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Ricco di storie e leggende, Corinaldo è un borgo marchigiano situato in cima ad un colle, sulla riva sinistra del fiume Nevola, nell’entroterra di Senigallia. Un viaggio in questo luogo magico, dove si respira un’atmosfera sospesa nel tempo, è l’ideale per immergersi nello splendido paesaggio delle Marche rurali.
Eletto “Il Borgo più bello d’Italia” nel 2007, Corinaldo è un borgo medievale con un delizioso centro storico, perfettamente conservato. I vicoli, gli scorci magnifici e i monumenti storici attraggono numerosi visitatori che accorrono, tra le altre cose, per venerare Santa Maria Goretti, giovane martire della Chiesa Cattolica.
Il borgo è famoso, inoltre, per i suoi prodotti tipici dai sapori autentici come, ad esempio, il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi, l’olio extravergine di oliva, gli insaccati di Frattula, la porchetta e i tradizionali vincisgrassi, una versione locale delle lasagne. Visitare Corinaldo è come fare un tuffo nel passato: storia, attrazioni e curiosità rendono unico questo luogo.

Corinaldo foto Facebook Cristian Salvadori
In provincia di Ancona, Corinaldo ha probabili origini nel V secolo, ovvero durante le invasioni dei Goti, e si sviluppa in seguito al fenomeno dell’incastellamento. Edificato nei pressi dell’antica città romana Suasa Senonum, fu oggetto di contesa fra Guelfi e Ghibellini per la sua posizione strategica. Dopo un periodo di dominazione guelfa, passò sotto il ghibellino Nicolò Boscareto, nominato vicario imperiale da Ludovico il Bavaro. Raso al suolo nel 1360, il paese venne ricostruito grazie a Papa Urbano V e dotato di un’imponente cinta muraria.
Il ‘600 e il ‘700 furono i secoli più prolifici dal punto di vista artistico: dimore eleganti, edifici civili e religiosi, frutto dell’ingegno di abili artisti, adornarono la città giunta ai giorni nostri in perfetto stato di conservazione.
Fra le tante curiosità che ruotano intorno al borgo medievale, una riguarda i suoi abitanti bizzarri, ritenuti scherzosi e amanti del gioco, tanto da valergli il soprannome di “borgo dei matti”. Non a caso, proprio a Corinaldo, a cavallo del ponte del 25 aprile si svolge la Festa dei Folli, un appuntamento che prevede concerti, spettacoli, laboratori per bambini e la divertente “Crazy Run”, una pazza corsa colorata intorno alle mura della cittadina.

Veduta di Corinaldo
Oltre ad essere annoverato nella lista dei borghi più belli d’Italia, Corinaldo vanta anche altri prestigiosi riconoscimenti come, ad esempio, il certificato di Destinazione europea d’eccellenza, istituito dalla Commissione UE, e la Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Ecco alcune delle attrazioni da scoprire.
La maestosa cinta muraria di oltre 900 metri, risalente alla seconda metà del XIV secolo, racchiude il borgo creando una suggestiva scenografia.Edificate su progetto dell’architetto Francesco Di Giorgio Martini, queste mura sono dotate di tre porte di accesso che consentono l’ingresso nella pittoresca località.

Mura e torre dello scorticatore Corinaldo, foto Wikipedia Claudio Stanco CC BY-SA 4.0
Porta di Santa Maria del Mercato, Porta San Giovanni e Porta Nova sono le tre porte d’accesso al borgo di Corinaldo. La più caratteristica, e anche meglio conservata, è la Porta di Santa Maria del Mercato. Considerata un vero capolavoro di architettura militare, è composta da due parti realizzate in due diverse epoche. La porzione più antica risale al ‘300 ed è rappresentata da un arco ogivale. Quella più recente, invece, è del 1400, ed è costituita da un baluardo poligonale di difesa, dotato di un’ulteriore porta di accesso della quale rimane ancora un portone e alcuni elementi del ponte levatoio.
Il baluardo, edificato per difendere la porta dai colpi di arma da fuoco, consta di un cortile interno che permetteva di mettere in atto la tattica militare chiamata difesa piombante: in pratica, il nemico veniva attaccata con olio bollente o pietre incandescenti. L’arco è sormontato da una nicchia che ospita la statua della patrona di Corinaldo, Sant’Anna.
Porta San Giovanni, invece, è un complesso imponente composto da un arco di accesso e da alcuni edifici che, in passato, ospitavano il Bargello, il capitano del popolo e il corpo di guardia. La particolarità di questa porta, che conserva ancora l’antico ponte levatoio, è la presenza di diversi elementi difensivi fra cui la “bianchetta”, una porticina che conduceva al centro utilizzata nei periodi di assedio. Da notare anche la nicchia sulla quale si può ammirare un’immagine della Madonna in cartapesta del ‘700.
Ben conservata è anche Porta Nova, la più recente delle tre porte d’accesso a Corinaldo. Costruita alla fine del 1400, è l’ultimo accesso al castello, raggiungibile tramite un corridoio porticato detto androne.

