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Fare trekking in Friuli-Venezia Giulia è il modo migliore per scoprire le meraviglie naturali di un territorio ricco di laghi, cascate, cime imponenti e borghi stupendi. Autentico paradiso per gli amanti della natura, la regione offre paesaggi pittoreschi e tantissime attrazioni da esplorare.
La vasta rete di sentieri escursionistici consente di vivere un’esperienza suggestiva di trekking in Friuli, a piedi o in bici, per conoscere meglio storia, cultura e tradizioni del territorio. Gli incantevoli paesaggi montuosi, le vallate sconfinate, i canyon, le cascate, i laghi d’alta quota e i borghi che si lungo i percorsi, regalano viste spettacolari, rappresentando la meta ideale per gli escursionisti in cerca di avventure.
Suddivisi in vari livelli, gli itinerari di trekking in Friuli sono tantissimi e riescono ad assecondare qualsiasi esigenza. Ecco alcuni dei più belli e affascinanti da non perdere!
La passeggiata lungo l’anello di Pinzano al Tagliamento è, indubbiamente, una delle più suggestive per chi desidera fare trekking in Friuli. Situato nei pressi di Spilimbergo, Pinzano al Tagliamento è un piccolo borgo della provincia di Pordenone e ottimo punto di partenza per inoltrarsi in un contesto montano non troppo elevato, adatto anche alle famiglie. Fra capre al pascolo, cascate, fiumiciattoli da attraversare e monumenti storici di incredibile bellezza, questo giro di circa 9 km e 300 metri di dislivello ad anello è perfetto soprattutto in primavera, quando le giornate diventano più tiepide e l’inverno è ormai alle spalle.
L’itinerario inizia dal centro del paese, precisamente da via Castello, una strada asfaltata in leggera salita da percorrere fino ad arrivare ai segnalini; dopodiché, proseguire a sinistra e seguire il CAI 822. Da qui in poi, il sentiero si sviluppa soprattutto nel sottobosco, in discesa leggera, costeggiando il bacino d’acqua della cascata Sflunc. Si giunge, poi, all’Ossario Militare di Col Pion, una sorta di mausoleo, rimasto incompiuto, che avrebbe dovuto accogliere le spoglie dei circa 30 mila soldati tedeschi e austriaci rimasti vittime durante la Prima guerra mondiale. Il percorso termina al Castello di Pinzano, dal quale si potrà apprezzare una meravigliosa vista sulla pianura friulana.

Pinzano al Tagliamento, foto wikipedia Diego Cruciat CC BY-SA 3.0
I Laghi di Fusine, situati nelle vicinanze di Tarvisio, sono fra le destinazioni di trekking in Friuli più adatte per le famiglie con bambini. Il tragitto, lungo 5 km e della durata di 2 ore circa, vanta panoramiche incantevoli intorno al Lago Superiore e al Lago Inferiore. Il punto di partenza è il parcheggio in località Scicchizza, alla sinistra del quale si sviluppa una strada asfaltata nota come il “sentiero del Lago” che, per un breve tratto, si addentra nel bosco. Durante l’itinerario, ci si imbatterà in un canale di scarico, dove ci sono alcuni pontili di legno da attraversare per raggiungere il Lago Inferiore.
In pochi minuti, ci si trova davanti a uno spettacolo unico: la vista del lago, con il Mangart e le Ponze sullo sfondo, è impareggiabile! Dopo una sosta per ammirare questo scenario offerto dalla natura, è possibile proseguire verso il Lago Superiore, separato da quello Inferiore da un cordone morenico. Lungo il sentiero, delle panchine in legno invitano ad accomodarsi per una sosta al fresco e godere del panorama.
Nelle immediate vicinanze di entrambi i laghi, due bar consentono di consumare qualcosa per rifocillarsi. Terminata la passeggiata, basta costeggiare il sentiero che segue l’andamento del lago per tornare al parcheggio.

Laghi di Fusine, foto wikipedia Johann Jaritz CC BY-SA 3.0
L’escursione che conduce in cima al Col Cornier da Piancavallo è fra le più belle per esplorare il Friuli. Raggiungere questa vetta, situata a 1700m di altitudine, è facile grazie ai sentieri ben segnalati e, nonostante il percorso sia lungo 9 chilometri, non presenta particolari difficoltà tecniche. Si inizia dal parcheggio di piazzale Puppa a Piancavallo dove si può lasciare l’auto e proseguire a piedi seguendo le indicazioni del “Sentiero Botanico”. Salendo per alcuni metri e tenendo la destra, si arriva alla pista da sci, non da risalire, ma seguire le indicazioni del “Sentiero Carbonaie” fino ad arrivare in una faggeta.
Continuare fino al bivio e seguire le indicazioni “CAI 992 Col Cornier” per raggiungere la cima. In circa 1 ora, si arriva alla meta: una volta lassù, si gode una veduta fantastica su Piancavallo, sulla piana del Cansiglio, sulle Dolomiti e fino al Mare Adriatico. Una firma nel libro che si trova in vetta non può mancare per testimoniare il nostro passaggio. Per concludere il percorso, dirigersi verso CAI 992, proseguire in discesa fino a Baita Arneri, poi imboccare la strada per tornare indietro, fino a piazzale Puppa.

