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Pubblicato da Celeste Anghiari

La Quadriennale di Roma: l’arte emergente italiana in mostra

Ogni quattro anni, nella Città Eterna, la Quadriennale è un appuntamento che consente di avere un ampio sguardo sull’attuale scena artistica italiana. Il merito è de La Quadriennale di Roma. Nata nel 1927, durante il Ventennio fascista, per volere del Governatorato di Roma e sostenuta dal sindacato degli artisti, la mostra La Quadriennale aveva l’obiettivo di […]

Ogni quattro anni, nella Città Eterna, la Quadriennale è un appuntamento che consente di avere un ampio sguardo sull’attuale scena artistica italiana.

Il merito è de La Quadriennale di Roma. Nata nel 1927, durante il Ventennio fascista, per volere del Governatorato di Roma e sostenuta dal sindacato degli artisti, la mostra La Quadriennale aveva l’obiettivo di raccogliere tutta la migliore produzione artistica italiana, seguendo le linee guida del vasto piano di riordino delle iniziative espositive sul territorio nazionale.

Se Venezia aveva La Biennale con l’arte internazionale, la centrale Roma doveva accogliere quella italiana! Era infatti nei piani dell’Italia di Mussolini che Roma diventasse non soltanto il centro amministrativo dell’Italia, ma anche il nucleo nevralgico della sua cultura.

Gli inizi della Quadriennale di Roma

La prima edizione (1931) costituì un unicum perché ad esporre – su invito e autocandidatura – furono i grandi nomi dell’arte, tra cui Sironi, Carrà e Felice Casorati, mentre già dalla successiva edizione, nel 1935, si iniziarono a proporre gli esponenti della generazione più giovane (Capogrossi, Afro, Gentilini, Pirandello, tra gli altri). Il luogo deputato ad ospitare le opere fu il Palazzo delle Esposizioni, in cui vennero realizzati gli allestimenti studiati dagli architetti razionalisti. Le grandi sale accoglievano anche una sezione di mostre personali, insieme alla collettiva.

Le prime due edizioni furono segnate da forte entusiasmo e successo di pubblico e di critica, aperte con tutti gli onori alla presenza di Mussolini. Le due successive ebbero un tono più basso per via della guerra in corso, ma intanto la tradizione de La Quadriennale si consolidava e così anche la sua linea espositiva, caratterizzata dalla presenza di artisti emergenti. Alla fine del conflitto bellico venne cambiata la sede della grande mostra, nel 1949 rinominata Rassegna Nazionale di Arti Figurative e accolta dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna.

Mi si consenta una piccola digressione sulla direttrice del museo all’epoca, la celeberrima Palma Bucarelli, una grande storica dell’arte, donna elegante e di cultura, nota per aver salvato dai tedeschi e dalla distruzione della guerra molte opere d’arte del museo e per averlo guidato, fino al 1975, con notevole capacità gestionale e spirito di innovazione artistica.

Palma Bucarelli
Palma Bucarelli

Ma torniamo alla Quadriennale! Terminiamo questo breve excursus storico accennando ai cambiamenti degli anni Cinquanta: la creazione dell’Ente deputato a gestirla e la nascita della attività editoriale tutt’ora in corso. Risale invece alla X edizione – eccezionalmente articolata in cinque mostre tra il 1972 e il 1977 – la creazione di una commissione di critici d’arte deputata alla selezione degli artisti.

Così, nel corso dei decenni, la mostra si è mantenuta più o meno stabilmente con caratteristiche consolidatesi nel tempo. Ma il tempo cambia e porta con sé sempre qualche novità: il ritorno al Palazzo delle Esposizioni e, di nuovo, al museo oramai definito GNAM (solo durante di restauro del PdE nel decennio scorso), fino ad arrivare ai giorni nostri.