Corinaldo Le tre porte d’accesso, foto Facebook Cristian Salvadori
Le Cento Scale, una scalinata di 109 gradini di via della Piaggia, si trovano nel centro storico e collegano la parte alta con quella bassa del borgo. A metà delle Cento Scale, ci si imbatte nel famoso Pozzo della Polenta, oggetto di una nota leggenda popolare. Si narra, infatti, che un uomo fece cadere casualmente un sacco di farina di mais nel pozzo trasformandolo in un paiolo per la polenta.
Il mito ha dato origine alla rievocazione storica della Contesa del Pozzo della polenta, una manifestazione che anima ogni anno le vie di Corinaldo con esibizioni di artisti, sbandieratori, danzatori, musici e giocolieri.

Corinaldo, foto Facebook Maddalena Possanzini
Ospitata nei sotterranei dell’elegante Palazzo Comunale, in pieno centro storico, la Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari è una raccolta di splendidi abiti ducali nata dall’iniziativa di privati cittadini riunitisi nell’Associazione “Pozzo della Polenta”.
Ogni anno, il gruppo si occupa di organizzare questo evento e gestisce la raccolta fondi necessaria a sostenere le spese. Nel museo, si possono ammirare oltre 500 pezzi fra abiti ducali, per priori, gonfalonieri, armigeri, araldi, ecclesiastici, cortigiani e popolani. L’esposizione comprende anche strumenti per la lavorazione dei tessuti, una riproduzione in legno del Pozzo della Polenta e il Cannone di Fico realizzato da un artigiano locale.

Corinaldo Sala del Costume, foto Facebook Sala del Costume e delle Tradizioni Popolari Corinaldo
Storico teatro della città, il Teatro Goldoni è stato costruito tra il 1861 e il 1869 per sostituire il Teatro del Sole Nascente, considerato inadeguato per le esigenze del paese. La nuova struttura, realizzata sul progetto dell’ingegnere corinaldese Crescentino Quagliani, venne dotata di un dispositivo particolare che sollevava la platea, ancora oggi in uso.
Il sistema consentiva di calare la platea in occasione di rappresentazioni teatrali e di alzarla per creare un unicum col palcoscenico. Rimasto chiuso per diversi anni, il teatro è stato restaurato nel 2006 e, da allora, ospita concerti, stagioni teatrali, performance di compagnie amatoriali e rassegne di teatro per ragazzi.

Teatro Goldoni Corinaldo, foto Facebook Teatro Goldoni Corinaldo
Luogo importante della storia di Corinaldo, il santuario di Maria Teresa Goretti testimonia lo spirito religioso del borgo. Nata nell’anno 1890 proprio nella cittadina marchigiana, la martire venne uccisa a soli 11 anni da un giovane che tentò di abusare di lei.
All’interno del santuario, è conservata una reliquia della santa, ovvero l’osso del braccio con cui la povera Maria tentò di difendersi. Accanto all’altare maggiore, si può ammirare una sua statua in marmo bianco di Carrara.

Corinaldo Il santuario di Santa Maria Goretti, foto Facebook, Santuario Santa Maria Goretti Corinaldo
Un altro edificio religioso degno di nota è la duecentesca Collegiata di San Francesco, rimaneggiata più volte nel corso dei secoli. La struttura ha assunto l’attuale aspetto nella metà del ‘700, quando è stata costruita su progetto dell’architetto Arcangelo Vici di Arcevia. Per la sua ampiezza e la sua posizione, intorno agli anni Trenta, la chiesa è stata confermata sede parrocchiale, status che conserva ancora oggi.
Da notare il contrasto fra la facciata in mattoni, sobria e senza particolari decorazioni, e l’interno a croce latina con otto cappelle, riccamente decorato con marmi policromi e altari lignei. La chiesa custodisce preziosi capolavori del pittore Claudio Ridolfi quali la Madonna col Bambino, l’Annunciazione, l’Assunzione della Vergine, e un Crocifisso ligneo del 1575 realizzato dallo scultore Donnino da Urbino.

Corinaldo Collegiata di San Francesco, foto Facebook Corinaldo Turismo
Da non perdere è, inoltre, la torre dello Scorticatore, edificata allo scopo di difendere Porta San Giovanni e Porta Santa Maria del Mercato. Quella odierna è la parte restante di un maestoso torrione franato a metà del XIX secolo.
Il nome, particolare e inquietante, deriva dallo scorticatore di pecore che vi abitò fino al termine della Seconda guerra mondiale. In passato, assegnare le torri della cinta muraria a persone indigenti era una prassi pressoché consolidata.

Corinaldo La torre dello Scorticatore, foto Facebook Corinaldo Turismo
Ubicata nei pressi della scalinata, la Casa di Scuretto è costituita dalla sola facciata e, nonostante non abbia nulla di artistico, è interessante per la sua insolita e bizzarra storia. La leggenda narra che Gaetano, alias Scuretto, il ciabattino di Corinaldo, fosse anche un grande bevitore di vino. Il figlio, partito per l’America, cominciò a inviargli dei soldi per costruire una casa dove abitare una volta tornato, ma Scuretto li spendeva per bere nelle osterie del paese.
Insospettitosi, il giovane chiese al padre di mandargli una foto dei lavori. Per paura che scoprisse tutto, Scuretto realizzò la sola facciata con tanto di numero civico e si fece fotografare affacciato a una finestra. Tuttavia, non riuscì a convincere il giovane: il denaro non arrivò più e la casa rimase, così, incompiuta.

La casa di Scuretto Corinaldo, foto, Facebook Corinaldo Turismo
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