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Rita Ricci

  • 1 anno fa
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11 min

Alla scoperta della bellezza e della storia di Roma attraverso il tour delle basiliche romane: San Pietro, San Paolo, San Sebastiano, San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo fuori le Mura e Santa Maria Maggiore.

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Lo sapevi che il celebre detto romanofare il giro delle 7 chiese” deriva dal tour delle basiliche romane? Il 24 dicembre 2024 prenderà il via il 25esimo Giubileo ordinario nella storia della Chiesa con l’apertura della porta Santa di San Pietro e l’arrivo di milioni di pellegrini alla ricerca di spiritualità e grazia attraverso le secolari tradizioni cattoliche.

Tra le più antiche, si annovera il cosiddetto “pellegrinaggio delle 7 chiese” che ha origine nel Medioevo come pratica di devozione e prosegue tuttora, reintrodotto e formalizzato nel XVI secolo da San Filippo Neri. Un santo fiorentino trapiantato a Roma, noto per la sua socialità che, con questo cammino, si prefiggeva di unire le persone di ogni ceto in un pellegrinaggio collettivo urbano e di combattere così la decadenza morale in auge.

In occasione del Giubileo 2025, questo giro è stato ufficializzato come vero e proprio percorso “giubilare” dentro Roma, afferendo a quei riti che concorrono al raggiungimento dell’indulgenza plenaria. Originariamente, questo cammino – un percorso ad anello di circa 20 km – si svolgeva in unico giorno.

Oggi, invece, è d’uso svolgerlo in due giorni, dedicando una giornata intera alla visita della basilica di San Pietro in Vaticano. Per tradizione, così si articola l’itinerario delle 4 basiliche papali: San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. Di seguito, invece, proponiamo, l’itinerario delle 7 maggiori basiliche romane.

San Pietro in Vaticano: la prima delle basiliche romane

Le basiliche romane. Veduta dell’interno della Basilica di San Pietro con il celebre Baldacchino

Veduta dell’interno della Basilica di San Pietro con il celebre Baldacchino 

Sorta inizialmente dove venne sepolto Pietro, il primo Papa cattolico e discepolo di Gesù, la basilica sita in Vaticano è Patrimonio Unesco ed è considerata tra le più maestose del mondo cattolico. La sua cupola – progettata da Michelangelo – è assurta a vera e propria icona della città di Roma ed è tra le più grandi al mondo, così come caratteristica è la piazza omonima che la ospita, famosa per il prestigioso colonnato del Bernini284 colonne in stile dorico e 84 pilastri sormontati da un architrave che supporta 96 statue marmoree – a forma semicircolare dove troneggia un obelisco egizio antichissimo.

Non meno nota, la facciata che è un capolavoro di architettura rinascimentale ed è frutto del genio dell’architetto italo-svizzero Carlo Maderno, realizzata tra il 1608 e il 1614 – larga 118 metri e alta 48 – è contrassegnata da colonne e paraste d’ordine gigante e si eleva autonomamente con proprie fondamenta. Dal balcone centrale, detto “Loggia delle Benedizioni”, posto al primo livello inferiore, si affaccia il Papa per le solenni benedizioni festive, rendendo questa struttura un simbolo della cristianità.

L’interno è un tripudio di magnificenza e di stili e si erge su una pianta a croce greca progettata dall’architetto Donato Bramante, con un portico centrale che può ospitare sino a 20mila persone, rendendo questa basilica la più grande e importante del mondo. Adornata da opere dei più grandi artisti rinascimentali e barocchi, essa ha un valore incommensurabile, come attesta anche la presenza de La Pietà – tra i più acclamati capolavori di Michelangelo – che è collocata nell’omonima Cappella, che si trova sulla destra, subito dopo l’ingresso.

Di grande valore artistico e religioso è anche l’Altare Papale detto L’Altare di San Pietro realizzato da Gian Lorenzo Bernini, autore anche del Baldacchino – la magnificente struttura in bronzo che sovrasta l’altare – che, secondo la tradizione, sorgerebbe sopra la tomba di San Pietro. Lasciamoci alle spalle la basilica di San Pietro alla volta di San Paolo fuori le Mura.

Seconda tappa: la basilica papale di San Paolo fuori le Mura

Le basiliche romane, veduta della Basilica di San Paolo fuori le mura

Veduta della Basilica di San Paolo fuori le mura 

Per raggiungere la seconda tappa del pellegrinaggio delle 7 chiese maggiori di Roma, dedicata all’altro Santo patrono della Capitale, si prosegue per via della Conciliazione sino a Lungotevere Vaticano, dirigendosi in direzione Sud verso via Ostiense: in totale circa 7 km, percorribili a piedi o con i mezzi pubblici. Imponente è la facciata decorata con mosaici realizzati nel 1800 e il grandioso quadriportico, con la statua di San Paolo in bella vista.

