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Laura Corigliano

  • 2 anni fa
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7 min

Pittoresca località costiera della Liguria, Moneglia affascina con spiagge dorate, antichi borghi e un’atmosfera autentica

Indice dei contenuti

Affacciarsi sul piccolo borgo di Moneglia, tra Riva Trigoso e Deiva Marina in Liguria, è sempre un’emozione per il cuore. Per arrivarci bisogna attraversare le strette gallerie, un tempo sede della linea ferroviaria, scavate nelle montagne. Quando si esce dall’oscurità, si incontra un pittoresco borgo da un lato e il mare dall’altro. Secondo la leggenda, gli Arcadi lo fondarono addirittura nel XII secolo a.C.

Veduta di Moneglia in Liguria
Veduta di Moneglia – foto Angelo Godani

Il fascino di Moneglia

Con certezza Monilia (dal latino “gioiello”) appare per la prima volta nella Carta dello Stato Maggiore dell’Impero Romano e più tardi nella mappa stradale imperiale, nota come Tabula Peutingeriana, in cui è registrata come pagus (villaggio), incastonato tra due promontori rocciosi e abitato dalla popolazione dei Liguri.

Annessa alla Repubblica di Genova intorno al 1200, alla sua caduta, nel 1797, entrò a far parte dell’Impero Napoleonico; alla sconfitta di quest’ultimo divenne parte del Regno di Sardegna, con il nome di Ducato di Genova, per poi passare al Regno d’Italia fino alla proclamazione della Repubblica.

Originariamente i suoi abitanti erano soprattutto contadini ma anche artigiani, pescatori, marinai e alcuni “capitani” (come i Bollo, i Fidanza, i Gottuzzo e i Vernengo), oggi è principalmente una località turistica, rinomata per le spiagge perfettamente attrezzate, per le strutture ricettive curate e accoglienti e per la bellezza, non solo del mare (che ha ottenuto più di 20 bandiere blu consecutive), ma anche dell’entroterra e del borgo, che conserva ancora il fascino antico.

I carruggi sono animati da locali e negozi che vendono prodotti tipici come il pregiato olio, che ha ottenuto la denominazione DOP Riviera Ligure di Levante, i vini, i capperi e i fichi; inoltre, ovunque, ci sono deliziosi ristoranti che offrono gustose specialità di mare e di terra e piccoli bar dove sorseggiare caffè oppure ottimi aperitivi al tramonto.

Panorama di Moneglia
Panorama di Moneglia

L’ordine, la cura e la pulizia di questa località le sono valsi il marchio Green Key di destinazione eco-sostenibile e l’apprezzamento di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Fra i tanti che hanno soggiornato a Moneglia sono da ricordare Felice Romani, librettista di Bellini e Donizetti (da lui ospitati, come testimonia un quadro di Giovanni Migliara di metà Ottocento) e il pittore Carlo Carrà.

Qui, inoltre, possedeva una casa, ove trascorreva regolarmente le sue vacanze, la scrittrice Liala: ancora oggi si narra di quando, completamente vestita di bianco, guidava personalmente la barca per recarsi alla vicina spiaggia de La Secca…spiaggia dove veniva raggiunta, ammarando con il suo aereo, dal marchese Vittorio Centurione Scotto, suo amante, nonché esperto aviatore, che divenne il protagonista di tanti suoi racconti.

Tradizioni e sagre

Oltre alle numerose feste religiose (tra cui processioni e pellegrinaggi, come quello alla croce del Monte Comunaglia e al Monte Telegrafo), a Moneglia si svolgono annualmente Doppio Giallo (festival del romanzo giallo e noir) e il Carnevale della Zucca, istituito nel 1992 in ricordo della “leggenda” della zucca nata nell’orto del vicino e andata a fruttificare nell’orto accanto. Di chi era dunque il prodotto? Pare che la lite sia durata per anni.

Uno scorcio di Moneglia in Liguria
Oratorio dei Disciplinati e chiesa di Santa Croce. Ph: Laura Corigliano

Piatti tipici

A Moneglia si possono gustare i piatti tipici della tradizione ligure, come la cima alla genovese, le famose focacce, le trenette al pesto con patate e fagiolini, i ravioli di borragine o di pesce, il piatto a pasta di fresca o pansoti conditi con la salsa di noci, le fritture di pesce o di verdure, i moscardini o le seppie in umido (buridda) e lo stoccafisso bollito con patate e olio o in umido con olive e pinoli. Fra i dolci sono assolutamente da assaggiare i canestrelli alla ligure (biscottini a forma di fiore con un buco al centro) e la cosiddetta fugassa duce (focaccia dolce).

