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Proprio perché legate al territorio e derivanti da usanze antiche o tramandate da detti popolari, le tradizioni natalizie si ripetono da secoli ogni anno e sono arrivate fino a noi che continuiamo a celebrare con entusiasmo e fervore.
Ma quali sono le tradizioni delle regioni italiane? Alcune sono diffuse in tutta la penisola, altre invece solo nei luoghi in cui sono radicate. Per saperne di più, scopriamo tutte le curiosità su come si festeggia il Natale in Italia!
La festa del Natale cade il 25 dicembre e porta con sé una moltitudine di usanze suggestive e ricche di fascino che fanno sognare grandi e piccini.
Ovviamente il tema principale è la natività cristiana, ma ad accomunare le tradizioni che la celebrano sono lo sfarzo, le luci e le golose preparazioni tipiche del periodo natalizio. Ecco, di seguito, una breve carrellata di riti che avvolgono il nostro paese!

Il presepe
Il presepe è fra le tradizioni natalizie più diffuse in Italia e consiste nella rappresentazione della nascita di Gesù con personaggi che rievocano la sacra famiglia collocati in una capanna dove a riscaldare Gesù ci sono il bue e l’asinello. Risale al 1289 il primo presepe con le statuine e venne realizzato dallo scultore Arnolfo di Cambio. L’artista aveva realizzato otto statuette in legno raffiguranti Maria, Giuseppe, Gesù, i Magi, il bue e l’asinello. Ancora oggi, sono tante le famiglie che lo preparano in casa ma anche nelle chiese e in altri luoghi è usanza preparare il presepe per rivivere la magia del Natale.
L’albero di Natale è giunto nel nostro paese intorno alla seconda metà dell’Ottocento. Fu la Regina Margherita di Savoia ad addobbare il primo albero per le festività natalizie e, ben presto, divenne una consuetudine in tutta la penisola.
In Italia, è tradizione preparare e accendere l’albero l’8 dicembre, per la Festa dell’Immacolata. Una curiosità riguarda invece il suo allestimento in alcune città: a Milano viene preparato il 7 dicembre, in occasione della festa di Sant’Ambrogio, a Bari viene allestito il 6 dicembre, per la festa di San Nicola.

L’albero simbolo delle festività natalizie
Personaggio presente in tantissimi paesi nel mondo, e nato poco più di 200 anni fa, Babbo Natale è amatissimo dai bambini ed è usanza far credere loro che si possa inviare la letterina per chiedere doni.
Comparso per la prima volta nel 1773, quando venne usato sulle pagine di un giornale newyorkese, il personaggio di Santa Claus deriva da san Nicola, vescovo di Myra, cittadina della Turchia oggi chiamata Demre.
Anche nel nostro paese, come vuole la tradizione, Babbo Natale viaggia con la slitta e le renne e porta con sé un sacco pieno di doni per distribuirli ai bambini buoni. Tuttavia, una curiosità ci rivela che in alcune zone del Nord Italia come Verona, Bergamo e Brescia resiste ancora la tradizione di Santa Lucia quale portatrice dei doni.

Babbo Natale
Entrati a far parte delle tradizioni natalizie italiane più gettonate, i mercatini di Natale ebbero origine in Austria. Denominati mercatini di San Nicola, era usanza organizzarli il 6 dicembre, per l’appunto, in occasione della festa del santo.
Anticamente i prodotti in vendita consistevano in carne e golosità stagionali. Il primo mercatino venne autorizzato a Vienna dal duca Alberto I d’Asburgo nel 1296. In Italia, il primo risale al 1991 e venne realizzato a Bolzano. Tuttavia, oggi, quasi ogni città ospita dei suggestivi e interessanti mercatini dove si può trovare di tutto, dal cibo alle decorazioni più ricercate.