L’interno è suddiviso in cinque navate da 80 colonne in granito: la più amplia è la navata centrale adornata con mosaici raffiguranti la vita di San Paolo. Prezioso è, inoltre, l’altare centrale – sormontato dal ciborio gotico realizzato dallo scultore Arnolfo di Cambio – sotto al quale giace la tomba dell’Apostolo, così come l’abside dominata da un maestoso mosaico voluto da Innocenzo III e terminato da Onorio II.

Imponente è anche il campanile del celebre architetto Luigi Poletti, così come affascina il chiostro medievale con preziose colonne e marmi decorati, opera di Jacopo e Pietro Vassalletto, all’interno del quale giacciono le tombe di numerosi santi e martiri cristiani. Degna di nota è anche l’abbazia adiacente alla basilica che ospita una comunità di monaci benedettini presenti sin dall’VIII secolo – per volontà di Papa Gregorio II suo fondatore – col preciso compito di custodire le lampade votive nell’oratorio del protomartire e di officiare la liturgia sul luogo di sepoltura.

Un altro loro merito è aver realizzato un rigoglioso giardino monastico con erbe e alberi presenti nella Bibbia, ricostituendo un’oasi che imita l’Eden. Per raggiungere la basilica di San Sebastiano fuori le Mura, si dovrà camminare per circa tre quarti d’ora, ritornando indietro su via Ostiense e poi procedendo per tutta via delle Sette Chiese, non a caso questo nome, sino a sbucare su via Appia Antica n°136, dove si trova l’altra basilica.

La basilica minore di San Sebastiano fuori le Mura

Le basiliche romane. Interno della Basilica di San Sebastiano fuori le Mura

Interno della Basilica di San Sebastiano fuori le Mura

Nel quartiere ardeatino, sull’Appia Antica, si erge la basilica di San Sebastiano fuori le Mura: la terza tappa del pellegrinaggio delle 7 chiese e del percorso giubilare. La chiesa fu costruita nel IV secolo per ordine dell’Imperatore Costantino Il Grande, in onore degli Apostoli Pietro e Paolo: le loro reliquie vi furono dapprima nascoste per salvarle dalle persecuzioni cristiane e, successivamente, traslate nelle rispettive basiliche. Sempre qui, nelle catacombe, sono stati sepolti i resti di San Sebastiano: il soldato pretoriano martire al quale fu dedicata la basilica.

La facciata della chiesa paleocristiana è caratterizzata da un colonnato ionico e la pianta è a base circiforme – un modello architettonico che include un percorso circolare attorno al sepolcro di un martire – sperimentato in epoca costantiniana. Nel 1600, sia la basilica che la cripta furono rinnovate dal cardinale Scipione su progetto dell’architetto Flaminio Ponzo: non a caso, sul soffitto ligneo a cassettoni è inciso lo stemma dei Borghese (un’aquila coronata d’oro su campo giallo e un drago alato dorato su sfondo azzurro).

Nella cappella delle reliquie, posta sul lato destro della navata, sono tuttora conservati importanti cimeli: una freccia del martirio di San Sebastiano e la colonna alla quale fu legato; la pietra del “Quo vadis?” con le impronte di Gesù Cristo nel momento in cui apparve a Pietro in fuga dal martirio romano. Mentre sul lato sinistro, è conservata un’urna con i resti del Santo, oltre a una statua che lo raffigura.

Di notevole pregio, è, inoltre, il busto marmoreo del Cristo Salvatore, tra le ultime opere di Gian Lorenzo Bernini. È ora tempo di dirigersi verso la basilica maggiore di San Giovanni in Laterano che dista circa 5 Km. Un tragitto che si può percorrere a piedi, passando per via Appia Antica e Porta San Sebastiano, proseguendo per Via di San Gregorio sino al Colosseo e, infine, imboccando via di San Giovanni in Laterano fino alla Piazza omonima, sede della chiesa.

La basilica papale di San Giovanni in Laterano

Le basiliche romane, la facciata di San Giovanni in Laterano

La facciata di San Giovanni in Laterano

La basilica di San Giovanni in Laterano sorge nella piazza omonima ed è considerata la Chiesa Madre della diocesi di Roma, nonché la Cattedrale dei romani. È formalmente amministrata dal Pontefice attraverso un suo vicario. È, inoltre, ritenuta la più antica basilica maggiore d’Occidente, essendo stata edificata da Costantino il Grande alla fine delle persecuzioni cristiane, nel IV sec d.C. I primi a realizzarla furono gli architetti Domenico Fontana, Giacomo della Porta, Francesco Borromini e Alessandro Galilei.

