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Un eclettismo non solo naturalistico quello del Veneto ma anche culturale e artistico che si riflette nello stile architettonico delle sue città e dei suoi borghi, sottoposti a influenze mitteleuropee, longobarde, mediterranee e antico romane: un viaggio irripetibile tra castelli medievali, antiche rovine e sapori unici.
I borghi del Veneto, con il loro fascino indiscutibile, regalano esperienze indimenticabili a chiunque li visiti. La regione, infatti, secondo i dati 2023 dell’Istituto Demoskopika, è la seconda per numero di turisti, vantando oltre 73 milioni di presenze totali, con un incremento ancora maggiore previsto per il 2024.
Il merito di questo dato più che favorevole è da addursi alla ricchezza paesaggistica di questo territorio del Nord-Est che si estende dal Mar Adriatico sino al confine con l’Austria, comprendendo anche parte delle Alpi Orientali, tra quali spiccano la Marmolada (definita la “Regina delle Dolomiti”) e i più dolci pendii collinari dei Colli Euganei e dei Monti Berici.
La città di Verona incanta con il suo romanticismo, mentre Asolo, definita la città dei 100 orizzonti, regala scorci suggestivi e una ricca storia. Nota anche per la sua gastronomia e i suoi vini, la regione promette emozioni irripetibili.
La prima tappa di questo nostro viaggio tra i borghi del Veneto passa per Verona: un centro urbano che nasce sul margine settentrionale della Pianura Padana, lungo il fiume Adige, ed è emblema della multiculturalità veneta. Capoluogo di provincia, Verona è nota in tutto il mondo per essere la “città degli innamorati” grazie alla penna di Shakespeare che l’ha resa immortale, ambientandovi la tragedia di “Romeo e Giulietta”.
Ancora oggi, la casa di Giulietta con il celeberrimo balcone, è una delle maggiori attrazioni di Verona, contando migliaia di visite “romantiche” ogni anno. La dimora in stile medievale si trova in via Cappello, nel cuore del centro storico, a pochi passi da Piazza delle Erbe: la più antica piazza di Verona sorta sulle rovine del foro romano, è costeggiata dal Palazzo del Comune e dalla Torre dei Lamberti.

Veduta aerea della Torre dei Lamberti a Verona
Campeggia sulla città il Castello di San Martino in Aquaro: un fortino medievale assurto a emblema della potenza militare degli Scaligeri, oggi noto come Museo di Castelvecchio. Al suo interno, si possono ammirare una pinacoteca con decine di opere di arte medievale, rinascimentale e moderna – dove spiccano le opere di Andrea Mantegna e Giambattista Tiepolo – e mostre temporanee monotematiche. Mentre, nello sfavillante giardino dell’architetto Carlo Scarpa, insignito del prestigioso Premio Internazionale per il Giardino nel 2001, si svolgono concerti e rassegne musicali liriche e non.
A circa 20 km da Verona, lungo la via Postumia, si erge il celebre Castello Scaligero di Villafranca di Verona che il Bardo immortalò in questi celebri versi: «E voi Montecchi: trovatevi stasera nel vecchio castello di Villafranca dove udrete la mia sentenza per i fatti avvenuti». La leggenda narra che alcune pietre con cui fu eretto il castello provenissero direttamente da un arco dedicato all’imperatore Tiberio: degne di nota sono, inoltre, le sette piccoli torri dette “Torresine”, all’interno della cinta muraria, e le due torri “scudate”, ossia prive di spigoli. Da fortificazione difensiva risalente all’XI secolo, oggi è un luogo dedicato ai grandi eventi culturali e musicali.
Lasciando l’hinterland veronese, il nostro viaggio tra i borghi del Veneto prosegue per Asolo, un incantevole borgo collinare in provincia di Treviso, soprannominato “la città dei 100 orizzonti” dal premio Nobel Giosuè Carducci. Un appellativo davvero azzeccato vista la ricchezza paesaggistica che caratterizza questo borgo fortificato, apprezzato anche dal poeta inglese Robert Browing che, nel XIX secolo, durante un suo soggiorno, coniò il termine asolando per indicare “un lento e rigenerante” vagare senza meta tra i vicoli della cittadina.