Cosa vedere

Chiesa di San Giorgio

Costruita in stile gotico nel XIV secolo, custodisce due notevolissimi polittici: il primo, rappresenta San Ludovico da Tolosa in trono tra i Santi Antonio Abate, Ambrogio, Stefano e Nicola ed è stato realizzato da Giovanni Barbagelata da Rapallo all’inizio del Cinquecento.

La leggenda vuole che, nella notte fra il 6 e il 7 gennaio 1550, un diavolo nero si aggirasse per le vie del paese causando danni alle persone, agli animali e alle cose: la popolazione esasperata decise d’inseguirlo per ucciderlo e il demone terrorizzato si trasformò in una bestia nera e si rifugiò in Chiesa ai piedi di Sant’Antonio, che però lo riconobbe e lo bloccò con il bastone, imprigionandolo per sempre nel dipinto.

Il secondo invece, dedicato a San Lorenzo, è stato sottoposto a un attento intervento di restauro e si ritiene sia opera di Giovanni da Pisa. All’interno della chiesa si trovano inoltre un cassone in legno policromo con San Giorgio che uccide il drago, di Pietro Galleano, una Crocifissione di Bartolomeo Guidobono e una pregevole Adorazione dei Magi, realizzata da uno dei più importanti artisti monegliesi: Luca Cambiaso. Attiguo alla chiesa si apre un delizioso chiostro quattrocentesco, un tempo proprietà dei padri francescani.

Spiaggia di Moneglia in Liguria, con fiore in primo piano
Spiaggia di Moneglia – Foto Angelo Godani

Chiesa di Santa Croce

Edificata nel 1130 (ma parzialmente ricostruita dopo il crollo della volta della navata centrale, che causò la morte di 21 persone nel 1725) è così chiamata per la presenza di un crocifisso ligneo bizantino, spinto, secondo la leggenda, a riva dal mare. Al suo interno ospita anche una statua dell’Immacolata Concezione, attribuita al grande scultore genovese Anton Maria Maragliano e un’Ultima Cena della scuola di Luca Cambiaso.

Oratorio dei Disciplinanti

Dedicato alla Madonna, è considerato uno degli edifici più antichi di Moneglia, anche se non si conosce con esattezza la data di fondazione. L’architrave sulla porta d’ingresso riporta la scritta Saeculo decimo (decimo secolo) mentre all’interno i pregevoli affreschi (recentemente restaurati) che ricoprono le pareti risalgono al 1200.

Nei secoli le prime raffigurazioni vennero ricoperte con calce o intonaco per essere ridipinte con nuovi soggetti, ragion per cui oggi si possono vedere strati con una datazione compresa tra il 1200 e il 1700. L’Oratorio attualmente ospita concerti estivi nell’ambito della rassegna musicale Tesori di Liguria Moneglia classica.

Castello di Monleone

A ponente del borgo, per volere del conte Ingone di Flessa, venne costruita nel 1173 una fortezza, che il condottiero Opizzo Malaspina cercò di espugnare già l’anno successivo, venendo respinto grazie al coraggio dei monegliesi e all’intervento militare della Repubblica di Genova. Oggi del maniero originario rimangono le mura, all’interno delle quali è stato edificato, ai primi del ‘900, un nuovo castello, realizzato, per volontà del marchese De Fornari, dall’architetto Venceslao Borzani, nello stile eclettico Coppedè (riconoscibile soprattutto nella “Torretta”, nella merlatura e negli archetti pensili).

Spiaggia di Moneglia in Liguria, sotto il Castello Monleone
La spiaggia sotto il Castello Monleone

La leggenda vuole che il castello sia stato donato dal nobile alla moglie Teresa Botto, detta a milionaia, ma che il dono gli si sia ritorto contro poiché, di ritorno da un viaggio, lei gli fece trovare la porta sprangata e le valige fuori. Nel 1921 la marchesa vendette il castello agli Angeloni investendo tutto il ricavato in gioielli preziosi, o almeno così si dice…

Torre di Villafranca

Alcuni storici sostengono sia stata eretta nel XII secolo, ma quello che sappiamo con certezza è che, alla metà del XVI secolo, i monegliesi edificarono una fortezza di avvistamento e protezione a levante del paese, funzione che svolse attivamente nel 1564, quando contribuì alla difesa del borgo contro i corsari che avevano devastato la vicina Lavagna.

