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Vivaci, colorati e multietnici, i mercati rionali di Palermo sono il cuore pulsante di questa bellissima città cosmopolita, affascinante per la sua storia. Visitarli e immergersi nella loro vibrante atmosfera è un’esperienza unica, da non perdere per assaporare l’essenza del popolo palermitano.
Anima della città e luoghi ideali per degustare il miglior street food d’Italia, i mercati rionali di Palermo rappresentano un’attrazione imperdibile per i turisti che desiderano conoscere meglio il capoluogo siciliano.
Passeggiando fra le bancarelle esposte lungo le strade, si può respirare appieno l’allegria e il folklore della città, immersi negli odori, sapori e profumi della merce in vendita, ascoltando le abbanniate (grida di richiamo) dei vari ambulanti che invitano le persone ad avvicinarsi e comprare i loro prodotti.
Lo scenario che si presenta davanti agli occhi di qualsiasi visitatore è quello tipico dei suq arabi, ai quali si rifanno appunto i mercati rionali di Palermo. Alcuni di essi, infatti, risalgono alla dominazione araba, e ancora sopravvivono mantenendo l’aspetto di un vero e proprio bazar ricco di colori, capace di incantare chiunque.
Palermo, storicamente divisa in quartieri, conta diversi mercati rionali: fra i più famosi troviamo Il Capo, Vucciria, Ballarò, i Lattarini, ma ve ne sono altri che vale la pena conoscere.
Ecco una panoramica dei mercati rionali più famosi di Palermo.

Mercati rionali di Palermo, foto Facebook Angela Di Gregorio Aam
Storico mercato di Palermo nella splendida Sicilia, “Il Capo” si trova a due passi dal Teatro Massimo e vi si accede da Porta Carini, edificata nel ‘700 in stile trecentesco. Da Via Porta Carini, il mercato prosegue fino a piazza Beati Paoli: una leggenda narra che nei sotterranei del quartiere si riunivano i membri della setta segreta.
Il nome del mercato, invece, trae origine dal posto in cui si trova, ovvero nella parte nord del quartiere Seralcadio, chiamato anticamente Caput Seralcadi perché sorgeva proprio all’incrocio tra via Sant’Agostino, via Beati Paoli e Porta Carini. In questo punto, si formò un piccolo slargo, detto piazza Capo.
Impossibile non notare le bancarelle di frutta e verdura, anche se in realtà il mercato è famoso per il pesce fresco e di qualità che i venditori mettono in bella vista.
Altra chicca da non perdere è il cibo di strada, una delizia per gli amanti del fritto: verdure in pastella, crocchè, panelle, coppi di pesce fritto, calamari arrostiti sono solo alcune specialità da assaporare in una delle tante friggitorie che costeggiano le strade del Capo.
E per gli appassionati dell’arte, non mancano meraviglie da ammirare come la Chiesa dell’Immacolata Concezione, un gioiello del barocco siciliano. Il mercato è frequentato tutti i giorni della settimana, dal lunedì al sabato sia mattina che pomeriggio, mentre la domenica solo al mattino.

mercati rionali Palermo il Capo, foto wikipedia Di Sergio Calleja CC BY-SA 2.0
Fra i mercati rionali di Palermo più famosi da visitare assolutamente è “Ballarò”, ubicato nel quartiere dell’Albergheria. Nato oltre 1000 anni fa, ai tempi della dominazione araba in Sicilia, è il mercato più antico della città. Il suo nome trae origine da Suq Al-Balhara, nome del villaggio di venditori arabi che commerciavano in spezie e prodotti vari, poi trasformato nel palermitano “Ballarò” per assonanza.
Il mercato si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory e prosegue in direzione Porta Sant’Agata, fino ad arrivare nel cuore della città. Luogo vivace e popolare, è tuttora il posto migliore dove trovare prodotti alimentari di qualità e a buon prezzo. Pesce, carne, verdura, ortaggi e frutta sistemati con cura nelle bancarelle attraggono palermitani e visitatori, che colgono l’occasione per acquistare tanti prodotti spendendo poco.
Oltre ad essere un tripudio di colori e profumi, Ballarò vanta anche tesori architettonici come la Chiesa del Carmine Maggiore, del 1600, splendido esempio di barocco siciliano.
Il mercato brulica di gente non solo di giorno, ma anche la notte. Infatti, il quartiere è noto per la movida notturna ed è un punto di riferimento per tanti giovani universitari.

Mercati rionali di Palermo: Ballarò, foto Wikipedia Di Pmk58 CC BY-SA 4.0
“La Vucciria” è un altro dei mercati rionali di Palermo più noti da visitare per i colori, i profumi e la varietà di cibo che offre. Le origini del mercato sembrerebbero risalire tra il 1500 e il 1600. Nato nel cuore del quartiere La Loggia per dare uno spazio ai mercanti che giungevano dal porto, è compreso tra via Roma, il Cassaro, la Cala, via Argenteria nuova, piazza Garraffello, via Maccheronai e piazza Caracciolo.
Il termine Vucciria, il cui significato è “confusione”, deriva in realtà dalla parola bucceria, che proviene da becco, cioè caprone, l’animale più macellato e venduto in zona. Tuttavia, col passare del tempo, la parola Vucciria cominciò ad indicare il vociare, nonostante l’origine, come detto prima, fosse ben diversa.
Il volto del mercato ha subito parecchie trasformazioni, e di quello antico è rimasto ben poco. Ciò nonostante, le bancarelle che vendono verdura, frutta, carne, pesce, spezie e altri prodotti alimentari continuano a riempire di colori e profumi la zona.
Non mancano prodotti di artigianato locale: ceramiche e tessuti colorati, e banchetti con specialità culinarie siciliane come pane e panelle, cazzilli (crocchette di patate), milza, stigghiola (budella di vitello) e altre ricette dello street food palermitano note per la loro bontà.
A due passi dal mercato, si possono visitare diverse attrazioni, fra cui la Chiesa di San Domenico, la Chiesa di Sant’Antonio Abate, il Palazzo Alliata di Pietratagliata. Anche di notte l’area dove sorge il mercato è molto animata e diventa un punto nevralgico della movida palermitana.

