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Pregna di storia e nota per la sua lunga tradizione di scambi commerciali, Bari è da sempre crocevia tra Occidente e Oriente. Luogo per eccellenza in cui tradizioni e sapori si esprimono in tutta la loro autenticità, il capoluogo pugliese è culla d’arte, polo portuale e universitario vivace e dinamico. Scopriamo perché Bari è ancora oggi crocevia tra Occidente e Oriente, la sua storia e cosa vedere.
Sin dai tempi antichi, Bari è stata crocevia fra Oriente e Occidente, una sorta di ponte che metteva in collegamento le due culture tramite i traffici commerciali via mare.
Il porto di Bari rappresentava l’anello di congiunzione tra Oriente e Occidente ma, a rafforzare questa vocazione naturale di essere crocevia di popoli, culture e civiltà fu l’arrivo delle reliquie del vescovo di Myra avvenuto nel 1087.
L’evento cambiò la storia della città stessa e le conferì un ruolo più importante nel Mediterraneo, con conseguenze positive nei rapporti non solo verso l’Oriente, ma anche verso l’Europa.
Dopo lo scisma tra Chiesa d’Oriente e Chiesa d’Occidente avvenuto nel 1054, era subentrata la consapevolezza che San Nicola, vescovo orientale, poteva unire i cristiani d’Oriente con il cristianesimo romano.
La traslazione delle ossa di Nicola a Bari venne condotta da decine di uomini che raggiunsero Myra, città situata sulla costa meridionale dell’attuale Turchia, per portare a termine l’operazione.
La scelta di venerare San Nicola diede ai baresi una nuova identità e da allora riunisce i fedeli provenienti da tutto il mondo.

Il porto di Bari
Il nucleo più antico di Bari risale all’Età del Bronzo, poi dal dominio dei Peucezi passò sotto i Goti. Successivamente, venne saccheggiata e distrutta più volte e contesa tra Bizantini e Longobardi.
Nell’840, venne conquistata dai Saraceni e nell’871 dai Franchi. Cinque anni dopo, nell’876 passò sotto la protezione dell’imperatore d’Oriente e divenne un fiorente centro economico, politico e militare. L’imperatore vi istituì la sede del Catepano, ovvero il governatore generale bizantino.
Nel 1071 venne conquistata da Roberto il Guiscardo e nel 1087, con l’arrivo delle reliquie di San Nicola di Myra, la città si trasformò in un centro religioso che sanciva l’unione fra Occidente e Oriente.
Sotto il dominio normanno, Bari visse un lungo periodo di prosperità, anche se i conflitti non mancarono. La città visse un ulteriore periodo di splendore sotto il dominio svevo.
In quel periodo venne realizzato il castello per volere di Federico II, poi distrutto dagli Angioini. Dopo essere passata nelle mani degli Aragonesi, Bari venne donata ai duchi di Milano, ma rifiorì sotto il governo di Isabella d’Aragona.
Gli spagnoli si impossessarono della città nel 1558 e, dopo la terribile peste del 1657, passò agli austriaci, poi ai Borboni e, successivamente,i fu dominata dai francesi. Nel 1815, Bari tornò sotto il dominio dei Borboni e, nel 1860, entrò a far parte del Regno d’Italia.

Dettaglio del centro storico di Bari
Elegante e affascinante, Bari è una città mediterranea assolutamente da visitare perché offre innumerevoli attrazioni e luoghi da scoprire. Ecco quali sono le cose assolutamente da non perdere nel fantastico capoluogo pugliese!
Situato tra la zona vecchia e il mare, il Castello Normanno-Svevo si trova in una posizione strategica e sembra far da guardia al capoluogo pugliese.
Costruito dai normanni, distrutto e ricostruito da Federico II, venne fortificato nel ‘500 con una cinta muraria dotata di bastioni e un ampio fossato su tre lati visto che uno di essi era aperto verso il mare.
Nell’800 venne trasformato in carcere e, poi, in caserma. Ancora oggi, il castello fa da vedetta alla città vecchia e protegge l’ingresso principale, dominando sul mare. La struttura ospita la Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici della Puglia.

Castello Normanno Svevo
Inaugurato nel 1927, il Lungomare Nazario Sauro è una delle passeggiate più famose di Bari e si estende tra piazza Diaz e il lungomare Perotti, regalando una vista stupenda sull’Adriatico.
Consente di ammirare con un solo sguardo i magnifici palazzi in stile tardo Liberty che si affacciano su di esso. Fra i più noti troviamo il Palazzo della Provincia, l’Albergo delle Nazioni e il Teatro Margherita, che con le loro architetture creano intensi giochi di luci e ombre.
A poca distanza dal Teatro Margherita, troviamo il mercato del pesce che i baresi chiamano N’derr alla lanz. Letteralmente “ai piedi delle barche”, era il luogo presso il quale i pescatori, di rientro dal mare, attraccavano le loro barche in legno per vendere il pesce direttamente dai loro gozzi. Il lungomare è in assoluto uno dei più belli d’Italia e a renderlo più suggestivo sono i lampioni e le panchine rivolte verso il mare.