La facciata principale della basilica costituisce un esempio di architettura rinascimentale e barocca, mentre l’interno – di circa 130 metri – mantiene le proporzioni originali, sebbene l’aspetto sia mutato nei secoli a seguito delle importanti modifiche apportate da Borromini nella metà del XVII secolo. Originali sono, invece, le 5 porte anteriori che contraddistinguono le 5 navate: quelle di bronzo centrali sono originarie del Senato romano, mentre quella più a destra è la famosa “Porta Santache segna l’apertura del Giubileo e si apre solo in quella precisa occasione.

La basilica internamente presenta un aspetto solenne: di pregio sono gli affreschi di Giotto e Cavallini; del primo è rimasto solo un frammento impresso su un pilastro, mentre del secondo rimane traccia nella navata intermedia. Inestimabili sono anche il Baldacchino di Arnolfo di Cambio – capolavoro d’arte gotica – posto sull’altare maggiore e le statue dei 12 apostoli collocate in dodici nicchie lungo le pareti dello spazio centrale, 6 per ciascun lato, che risentono dell’influenza barocca borrominiana.

Da visitare anche il chiostro risalente al XIII secolo e la famosa Scala Santa che, secondo tradizione, Gesù salì per recarsi da Ponzio Pilato: oggi percorsa in ginocchio dai penitenti in atto di supplica. Da qui, sono solo 800 i metri da percorrere per raggiungere piazza Santa Croce in Gerusalemme dove ha sede la basilica omonima.

Basilica minore di Santa Croce in Gerusalemme

Le basiliche romane - Veduta della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

Veduta della Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

Nel rione Esquilino, troneggia una delle 7  basiliche maggiori di Roma: Santa Croce in Gerusalemme. Essa si trova a ridosso delle Mura Aureliane e non lontano dalla Basilica di San Giovanni in Laterano. La chiesa, risalente al IV sec d.C., presenta uno stile romanico e conserva al proprio interno le reliquie della Croce di Cristo che, secondo antiche fonti, Sant’Elena, madre di Costantino, avrebbe fatto trasportare a Roma dalla Terra Santa intorno al 325.

Il nome “in Gerusalemme” deriverebbe, invece, dalla presenza di terra consacrata – parte delle fondamenta della basilica – proveniente direttamente dal monte Calvario. Infatti, originariamente la chiesa era parte del Sessorium, l’abitazione della madre di Costantino nel quartiere residenziale dell’Esquilino, da lei voluta proprio con lo scopo di salvaguardare “le sante reliquie”.

Da allora in avanti, tanti sono stati i restauri, sino all’ultimo nel Settecento a opera di Pietro Passalacqua e Domenico Gregorini, che le hanno conferito un aspetto barocco, visibile soprattutto nella nuova facciata. Di pertinenza della basilica, anche l’orto, giardino del monastero cistercense e vera e propria oasi di pace, carica di significati simbolici. Il giro continua in direzione della basilica di San Lorenzo fuori le Mura che dista solo 2 km e si raggiunge percorrendo piazzale Labicano e via dello Scalo di San Lorenzo e, infine, via del Verano sino a Piazzale San Lorenzo dove è sita.

San Lorenzo fuori le Mura, sesta tappa delle basiliche di Roma

Le basiliche romane. Basilica di San Lorenzo fuori le Mura

Basilica di San Lorenzo fuori le Mura

Tra le basiliche romane troviamo anche una basilica che non è più “papale” dalla metà del XIX secolo, quando ha smesso di essere la sede religiosa del Patriarca latino di Gerusalemme, pur non avendo perso il suo particolare fascino. Infatti, questa cattedrale, che sorge nel quartiere Tiburtino a ridosso del cimitero monumentale del Verano, è frutto della fusione di due distinte chiese edificate in periodi diversi.

Una nel IV secolo per volontà di Costantino I, sorta vicino alla tomba del martire Lorenzo; l’altra ad opera di Papa Pelagio, nel VI sec., costruita proprio sotto la tomba del Santo, al posto dell’oratorio. Per alcuni secoli, coesistettero queste due strutture distinte, sino a che nel XIII secolo, Papa Onorio III non le riunì. Estese, dunque, la parte pelagiana della chiesa, abbattendo la vecchia abside e trasformando la prima costantiniana nel presbiterio rialzato della nuova basilica.

La chiesa subì ulteriori rifacimenti e trasformazioni, ma fu l’architetto Virginio Vespignani verso la seconda metà dell’Ottocento a dargli l’aspetto che tuttora apprezziamo. La facciata soltanto venne ulteriormente ricostruita – secondo il modello onoriano – perché rasa al suolo dai bombardamenti statunitensi durante la Seconda guerra mondiale. Oggi, si presenta con una struttura in laterizio incorniciata da 3 finestre arcuate: un portico sorretto da 6 colonne e da una cornice con un ornamento policromo.

