6 min
Definita la metropoli del Molise, Campobasso è una città affascinante e con un centro storico in cui sono evidenti le tracce antiche anche di millenni che la rendono ancora più suggestiva e interessante. Ma perché questa città viene detta la metropoli del Molise? Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo capoluogo ricco di sorprese, la sua storia e cosa vedere!
Il motivo per cui a Campobasso viene dato l’appellativo di metropoli del Molise trae origine dal fatto che è la città più popolata della regione. Infatti, ad oggi, il capoluogo molisano conta oltre 50.000 residenti e un numero di abitanti di gran lunga superiore.
Si tratta di un dato che va controcorrente rispetto a quanto accade in molti paesi delle zone interne che, al contrario, si spopolano. La città è, invece, in costante espansione, sia dal punto di vista edilizio che da quello demografico.
Inoltre, il capoluogo molisano sta vivendo un periodo di forte impulso culturale che va avanti ormai da qualche decennio, complice anche la presenza di un’Università giovane e dinamica, di una Scuola di specializzazione per le professioni legali e di biblioteche ben fornite e organizzate.
Gli studenti che scelgono di iscriversi all’Università del Molise sono felici di frequentare un Ateneo situato in una città che li accoglie con un’atmosfera vivace e frizzante tanto che, anno dopo anno, si registra un numero crescente di iscrizioni.

Le case colorate di Campobasso
Situata a 700 metri s.l.m., Campobasso sorge tra i fiumi Biferno e Fortore, nello scenario incantevole dei Monti del Sannio e, intorno, è circondata da collinette coltivate a vigneti. La città ha origini longobarde ed esisteva probabilmente già nell’VIII secolo, quando venne edificata sui resti di un’antica fortificazione sannita.
Riguardo al toponimo Campobasso, circolano almeno 3 ipotesi:
Inizialmente, era composta da semplici edifici in legno disposti in modo da creare un nucleo urbano. Quando vennero costruite le chiese di San Giorgio, San Mercurio e San Bartolomeo nei secoli XII e XIII, intorno a esse, nacquero i primi borghi.
Nel secolo XIV venne costruita la chiesa di San Leonardo che divenne il nucleo della vita economica e sociale, contribuendo allo sviluppo del circondario. Nel 1456, un violento terremoto rase quasi al suolo la città ma, al contempo, rappresentò un nuovo slancio per la ricostruzione e ritornare al vecchio splendore.
Il conte Nicola II di Monforte fece rafforzare la parte alta della città dotandola di una possente cinta muraria e da essa fece partire due bracci che chiudevano i lati est e ovest del colle. Nel 1463, i soldati di Ferdinando d’Aragona incendiarono un feudo del Conte Cola che, amareggiato, andò via per sempre da Campobasso.
Il feudo passò poi nelle mani dei Carafa che diedero impulso all’espansione del borgo e consentirono ai cittadini di inglobare le mura di cinta e le torri difensive. Morto il duca Carafa, nel 1742 i cittadini riscattarono Campobasso dal feudo.
Con il Regio Decreto del 1806 nasceva la Provincia di Molise e Campobasso venne riconosciuta come capoluogo. Venne, quindi, redatto un nuovo piano urbanistico per far prosperare la città e renderla più moderna e funzionale.

Municipio di Campobasso
Il capoluogo molisano colpisce per la bellezza dei suoi paesaggi, le architetture e i suoi monumenti. Tanti i luoghi di interesse da non perdere per apprezzare questa regione. Eccone un assaggio!
Costruita nel 1504, la Cattedrale della Santissima Trinità ha subito gravi danni a seguito del sisma del 1805. Quella che vediamo oggi, in stile neoclassico, è frutto della ristrutturazione avvenuta successivamente.
La chiesa, il principale luogo di culto della città, presenta al suo interno tre navate prive di transetto e splendidi affreschi realizzati da artisti maestri.
Da ammirare sono il fonte battesimale in granito del 1745 e le bellissime finestre policrome. Il maestoso organo presente nell’abside è stato realizzato nel 1993.

Chiesa di San Bartolomeo
Edificata alle pendici del Monte Monforte alla metà del XIII secolo, la Chiesa è dedicata a Bartolomeo Apostolo ed è in stile romanico.
La struttura ha una facciata con due arcate cieche, la zona centrale più alta di quelle laterali, portali di tipo gotico introdotti probabilmente in un secondo momento e un piccolo portico a cuspide ispirato alle forme pugliesi.
Nel portico sono raffigurati il Cristo Redentore nell’atto di benedire e i quattro evangelisti sotto forma di dottori della Chiesa d’Oriente e d’Occidente. All’interno, la chiesa è a tre navate con colonne e capitelli uniti tra loro da archi a tutto sesto.
La chiesa di San Giorgio è la più antica di Campobasso e risale al X secolo. La sua costruzione è avvenuta sui resti di un antico edificio medievale preesistente.
Dedicata a San Giorgio e posta nella parte più alta del centro storico cittadino, è fra i monumenti più importanti sia per l’elegante architettura che per il contesto in cui si trova.
La facciata è semplice e interamente realizzata in pietra, in pieno stile romanico, e ai lati sono state erette due ali. La chiesa, che all’interno è a tre navate, custodisce la tomba di Delicata Civerra, una donna vissuta fino al 1587 che ebbe una storia d’amore con Fonzo Mastrangelo. La loro storia scatenò la guerra tra Crociati e Trinitari.
Realizzata nel 1572 sui resti di un altro edificio religioso, la chiesa di Sant’Antonio Abate è il più bell’esempio di arte barocca presente a Campobasso. All’interno, la chiesa ha una navata con un altare maggiore in marmo, mentre ai lati si trovano dei piccoli altari in legno decorati in oro zecchino.
I quattro altari sono dedicati al Sacro Cuore, a San Benedetto, al Crocifisso e a Sant’Antonio Abate. Fra le opere presenti nella chiesa, le più importanti sono i dipinti di Guarino da Solofra, la raffigurazione della Pietà e la tela di san Benedetto che esorcizza un indemoniato del 1643.
Il Castello Monforte si trova nel punto più alto, dominando tutta la città. Il suo nome deriva dal conte Nicola II Monforte che lo restaurò nel 1458, due anni dopo il terremoto.
Caratterizzato da una base a pianta quadrata, il castello ha al centro una torre rettangolare in cui è ospitata la stazione meteorologica della città, merli guelfi sulla cima e finestre molto piccole.
Posto al di sopra del ponte levatoio, proprio all’ingresso, spicca lo stemma dei Monforte composto da una croce intorno alla quale si diramano quattro rose. Gli interni sono semplici e, salendo la scalinata, si può godere dall’alto una veduta magnifica che arriva fino al Mar Adriatico.

