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Redazione

Alla scoperta del magico Castello Incantato di Sciacca

  • 2 anni fa
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3 min

Questa è la storia di Filippo Bentivegna, un uomo, un folle o forse solamente un visionario che visse in un castello incantato, ma in realtà inesistente. Le sue sculture sono tutte diverse e raffigurano personaggi famosi e non, a cui era solito dare un nome e che, nel suo immaginario, rappresentavano i sudditi del suo regno. Filippo, infatti, si autoproclamò Signore delle caverne, facendosi chiamare anche  Sua Eccellenza.

Indice dei contenuti

Alla domanda “Perché scavate nella pietra?” Rispose “Cerco la Grande Madre… Dentro la Terra è il seme dell’uomo.”

Chi era Filippo Bentivegna, Signore del Castello Incantato di Sciacca

Nato a Sciacca, Agrigento, verso la fine dell’Ottocento, Filippo Bentivegna si trasferì in America nel 1913, in cerca di fortuna durante l’ondata migratoria. Lavorò come manovale e praticò il pugilato.

Durante il soggiorno oltreoceano però, un trauma lo lasciò in coma per diversi giorni. Non si sa se l’incidente sia avvenuto sul posto di lavoro o durante gli incontri di boxe. Alcuni affermano che forse sia stato causato dalle percosse ricevute durante una lite con il fratello. C’è anche chi riferisce, in un racconto più romanzato, di un coinvolgimento con la figlia di un boss mafioso. Qualunque sia la causa, lo choc divenuto un punto di svolta nella vita dell’artista.

Con il cuore ferito e l’anima segnata, Filippo fece ritorno nella sua terra natia. Le somme guadagnate oltreoceano gli permisero di acquistare un piccolo podere, dove trovò consolazione tra le braccia della natura. Alberi e massi diventarono i suoi compagni di vita e, tra le loro forme scolpite, scoprì quella voce interiore che il mondo non avrebbe poi potuto ignorare.

Nel suo podere Filippo creò un regno di teste scolpite nella roccia. Si limitò a utilizzare colori base, come il rosso e il nero, una scelta probabilmente dovuta anche a un danno al lobo frontale destro causato dal trauma.

Castello Incantato di Sciacca

Castello Incantato di Sciacca

La storia di Bentivegna ci ricorda le sfide legate all’emigrazione e i pericoli associati all’ostinata ricerca di una vita migliore. Nonostante le difficoltà e le ferite, Filippo riuscì a esprimere la sua creatività attraverso le sculture, seppur limitate cromaticamente. La sua storia evoca quella di individui eccezionali che emergono da esperienze traumatiche, unendo abilità straordinarie e difficoltà personali in un’unica narrazione complessa.

Gli idiot savant sono, infatti, individui con alterazioni cerebrali che mostrano capacità eccezionali in settori specifici. Tuttavia Filippo, nonostante i tratti schizofrenici, si mantenne abbastanza ancorato alla realtà circostante.

Il podere

Nel cuore del suo podere, l’attuale Castello Incantato di Sciacca, che conta circa 3.000 sculture, vi è una modesta casetta che si erge come un santuario di ricordi. Le pareti sono ornate da affreschi di grattacieli, in ricordo del suo soggiorno in America.

L’artista scolpiva le teste usando la roccia presente nel suo terreno, ma quando le riserve scarseggiavano, iniziava a scavare grotte e cunicoli per ottenere altro materiale. Oggi, queste cave sono illuminate e aperte al pubblico come parte di un’installazione artistica. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1967, il podere rimase abbandonato e molte delle sue opere furono trafugate.

La creazione del museo e il riconoscimento di bene culturale

La storia del podere rischiava di cadere nell’oblio ma, fortunatamente, solo un anno dopo la scomparsa del Bentivegna, accadde un piccolo miracolo. Un assistente di Jean Dubuffet – il pittore francese noto per aver introdotto il concetto di Art Brut, ovvero un’arte spontanea e autentica – approdò a Sciacca. Rimasto affascinato dall’opera stravagante di Filippo, l’assistente rimase così entusiasta da riuscire a ottenere dalla famiglia alcune teste di pietra dell’artista per portarle al suo mentore (Jean Dubuffet), che le aggiunse alla sua collezione privata.

Nel 1973, la Regione Sicilia acquistò l’intera collezione dagli eredi del Bentivegna. Successivamente, l’11 febbraio 2015, il Castello Incantato venne insignito del riconoscimento di bene culturale ai sensi del Codice dei Beni Culturali della Repubblica Italiana. Il riconoscimento ufficiale rappresenta non solo un tributo alla bellezza di queste opere, ma anche all’idea di una creatività genuina che va oltre pregiudizi e categorie.

Una testa di pietra nel Castello Incantato di Sciacca

Una testa di pietra nel Castello Incantato di Sciacca

Oggi, 14 di queste teste di pietra sono esposte presso il Museo di Art Brut a Losanna, un luogo creato in memoria di Dubuffet. Così, il ricordo di Filippo Bentivegna, “l’uomo che danzò con i colori e scolpì sogni nella pietra, continua a risplendere come una stella nel cielo del passato.

Il Castello Incantato di Sciacca è uno dei musei più visitati della provincia di Agrigento, grazie alla cooperativa Agorà che ne ha saputo comprendere il valore, gestendolo con certosina passione.

Dove si trova

Per raggiungere il Castello incantato di Sciacca, situato nel versante occidentale della Sicilia a poca distanza da Sciacca, devi percorrere la S.S. 115 e prendere l’uscita per Sciacca. Il museo si trova in Via Filippo Bentivegna 16.

 

Articolo a cura di Aurelio Quartararo.

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