Mercatini di Natale
Diffusa maggiormente nel Nord Italia, la tradizione del Calendario dell’Avvento è dedicata ai bambini. Si tratta di un calendario con 24 caselle che partono dal primo dicembre fino alla vigilia di Natale.
Ogni casella nasconde un cioccolatino ed è bello vedere i piccoli che gioiscono nel trovare la sorpresa sotto la casella. Questa tradizione, in realtà, non è molto antica e risale agli inizi del XX secolo, quando venne introdotto questo particolare calendario ideato dal tedesco Gerhard Lang.
Addobbi, lucine, ghirlande ornate di vischio e agrifoglio, decorazioni per l’albero, la casa, l’esterno e quant’altro rientra nella tradizione natalizia. Si possono trovare infinite varietà di decorazioni, proposte in formati, colori e dimensioni diverse da scegliere a seconda delle proprie esigenze.
Ad esempio, se si desidera qualcosa associato al tema religioso, è bene optare per l’agrifoglio, le cui foglie simboleggiano la corona di Cristo, mentre le bacche il sangue che scende dal capo. Oltre al rosso, anche l’oro e il verde sono colori tipici del periodo natalizio ed è tradizione realizzare le decorazioni con queste tonalità.

Decorazioni natalizie
Fra le tradizioni natalizie italiane più antiche troviamo quella del ceppo, risalente al XII secolo. Secondo la tradizione, nata nei Paesi Europei del nord e tramandata fino ai giorni nostri, la Vigilia di Natale il capofamiglia metteva a bruciare un grosso tronco di legno nel focolare di casa.
Il ceppo veniva lasciato ardere fino all’Epifania, poi una parte veniva conservata per augurare un anno nuovo fortunato. Sicuramente quella del ceppo è fra le tradizioni natalizie particolari che ancora oggi vengono osservate nel nostro paese, soprattutto nei territori del Friuli, ma anche in Lombardia, in Romagna e in Toscana.
Una curiosità: a tutti è capitato sicuramente di vedere il tronchetto fra i dolci del periodo natalizio. Ebbene, la tradizione del ceppo viene portata anche a tavola sotto forma di un dolce squisito!

La Befana
Gli zampognari sono dei pastori che scendono dalle montagne vestiti con i loro abiti tradizionali e suonano le melodie natalizie con le loro zampogne. Si tratta di una delle tradizioni natalizie italiane più antiche che, infatti, risale alla fine del Settecento, ma ancora oggi molto sentita, soprattutto in alcune zone del paese.
In Abruzzo e in Molise si vedono spesso zampognari che suonano la cornamusa nel periodo natalizio, ma anche in altre regioni questo strumento viene utilizzato, ad esempio in Puglia, Basilicata e Sicilia.
Regali e cesti di Natale sono un’altra tradizione a cui nessuno rinuncia nel periodo delle feste. Anche se si tratta di doni poco costosi, è usanza regalare qualcosa alla vigilia. Da qualche tempo hanno preso piede le ceste con prodotti gastronomici, molto in voga e anche molto apprezzati da tutti.
In queste ceste già preparate o da confezionare in base ai gusti del “destinatario” ci sono tanti prodotti tra cui panettone, cioccolato, pasta, cotechino, salumi e molto altro… leccornie che fanno felici chi li riceve perché si tratta soprattutto di specialità particolari delle nostre regioni.