Friuli Piancavallo, foto wikipedia Croberto68 CC BY-SA 3.0
Una meta di trekking in Friuli da non perdere è la passeggiata che da Gemona porta a Sella Sant’Agnese, posta fra il monte Cumieli e il monte Chiampon e al borgo omonimo. La sella, raggiungibile da un sentiero che parte da Ospedaletto, frazione di Gemona, regala panorami dalla bellezza incredibile sul fiume Tagliamento, su Osoppo e Venzone, sul monte Cuar e sul monte Festa.
L’itinerario è costellato da luoghi naturali spettacolari come il lago Minisini, un piccolo specchio d’acqua prealpino di origine periglaciale, nonché da testimonianze storiche come il forte Ercole, costruito ad inizio del Novecento. Proseguendo lungo il percorso, il sentiero si dirama in due direzioni, una verso il Monte Cumieli e una verso Sella Sant’Agnese.
Sulla sella si erge l’antica chiesetta, edificata probabilmente nel XII-XIII secolo, distrutta dal terremoto nel 1976 e ricostruita tra il 1983 e il 1984, rispettando la forma originaria. La struttura è realizzata con pietra a vista e presenta un portale sormontato da una croce romanica clipeata risalente al Duecento.
Alzando lo sguardo sulla cresta affilata del monte Deneal, si può ammirare il famoso ventaglio di Sant’Agnese, una formazione composta da strati di roccia sovrapposti, appunto, come un ventaglio. Camminando per tornare a Gemona, si trova uno sperone roccioso che, modellato in modo caratteristico dall’erosione, sembra far da sentinella ai visitatori. Si tratta del famoso “Clap dal Agnel”, un masso isolato costituito da Dolomia Principale di età norica, databile a oltre 200 milioni di anni fa e una delle rocce più antiche della zona.

Friuli Monte Cumieli, foto wikipedia Raffaella Polzella CC BY-SA 4.0
Un’esperienza di trekking in Friuli alla scoperta dei borghi di Moggessa è ideale per immergersi nella natura incontaminata. In questi due borghi abbandonati, in cui il tempo sembra essersi fermato, si respira un’atmosfera suggestiva. Il percorso, di circa 12 km, si sviluppa su antiche mulattiere, sentieri di montagna e strade forestali in cui si alternano tratti sterrati e asfaltati. Man mano che si sale, si possono godere panorami fiabeschi sul paese di Moggio e sul gruppo del Canin.
Salendo ancora, si arriva a una sella, dove c’è una piccola cappella votiva: da qui, si procede in discesa verso Moggessa di Là e ,poi, in leggero dislivello, fino a Moggessa di Qua. Lo scenario che ci si presenta davanti è incredibile e sembra davvero di fare un tuffo nel passato: le case disabitate, la fonte di acqua purissima e la natura che regna sovrana, lasciano immaginare come doveva essere la vita in montagna fino a pochi decenni fa. La camminata prosegue all’interno di un antico bosco di pini dove, un tempo, si praticava la resinazione; ancora per alcuni chilometri, e l’a passeggiata si conclude sul punto in cui è iniziata.

Friuli borghi di Moggessa, foto wikipedia Johann Jaritz / CC BY-SA 4.0
Il trekking in Friuli è possibile anche in collina: ad esempio, la zona di Premariacco e Corno di Rosazzo, nota per le cantine dove degustare vini locali di qualità. Punto di partenza di questa escursione è il Castello di Rocca Bernarda, una fortezza di origini medievali in cui si produce vino fin dal 1559. La dimora, immersa in un parco affacciato sui vigneti, è tuttora una cantina che vanta vini pregiati vini come la Ribolla gialla e il Refosco.
La passeggiata per arrivare all’Abbazia di Rosazzo inizia da una strada che costeggia il castello, sulla destra, e continua in discesa dalla collina, fino a raggiungere la strada asfaltata. Proseguire sulla via principale e, dopo aver superato l’Azienda agricola Specogna e quella di Gigante, seguire le indicazioni per Noax, un borgo delizioso a breve distanza dall’Abbazia di Rosazzo. Incastonata tra i dolci pendii friulani, la struttura è circondata da bellissimi terrazzamenti, ricoperti da viti e ulivi, e da un giardino famoso per le sue rose. Uno spettacolo sublime e straordinario!

