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Pubblicato da Valentina Mariani

CCCP: la storia del punk filosovietico a Reggio Emilia

C’è ancora tempo, fino al 10 marzo 2024, per visitare a Reggio Emilia, nel Chiostro di San Pietro, la magnifica mostra dedicata ai CCCP (poi CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti -, poi PGR – Per Grazia Ricevuta), allestita in occasione del quarantennale del primo EP pubblicato dal gruppo reggiano, “Ortodossia” (1984). La mostra è iniziata a ottobre 2023 ed è curata dagli stessi componenti storici dei CCCP – Fedeli alla linea (questo il nome completo della band), ovvero Giovanni Lindo Ferretti – la voce – , Massimo Zamboni- la chitarra -, Annarella Giudici – la benemerita soubrette – e Danilo Tafur – l’artista del popolo.  FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024 è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia.

“Condotti da fragili desideriTra puro movimento immotoCon sospetti automatiche simpatieNel bel mezzo del progresso di diversi coloriTra i quali il nero il verde il modernoTifiamo rivolta, tifiamo rivolta, tifiamo rivolta
Nell’era democratica, simmetriche luci gialleE luoghi di concentrazione, nell’era democratica
Nell’era democratica strane luci di pioggiaSplende il sole e fa bel tempo nell’era democratica
Mi ricordo di discorsi belli tondi e ragionevoliBelli tondi e ragionevoli mi ricordo di discorsi
Trafitto sonoTrapassato dal futuroCerco una persona, cerco una personaFragili desideri, fragili desideri, fragili desideriA volte indispensabili a volte no”

Uno spazio suggestivo

Frammenti e sogni del secolo scorso, nichilismo e genialità, provocazione e azione, politica e pathos si palesano davanti agli occhi estasiati delle persone in visita in uno spazio suggestivo, scelto dalla band per ricordi personali e fatto di tante stanze e di corridoi, di scale e cortili, che ben si presta all’intricata genuinità della rivoluzione punk che nel nostro Paese, proprio in Emilia, prese le mosse e diede riverberanti influssi sulla subcultura del tempo, ma anche preparò il terreno alla cultura che sarebbe venuta la decade successiva: si pensi, su tutti, ai Marlene Kuntz.

Allestimento mostra CCCP ai Chiostri di San Pietro Reggio Emilia

Roberto Pugliese, Onde, 2023 Felicitazioni! CCCP-Fedeli alla linea1984-202 ph Michele Lapini

La Rivoluzione Punk

La mostra si articola in fotografie, articoli di giornale, video della band, dei concerti, di loro sperimentazioni sociali (un video girato intorno a un ospedale psichiatrico: quello della malattia mentale e dell’assunzione di psicofarmaci è un altro tema caro ai nostri), musiche e canzoni riprodotte, vestiti e oggetti usati durante i concerti, installazioni, articoli di giornale, riflessioni loro, testi originali di canzoni dattiloscritte e corrette a mano.

Un caleidoscopio di contenuti emozionali e culturali per quella che è stata una delle rivoluzioni artistiche, etiche ed estetiche più rilevanti del secolo scorso: la rivoluzione punk, che con la sua furia interrogante e pungolante, accomunante e creatrice, più che separatoria e distruttrice, ha dato una scossa alla società italiana seduta sul suo (solo apparente) benessere edonistico e scialacquatore degli anni ’80 – che sarà, come è ancora, pagato a carissimo prezzo.

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

La Provincia Rossa

I CCCP nacquero nella provincia probabilmente più rossa d’Italia (Bersani, Landini, Prodi, Delrio, ma soprattutto l’indimenticata e indimenticabile Nilde Jotti, sono reggiani), una provincia ricca, una provincia operaia ma anche agricola; una provincia consapevole, la provincia in cui la pedagogia degli asili e dei nidi era all’avanguardia, la provincia il cui capoluogo diede i natali al tricolore, ma il cui internazionalismo era un vanto.

In questa terra fiera e semplice, operosa e pullulante, si generò un fenomeno unico in Italia, e probabilmente in Europa: un punk legato all’ideologia comunista. Lo stridente contrasto tra il benessere e il dissenso attirò da subito l’attenzione della critica e degli intellettuali (il grande Pier Vittorio Tondelli – anch’egli del reggiano – scrisse un articolo in proposito).

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea 1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Le origini

I CCCP si affacciarono in pubblico per la prima volta sul balcone di Sant’Arcangelo di Romagna: predicavano rivolta, equità, antiamericanismo, anticapitalismo. Il gruppo iniziò la sua attività nel 1982 dall’incontro a Berlino tra Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti (nessuno dei due era un musicista o un cantante, ma lo Zeitgeist e quella città allora in strabiliante divenire non lo richiedevano) e risente della subcultura punk ed elettronica diffusi nella città tedesca.

Si caratterizzarono da subito per la (impopolare, in Occidente) critica all’ultra-capitalismo e al colonialismo degli statunitensi che si credevano – e non solo allora – i padroni del mondo, proponendo di guardare il mondo da altre prospettive, che non corrispondevano più agli occhi di un’Europa che essi già vedevano stanca, impotente, incapace, e centrale oramai solo geograficamente (questa previsione si è rivelata geniale, perché è divenuta realtà persistente, evidenziata dalla sempre più evidente esautorazione geopolitica e culturale del vecchio continente).

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Contraddizioni e Nichilismo

I CCCP sono un coacervo di previsioni e visioni, di opposizione e trasformatività, di affermazioni e negazioni, di sovvertimento e tradizione, di modus sperimentale e antico.