La Quadriennale al passo coi tempi

L’arte, lo sappiamo, è espressione dell’ambiente in cui si inserisce e, al contempo, è anticipatrice di possibili futuri. Dunque una ricognizione dell’attualità artistica, resa attraverso i suoi esponenti, non può che modularsi secondo l’andamento della società e della comunicazione contemporanea. L’arte è – in effetti –  prima di tutto una forma di comunicazione. Quindi, in un mondo globale, La Quadriennale ha creato un network inter-universitario e ha rafforzato il profilo della promozione dell’arte italiana all’estero.

La commissione di critici è diventata di curatori (salvo un paio di eccezioni), si è ampliata e si muove capillarmente sul territorio nazionale, nei vari atelier d’artista, su e giù per l’Italia per finire poi sui social e sul sito ufficiale de La Quadriennale, così da presentarci gli artisti e consentirci di entrare idealmente negli studi, attraverso una serie di foto, le loro parole e le riflessioni di chi li ha visitati.

Allestimento 2023 Quadriennale di Roma
Allestimento 2023 Quadriennale di Roma

In attesa della prossima edizione della mostra tradizionale, è stata adottata una formula di ricognizione in progress, espressa dalla documentazione sul sito ufficiale e da una serie di esposizioni personali a Palazzo Braschi dette Panorama e Portfolio (in riferimento al documento di presentazione delle opere degli artisti) e inserite in un programma intitolato Quotidiana, iniziato a settembre 2022 e che proseguirà almeno fino a marzo 2024.

Mi si potrebbe obiettare che non è una novità – in fondo si è già detto in precedenza che qualcosa di simile accadde negli anni ’70 –  ma lavorare oggi non vuol dire dimenticare il passato, significa essere capaci di agire pure rinvigorendo la memoria della propria storia.

La comunità dell’arte e il pubblico

Il ragionamento su dove va l’arte e come si sviluppano le relazioni tra gli artisti, il pubblico e le istituzioni è al centro della proposta di incontri che il nuovo direttore, l’artista Gian Maria Tosatti, ha voluto presentare con QUORUM, un Festival di arte contemporanea tenutosi alle Terme di Diocleziano nella primavera 2023.

Il festival ha ospitato una mostra e dialoghi pubblici tra istituzioni artistiche e politiche, curatori, artisti e direttori di museo. È una pratica che ha dichiarato di voler riproporre e, in fondo, è uno sviluppo ulteriore dell’attività di ricerca e approfondimento che La Fondazione La Quadriennale porta avanti costantemente nella sua sede di lavoro presso il complesso monumentale seicentesco di Villa Carpegna, nel quartiere Aurelio, alle spalle della basilica di San Pietro.

Immersa in un secolare parco pubblico, la Villa è il luogo in cui si tengono anche conferenze, giornate di studio workshop aperti al pubblico, indipendentemente dalla tempistica dell’appuntamento espositivo. Nel Casale ottocentesco annesso, si trova anche un’importante biblioteca specializzata che vale davvero la pena visitare. Se sei un appassionato d’arte contemporanea, non puoi non andare!

Quadriennale di Roma a Palazzo delle Esposizioni
Palazzo delle Esposizioni

L’arte italiana vive

Dunque, La Quadriennale è un’istituzione particolarmente importante con un ruolo cruciale nello sviluppo culturale italiano, perché mantiene viva l’attenzione sulla dimensione attuale dell’arte, ricorda – ai cittadini e ai turisti più frettolosi – che l’Italia non è solo antichità e monumenti ottocenteschi, scavi archeologici e palazzi barocchi, pittori cinquecenteschi e paesini medievali.

L’Italia – come ogni Paese – vive una produzione artistica costante, che passa per i nomi e i lavori di artisti come Donato Piccolo e Luca Vitone, Romina Bassu, Sonia Andresano e Roberto Pugliese, solo per citarne alcuni.

E ugualmente ci rammenta che l’arte è anche un sistema fatto di studiosi, curatori, critici, uffici stampa e pubbliche relazioni che non rispondono all’immagine stereotipata del topo di biblioteca o – al contrario – a quella di vivaci personaggi televisivi, né alla figura di anziani signori. In attesa della mostra La Quadriennale 2025, andiamo a scoprire di chi si tratta!

Quadriennale Roma a Palazzo delle Esposizioni

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