Cesto di Natale
La tradizione vuole che la vigilia di Natale, il 24 dicembre, la famiglia si riunisca per mangiare squisite prelibatezze a base di pesce. Proprio così, alla vigilia non si consuma carne ma pesce ed ecco che la tavola viene imbandita con specialità come spaghetti con le vongole, baccalà fritto, pasta con sarde e altre delizie che si declinano a seconda della realtà tipica locale. Generalmente, si usa portare a tavola anche verdure fritte in pastella e formaggi.
La tradizione natalizia italiana prevede per il pranzo del 25 dicembre piatti a base di carne. Dal nord al sud sono tante le specialità da preparare come per esempio agnolotti o tortellini passatelli in brodo, bollito misto, ravioli e cappon magro, canederli, capretto al forno, maialino o agnello, arrosto di faraona e molto altro.
Per completare il pranzo sono previsti dolci tipici del Natale, come sempre “variabili” a seconda della regione, anche se alcuni sono diffusi in tutto il paese.
I dolci che rientrano nelle tradizioni natalizie italiane sono davvero tanti, ma quelli che si trovano ovunque sono il pandoro, il panettone e il torrone. Il pandoro, il cui brevetto venne depositato da Domenico Melegatti nel 1894, è inconfondibile per la sua forma a stella con otto punte.
Una curiosità sul pandoro è che la stella venne inventata dal pittore Angelo Dall’Oca Bianca. Invece, il panettone è un dolce milanese sulla cui origine circolano diverse leggende.
Una di queste ha come protagonista il figlio di un condottiero, Ughetto degli Atellani, che si innamora di Adalgisa, figlia di un pasticcere di nome Toni. Per starle vicino Ughetto si finge pasticcere e si fa assumere dal padre di lei.
Di notte, inventa un dolce con l’impasto del pane a cui aggiunge uova, canditi e burro. Il pane dolce lievitato fece arricchire Toni e così i due giovani possono finalmente sposarsi. Panettone altro non è che la trasformazione del pan de Toni. Anche il torrone ha origini antiche, infatti lo conoscevano persino gli antichi romani. Oggi sono disponibili torroni duri e morbidi, in diverse varietà, presenti in tutta Italia. Molto apprezzato è quello di Cremona, il torrone sardo di Tonara o il torrone abruzzese. A contendersi il primato del torrone tra tutte le regioni italiane è sicuramente l’Irpinia. La provincia di Avellino, infatti, ha una lunga storia dolciaria soprattutto se parliamo di torrone.