Mescolando punk e musica tradizionale emiliana, echi berlinesi e mediorientali e nebbie padane, hanno scritto un pezzo importantissimo della musica italiana e del costume e hanno rappresentato la storia di più di una generazione inquieta, insoddisfatta, che si è ritrovata nel sofferente individualismo contemporaneo, che ha visto i suoi sogni di uguaglianza e lotta per una società migliore soffocati dal liberismo galoppante, che ha trovato un abbraccio nella condivisione urlata e pogata della solitudine nichilistica prodromica a quella che è una piaga contemporanea: la mancanza di voglia di vivere, l’incapacità di trovare un senso all’esistenza, la depressione atomistica dilagante.

I CCCP hanno rappresentato questi “sentimenti del tempo”, hanno riempito i vuoti macroscopici di quel tempo vorticoso – e i vuoti della politica, che già si potevano intravedere e che loro difatti hanno visto e “interpretato”.

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

L’Arte poliedrica dei CCCP

I CCCP, si diceva, hanno interpretato dei veri e propri spettacoli – oltre alla pièce “Allerghia”, del 1987, di cui vi sono, negli spazi della mostra, dei video e delle fotografie. Sono stati anche accusati di atti osceni e blasfemia, perché si sono sempre spinti oltre i limiti estetici borghesi, improvvisando messe in scena di sensazioni corporee ed esibendo manifestazioni e pose di scatenamento del sé, di libertà, di desiderio.

I CCCP sono (stati) poliedrica arte: alla musica hanno aggiunto la poesia (della terra, delle origini, della partecipazione, dell’amore, del viaggio, del disagio) e il teatro. Ferretti dice infatti che il loro è più teatro che musica e che è “teatro volutamente primitivo, per certi versi barbarico, ostico, legato alle Avanguardie storiche del Novecento”.

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Avanguardia… Cattocomunista

E questo gruppo straordinario, che si è avvalso in alcuni brani della magnifica presenza di Amanda Lear, è stato avanguardia, muovendosi tra le profonde cesure di e tra Berlino Est e Berlino Ovest, tra l’allora Unione Sovietica e posti lontani, periferici, di guerra (Palestina, Kabul, Istanbul). Un caso unico in Europa, senz’altro, perché probabilmente soltanto in Italia si possono coniugare, senza perdere la credibilità e un’interezza ontologica, la protesta, l’appartenenza a un’ideologia progressista e radicale e la fede e/o la cultura cattolica.

I CCCP in pochi anni hanno percorso (e infiammato) il punk, la melodia italiana mista a canzoni popolari locali e sono approdati a un etereo misticismo musicale con l’ultimo loro album, “Canzoni, preghiere e danze del Terzo Millennio”, del 1990, sulla cui copertina campeggia una fotografia di una statua della Madonna, fatta dal padre di Zamboni, marmista. Un album spirituale, testi che raccontano la necessità di un contatto con la fede e con la profondità dell’essere e di un’entità superiore che essa presuppone.

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

Allestimento Felicitazioni! CCCP Fedeli alla linea1984-2024 Chiostri di San Pietro ph Michele Lapini

La ricerca interiore

La verità è che i CCCP sono stati, in pochi anni, tutto e il contrario di tutto e hanno poi ulteriormente strabiliato con un passaggio a suoni ampi, lenti, contaminati da luoghi lontani (si pensi alla Mongolia di Tabula Rasa Elettrificata, terza opera dei CSI, definita da Battiato eccezionale e apocalittica), e a contenuti sempre più radicali, legati alle radici degli esseri umani, al rapporto con gli elementi, alla ricerca interiore, iniziata con il loro ultimo album da CCCP, al rifiuto di un mondo iper-moderno superficiale e corrotto che spinge infine, dopo i tentativi di rottura ed esibizione, alla contemplazione, al silenzio, all’isolamento.

Una mostra imperdibile

Queste riflessioni acute e profonde al contempo, la varietà e complessità dei loro messaggi, alcuni dei quali ancora attuali, la ricchezza e perizia organizzativa della mostra, rendono la stessa imperdibile e anche pedagogica, rispetto alla comprensione delle cause che hanno generato l’indifferentismo contemporaneo.

Questa mostra è un’esperienza che ravviva le anime sensibili e pensanti, talora – e per questo – deluse dalla pochezza attuale e dalla fine delle speranze condivise e condivisibili, più che delle certezze personali. Le intuizioni e la genialità dei CCCP possono fungere da motore per una ripartenza delle emozioni e di sentimenti genuini e forti e per una nuova ricerca e costruzione di senso, di un pensiero debole come lo sono i pensieri laterali, contestativi, autentici, perciò dirompenti e rivoluzionari.

Credits:

FELICITAZIONI!

CCCP – Fedeli alla Linea. 1984 – 2024

Chiostri di San Pietro

12 ottobre 2023 – 10 marzo 2024

Mostra e catalogo a cura di

CCCP – Fedeli alla Linea

Promossa da

Fondazione Palazzo Magnani

Comune di Reggio Emilia

Progetto finanziato grazie ai Fondi Europei della Regione Emilia-Romagna

In collaborazione con

BMG

SLAM JAM

UNIVERSAL MUSIC GROUP

SMK FACTORY

Allestimenti a cura di

Stefania Vasques

Scenografie

Stefania Vasques e

CCCP – FEDELI ALLA LINEA

Allestimento mostra CCCP ai Chiostri di San Pietro

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