Mercati rionali di Palermo – La Vucciria, foto Wikipedia (nessun autore)
Situato nel quartiere Kalsa, “i Lattarini” è fra i mercati rionali di Palermo di origine araba. Il nome deriva da Suq el attarin, che significa “mercato delle spezie”: il luogo, infatti, era famoso per la vendita di spezie e droghe importate dai mercanti arabi.
Nel corso dei secoli, le spezie lasciarono posto alle finiture per cavalli e carrozze, alle cuoierie, ai prodotti per calzolai. A partire dagli anni Sessanta, molti palermitani hanno aperto botteghe di indumenti mimetici, di jeans a basso costo, tute da lavoro e negozi dell’usato.
Oggi il mercato si è ridotto rispetto al passato e vi si trovano bancarelle, negozi di biancheria, abbigliamento vario, oggettistica, lane e cotoni da ricamo, maglieria, pelletterie e ferramenta.
Accessibile percorrendo via Roma, si trova vicino al Palazzo del visconte di Saint-Remy, assalito dai palermitani durante la rivolta dei Vespri siciliani.

Mercati rionali di Palermo: i Lattarini, foto wikipedia Alessandro Cataldo CC BY-SA 3.0
Situato tra il mare e la città vecchia, all’interno dell’antico quartiere della Kalsa, il “mercato di Piazza Marina” è uno dei mercati rionali di Palermo più frequentati dagli appassionati di antiquariato.
Aperto solo la domenica dalle 7 alle 13, il mercato si concentra nella piazza omonima, con le bancarelle disposte lungo il perimetro dell’affascinante Villa Garibaldi. In questo mercato, si possono trovare oggetti d’epoca come libri, macchine da scrivere, grammofoni, lampadari, porcellane e molto altro.
Passeggiando per il mercato, è piacevole immergersi nell’atmosfera ottocentesca che vi si respira e, alzando gli occhi, si possono ammirare le facciate di edifici prestigiosi come Palazzo Mirto, Palazzo Chiaramonte Steri, Palazzo Trabucco e Palazzo Notarbartolo.

Mercati rionali di Palermo: Piazza Marina, foto Facebook Donatella Sinagra
Una visita al “mercato del Borgo Vecchio” permette di scoprire uno dei mercati rionali di Palermo più caratteristici e di esplorare la zona circostante.
Nato alle fine del 1500 come punto di aggregazione per i venditori di merci e per chi svolgeva antichi mestieri, si trova nel centro di Palermo, tra piazza Sturzo e piazza Ucciardone, ed è uno mercati più folkloristici della città.
Tutte le mattine, dal lunedì alla domenica, vi si possono trovare frutta, verdura, pesce, carne, spezie di ogni varietà, ma anche prodotti per la casa, accessori e giocattoli.
La particolarità del mercato Borgo Vecchio è quella di aver mantenuto, oltre alle bancarelle, le botteghe artigiane tradizionali, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare la vita locale.
La zona, vicina a luoghi di interesse famosi come il Politeama e il Teatro Massimo, è anche un punto di riferimento per la movida palermitana.

Mercati rionali di Palermo: Borgo Vecchio, foto Facebook marcati storici Palermo
Considerato uno dei mercati rionali di Palermo più particolari, il “Mercato delle Pulci” è situato nel cuore del Papireto, a poca distanza dalla Cattedrale. Nato nel 1949 per iniziativa dei rigattieri, come risposta alla crisi e alla povertà causata dalla guerra, nel tempo si è trasformato in un centro dell’antiquariato.
Il mercato si riconosce subito per via delle baracche in lamiera addossate una sull’altra su piazza Domenico Peranni in cui si vende di tutto: dalle scarpe usate ai pezzi di ricambio, ma anche mobili vecchi, oggetti antichi e souvenir di ogni tipo.
Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19 e la domenica dalle 9 alle 13, il mercato è molto frequentato da chi è alla ricerca di oggetti di antiquariato, ma anche da tanti curiosi che amano gironzolare fra le bancarelle alla ricerca di un affare o di qualche pezzo pregiato da acquistare a poco prezzo.

Mercati rionali Palermo Mercato delle Pulci, foto Facebook Mercatino delle Pulci – Palermo
Per concludere la carrellata dei mercati rionali di Palermo più famosi, non poteva mancare quello di “Sant’Agostino”, da menzionare per la tipologia di mercanzia in vendita, composta soprattutto da biancheria, scarpe, abbigliamento, accessori e tessuti.
Il mercato parte da Piazza Borsa e oltrepassa la via Maqueda. Da questo punto in poi, si trasforma nel “mercato di Via Bandiera” che giunge, a sua volta, fino a Via Roma.
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