Di stile romanico sono sia l’antico e prezioso chiostro sia il campanile in laterizio risalente al XII secolo. La basilica ospita le tombe di Santi e importanti personalità: in primis, quella di San Lorenzo, un diacono martirizzato nel 258 al quale è dedicata; quelle del protomartire cristiano Santo Stefano e dello statista Alcide De Gasperi; oltre ai monumenti funerari di 5 papi: San Zosimo, San Sisto III, Sant’Ilario, Damaso II e il Beato Pio IX. E, infine, è tempo di dirigersi verso l’ultima tappa del nostro “giro”: la basilica di Santa Maria Maggiore che dista solo 2 km da qui.

L’ultima tappa delle basiliche romane: Santa Maria Maggiore

Ultima tra le basiliche romane da vedere assolutamente, ma non per ordine d’importanza, è la basilica papale di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino, importante centro di culto mariano. La struttura paleocristiana originaria risale al IV e fu edificata da Papa Liberio – si dice – per volere della stessa Vergine Maria cui questa cattedrale è dedicata. Infatti, secondo la leggenda, fu proprio la Madonna ad apparire in sogno al pontefice, chiedendogli di costruire la basilica proprio nel luogo preciso in cui sarebbe avvenuto uno straordinario evento.

Fu proprio la mattina successiva, il 5 agosto 358, che una nevicata fuori stagione delimitò il perimetro della futura chiesa. La basilica fu sottoposta, nei secoli, a successivi rifacimenti: il primo per volontà di Papa Sisto III e, successivamente, ad altri in epoca barocca. La facciata esterna è in stile tardo barocco ed è opera di Fernando Fuga, mentre in stile romanico è il campanile il più alto della città, altresì noto per la quinta campana detta “sperduta” che, secondo tradizione, ogni sera alle 21 emette i suoi rintocchi per aiutare i pellegrini “sperduti” a ritrovare la “retta” via.

Accedendo, invece, al portico a 5 vani, intervallato da una serie di colonne ioniche, si nota la magnificenza della Porta Santa, opera dello scultore contemporaneo Luigi Mattei e benedetta da San Giovanni Paolo II nel 2001, con al centro l’immagine del Cristo Risorto e Maria come Salus populi romani (Protettrice del popolo romano).

Internamente, la basilica è suddivisa in 3 navate secondo la ripartizione originaria ed è affrescata, lateralmente in alto, con mosaici risalenti al V secolo che raccontano le vicende del Vecchio Testamento. Pregiato è il soffitto a cassettoni ricoperto di una lamina d’oro, proveniente dalla prima spedizione di Cristoforo Colombo nelle Americhe, donato dalla stessa sovrana spagnola Isabella di Spagna.

Le basiliche romane. Basilica di Santa Maria Maggiore

Basilica di Santa Maria Maggiore

Altrettanto preziosa è la pavimentazione cosmatesca risalente all’XI secolo, realizzata secondo una tecnica marmorea che mescola marmi ricavati dai maggiori monumenti romani. Splendidi sono anche i mosaici che fregiano l’arco trionfale e il ciborio, illuminati di giorno da preziosi effetti di luce e deputati a svolgere una funzione didattica per istruire al cristianesimo i fedeli non alfabetizzati.

Di grande valore sono le reliquie che qui albergano: nella cappella Sistina giacciono i resti della “Sacra Culla” – la mangiatoia in cui fu adagiato Gesù appena nato – e il primo presepio fisico della storia dell’arte italiana eseguito da Arnolfo di Cambio nel XIII secolo, rappresentativo della natività di Cristo.

Un omaggio a Maria è, inoltre, l’esposizione dell’icona della Salus populi romani nella Cappella Paolina: un ritratto di Maria col bambino, in stile bizantino, risalente all’anno 1000, attribuito a San Luca, che rappresenta la prima icona mariana esistente nell’epoca di Papa Liberio. Custodite nella basilica, anche le reliquie di San Mattia e San Girolamo. Un capolavoro dell’arte antica e di devozione mariana che attira, ogni giorno, migliaia di pellegrini da ogni parte del globo.

Giunti al termine di questo tradizionale “giro”, che ci ha condotto a visitare le sette basiliche romane più importanti – veri e propri simboli di fede e di cultura – è ora tempo di prepararsi all’imminente Giubileo, sia spiritualmente che fisicamente, per essere pronti per il prossimo tour!

Ossessionata dal gelato artigianale, amante di arte cinema teatro cultura società e verità …. Quelle che nessuno dice e che è il mio compito scoprire. Amante delle curiosità e del bello naturale, della bontà e della semplicità.

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