Scorci spettacolari e un’atmosfera suggestiva animano la Rocca: una fortezza militare costruita tra il Duecento e il Trecento dalla quale si possono ammirare i Colli Asolani, gli scorci di Venezia, le Ville Palladiane e, nelle giornate più limpide, anche le Dolomiti.
Un altro edificio simbolo della città è il Castello della Regina Cornaro, costruito intorno al X secolo d.C. Sovrana di Cipro e Signora di Asolo, fu una vera e propria mecenate e promotrice del rinascimento italiano, come attesta l’antico teatro che aveva sede all’interno del castello.
Un’altra donna straordinaria, che di Asolo fece la sua dimora, fu Eleonora Duse, attrice talentuosa che divenne la musa del “vate” Gabriele D’Annunzio: a lei, infatti, è intitolato l’omonimo teatro cittadino che ha sede nel Castello. Ed è qui che ha deciso di riposare eternamente, collocando la sua tomba all’interno del Cimitero di Sant’Anna, nel borgo storico, volgendola in direzione del suo “amato” Monte Grappa.
A farle compagnia anche Freya Stark, una scrittrice inglese di reportage che allestì nella sua dimora asolana uno spettacolare giardino ispirato all’Ottocento, ancora oggi aperto al pubblico, noto per la sua varietà di specie e per il parco archeologico con antichi resti di fori romani. Rinomati sono anche i vigneti, di millenaria tradizione – per lo più di tipo Glera – che colorano il paesaggio asolano di inconfondibili sfumature, le stesse che donano ai frizzanti calici di “Asolo Prosecco Superiore DOCG”, animando i brindisi e i cicchetti della tradizione veneta al calar del sole.

Le colline del Prosecco
Immancabile è, inoltre, un excursus sulle prelibatezze enogastronomiche dei borghi del Veneto. Nella provincia trevigiana, il posto d’onore spetta al radicchio rosso di Treviso IGP con il quale è possibile preparare un ottimo piatto tradizionale: il risotto al radicchio, un piatto colorato e avvolgente che può essere accompagnato dalle note soavi e delicate del Prosecco Superiore DOCG, un’altra eccellenza locale.
Più deciso è il sapore dei Bigoli in salsa: una pasta condita con un sugo a base di acciughe o sardine e cipolle; altrettanto inconfondibile è il gusto di un’altra pietanza a base di pesce: il baccalà alla vicentina, un secondo piatto a base di baccalà mantecato con latte, cipolla e acciughe, divenuto famoso in tutto il mondo.

Il radicchio trevigiano
Un posto d’onore ai formaggi che, nei borghi del Veneto, vengono ancora prodotti secondo le antiche tradizioni. Tra i più gustosi, spicca il Monte Veronese: un formaggio a pasta dura dal sapore intenso e fragrante che ben si abbina agli aromi gentili dei vini locali.
Tra i dessert, il più conosciuto e imitato è il tiramisù: un dolce al cucchiaio, a base di savoiardi, caffè e crema di mascarpone; gustosissime anche le frittelle di mele: semplici frittelle di pastella arricchite con pezzi di mela e spolverate con zucchero a velo; per finire, i baicoli: biscotti sottili e croccanti da servire col caffè o col Vin Santo.
E sarebbe proprio il caso di dire che ce n’è per tutti i gusti: prelibatezze adatte a soddisfare ogni palato, anche quelli più esigenti per un’esperienza multi-sensoriale che inebria la vista, il gusto e la mente. Per un viaggio tra i borghi del Veneto che è un tripudio di emozioni, da qualsiasi punto di vista.
Ossessionata dal gelato artigianale, amante di arte cinema teatro cultura società e verità …. Quelle che nessuno dice e che è il mio compito scoprire. Amante delle curiosità e del bello naturale, della bontà e della semplicità.
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