Friuli Abbazia di Rosazzo, foto wikipedia YukioSanjo CC BY-SA 3.0
Uno dei più affascinanti percorsi di trekking in Friuli è quello che conduce alla Cima di Terrarossa, una delle vette più panoramiche dell’altopiano del Montasio. Alta 2420 m, è una delle più frequentate sia perché facilmente accessibile, sia per le meravigliose vedute che offre agli escursionisti: è ideale da raggiungere in qualsiasi stagione. Si parte dal parcheggio dell’Altopiano del Montasio dove si può lasciare l’auto e proseguire seguendo le indicazioni che portano verso il rifugio Brazzà, distante circa 20 minuti: da qui, si gode di una vista magnifica sul paesaggio circostante.
Superato il rifugio, procedere lungo il sentiero ben segnalato che sale con pendenza costante verso la vetta. Durante il tragitto, è possibile incontrare stambecchi saltellanti e tane di marmotte sparse fra gli immensi spazi erbosi. Arrivati sulla vetta della Cima di Terrarossa, il panorama si fa ancora più affascinante: la vista sulle Alpi Giulie lascia davvero senza parole. Per tornare indietro, basta ripercorre la strada fatta per salire.

Friuli Piani del Montasio, foto wikipedia Johann Jaritz -CC BY-SA 3.0 at
In Val Pesarina, una delle valli più affascinanti del Friuli, c’è un luogo dove il tempo sembra quasi essersi fermato: gli Stavoli di Orias, situati a 1000 metri di altitudine da raggiungere con una passeggiata di circa un’ora.
Punto di partenza ideale è il piccolo borgo di Truia dove parcheggiare l’auto per poi andare a piedi verso la radura che ospita gli stavoli. Giunti al traguardo, si viene catturati dalla vista a 360 gradi sulle vette circostanti: le cime rocciose delle Dolomiti Pesarine, la maestosa Creta di Mimoias, nonché i monti Tamai, Arvenis e Zoncolan, offrono un panorama incantevole.
Camminando immersi nella vegetazione, ci si imbatte negli Stavoli di Orias, un gruppo di 12 costruzioni rurali tipiche di montagna, risalenti a un periodo compreso tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, realizzate con un’architettura povera, ovvero pietra e legno. Queste abitazioni, in passato, venivano usate dai contadini come ricovero per il bestiame o per riposarsi durante gli alpeggi. Le strutture, generalmente, constano di due piani, hanno tetto spiovente e grate in legno per favorire l’essiccazione del fieno. Una delle loro particolarità è la loro disposizione, una accanto all’altra, come a formare una piccola borgata.
Alcune di esse sono state ristrutturate dai proprietari e adibite a case vacanza, altre sono inutilizzate, ma nessuna viene dimenticata perché sono state inserite nei luoghi del cuore del FAI (Fondo Ambiente Italiano). La fondazione, infatti, si occupa di tutelare e valorizzare il patrimonio paesaggistico e monumentale italiano a rischio.

FriuliGli Stavoli di Orias, foto wikipedia And Pus -CC BY-SA 4.0
Fra gli itinerari di trekking in Friuli più amati troviamo anche quello che porta verso Barcis e il Sentiero del Dint. Piccolo paesino della provincia di Pordenone, Barcis è famoso per il suo lago e la sua posizione stupenda. Nel cuore delle Dolomiti friulane, offre molteplici attrazioni agli appassionati della natura e dello sport tra cui, ad esempio, il Sentiero del Dint. Si tratta di un sentiero facile da percorrere che conduce alla Riserva naturale della Forra del Cellina e regala scorci panoramici di incredibile bellezza sul Lago di Barcis.
Dopo aver lasciato l’auto nei parcheggi vicino allo specchio d’acqua, incamminarsi per circa 300 metri, seguendo la sponda del lago in direzione della diga. Giunti al cartello che indica il Sentiero del Dint, seguire il percorso in salita che, quasi subito, porta in un sottobosco di faggi molto suggestivo.

Friuli Barcis e Sentiero del Dint, foto wikipedia Stefano Travasci CC BY 4.0
Proseguendo fino alla cima si arriva al primo punto panoramico, lo Skywalk del Dint, una passerella metallica sospesa nel vuoto: chi non soffre di vertigini può raggiungere la parte in vetro trasparente e ammirare la meravigliosa vista sul lago di Barcis.
Rientrando nel sentiero, si procede fino al secondo belvedere dal quale si domina la Riserva naturale della Forra del Cellina. C’è anche un terzo belvedere a cui si giunge percorrendo il sentiero in salita: dalla cima panoramica, la vista spazia sulla forra del torrente Cellina che assomiglia a un grande canyon sul monte Fora e sull’abitato di Andreis. Uno scenario naturale unico ed emozionante che vale la pena vedere!
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