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Tra le Alpi dell’Alto Adige si nasconde un lago magico, il Lago di Resia. Sembra il protagonista di una poesia di Ungaretti, “Il porto sepolto”, che custodisce ancora i segreti del tempo passato che solo il poeta è in grado di riportare a galla. Ebbene, il Lago di Resia, con il suo panorama meraviglioso, è il poeta che narra la sua storia ai suoi fortunati visitatori.
Situato nella suggestiva Val Venosta, in Trentino Alto-Adige, il Lago di Resia si distingue dagli altri laghi alpini, dalle acque turchesi, per una caratteristica unica: dalla sua superficie spicca la cima di un campanile sommerso. Che storia si nasconde dietro questa affascinante immagine?

Il suggestivo campanile che si riflette nelle acque del Lago di Resia. © Rita Troiani
La storia del Lago di Resia inizia molti secoli fa, quando si formarono in maniera naturale i laghi alpini di Resia e Curon. Per capire appieno l’origine di questo lago, infatti, bisogna sapere che ha due nomi: Lago di Resia o Lago di Curon.
Quello che si presenta oggi alla vista è l’unione dei due antichi laghi che sorgevano, da sempre, al Passo di Resia e che avevano il nome dei due paesini situati sulle loro sponde, Resia e Curon, appunto.

Il villaggio di Curon nel 1948. © Collezione cartoline Albertomos
Questi laghi erano tipici specchi d’acqua alpini, incastonati nella splendida cornice delle Alpi altoatesine a 1.498 metri sul livello del mare.
Fu nei primi anni Cinquanta che si segnò per sempre il destino di queste zone. Nel 1947 iniziarono i lavori per la creazione di una diga che sfruttasse il bacino idrico dei due laghi e la loro posizione strategica. La sua costruzione, unificando i due laghi, avrebbe sommerso per sempre gli storici paesi di Curon e Resia di cui sarebbe rimasto visibile solo l’alto campanile.
Si trattò di un evento epocale per gli abitanti del Passo, costretti in qualche modo ad abbandonare le proprie abitazioni e a ricostruire il proprio paese e le proprie abitudini nei neonati villaggi di Resia e Curon Venosta, alcuni metri più in alto.
Sebbene all’epoca questa trasformazione abbia portato non poco scompiglio, è proprio grazie a questo intervento dell’uomo che si può ammirare uno scenario straordinario tra i monti della Val Venosta, mentre la diga alimenta ancora oggi la centrale idroelettrica di Glorenza.
Nel 2021, fu ridotta la portata della diga per lavori di manutenzione. Le acque del lago si abbassarono al punto da rivelare i resti del vecchio paese di Curon, regalando uno spettacolo ancora più suggestivo ai visitatori.
Ad oggi, il Lago di Resia è un’attrazione turistica imperdibile per chi si reca in Val Venosta. Per questo, lungo le sue sponde, sono sorti numerosi percorsi che consentono agli amanti della natura di godere di un paesaggio unico.
È possibile raggiungere il lago sia con il treno dalla stazione di Merano, sia con mezzi propri da Trento e Merano. Lungo le rive sono fiorite anche strutture ricettive come hotel, campeggi e ristoranti dove soggiornare e gustare specialità locali.
Una volta arrivati, è quasi d’obbligo concedersi una rilassante passeggiata intorno al lago, da percorrere sia a piedi che in bicicletta, per osservare da tutte le sue angolazioni questo scenario inusuale. In loco, è disponibile anche un servizio di noleggio bici per chi volesse approfittare della ciclabile della Val Venosta che collega Merano al Passo di Resia.

Una piacevole passeggiata a piedi o in bicicletta lungo le sponde del Lago di Resia. © Pietro Manarolla
Sebbene meno emozionante della vista di un paese sommerso, anche gli attuali paesi di Curon Venosta e Resia regalano scorci incantevoli, soprattutto nelle zone più prossime al lago che hanno mantenuto ancora le tipiche case d’epoca caratteristiche dell’alta montagna.
Un’altra esperienza indimenticabile è un giro in barca per ammirare più da vicino il campanile sommerso e godere del paesaggio delle Alpi, scattando foto ricordo da una prospettiva unica. Anche in questo caso, è possibile noleggiare barche a remi o a motore sul posto.
Il lago è, inoltre, il luogo ideale per praticare attività come il windsurf e il kitesurf.
Una vista spettacolare del lago la si ha anche dalla cabinovia che porta da Resia alle piste dell’impianto sciistico di Belpiano-malga S. Valentino. Il lago è una meta gettonatissima anche per gli sport invernali. Magica è l’atmosfera che si può vivere quando le acque del lago si ghiacciano ed è possibile raggiungere il campanile a piedi, camminando sopra i resti dell’antica città. La leggenda racconta che nelle gelide notti invernali sia ancora possibile sentire i rintocchi delle campane, sebbene queste siano state asportate nel 1958.

Quando il lago ghiaccia è possibile passeggiare fino al campanile. ©nnike
Immancabili sono i sentieri escursionistici che conducono sulle vette attraverso trekking panoramici, adatti a tutti. Un esempio è la camminata che dal Lago di Resia porta a Cima Undici, una delle vette delle Dolomiti, con un affascinante percorso ad anello.

Cima Undici, una delle vette dolomitiche che circonda il Lago di Resia. © Sandrin Ernesto
Conosciuto principalmente come Lago di Resia, è chiamato anche Lago di Curon, in memoria del villaggio di Curon Venosta che fu sacrificato per la creazione della diga e il cui campanile ha reso tanto celebre il lago. Dal versante tedesco, invece, si usa il nome Reschensee, letteralmente “lago di Reschen”, il nome tedesco per la città di Resia.

Il Lago di Resia rimane affascinante da ogni prospettiva. ©Rita Troiani
Quale modo migliore di celebrare la bellezza del lago di Resia se non citando la poesia di Ungaretti che tanto sembra parlare di questi luoghi.
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segretoIl porto sepolto – Giuseppe Ungaretti
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