L’edificio nel 1800 divenne proprietà privata della famiglia Romani che la adattò a un uso residenziale. Nel 1936, per volontà dell’industriale genovese Luigi Burgo, venne realizzato il parco che tuttora la circonda. Bombardata pesantemente durante la Seconda guerra mondiale, è stata restaurata e oggi ospita eventi culturali in una cornice di grande fascino.

Torre di Villafranca in Liguria
Torre di Villafranca

Il Palazzo comunale

Quella che un tempo fu la stazione ferroviaria di Moneglia, con lo spostamento della stessa all’interno (nel 1932), perse la sua funzione e venne ceduta al Comune, che vi stabilì la propria sede e ne modificò la struttura rendendola architettonicamente più elegante e ariosa (aggiungendo anche due corpi laterali caratterizzati da colonnati e vetrate e due terrazze panoramiche). Dove prima passavano i binari, ora si snoda una bellissima passeggiata vista mare, che ancora oggi i locali chiamano affettuosamente ferrovia. 

Le gallerie

Il tunnel delle gallerie, che è il collegamento più veloce tra Sestri Levante, Riva Trigoso, Moneglia e Deiva (l’alternativa è percorrere il passo del Bracco), oltre a permettere il transito quotidiano di centinaia di macchine, rappresenta una delle caratteristiche principali di questo borgo incantato.

Dal 1874 al 1932 le gallerie hanno ospitato la linea ferroviaria fra Sestri Levante e La Spezia, successivamente, con lo spostamento della ferrovia a monte i binari vennero rimossi e i tunnel vennero resi percorribili, a senso alternato, da autoveicoli e motocicli. Dal 1943 al 1945, per sfuggire ai bombardamenti, essi divennero un rifugio sicuro per la popolazione, che qui trasferì anche le proprie attività. Articoli dell’epoca raccontano che “sotto la volta fumosa” si celebravano messe, si svolgevano i servizi comunali e postali e nacquero persino alcuni bambini.

Dopo la guerra le gallerie tornarono alla loro funzione di transito e da allora i tempi dei monegliesi (e dei tanti turisti) sono scanditi dai semafori che controllano l’ingresso e l’uscita dal paese e che costituiscono una sorta di baluardo in difesa di quest’oasi di pace.

Bracco

Bracco (da “Brac”, un antico vocabolo che significa “luogo aspro e deserto”) è una piccola località collinare che sorge lungo l’antica via romana Luni-Boron-Velleia e che, grazie alla sua posizione a 412 metri sul livello del mare, offre al visitatore un panorama incantevole.

La via del Bracco ha costituito, fino alla creazione dell’autostrada, l’unico collegamento per chi da Roma voleva raggiungere la Francia, caratteristica che la rese tristemente famosa per i continui episodi di brigantaggio, ma anche per il passaggio di illustri personaggi che ai tempi della “diligenza”, vi si fermavano per il cambio dei cavalli, per ristorarsi ed eventualmente alloggiare nella secolare trattoria degli Ameghino, denominata Davidin. Da qui transitarono l’imperatore Giuseppe II, Papa Pio VII, Alessandro Manzoni, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Richard Wagner e la regina Elena di Savoia con i figli, che pranzò alla trattoria Davidin.

Nei dintorni meritano una visita la cappella di Sant’Anna a Comeglio, la chiesa di Santa Maria Assunta a Lemeglio, gli scavi archeologici sul Monte San Nicolao, la Chiesa di San Lorenzo, alla cui sinistra una leggenda dice che sia nascosto un ricco tesoro, S.Saturnino con le sue viuzze scoscese e le scalinate in arenaria.

Si ringraziano per la collaborazione la Pro Loco di Moneglia, (nelle persone di Rita Migliaro, Andrea Rodolo e Barbara Delucchi), Marzia Dentone di Labter Tigullio e il fotografo Angelo Godani che ha fornito le foto a corredo dell’articolo.

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