Torroni
Troviamo, poi, anche dei dolci meno noti ma altrettanto deliziosi. Per esempio, la Micoòula è una piccola e prelibata pagnotta tipica della Val D’Aosta, il Bossolà è una ciambella soffice e vaporosa della tradizione bresciana, e ancora le cartellate tipiche baresi (cerchi di pasta fritta che ricordano vagamente la forma di un cestino); gli struffoli napoletani (ovvero delle palline fritte arricchite da una colata di miele e confettini colorati). E, per finire, anche se la lista è pressappoco infinita, i cannarituli tipici calabresi e lucani, ovvero degli gnocchi fritti e ricoperti di miele.
Insomma, dalla tavola all’incantevole atmosfera il Natale in Italia è un’esperienza da fare assolutamente una volta nella vita.
iorni nostri, la Vigilia di Natale il capofamiglia metteva a bruciare un grosso tronco di legno nel focolare di casa.
Il ceppo veniva lasciato ardere fino all’Epifania, poi una parte veniva conservata per augurare un anno nuovo fortunato. Sicuramente quella del ceppo è fra le tradizioni natalizie particolari che ancora oggi vengono osservate nel nostro paese, soprattutto nei territori del Friuli, ma anche in Lombardia, in Romagna e in Toscana.
Una curiosità: a tutti è capitato sicuramente di vedere il tronchetto fra i dolci del periodo natalizio. Ebbene, la tradizione del ceppo viene portata anche a tavola sotto forma di un dolce squisito!
Gli zampognari sono dei pastori che scendono dalle montagne vestiti con i loro abiti tradizionali e suonano le melodie natalizie con le loro zampogne. Si tratta di una delle tradizioni natalizie italiane più antiche che, infatti, risale alla fine del Settecento, ma ancora oggi molto sentita, soprattutto in alcune zone del paese.
In Abruzzo e in Molise si vedono spesso zampognari che suonano la cornamusa nel periodo natalizio, ma anche in altre regioni questo strumento viene utilizzato, ad esempio in Puglia, Basilicata e Sicilia.
Regali e cesti di Natale sono un’altra tradizione a cui nessuno rinuncia nel periodo delle feste. Anche se si tratta di doni poco costosi, è usanza regalare qualcosa alla vigilia. Da qualche tempo hanno preso piede le ceste con prodotti gastronomici, molto in voga e anche molto apprezzati da tutti.
In queste ceste già preparate o da confezionare in base ai gusti del “destinatario” ci sono tanti prodotti tra cui panettone, cioccolato, pasta, cotechino, salumi e molto altro… leccornie che fanno felici chi li riceve perché si tratta soprattutto di specialità particolari delle nostre regioni.
La tradizione vuole che la vigilia di Natale, il 24 dicembre, la famiglia si riunisca per mangiare squisite prelibatezze a base di pesce. Proprio così, alla vigilia non si consuma carne ma pesce ed ecco che la tavola viene imbandita con specialità come spaghetti con le vongole, baccalà fritto, pasta con sarde e altre delizie che si declinano a seconda della realtà tipica locale. Generalmente, si usa portare a tavola anche verdure fritte in pastella e formaggi.
La tradizione natalizia italiana prevede per il pranzo del 25 dicembre piatti a base di carne. Dal nord al sud sono tante le specialità da preparare come per esempio agnolotti o tortellini passatelli in brodo, bollito misto, ravioli e cappon magro, canederli, capretto al forno, maialino o agnello, arrosto di faraona e molto altro.
Per completare il pranzo sono previsti dolci tipici del Natale, come sempre “variabili” a seconda della regione, anche se alcuni sono diffusi in tutto il paese.
I dolci che rientrano nelle tradizioni natalizie italiane sono davvero tanti, ma quelli che si trovano ovunque sono il pandoro, il panettone e il torrone. Il pandoro, il cui brevetto venne depositato da Domenico Melegatti nel 1894, è inconfondibile per la sua forma a stella con otto punte.
Una curiosità sul pandoro è che la stella venne inventata dal pittore Angelo Dall’Oca Bianca. Invece, il panettone è un dolce milanese sulla cui origine circolano diverse leggende.
Una di queste ha come protagonista il figlio di un condottiero, Ughetto degli Atellani, che si innamora di Adalgisa, figlia di un pasticcere di nome Toni. Per starle vicino Ughetto si finge pasticcere e si fa assumere dal padre di lei.
Di notte, inventa un dolce con l’impasto del pane a cui aggiunge uova, canditi e burro. Il pane dolce lievitato fece arricchire Toni e così i due giovani possono finalmente sposarsi. Panettone altro non è che la trasformazione del pan de Toni. Anche il torrone ha origini antiche, infatti lo conoscevano persino gli antichi romani. Oggi sono disponibili torroni duri e morbidi, in diverse varietà, presenti in tutta Italia. Molto apprezzato è quello di Cremona, il torrone sardo di Tonara o il torrone abruzzese. A contendersi il primato del torrone tra tutte le regioni italiane è sicuramente l’Irpinia. La provincia di Avellino, infatti, ha una lunga storia dolciaria soprattutto se parliamo di torrone.
Troviamo, poi, anche dei dolci meno noti ma altrettanto deliziosi. Per esempio, la Micoòula è una piccola e prelibata pagnotta tipica della Val D’Aosta, il Bossolà è una ciambella soffice e vaporosa della tradizione bresciana, e ancora le cartellate tipiche baresi (cerchi di pasta fritta che ricordano vagamente la forma di un cestino); gli struffoli napoletani (ovvero delle palline fritte arricchite da una colata di miele e confettini colorati). E, per finire, anche se la lista è pressappoco infinita, i cannarituli tipici calabresi e lucani, ovvero degli gnocchi fritti e ricoperti di miele.
Insomma, dalla tavola all’incantevole atmosfera il Natale in Italia è un’esperienza da fare assolutamente una volta nella vita.
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