stagione sinfonica ad ispirare la creazione della manifestazione, anche se la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino effettivamente nacque già nel maggio del 1862 come Politeama fiorentino “Vittorio Emanuele”. Ma è il Festival ad aver aperto le porte del Teatro del Maggio Fiorentino, oggi fulcro dell’appuntamento che vede protagonisti i più grandi nomi della musica mondiale.
Nel 2011 la Fondazione del Teatro Maggio Fiorentino ha inaugurato il complesso disegnato dall’architetto Paolo Desideri dello studio ABDR. L’architettura si trova tra il Parco delle Cascine e il centro monumentale di Firenze, in una zona verde; la struttura – in una posizione di unione tra il polmone naturale e la città storica – è articolata in un auditorium e un teatro principale a cui sono affiancati altri due teatri più piccoli, uno ottocentesco in città e una cavea all’aperto.
Ovviamente si tratta di un progetto che eccelle per l’acustica – nel teatro principale ottenuta grazie al rivestimento in legno di pero – ma che offre anche moltissime opportunità di mutamento, necessarie per la programmazione artistica tanto variegata: nella Sala Zubin Mehta il palcoscenico si può trasformare in buca dell’orchestra, dall’alto è possibile far calare sipario e arlecchino e l’area deputata al Coro può tramutarsi in spazio per il pubblico.
Ogni anno il Maggio Fiorentino raggiunge l’obiettivo di superare il limite tra popolare ed elitario, essendosi ben presto consolidato come un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di musica.
A Firenze non si vedono le sfilate di rappresentanza delle prime della Scala di Milano, grazie anche a una proposta culturale che ha progressivamente unito alla musica anche mostre, incontri pubblici, convegni e spettacoli vari. Tutto ciò sebbene l’offerta musicale non sia tradizionalista, in quanto all’opera lirica si affiancano composizioni contemporanee, concerti di musica sinfonica, danza e vari altri spettacoli.
Il carattere popolare può farsi risalire alle origini, infatti il 9 dicembre 1928 la “Stabile Orchestrale Fiorentina” si esibì offrendo il primo concerto alla cittadinanza.
Fin dalle origini già citate, l’Orchestra si è distinta tra le migliori al mondo ed è stata guidata – fin dal suo fondatore Vittorio Gui – dai più grandi tra i direttori d’orchestra, come per esempio Herbert von Karajan, Leonard Bernstein, Thomas Schippers, Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Giuseppe Sinopoli.
Attualmente Daniele Gatti è Direttore principale e Zubin Mehta Direttore onorario a vita. Illustri compositori, tra i quali Richard Strauss, Pietro Mascagni, Ildebrando Pizzetti e Igor Stravinskij, hanno diretto le loro composizioni al Maggio Musicale Fiorentino, proprio alla prima esecuzione.
L’Orchestra realizza da decenni incisioni discografiche, radiofoniche e televisive spesso insignite da premi internazionali, come è stato per il Grammy Award nel 1990 e, abitualmente, parte in tournee tenendo concerti in Asia, Europa e Sud America (Fonte: sito web del Maggio Fiorentino).
Un altro aspetto fondamentale del Maggio Fiorentino è la sua attività di formazione, diretta al perfezionamento dei professionisti del mondo della musica, che siano artisti – cantanti e danzatori – o tecnici del mestieri del palcoscenico. Periodicamente vengono lanciati dei bandi per i corsi tecnici e per le voci bianche oltre ai bandi internazionali del Young Artists Program.
I corsi si sviluppano tra aula e teatro, in modo che l’esperienza del palcoscenico sia una costante nel percorso formativo. L’Accademia è l’istituzione che si occupa di sviluppare i talenti e di condurli ai più alti vertici della professione così da valorizzare e tramandare la tradizione operistica italiana.
Di fatto l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino costituisce un’opportunità importante per essere lanciati nella carriera teatral musicale, grazie anche al coinvolgimento di altre Istituzioni musicali e operistiche, italiane ed internazionali, con cui la Fondazione ha stretto accordi di collaborazione. Attualmente sono aperti il bando internazionale per cantanti lirici e quello per Maestri collaboratori, per i corsi che inizieranno a novembre 2024 e dureranno un biennio.
Dal 21 aprile al 13 giugno, si svolge l’edizione del Maggio Musicale Fiorentino 2024. In cartellone vi sono opera lirica, concerti dell’orchestra stabile, danza e nuove riletture dei grandi classici. Sono molti gli ospiti di grande prestigio, da Jin Ju all’’etoile Roberto Bolle, da Riccardo Muti a Myung-Whun Chung e Zubin Mehta che chiuderà l’86° Maggio Fiorentino. In programma non mancano le tradizionali Turandot di Giacomo Puccini e Tosca, ma anche opere nuove e divertenti come Jeanne Dark di Fabio Vacchi.
Si rinnova, quindi, la tipica visione multidisciplinare, espressa in termini estremamente interessanti dalla sezione “Tempo reale”, un Centro di ricerca, didattica e produzione fondato nel 1987 da Luciano Berio, e ben presto convertitosi in un fondamentale punto di riferimento nel campo delle nuove tecnologie musicali e della musica elettronica. Al centro rimangono come sempre le composizioni di Berio, suonate da giovani emergenti e da artisti affermati, votati a “elettrizzare” il Maggio Fiorentino.
Insomma, che tu sia un melomane o un frequentatore abituale di Ars Electronica, che ami la danza o ti emozioni all’ensamble delle orchestre, il Maggio Musicale Fiorentino 2024 è un’esperienza da vivere.
Dopo aver visto il Brunelleschi e Botticelli, dopo Santa Maria Novella e Beato Angelico, non puoi non goderti appeno la primavera facendoti prendere per mano dalle note. Mangia un panino al lampredotto e poi tutti diretti a Teatro!

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