Teatro Margherita
Bari Vecchia è il quartiere di San Nicola e si sviluppa fra il porto vecchio e quello nuovo della città. Il nucleo del quartiere risale al Medioevo ed è circondato da una cinta muraria con quattro bastioni. All’interno del quartiere si snodano vicoli e stradine che conservano il folclore del passato, tradizioni e usanze che lo rendono a dir poco affascinante.
Via Arcobasso è il vicolo più caratteristico di Bari Vecchia: le donne, ogni giorno, si dedicano alla preparazione della pasta fresca come orecchiette, fusilli, cappelli del prete e cavatelli impastati con semola di grano duro e acqua.
La sera Bari Vecchia è anche centro della movida e, infatti, tanti giovani e famiglie si danno appuntamento qui per passeggiare immergendosi nell’atmosfera suggestiva di questo quartiere.
Luogo di grande spiritualità per migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo, la Basilica di San Nicola si staglia in tutta la sua imponenza nella Città Vecchia di Bari. Inconfondibile per l’aspetto sobrio e massiccio tipico dell’architettura normanna, custodisce nella cripta le reliquie di San Nicola, patrono di Bari.
Eretta nel 1089 proprio per custodire i resti del Santo, è uno degli edifici religiosi più incantevoli d’Italia e meta di fedeli cattolici e russi ortodossi. Infatti, è fra i pochi luoghi di culto italiani in cui si celebrano entrambi i riti.
La chiesa ha la facciata in stile romanico e, all’interno, si possono ammirare i soffitti di legno dorato, l’altare d’argento, un baldacchino in marmo che è il più antico della Puglia, la Cattedra di Elia e numerosi dipinti del ‘600. Nel Museo Nicolaiano, adiacente alla Basilica, è custodito il tesoro di San Nicola oltre a preziose pergamene, codici miniati e argenti.

Realizzata fra il XII e il XIII secolo sulle rovine del Duomo bizantino, la Cattedrale di San Sabino è uno degli esempi di architettura romanico pugliese più belli di Bari. La Cattedrale presenta una facciata in pietra calcarea decorata con archetti, lesene e un rosone con ghiera istoriata.
L’interno, a tre navate, è decorato con elementi sobri scolpiti a vista nel calcare. Ogni 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, i raggi solari che filtrano dai 18 spicchi del rosone centrale vanno a illuminare i petali della rosa che spicca nel centro della navata.
Nella cripta sotto il transetto, si può ammirare l’icona della Vergine Odegitria e accanto ad essa si estende il succorpo, un ambiente decorato con affreschi e mosaici.
Il Quartiere Murat è la zona moderna di Bari che comincia da Corso Vittorio Emanuele e arriva alla Stazione Centrale. Passeggiando lungo le vie del quartiere si possono ammirare i prestigiosi edifici costruiti tra la fine del ‘700 e i primi dell’800.
Uno dei più belli è Palazzo Mincuzzi, realizzato nel 1920 in stile Art Nouveau e dove, fino al 2001, aveva sede il famoso atelier barese della famiglia Mincuzzi. Il palazzo è stato poi affittato a Luciano Benetton che ne ha fatto sede della sua azienda.
All’interno della struttura si possono osservare colonne in marmo, pavimenti spettacolari e un ascensore che risale ai primi del ‘900. Ancora oggi, nel quartiere si respira un’atmosfera parigina.
Quarto teatro italiano per dimensioni, Il Teatro Petruzzelli è il più grande teatro privato d’Europa e si trova in via Cavour, nel cuore della città. Iniziato nel 1898, venne inaugurato il 14 febbraio 1903.
Nel 1954 venne dichiarato monumento di interesse artistico e Teatro di tradizione nel 1973. Nel 1991, un incendio doloso causò danni enormi e la ricostruzione venne ultimata solo nel 2009.
Ricostruito con strutture all’avanguardia, può accogliere fino a 1500 spettatori ed è gestito dalla Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli che si occupa della programmazione artistica.

Teatro Petruzzelli di Bari
Intitolata al pittore pugliese settecentesco Corrado Giaquinto, la Pinacoteca è stata istituita il 12 luglio del 1928 e si trova nel Palazzo della Provincia, sul lungomare. Al suo interno, accoglie diverse collezioni di dipinti, abiti e suppellettili che vanno dall’anno 1000 in poi.
Il percorso si snoda attraverso ventidue sale, fra cui le più importanti sono quelle contenenti i dipinti della scuola napoletana con opere di Luca Giordano e Andrea Vaccaro, le sculture medievali realizzate dal 1000 al 1400, dipinti dell’Ottocento e opere del primo Novecento.
Situato sul lungomare Imperatore Augusto, davanti al Molo Sant’Antonio, il Fortino di Sant’Antonio Abate è uno dei quattro baluardi della cinta muraria barese. Si tratta del punto più alto della città vecchia, dal quale si gode di una panoramica incredibile delle mura medievali.
Costruito nel 1071 per volere del normanno Roberto il Guiscardo e nato inizialmente come torre di avvistamento, il fortino è dedicato a Sant’Antonio perché pare vi fossero i resti di una cappella in cui vi era una statua lignea del santo.
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