Castello Monforte
La Torre Terzano si trova nella parte più alta del borgo ed è un vero e proprio simbolo per la città di Campobasso. Infatti, a essa è legata la drammatica leggenda del XVI secolo riguardante la storia d’amore
tra il giovane trinitario Fonzo Mastrangelo e la crociata Delicata Civerra.
Stando alla leggenda, pare che le rispettive famiglie non approvassero il loro amore e per tenerli lontani il padre di Delicata la rinchiuse nella Torre Terzano.
Quando Fonzo partì per la guerra, la giovane si ammalò e morì dopo venti anni. Venuto a conoscenza della sua morte, Fonzo entrò in convento.
Situato nel centro città, il Museo dei Misteri espone strutture e costumi che rendono unico il Festival dei Misteri, una manifestazione folkloristica che si svolge la domenica del Corpus Domini e che, ogni anno, attira una gran moltitudine di visitatori.
Il museo consta di tre sale, una delle quali prevede le proiezioni. Nella prima sala sono esposti i costumi d’epoca e fotografie delle manifestazioni precedenti, nella seconda le 13 impalcature utilizzate per la sfilata e, infine, nella sala proiezioni ci sono i video registrati negli anni seguenti: 1929, 1948, 1952, 1958, 1999 e 2006.
Il Museo sannitico si trova nel centro di Campobasso ed è ospitato nell’elegante palazzo Mazzarotta. L’esposizione si sviluppa su tre livelli e parte dal villaggio di Campomarino risalente alla fine dell’età del bronzo.
Il percorso si conclude con le necropoli di epoca longobarda rinvenute a Campochiaro. Istituito nel 1881, il museo era allestito originariamente nel Palazzo della Prefettura ma, dal 1995, si trova nei locali di Palazzo Mazzarotta.

Museo Sannitico
Palazzo Pistilli è una residenza signorile del 1783 situata nel cuore del centro storico di Campobasso. Al suo interno, è allestito un Museo con una collezione che Michele Praitano ha donato allo Stato nel 2014
Si tratta di circa 200 opere che racchiudono tre secoli e che sono esposti nelle sale del palazzo seguendo un ordine cronologico. Nelle sale si possono ammirare anche opere di Giovanni Eliseo, donate dal figlio Massimo allo Stato il 14 dicembre 2012 e della collezione di Giuseppe e Ottavio Eliseo.
Eretto nella seconda metà dell’800, Palazzo Magno è proprietà del Comune. Negli anni 1937 – 38 venne ristrutturato e vennero realizzate tre ali al posto dei depositi e della casa colonica situati ai lati del corpo principale. Inoltre, venne realizzato anche un altro piano con finestre.
Anche la facciata originaria venne modificata, venne cambiata la disposizione dei balconi e applicata una nuova vernice. All’interno dell’edificio, si possono ammirare il dipinto del ‘500 raffigurante La pace tra crociati e Trinitari e gli armamenti e le divise militari di Gabriele Pepe, un rivoluzionario napoleonico.
Scopri i suoi luoghi magnifici
Non ci sono risultati corrispondenti alla tua ricerca.
RipristinaUsa le raccolte per organizzare il tuo prossimo viaggio
In GoToItaly puoi trovare posti magnifici da visitare ed eventi straordinari a cui partecipare. Potrai poi salvarli nelle tue raccolte e condividerli. Scopri di più
Segui argomenti, discussioni, eventi e altri utenti
Seguendo un utente, un articolo o una discussione interessante, potrai ricevere notifiche e aggiornamenti in tempo reale sull'argomento. Scopri di più
Chiedi consigli di viaggio o rispondi agli utenti della community
Vuoi organizzare un viaggio e sei indeciso sui luoghi da visitare? O sei un esperto in materia e vuoi offrire la tua esperienza alla nostra community? Scopri di più
Condividi le tue esperienze di viaggio con GoToItaly
Trasforma i tuoi viaggi in storie avvincenti, condividi le gallerie fotografiche più suggestive e impreziosisci i racconti con video dei tuoi itinerari. Scopri di più